E'iniziato il tiro a bersaglio contro Antonio Bassolino. Il rinvio a giudizio per truffa, falso e abuso del governatore della Campania, nell'ambito dell'inchiesta sull'emergenza rifiuti, ha fatto immediatamente scattare le contromisure dei piani alti della politica romana. Adesso fra coloro che hanno mollato il presidente della regione c'è pure Walter Veltroni. “Sono sicuro che farà la scelta più giusta" ha detto il leader del Pd. Aggiungendo: “Mi affido alla sua coscienza”. Il fatto che abbia poi espresso “stima e amicizia” suona ora soltanto come un modo ipocrita per indorare una pillola molto amara: dimissioni. Stizzita è stata la replica di Bassolino:“Sono soprattutto addolorato e un po' arrabbiato". Ovviamente il governatore a mollare la poltrona non ci pensa proprio. “Sento il dovere di andare avanti – ha sottolineato - perché emerga la verità, quella politica e quella giudiziaria. Perché io non ho fatto nulla di male". E' una difesa estrema e disperata, di chi sa che dopo non avrà alcun futuro. Per questo combatte con i denti, contro tutto e contro tutti. Al di là della vicenda giudiziaria, che in tempi normali sarebbe stato un semplice incidente di percorso, adesso il presidente della Regione si trova di fronte a qualcosa di più grande di lui: le elezioni politiche.  Il suo partito è alla rincorsa disperata di acciuffare un pareggio al Senato che eviterebbe uno strapotere berlusconiano nella prossima legislatura. Già la Campania era considerata una delle regioni perdute dal centrosinistra. Tant'è vero che, persa per persa, Veltroni non ci ha pensato due volte a sbarazzarsi di un uomo come Ciriaco De Mita che vale decine di migliaia di voti. Il problema per Bassolino è che il suo ingresso nelle vesti di imputato nel processo per lo scandalo rifiuti, travalica i confini della Campania e si riflette direttamente nel bacino elettorale del nord. La monnezza da fattore sociale si è trasformata in questione morale, che rischia di spazzare via tutti gli sforzi del leader Pd di dare un'immagine “nuovista” al partito. Com'era prevedibile, il centrodestra non sta facendo sconti sulla vicenda rifiuti. Finora a pagare le conseguenze maggiori, in termini di immagine è stato Prodi. Ma se Veltroni non prendeva rapidamente le distanze dall'imputato Bassolino, la spazzatura campana avrebbe travolto pure lui. E' indicativo che persino Repubblica, quotidiano legato a doppio filo a Massimo D'Alema, abbia sparato ad alzo zero contro Bassolino. Con un editoriale di Ezio Mauro, dove dice che “qualcuno - più simbolicamente esposto - deve assumersene il peso e il carico davanti alla pubblica opinione, anche al di là delle sue colpe specifiche, per far capire ai cittadini che la politica è anche responsabilità e sa pagare i suoi prezzi. Sono le ragioni per cui Antonio Bassolino deve dimettersi”. Ci ha messo tempo il quotidiano romano a prendere atto di una verità lampante già da mesi. Ora non solo il centrosinistra rischia di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati da un pezzo, come ha fatto rilevare il dirigente comunista Franco Specchio, ma il Pd si trova difronte al serio problema di una fronda interna che toglie autorevolezza e credibilità allo stile presidenzialista-decisionista di Veltroni. Ancora una volta la Campania e Bassolino diventano l'immagine reale di una “casta” che tenta inutilmente di coprire con il belletto delle campagne comunicative tutte le magagne di un modo di fare politica che, nascondendosi dietro gli slogan e il malessere dei precari, alla fine ha prodotto solo privilegi e prebende per la cerchia stretta degli amici. Solo se Veltroni riuscirà veramente, e nel giro di pochi giorni, a disfarsi di Bassolino (costringendolo alle dimissioni o cacciandolo dal partito) riuscirà a recuperare immagine e credibilità. Diversamente sarà indifeso dall'accusa spietata che arriva da Berlusconi: “Il dramma dei rifiuti ha fatto danni incalcolabili alle nostre esportazioni”. Se il Cavaliere ha ragione, quanto prima saranno pure Confindustria e i piccoli industriali del Nordest a diventare nemici dichiarati del Partito Democratico. Il rinvio a giudizio di Bassolino Bassolino resta a oltranza. Prodi e Veltroni si faranno travolgere dai rifiuti della Campania?
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