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In Campania sempre più abusi edilizi, occhi puntati sulla Costa d’Amalfi

Il consueto blitz agostano dei volontari di Legambiente durante Goletta Verde è avvenuto sulla spiaggia di Santa Teresa a Salerno, ma lo sguardo e il pensiero era anche rivolto verso la Costa d’Amalfi che ha visto proprio recentemente sprofondare in mare – sotto gli occhi attoniti di molti turisti in gita in barca – una enorme frana causata da lavori abusivi che si stavano realizzando nel comune di Positano. Goletta Verde 2020 accende l’attenzione su questo territorio Unesco che non vede fermare il cemento illegale e che durante questo anno ha visto diversi episodi che fanno pensare come non si siano mai arrestati gli episodi di abusivismo. 

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Aggressione sulle coste campane

La Campania così è anche quest’anno ‘maglia nera’ per il cemento illegale sulle coste con un record di infrazioni: 1.715 con un aumento del 20%.  Le demolizioni come sempre sono al palo: su 16.596 ordinanze sono state eseguite solo il 3% pari a 496 immobili abbattuti. Ancora più nera è la fotografia se si analizzano anche le domande di sanatoria a seguito dei tre  condoni. Legambiente ha censito ben 362.646 richieste di sanatoria: c’è un’intera sostanzialmente una nuova città tutta da rimettere in regola.

Giù le mani dalla costa!

Le coste poi della Campania detengono anche il primato nazionale del cemento illegale con il 17,1% dei reati accertati in Italia.

Accanto alle villette – ha denunciato Mariateresa Imparato, presidente  Legambiente Campania – le cronache locali ci raccontano di una miriade di chioschi, ristoranti, parcheggi, piscine, strade tracciate sulle dune e scalette scolpite nella roccia. Tutto quello che serve, insomma, per accedere alla battigia senza sforzo e godere della vista esclusiva sul mare. In barba alle regole, alla proprietà pubblica e alla salvaguardia dell’ambiente”.

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I dati non lasciano dubbi: è un proliferare di licenze edilizie fantasma, ordinanze di demolizioni non eseguite, richieste di sanatorie mai vagliate. Case abusive tollerate e mai abbattute, e spesse volte in zone di pregio.  Secondo gli ultimi dati di Legambiente più del 97% degli abusi edilizi da abbattere sono ancora lì. 

Solo il 3% degli immobili abbattuti 

Su 16.596 ordinanze di demolizione sono state eseguite solo il 3% pari a 496 immobili abbattuti. La legge prevede che si dovrebbe acquisire al patrimonio pubblico ma in Campania appena il 2% di questi immobili risulta trascritto dai Comuni nei registri immobiliari(pari 310 immobili). Il record alla Provincia di Napoli dove sono bene 259.170 le richieste di sanatoria, seguita dalla Provincia di Salerno con 71.096 richieste. L’aggressione cementizia alle coste campane rimane la piaga che continua a divorare ettari di territorio che non sarà mai più lo stesso.

Redazione
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