Augusta, concerti d’oro per San Domenico: l’Edicolante canta la sveglia ai moderati ERROR404.ONLINE di Massimo Ciccarello Scritto giovedì, 23 Maggio, 2024 08:00 Ultimo aggiornamento sabato, 1 Febbraio, 2025 19:43 AUGUSTA – Canta che ti passa. Ma da buon “satiro”, Domenico Tringali – alias l’Edicolante – ribalta quel consolidato rimedio contro rabbia e frustrazione. E siccome non gli “passa” proprio lo sperpero per l’ennesima festa patronale faraonica, il 26 maggio si metterà lui stesso a cantare. In senso letterale e figurato, “perché in città manca ogni dibattito serio e reale in un’area moderata cloroformizzata” . Dando appuntamento per le 9 ai followers della sua popolare pagina satirica su Facebook, e alle 10 in presenza “per condivisione reale e eventuali autografi”, proprio nella stessa zona della villa dove è stato allestito il maxi-palco degli eventi. Intende uscire dal virtuale per spiegare di persona perché ha deciso di esprimere con una sorta di karaoke la sua protesta, contro il fiume di denaro speso per artisti di grido e concerti di richiamo, scritturati dal Comune di Augusta nell’edizione 2024 dei festeggiamenti per San Domenico. Molto più simili a un avvio di campagna elettorale per le comunali 2025, che alla degna celebrazione del santo patrono. Inizia all’insegna della satira mordace, ma riempita con contenuti di denuncia che da tempo stimolano riflessioni preoccupate e reazioni scomposte anche fuori dall’ambito cittadino, la rincorsa del dissenso per un’alternativa moderata alla sindacatura Giuseppe Di Mare. E comincia proprio dall’ex segretario cittadino dell’Udc, negli ultimi anni vicino al deputato regionale autonomista Peppe Carta, nonché primo cittadino di Melilli e sponsor dell’amministrazione augustana, nonché grande elettore di Forza italia alle imminenti europee. PER APPROFONDIRE: Augusta, San Domenico torna festa in grande stile: finanziano le raffinerie La satira di Domenico Tringali per scuotere il Mpa: appiattiti sul sindaco che li scarica dopo il bis. Giuseppe Di Mare con Arisa (foto Fb). In linea con tempi che hanno perso la proposta politica articolata, per sostituirla con i leggeri siparietti social di sindaci show man, l’ingegnere centrista non capisce ma si adegua. E domenica prossima promette di snocciolare cifre e metodi “di un sistema amministrativo pervasivo”, dove i cantanti portati sempre dagli stessi agenti sono solo l’esempio esaustivo, ma non esauriente. “Sono tutti appiattiti attorno la fatalistica ricandidatura di un sindaco Fratelli d’italia, che li lascerebbe a piedi neanche a metà del suo secondo mandato per andare all’Assemblea siciliana“, ragiona Tringali. Scoprendo il segreto di Pulcinella dietro il suo pungolo satirico, chiaramente finalizzato a scuotere un’area moderata auto-confinatasi nel recinto meloniano. “Dove quasi tutte le grandi scelte amministrative vengono prese passando sulle loro teste”, osserva, non risparmiando forti critiche nemmeno ai suoi amici del Mpa presenti in giunta con 3 assessori su 7. “Molti imbarazzanti retroscena delle delibere che approvano li vengono poi a conoscere dai giornali online, dal nostro tentativo di informazione alternativa basata sulla satira o dalle interrogazioni dell’opposizione“, graffia l’Edicolante. PER APPROFONDIRE: Brucoli, le ville “approvate dal Comune” 7 anni prima del nulla osta? Monopolio al porto, cementificazione di Brucoli e ex convento: amministrazione “sbrigativa”. sopra e copertina, l’autoironia social di Domenico Tringali. In effetti non è un mistero che l’avallo di Palazzo di città al monopolio dei servizi portuali, gli amministratori fuori dal “cerchio magico” lo hanno appreso dalla stampa a cose fatte. Così come l’imponente cementificazione nella cartolina del golfo di Brucoli, dove la fascia costiera sottoposta a vincolo è stata dimezzata con un’autocertificazione passata indenne al vaglio degli uffici comunali. Un “gioco di prestigio” venuto alla luce solo nell’aula consiliare, grazie a un accesso agli atti della minoranza. Una vicenda scabrosa, che non sembra