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“Mio caro amore”, storie di cartoline inviate da Ravello nel luglio del 1944

RAVELLO 1944 – Antonio Cerullo, comandante del Nucleo Carabinieri Scorta Reale, scrive a sua moglie una serie di cartoline che hanno oggi un forte valore storico, nel periodo in cui i Sovrani d’Italia soggiornavano a Ravello, ospiti del Principe Riccardo di Sangro, in Villa Episcopio.

La ripubblicazione di un articolo apparso sul cartaceo di E’Costiera nel 2000, dal titolo “Quando a Ravello c’era il Re, ha innescato ricordi e contatti fra il prof.re Domenico Cerullo (figlio di Antonio) e la professoressa Rita Di Lieto, che da molti anni raccoglie storie su ciò che è stata la Costiera amalfitana. A Rita va il merito di aver portato alla luce fatti e personaggi che hanno rischiato di essere “abbandonati” nel cassetto di una memoria ad appannaggio di pochi. E lo ha fatto anche con i suoi libri “Voglia di raccontare” (La Seconda Guerra Mondiale nei ricordi degli abitanti della Costa d’Amalfi). E il “Lavoro delle donne” (Storie dalle zone alte della Costa d’Amalfi). 

Domenico Cerullo mi ha inviato delle cartoline scritta dal padre Antonio, l’allora Comandante del Nucleo Carabinieri Scorta Reale, da Ravello nel luglio del ’44 – scrive Rita – con una bella storia da divulgare”. Eccole qui, pubblicate per non falle “ingiallire” del tutto. E perché dietro a ciò che può apparire come dei “semplici saluti tra coniugi“, sono invece racchiusi piccoli avvenimenti di quando Ravello fu protagonista, allora inconsapevole, di pagine importanti di un periodo storico che segnerà per sempre il corso della vita anche delle singole persone…

La cartolina del 3 luglio 1944 (immagine di Villa Cimbrone)

Ravello, 3 luglio 1944

Una cartolina che racconta la forte emozione e i pensieri profondi suscitati da un’insolita cerimonia religiosa. Una cartolina che è anche un documento di un certo valore storico. L’ha spedita a Contrada (AV) alla moglie Maria, il Comandante Antonio Cerullo, arrivato a Ravello il 27 maggio 1944, destinato al Nucleo Carabinieri Scorta Reale nel periodo in cui i Sovrani d’Italia soggiornavano a Ravello, ospiti del Principe Riccardo di Sangro, in Villa Episcopio.

La cerimonia nel Monastero di Santa Chiara con la presenza della Regina Elena

Cara Maria, sto bene.

Il testo della cartolina

Ieri ho assistito ad una commovente cerimonia; due belle signorine hanno rinunziato a tutto, perfino al loro nome, e sono entrate nella comunità delle clarisse.

Presenziava al suggestivo rito S. M. la Regina.

Mio caro amore, finché l’Italia avrà delle sovrane come la nostra amata Regina, la nostra Patria camminerà sempre sulla strada del progresso.

Tuo 

Antonio

Ho chiesto aiuto per la ricerca di altre notizie a Padre Francesco, direttore della Biblioteca San Francesco dei Frati Minori Conventuali, il quale con gran premura mi ha confermato che il 2 luglio 1944 nel Monastero di Santa Chiara due giovani erano entrate in clausura. Ed ha fatto di più: ha chiesto all’archivista Salvatore Amato di inviagli il testo con cui la cerimonia è stata annotata nel  “Libro di memorie ven. Monastero di S. Chiara”, a pag. 114

“In nome della Ss. Trinità. Amen. L’anno 1944, il 2 luglio, nella sua festa, la Madonna delle Grazie ha concesso a questo Monastero di veder crescere il numero delle religiose con la vestizione di Michelina Selimando, che ha preso il nome di Suor M. Vittoria della SS. Trinità e di Concettina Labombarda, che ha preso il nome di Suor M. Elena della Croce. La Madonna poi ci ha concesso anche la gioia che alla cerimonia della vestizione, celebrata da S. E. Rev.ma Mons. Giuseppe Maria Palatucci, dei Frati Minori Conventuali, già nostro confessore, ora vescovo di Campagna, è stata presente S.M. la nostra Augusta Regina, che dal 14 febbraio u.s. è qui a Ravello insieme con S.M. il nostro Augusto Re Vittorio Emanuele e stanno qui per causa dei dolorosi eventi bellici. Le due novizie hanno preso i loro nomi di Vittoria e di Elena, in omaggio ai buoni sovrani, che tanta benevolenza e tanto augusto interessamento stanno dimostrando per questa nostra povera e umile comunità. Nel notare questo atto di vestizione religiosa, preghiamo il Signore che consoli Lui i nostri carissimi Sovrani e conceda a essi e a tutta casa Savoia la grazia di veder presto liberata e pacificata e risorta tutta la nostra Italia, e di rivederla tutta quanta riunita con rinnovata fedeltà e amore intorno all’Augusta Famiglia Savoia. Dato a S. Chiara, li 2 luglio 1944”.

