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Minori-Maiori, vicolo cieco: monta protesta su galleria calata dall’alto

Le voci che dicono “No al Tunnel tra Minori Maiori” di giorno in giorno diventano sempre più dirompenti. In Costiera amalfitana sta crescendo così il malumore per un progetto che viene sempre più percepito come calato dall’alto e sulle teste dei cittadini ignari. Tra denunce alla Procura firmate da alcuni cittadini del villaggio Torre, striscioni contro il “No tunnel” che un po’ alla volta appaiono tra le vie della città del Gusto, e con le elezioni amministrative che incombono, si respira una sorta di inquietudine per il futuro di questa comunità.

Il flash mob del 23 gennaio 2024

Intanto tutti sono chiamati alla mobilitazione. La seconda manifestazione pubblica “No Tunnel” fissata per venerdì 10 maggio a Minori (dopo il successo del flash mob del 23 gennaio) vede la partecipazione, oltre che del Comitato Tuteliamo la Costiera amalfitana e dello stesso Comitato Not Tunnel formatosi per dare maggiore forza al dissenso, anche delle associazioni Italia Nostra Salerno, del Club per l’Unesco di Amalfi, del Wwf Terre del Tirreno, di Legambiente Campania.

Alcuni rappresentanti delle associazioni con l’allora presidente della Conferenza dei Sindaci (maggio 2018)

In una nota congiunta di Italia Nostra Salerno e Club per l’Unesco di Amalfi, si mette in risalto come la critica al progetto da parte delle associazioni, sia avvenuta già nel maggio del 2018 quando “abbiamo fatto rilevare, in un incontro con l’allora presidente della Conferenza dei Sindaci della Costiera amalfitana (Giovanni Di Martino, ndr) – si legge nel comunicato stampa – l’assoluta incongruità delle modifiche progettate rispetto alla realtà urbanistica e territoriale della Costiera mettendo in evidenza come la loro realizzazione ponesse in pericolo la stabilità dell’intero territorio, confermando la contrarietà ad una visione finalizzata ad aumentare il traffico automobilistico con relativi conseguenti problemi. E come dovesse essere considerato inutile e controproducente immaginare percorsi sovradimensionati per raggiungere insediamenti dalle ridotte dimensioni territoriali”.

Anche nel luglio 2020 le due associazioni prendono posizione in occasione della votazione lampo passata in Consiglio Regionale della Campania che approvava la “variante al Piano Urbanistico Territoriale” per consentire di sventrare la Costiera amalfitana con una galleria di 450 metri, stigmatizzando quanto stava accadendo. In quell’occasione Luigi De Falco, vicepresidente nazionale di Italia Nostra, dichiarava come fosse stato “l’ennesimo colpo della Regione alle regole di protezione paesistica della Costiera amalfitana. Le elezioni imminenti chiedono probabilmente di pagare cambiali elettorali. Nemmeno le misure di semplificazione elaborate dal Governo osano tanto: sfidare i principi costituzionali della tutela sanciti dall’art. 9 che la carta costituzionale affida allo Stato. La Campania ancora una volta ritiene esclusiva la prerogativa di arrecare danni al paesaggio, e in questo va detto che detiene già troppi primati, relegando il Mibact al ruolo di passivo spettatore nell’apportare varianti alla pianificazione paesaggistica a colpi d’accetta”.

Ma il progetto di “una variante in galleria in località Torre Mezzacapo” va avanti spedito, nonostante le osservazioni e prescrizioni della Commissione Paesaggistica, quelle della Soprintendenza e quelle del Ministero fatte nel 2022 allo studio di fattibilità dell’ANAS. Anche in quella occasione Italia Nostra, insieme al Club per l’Unesco di Amalfi ribadiscono come “più di pensare a grandi opere, inutili e dannose, sia necessario ripensare e rimodulare il sistema della mobilità con un più efficiente servizio pubblico su gomma collegato con le vie del mare e con un piano complessivo che prevede una serie di semafori intelligenti che l’ANAS ha previsto da Minori fino a Castiglione di Ravello”.  Da sempre infatti le associazioni e gli stessi comitati chiedono di migliorare la vivibilità in Costiera amalfitana durante i mesi in cui più intenso è l’afflusso turistico, finanziando la pulizia dei boschi, il restauro dei muri a secco, il controllo degli argini dei corsi d’acqua, la prevenzione degli incendi. La Costiera amalfitana non ha bisogno di opere nuove, ma di manutenzione dell’esistente.