essersi affatto chiusa col dibattito in consiglio e il sostegno della maggioranza. “Il pasticcio dell’ex San Domenico è un altro caso emblematico, del metodo quantomeno sbrigativo con cui il ‘partito Di Mare’ gestisce la cosa pubblica”, graffia ancora Tringali. La vicenda è quella del monumentale convento domenicano, dato in usufrutto per dieci anni a un’ambigua onlus con sede nella piccola provincia lombarda, ma con managment che vive e opera nella zona Sud del Siracusano. Un comodato d’uso gratuito concesso con una gara durata meno di 3 settimane, revocato a razzo quando il legale rappresentante della no profit è risultato indagato nella presunta truffa del resort a Noto, costruito col superbonus 110 e la stupefacente “distrazione” di quella amministrazione locale targata centrodestra. Anche se non è stata l’unica a distrarsi. PER APPROFONDIRE: Adsp Augusta-Catania darà a Palermo il monopolio servizi portuali Inchiostro “nero” cupo su dubbie pratiche lampo, Nicita: c’è un cortocircuito nel centrodestra. L’ex convento di San Domenico. Quella augustana ad esempio non si è accorta né della pec diversa da quella depositata al registro ministeriale, né del subitaneo cambio di categoria catastale del complesso monumentale, incompatibile col 90 per cento delle finalità sociali per cui era stato concesso. Ma anche al Comune di Siracusa avevano iniziato un iter simile più o meno nello stesso periodo, per concedere l’ex convento di Grottasanta e l’ex scuola di Villa Ortisi a questa associazione double face, rappresentata da un ex candidato di Casa Pound alla Camera. E pure in questo caso c’è un inchiostro “nero” che sembra far accelerare le firme, su pratiche generalmente molto più lente. Nella sede netina di quel movimento estremista, infatti, l’attuale assessore siracusano Fabio Granata aveva presentato nel 2019 un suo libro sulla “destra antimafia”. Vicende sulle quali il senatore Pd, Antonio Nicita, ha preso posizione parlando di “cortocircuito su cui l’amministrazione di centrodestra ha evitato di porsi troppe domande: quelle giuste”. Il megalomane glamour festaiolo ridotto a paravento dietro il quale si muovono disinvolti affaristi, abili a sfruttare i legami politico-ideologici per eludere le “difese immunitarie” degli stessi amministratori, comincia a diventare un problema per gli stessi sostenitori moderati. PER APPROFONDIRE: Augusta, ex San Domenico dato all’indagato per truffa resort a Noto L’incognita “sCateno” De Luca come garante della coalizione per sfidare l’imbattibile Di Mare. Cateno De Luca. C’è un “caso centrista” nella coalizione Di Mare, dove le riunioni di maggioranza sono praticamente inesistenti, e la satira documentata di Tringali lo porta allo scoperto. La delibera degli spettacoli patronali parla di uno stanziamento di 100 mila euro per tre concerti e una serata di cabaret, “ma la spesa complessiva supera i 300 mila euro”, dice l’Edicolante anticipando il tema del suo “concerto” di chiusura. Che vuole suonare l’allarme sulla prosecuzione dell’alleanza col sindaco Fdi, pure per le prossime comunali. Rendendosi tuttavia conto che allo stato attuale non ci sono all’orizzonte candidature alternative, in grado di competere credibilmente se le liste di Carta restano dove attualmente stanno. Uno scenario sul quale pesa però l’incognita Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama nord sarà il 27 in città per la campagna europee, che considera propedeutica per la sua seconda corsa alla presidenza della Regione, stavolta in coalizione con Pd e 5 Stelle. E Augusta 2025 può essere il tassello di un più vasto accordo-quadro, che metterebbe insieme forze eterogenee disposte ad accantonare le differenze, se c’è un cappello abbastanza robusto da contenerle tutte. Abboccamenti in tal senso sono già stati avviati, ma la strada è ancora lunga. E sarebbe paradossale che il demiurgo di un’alternativa all’istrionico sindaco cabarettista, sia un onorevole populista che si definisce “sCateno” per i suoi sketch fuori le righe. 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