Leggendo, mi è parso di rivedere l’imponente figura di Mons. Palatucci nell’abito vescovile grigio che, nelle processioni solenni, sovrastava tutti gli altri prelati. I ricordi dell’infanzia sono i più tenaci. 

Suor Maria Elena della Croce    e    Suor Maria Vittoria della SS. Trinità.

Il Comandante Cerullo appena arrivato a Ravello e conquistato dalla sua bellezza, si era affrettato a scrivere a casa: 

Ravello, 1 luglio 1944

La cartolina datata 1 luglio 1944, con il chiostro di Villa Cimbrone (Ravello)

Cara Maria,

sto bene.

La gemma della divina costiera ha un antico, magnifico patrimonio artistico, una bella natura di prim’ordine e a ciò si aggiunge una soave armonia musicale che, ininterrottamente, nelle ore propizie eleva gli animi al di sopra delle miserie che affliggono l’umanità. A te, a mamma e ai piccoli il mio cuore traboccante di amore per voi. Tuo Antonio”.

Il testo della cartolina datata 1 luglio 1944

La Regina Elena aveva un’attenzione particolare per i poveri. Visitava orfanotrofi, monasteri, e conventi per elargire tramite i religiosi la sua carità. In via Lacco c’era una famiglia numerosa in miseria per il papà al fronte. L’ha seguita ed aiutata anche quando la famiglia reale si è trasferita a Raito e non le ha mai fatto mancare nulla. 

Era materna. Nel ‘44 Teresa A. frequentava la 1ª Media. E da Ravello scendeva a piedi ad Amalfi per andare a scuola. Una mattina era a metà strada, quando una macchina si fermò vicino a lei. Dentro c’era la Regina che, vedendola così piccolina, sola, in una strada solitaria, lontana dal paese, aveva chiesto all’autista di accostare per chiederle dove andava. E, quando seppe che andava a scuola ad Amalfi per le scorciatoie, la fece salire in macchina e l’accompagnò a Campolillo, a piazza Municipio. 

Teresa si sentì molto onorata e per ringraziarla, ricamò per lei un centrino a punto norvegese, fece un pacchettino e glielo fece recapitare a Villa Episcopio.

FOTO-COLLAGE  DI  VILLA EPISCOPIO

La foto di Domenico Cerullo dinanzi alla facciata di Villa Episcopio in versione collage è un  originale, simpatico, affettuoso omaggio alla memoria di suo padre, che ha vissuto un’esperienza unica, davvero fuori dell’ordinario, a stretto contatto con i protagonisti della Grande Storia in quel luogo divenuto simbolo della Storia d’Italia. Un collage che è la sintesi visiva della storia di suo padre, iscritta su quella parete insieme alla  lapide storica.

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10 thoughts on ““Mio caro amore”, storie di cartoline inviate da Ravello nel luglio del 1944

  1. “…eleva gli animi al di sopra delle miserie umane” …parole senza tempo valide per descrivere le sensazioni vissute da chi viene immerso nel meraviglioso paesino di Ravello, che domina la “divina costiera”! Ci si affeziona ai posti per svariati motivi, la lettura di queste commoventi cartoline di mio nonno mi fa tornare indietro nel tempo e impreziosisce, come una polvere magica, il mio legame con quei posti di incantevole bellezza!

  2. la storia di una famiglia umile ma ricca di amore, per la Patria e di intensità di rapporti tra i coniugi, andrebbe letta da tutte le giovani coppie e prese d’esempio. Ho avuto l’onore di conoscere i coniugi Cerullo ed i loro figli, ne sono orgoglioso

  3. bella storia di una modesta famiglia, ricca di amor di Patria ed di intensi affetti familiari, da prendere da esempio per le giovani coppie. Ho avuto l’onore di conoscere i diretti personaggi, ed i loro i loro figli, e ne sono orgoglioso.

  4. La storia di una modesta famiglia, ricca di amor di Patria e di intensi affetti familiari ,un sentimento cosi forte ,da essere d’esempio per le nostre giovani coppie. Ho avuto l’onore di conoscere i diretti personaggi,ed i loro figli,ne sono orgoglioso

  5. Ravello, luglio del 1944..
    Dopo78 anni le “Cartoline” di nonno Antonio regalano ancora le stesse emozioni di fronte agli incantevoli paesaggi della costiera amalfitana, Ravello, e alla vita che si svolgeva al seguito dei “Reali”.
    Grazie alla Prof. ssa Rita Di Lieto che con le sue ricerche contribuisce a far conoscere la storia della gente delle comunità, che si intreccia con quella nazionale, nella consapevolezza che è importante conoscere le nostre radici per costruire il nostro futuro.
    “Mio caro Amore”.
    In queste tre parole si racchiude la sensibilità d’animo, la delicatezza, la riservatezza, la rara dote di buon comunicatore del nostro carissimo e unico Papà Antonio per i suoi 5 figli e per i loro coniugi e Nonno Antonio per i suoi 10 nipoti…. Lo ricordiamo tutti immerso nella lettura dei suoi amati libri. Nei suoi scritti è stato sempre un cronista attento e ciò è dimostrato nella descrizione oggettiva, con qualche opportuno suo commento, degli avvenimenti a cui assisteva, perché faceva parte, con orgoglio, della scorta del Re Vittorio Emanuele e della sua consorte, la Regina Elena. Rara è anche la pulizia nello scrivere che pochi posseggono.
    Era un conoscitore dell’animo di tutti i suoi familiari. In ogni “cartolina”, che ci inviava., dipingeva un aspetto del carattere del”mittente”ed elargiva consigli preziosi per la vita di ognuno. Tante sono le “cartoline” che tutti noi ricevevamo per gli onomastici, I compleanni,, le nascite, gli anniversari…… e che conserviamo gelosamente. Il suo amore è scolpito nel nostro cuore. Siamo felici che altre persone abbiano potuto leggere ed apprezzare una piccola ma, storicamente, significativa parte degli scritti del nostro grande Antonio CERULLO.
    Annibale e Linda

