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Il teatro cerca casa, il palcoscenico in un’azienda agricola multifunzionale

Ad ospitare lo spettacolo “Una notte con le stelle e con te”, con Maurizio Murano e Mariella Pandolfi al piano, è stato lo spazio aperto dell’Azienda Agricola multifunzionale La casa di Angiù. Così questa volta il teatro ha trovato casa ad Eboli, in Campania. 

La serata de “Il teatro cerca casa” trascorsa presso La Casa di Angiù ad Eboli

Il teatro cerca casa è un’occasione, una opportunità per il teatro e gli spettatori di sperimentare una dimensione diversa di fruizione di una performance dal vivo. Gli elementi perché la serata fosse magica c’erano tutti. E’ emozionante ospitarlo. Avverti subito che quello che si sta svolgendo sotto i tuoi occhi ha un qualcosa di straordinario. L’attore arriva uomo e diventa personaggio. Sotto i tuoi occhi subisce una trasformazione e calandosi negli abiti di scena la tua casa diventa un palcoscenico e la magia del teatro, con quell’atmosfera di sacro si sparge tutto attorno. 

Una bella atmosfera con il “Teatro cerca casa” (presso l’azienda agricola multifunzionale La Casa di Angiù di Eboli)

L’emergenza sanitaria ha profondamente colpito il volto del nostro Paese. Ha messo in discussione tanti aspetti della nostra vita e dell’organizzazione più in generale del sistema Italia in tutti i settori. Sicuramente tra le situazioni più delicate che il Covid-19 ha fatto esplodere, c’è quella dei lavoratori dello spettacolo. In Italia la condizione di chi opera in questo settore è già normalmente piuttosto precaria, rispetto alla realtà di altri Paesi  e l’annullamento di ogni evento culturale in questi mesi, e con ogni probabilità anche nei prossimi, ha gettato in uno stato di profonda difficoltà tutti quelli che della musica, della danza, dell’arte performativa, hanno fatto la propria professione. Secondo i dati raccolti da Enpals e dalla Fondazione Symbola, in questo momento ci sono tra le 300.000 e le 380.000 persone legate al mondo dello spettacolo e della cultura che in Italia non stanno lavorando.

Teatro e agri-apericena 

Chi mi conosce sa quanto sono legata al mio territorio e ai suoi prodotti. Non potevo perdermi l’occasione per dare spazio ad un piccolo gruppo di amici produttori. E così la serata è stato anche un momento per un’Agri-apericena.

Antonella Dell’Orto durante la serata “Il Teatro cerca casa”

La proposta è stata formulata in modo da accompagnare i convenuti  in una passeggiata enogastronomica che li ha portati, partendo dalla Piana del Sele e risalire fino alle colline e ai monti di Eboli.

La parte che più mi piace è andare a prendere i prodotti. Questa meravigliosa terra non finisce mai di sorprendermi.

Il menù con prodotti locali 

Il ciauliello, il nostro PAT n.498 (di cui ho scritto qui). Le zucchine le aveva preparate mia madre. I pomodori secchi invece ce li ha donati l’azienda Agricola di Carlo Mirra, una splendida realtà della nostra Piana del Sele che esporta in tutta Europa i suoi prodotti: soprattutto erbe aromatiche, fiori di zucca, coriandolo e da poco perfino in Inghilterra i prodotti essiccati alla base del Ciauliello. Hanno dovuto far tradurre la ricetta in inglese: anche a Londra oggi cucinano Il Ciauliello.

I “piatti” della serata

Poi sono passata dalla Società Agricola Agri Mirra. Anche qui una splendida famiglia che si dedica all’allevamento delle mucche il cui latte viene trasformato nel caseificio aziendale in mozzarella, ricotta, caciotte e altri prodotti di mucca. Loro ci hanno fornito mozzarelline ciliegine e ricotta.

Risalendo la collina non potevano mancare i formaggi di pecora dell’azienda la Bersagliera dei fratelli Cerrone. Le loro greggi pascolano praticamente davanti casa e mi lega a loro un rapporto di amicizia e fratellanza. Anche qui il cardine è  la famiglia. 

Il primo che ci ha chiamato per mettere a disposizione  i suoi prodotti è stato Peppe de Martino, amministratore della società ADMsrl. L’azienda che si occupa di alimentazione animale è stata avviata dal compianto padre Adolfo De Martino, un perito agrario di altri tempi, uscito da quella scuola di agricoltura istituita nel 1882  che formava eccellenti professionisti

Il dolce della serata con le albicocche bio

Dopo più di mezzo secolo, Peppe, affiancato dalla competente e paziente moglie, Carmen Nigro, chimico delle produzioni animali e anima burocratica dell’azienda, ha avviato il progetto “La cambusa” che produce salumi di eccellente qualità: salame, soppressate, pancetta e capicollo, che hanno deliziato i nostri palati. 

Affiancati a questi straordinari prodotti non potevano non pensare ad  un vino all’altezza del compito ed ecco che diventano vignaioli con Petra Pizzuta, 80%di Aglianico e 20% di Merlot, un IGP delle nostre Colline Salernitane.

A suggellare il tutto non poteva mancare il pane. E allora la punta del cuore non poteva che essere “Il forno di Vincenzo” che chi mi legge ha imparato a conoscere.

Una parte del ricavato della serata andrà a sostenere la raccolta fondi avviata proprio perché il Forno di Vincenzo, forno sociale di comunità, possa essere realizzato.

Per finire non poteva mancare il dolce. Torta Sacra: pan di spagna al cioccolato, composta di albicocche, crema di ricotta, un velo di cannella e una nocciola tonda di Giffoni. Omaggio alla nostra produzione di albicocche bio.

Un ringraziamento particolare a Emidio Trotta, patron di “In tavola” fine Banqueting  che ci ha fornito l’allestimento. Non conoscete In tavola? Beh, allora vorrà dire che dovrò dedicargli un intero articolo.

Avevamo promesso magia e magia è stata, grazie anche a tanti amici che hanno risposto numerosi. Un’azienda agricola multifunzionale è presidio di territorio e luogo di promozione sociale culturale. Un luogo che si apre alle produzioni e alle emozioni.

Antonella Dell’Orto (biologa/contadina/teatrante)

Uno spettacolo de “Il Teatro cerca casa”

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