L’interno della grotta dell’Annunziata con l’immagine in alto dell’esterno

Oltre alla fragilità del territorio che andrà ad aggiungersi a quelli già esistenti, un rischio lo corre anche il complesso della Grotta dell’Annunziata, uno dei siti rupestri più interessanti dell’area caratterizzata dalla presenza dei resti dell’antica chiesa dell’Annunziata, su una delle cui absidi risalta ancora, per quanto malridotto, un dipinto risalente al 1400 circa che si vuole rappresenti la prima documentazione iconografica della coltivazione di agrumi in Costiera. Nello stesso luogo ugualmente interessante è l’esistenza di un singolare laghetto d’acqua dolce situato al centro di un’ampia caverna. Per questi motivi la grotta è sottoposta a vincolo monumentale ai sensi della legge 1089 del 1939 con decreto ministeriale del 9/01/1990. Secondo alcuni tecnici, infatti, la natura della roccia soprastante e circostante gli imbocchi renderebbe necessaria la creazione di un’adeguata protezione contro il pericolo di distacco di massi con conseguente necessaria creazione di un “tubo” di ingresso di notevole impatto sulla veduta d’insieme di questi caratteristici scorci del paesaggio della Costa d’Amalfi.

Una fotosimulazione dell’uscita della galleria a Minori

A marzo 2024, le associazioni chiedono un accesso agli atti all’ANAS per avere copia del progetto definitivo e verificare se e come avessero rispettato le prescrizioni indicate dalla Soprintendenza.  L’ANAS risponde quanto segue: “Le comunichiamo che il progetto esecutivo dell’opera non è stato ancora redatto in quanto nel 2022 è stata esperita la gara d’appalto per appalto integrato: redazione progettazione definitiva, esecutiva ed esecuzione dei lavori, ciò sulla base del Progetto di Fattibilità Tecnica ed economica posto a base di gara. Pertanto, ad oggi è in corso di redazione il Progetto Definitivo che deve tenere conto di tutte le prescrizioni acquisite in Conferenza dei Servizi preliminare, oltre quelle del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Ambiente, quest’ultima nell’ambito della procedura di VIA. Una volta redatto ed istruito il Progetto Definitivo sarà indetta la conferenza dei servizi decisoria e solo dopo l’acquisizione dei pareri definitivi potrà essere redatto il Progetto Esecutivo”.

Ma gli inviti che arrivano dal territorio rimangono inascoltati, come oggi denunciano pubblicamente le associazioni: “A nulla sono valsi poi i nostri appelli, attraverso anche comunicati stampa, rivolti all’amministrazione comunale di Minori e agli Enti interessati, di intraprendere un percorso virtuoso di trasparenza e condivisione con il territorio e le associazioni di tutela, di tutti gli atti finora prodotti. Ancora oggi, visionando quei pochi documenti resi disponibili, rimaniamo fermamente convinti dell’inutilità dell’intera opera e del pericolo che ancora una volta incombe sulla stabilità dell’intera Costiera amalfitana. Un territorio che, ricordiamo, è sempre più fragile e a rischio Idrogeologico. Sicuramente poi sarà fondamentale anche la partecipazione alla conferenza dei servizi di tutte le associazioni e comitati per formalizzare e motivare la contrarietà al progetto.”.

Anche questa volta, quindi, scendere in piazza per amplificare le voci del dissenso, è importante, come dichiarano gli organizzatori. E non hanno intenzione di arrendersi.

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