  6. È sempre un’emozione grande leggere ció che il mio caro nonno scriveva. Nonno Antonio aveva l’abitudine di inviare a ogni componente della sua grande famiglia lettere o cartoline scritte con la sua inseparabile macchina da scrivere. Affrancava il francobollo e le spediva dall’ufficio postale a lui più vicino , le inviava per ogni occasione di festa : onomastici , compleanni, traguardi di ogni genere . Siamo stati fortunati ad avere un nonno che scriveva le sue emozioni su carta . Oggi tutti i suoi scritti sono per noi un tesoro inestimabile . Leggere le sue dolci parole per la cara nonna Maria mi ha emozionato tanto. Credo che da queste cartoline non solo si possa leggere la storia ma anche la genuinità delle vite di allora che sono lontane anni luce dalle nostre. Caro nonno la tua cultura , la tua educazione , l’amore per la tua famiglia sono e saranno sempre senza tempo. Grazie

  7. Questa storia si intreccia con quella della mia famiglia; io e mia moglie, nipote del comandante Antonio Cerullo, scegliamo Ravello come posto in cui sposarci e, chiedendo informazioni, abbiamo la fortuna di conoscere casualmente padre Francesco. E’ uno di quegli incontri che ti segnano e, per noi, la conferma di Ravello come sede per le nozze. Scopro poi un legame di padre Francesco con la mia famiglia, in quanto anni prima aveva battezzato mia cugina Chiara e aveva insegnato in una scuola a Nocera dove mio nonno era preside.
    Parlando poi con mio suocero, vengo a conoscenza del legame della famiglia Cerullo con Villa Episcopo e della storia riportata nell’articolo.
    Leggo con ammirazione la tenera corrispondenza del comandante Cerullo, la grazia e la cura delle parole usate, che riecheggiano un’epoca che sembra lontana.
    Un ringraziamento al prof Cerullo e alla prof Di Lieto per averci reso partecipi di questa storia.

    1. Anch’io mi accodo ai commenti fatti su mio suocero Antonio Cerullo ,padre di mio marito ,grande nonno dei miei figli.Che dire se non aver constatato la splendida persona che era :attento ,discreto ,affettuoso ,disponibile e tante altre qualità .Chi si alzava alle 3 del mattino per accompagnarmi a Napoli a frequentare la mia specializzazione? Lui lo faceva e insieme ci avventuravamo per quel di NAPoli con il pullman !Che avventure e lungo il tragitto mi raccontava di tutto anche della sua esperienza di Ravello .A Napoli a volte lo perdevo in cerca di biblioteche e librerie a comprare libri di storia ,di economia ,di giurisprudenza .Si perché oltre che esimio scrittore e letterato era anche quasi avvocato .Le cause della moglie con i suoi affittuari se le studiava prima lui e poi le passava con tutte le note al parente giurista .Ma il lavoro lo faceva lui .Oggi ben venga il riconoscimento di aver avuto l’onore di essere a Ravello nella scorta del Re Vittorio Emanuele e consorte .Ebbene c’era pure lui in quella storia ,ma era già di per se un grande degno di esserne fatto parte .RIP caro suocero .Chiara
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    2. mio suocero Antonio Cerullo ,padre di mio marito ,grande nonno dei miei figli.Che dire se non aver constatato la splendida persona che era :attento ,discreto ,affettuoso ,disponibile e tante altre qualità .Chi si alzava alle 3 del mattino per accompagnarmi a Napoli a frequentare la mia specializzazione? Lui lo faceva e insieme ci avventuravamo per quel di NAPoli con il pullman !Che avventure e lungo il tragitto mi raccontava di tutto anche della sua esperienza di Ravello .A Napoli a volte lo perdevo in cerca di biblioteche e librerie a comprare libri di storia ,di economia ,di giurisprudenza .Si perché oltre che esimio scrittore e letterato era anche quasi avvocato .Le cause della moglie con i suoi affittuari se le studiava prima lui e poi le passava con tutte le note al parente giurista .Ma il lavoro lo faceva lui .Oggi ben venga il riconoscimento di aver avuto l’onore di essere a Ravello nella scorta del Re Vittorio Emanuele e consorte .Ebbene c’era pure lui in quella storia ,ma era già di per se un grande degno di esserne fatto parte .RIP caro suocero .Chiara
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