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Verona: tra tradizione, Aida e autonomia differenziata

Tre giorni trascorsi a Verona, precisamente nel centro storico di Verona. L’Italia é il paese dei borghi, sono questi i luoghi più attrattivi per i turisti che, soprattutto stranieri, trovano quello che nell’immaginario collettiivo è l’Italia: accoglienza, cultura, storia, buona cucina, buon bere. Verona non delude le aspettative, é tutto questo e ancora di più.

Questi sono i giorni in cui è stata approvata la legge sull’autonomia differenziata che, parlando alla pancia del popolo, ci porta a pensare che ancora di più si acuiranno le differenze tra regioni e regioni segnando sempre più quel divario esistente tra Nord e Sud. Consapevole di questo periodo storico cerchiamo di non intraprendere conversazioni sull’argomento con tutte le persone che incontriamo in questi tre giorni, non vorremmo alimentare le solite polemiche tra noi del Sud e loro del Nord. Non vogliamo prestare il fianco a chi vuole per forza segnare queste differenze facendole diventare sempre più un canale divisorio, né vogliamo ricercare lo spirito discriminatorio che porta i Veneti a considerarci terroni, e noi a loro polentoni. 

Verona, San Zeno

L’unica cosa che chiediamo: siete mai stati al Sud? Molti di loro non sono mai stati oltre Roma, ecco questa ci sembra una differenza sostanziale. Se si facesse una ricerca si scoprirebbe che siamo molto più noi del sud a conoscere il nord e non viceversa, ecco su questo lavorerei un po’ di più perché se tu non vieni in un posto non potrai mi fartene un idea precisa e troppe volte ti farai guidare dai luoghi comuni. E così quando noi veniamo al nord siamo sempre un po’ prevenuti: brutto clima, gente fredda, e poi spesso dobbiamo ricrederci perché troviamo grande accoglienza e grande bellezza. 

Verona, il centro storico visto dall’alto

Ci inoltriamo tra i decumani della città  tracciati dai  romani e ci ritroviamo a pensare che poi le origini e la storia di questa città non é così diversa da tante città di questa Italia, comprese quelle del Sud. Certo la diversità esiste ma è soprattutto legata alla capacità di gestire il bene comune. I monumenti storici sono tutti ben tenuti, abbiamo fatto il giro delle quattro chiese, una proposta di visita con un biglietto cumulativo, che ci ha portato a percorrere in una giornata 14 km all’interno del centro storico: Il Duomo, Santa Anastasia, San Fermo, San Zeno. Un incredibile susseguirsi di stili architettonici e una ricchezza di decori, una magnificenza ed una imponenza di strutture. Un continuo naso in su e bocca aperta con un’espressione di stupore stampato sul volto. Abbiamo ammirato i balconcini rigogliosi di cascate verdi, su quello di Giulietta meglio non esprimersi, però come operazione di marketing è vincente, una fila ininterrotta di persone per toccare le sue tette. 

Antonella Dell’Orto nel centro storico di Verona

L’Adige in questo tratto disegna un’ansa che è un vero proprio abbraccio in cui la città si ritrova. Abbiamo ammirato i giardini che su di esso si affacciano puntellati di rose, ortensie e fioriture varie. Abbiamo assaporato la cucina con piatti che raccontano ancora una volta la capacità di raccontarsi di un territorio. Il risotto all’amarone ci fa capire quanto questa terra sia intimamente legata alla cultura del vino.Le passeggiate, sull’elegante via Mazzini, lastricata di lucidi marmi di Verona facendo la spola tra la piazza delle Erbe e piazza Brà. La risalita dal Ponte Pietra con la funicolare per un affaccio sul panorama, sorseggiando uno Spritz. La visita al Castel vecchio e l’affaccio sul ponte di mattoni sul fiume Adige. Una città “facile” come vorremmo che fossero anche le nostre città. Traffico sotto controllo, rifiuti sotto controllo, deiezioni canine sotto controllo.

Abbiamo assistito all’Aida di Giuseppe Verdi in questa che, con la regia di Poda è definita l’Aida di Cristallo. Che dire? Tra le cose da fare, almeno una volta nella vita, inserite nell’elenco: opera lirica all’arena di Verona. Uno spettacolo incredibile e l’orgoglio di essere italiano diventa palpabile e la determinazione di Radames di pagare la colpa per aver tradito il suo paese la comprendi.

L’Arena di Verona durante l’Aida di Giuseppe Verdi

E ti chiedi:”Ma veramente noi italiani siamo questo?” Ma veramente il genio e la creatività di questo popolo è riuscita a produrre tutta questa bellezza che ci rende noti in tutto il mondo? Ma ne siamo consapevoli? Ma vogliamo ricordarcelo un po’ di più?

Noi siamo l’Italia del bel canto, patrimonio Unesco, noi siamo l’Italia del patrimonio storico, noi siamo l’Italia del buon cibo, noi siamo l’Italia del paesaggio, della cultura, della genialità e nessuna legge potrà mai farci sentire divisi. 

Noi abbiamo combattuto per l’unità d’Italia e, noi del sud, ne abbiamo pagato un prezzo altissimo, che ancora stiamo pagando.  E, siamo convinte che il pareggio dell’Italia all’ultimo minuto contro la Croazia è stato merito nostro che facevamo il tifo nell’autobus che ci riportava a casa dall’aeroporto di Napoli. 

Forza Italia unica, indivisibile e invincibile!

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