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Nella Giornata della Memoria Positano ricorda quando era la città morta

La “città morta” il termine letterario coniato dallo scrittore tedesco Stefan Andres per “proteggere” Positano dal mondo esterno – nazismo e da ogni genere di totalitarismi – ricorda i suoi rifugiati. E lo fa con la Giornata della Memoria focalizzando il tema “Positano tra arte e rifugio politico dal 1933 al 1945“. L’evento che si terrà il 26 gennaio, ore 10, vede in prima linea l’Istituto Comprensivo “L.Porzio” con tutti gli studenti di scuola secondaria di l grado di Positano, che partecipano all’iniziativa presso la palestra scolastica, con intermezzi musicali e lettura di poesie, insieme all’Anpi Campania, il Club per l’Unesco di Amalfi, le associazioni Macchia Mediterranea e Posidonia.

La locandina della Giornata della Memoria a Positano

“Questa è una grande pagina di storia di Positano – ha dichiarato la dirigente Stefania Astarita, che ha voluto fortemente questo incontro coinvolgendo associazioni e cittadini che ne tramandano il ricordo – quando la città divenne rifugio di tanti esuli in fuga dal totalitarismo e in particolare dalla Germania nazista. Molti di loro erano artisti che avrebbero poi contribuito alla fama di Positano nel mondo. È molto importante che la scuola tenga viva questa memoria, perché le nuove generazioni siano consapevoli del loro passato e sappiano trarne insegnamento per il futuro”.

La scrittrice Lia Levi ha detto in merito alla giornata del Ricordo che la memoria è quando i ricordi diventano mattoncini – ricorda Maria Rosaria Mazzini, vice presidente di Posidonia, associazione che gestisce la biblioteca comunale dove sono raccolti libri e documentazioni di questo periodo storico – e bene facciamo che queste giornate diventino tanti mattoncini che un poco alla volta nel nostro animo costruiscono una struttura atta, non a difenderci dalle cose brutte e cattive, ma ad accogliere quanti hanno bisogno di essere difesi, da atti che non vogliamo si ripetano più. E anche da piccole cose di ogni giorno che rendono la vita di chi le subisce dura e a volta impossibile. Queste giornate servono a costruire una consapevolezza in ognuno di noi, poi tutti uniti possiamo costituire una società attenta ai bisogni di ognuno, e a quanto ci circonda. Il nostro ambiente, la casa comune che ci accoglie e custodisce tutti,  che quasi sempre resta dimenticato e vilipeso. In questo contesto il ricordo di quanto fatto dai nostri concittadini prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale, ci può guidare ed essere da esempio“.

“Gli esseri umani hanno delle idee ma solo se sono seguite dalla memoria, queste potranno condurli ad andare avanti, tutti assieme senza farsi più del male già fattosi – sottolinea Daniele Esposito, presidente di Macchia Mediterranea che per l’occasione ha organizzato una piccola mostra fotografica sulla Positano di quei tempi –  Per questo è importante, anzi fondamentale, non dimenticare. E la memoria ci dice anche che ci vuole l’unione di cento uomini se non di mille, che condividono uno stesso sano ideale per sopprimerne la malsana idea di un solo folle. Ecco perché queste iniziative sono fondamentali. Forniscono alla mente delle nuove generazioni la conoscenza e gli strumenti necessari per comprendere l’enorme male che la cattiveria umana può produrre tra gli stessi uomini senza per forza doverne prima pagarne personalmente le conseguenze. Perché inevitabilmente finche l’uomo esisterà purtroppo esisteranno sempre anche i folli e con loro questa stupida e orrenda possibilità”.

Via Stefan Andres, la strada dedicata allo scrittore tedesco che si rifugiò a Positano con la sua famiglia

“Dopo più di 90 anni il ricordo dei profughi tedeschi, russi, di origine ebrea o dissidenti politici che si rifugiarono nella “città morta”, come Positano venne definita da Stefan Andres – evidenzia la giornalista Maria Rosaria Sannino che ha lavorato sul tema, per la prima volta affrontato con la sua tesi di laurea nel 1998, con documenti e lettere inedite – deve ancora oggi farci riflettere sul senso di accoglienza che le nostre comunità avevano per il “diverso”, per chi fuggiva dagli orrori della guerra. Qui si sono sempre sentiti accolti e protetti. Abbiamo noi tutti il dovere di non far dimenticare ogni singola storia che ci fa da monito verso ciò che sta accadendo nel mondo. E che riguarda anche noi e le nostre coscienze, soprattutto in questi periodi storici dove si tenta sempre di oscurare la memoria”. 

Sarà presente alla Giornata della Memoria anche l’amministrazione comunale con il primo cittadino Giuseppe Guida e il Presidente dell’Anpi Campania, Ciro Raia che dal 2021 ha preso le redini dell’associazione dei partigiani seguendo le orme di Antonio Amoretti, l’indimenticabile “partigiano delle Quattro Giornate”. 

Redazione
Articoli redatti dalla redazione di e'Costiera
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