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	<description>Il giornale di approfondimenti della Costiera amalfitana e oltre - Viaggi, storie e culture</description>
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		<title>Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Ciccarello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 15:29:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Commissario straordinario per la depurazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AUGUSTA &#8211; Nessun cronoprogramma dei lavori per far partire l’impianto di trattamento dei reflui urbani. Un centinaio di espropri per la rete fognaria ancora da portare a conclusione. Tutte le acque nere della città riversate nella zona naturalistica tutelata delle ex saline, proprio al limitare del quartiere Borgata, in caso di guasto alle pompe di...</p>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>AUGUSTA &#8211;</strong> Nessun cronoprogramma dei lavori per far partire l’<strong>impianto di trattamento dei reflui urbani</strong>. Un centinaio di espropri per la <strong>rete fognaria</strong> ancora da portare a conclusione. Tutte le acque nere della città riversate nella <strong>zona naturalistica</strong> tutelata delle ex saline, proprio al limitare del <strong>quartiere Borgata</strong>, in caso di guasto alle pompe di rilancio. E lo scarico finale delle acque chiare nel <strong>porto</strong>, attraverso un vecchio pontile che l’<strong>Autorità portuale</strong> ha già deciso di demolire, per far spazio a quelli del nuovo polo per la cantieristica. La <strong>depurazione di Augusta</strong> sicuramente ci sarà, ma resta tuttora un punto interrogativo sul “quando” le sue coste torneranno balneabili. L’unica certezza ventilata dal sindaco <strong>Giuseppe Di Mare</strong> sono i lavori che <em>“partiranno presto”</em> sotto le <strong>strade comunali</strong>, e <em>“avranno impatto sulla viabilità”.</em> Per il resto nella <strong>conferenza stampa</strong> “allargata” convocata il 10 ottobre a Palazzo di città, per celebrare la consegna del <em>“cantiere dei cantieri</em>” nonostante un ricorso ancora pendente al <strong>Cga</strong>, non è stata illustrata alcuna soluzione sulle criticità. Peraltro emerse già a marzo scorso, durante un confronto analogo coi <strong>giornalisti</strong>. Dal commissario governativo fresco di riconferma romana, <strong>Fabio Fatuzzo</strong>, non è arrivata alcuna novità sulle perplessità da tempo sollevate da <strong>ambientalisti</strong> e addetti ai lavori. In compenso, nel salone del municipio è andato in scena lo scontro aperto fra il centrodestra che governa a <strong>Roma</strong> e quello con le mani sui bottoni della <strong>Regione Siciliana</strong>.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-appalto-depuratore-fra-progetti-vecchi-e-vecchie-inchieste" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-5">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-appalto-depuratore-fra-progetti-vecchi-e-vecchie-inchieste/" data-type="post" data-id="25079">Augusta: appalto depuratore fra progetti vecchi e vecchie inchieste</a></h4>



<h3 id="h-il-parlamentare-fdi-contro-il-gestore-del-servizio-idrico-integrato-non-e-trasparente-sto-monitorando" class="wp-block-heading">Il parlamentare Fdi contro il gestore del servizio idrico integrato: non è trasparente, sto monitorando.</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority='high' width="1024" height="674" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Fabio-Fatuzzo-e-Giuseppe-Di-Mare-1024x674.jpeg" alt="" class="wp-image-26700" style="width:485px;height:auto" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Fabio-Fatuzzo-e-Giuseppe-Di-Mare-1024x674.jpeg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Fabio-Fatuzzo-e-Giuseppe-Di-Mare-300x198.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Fabio-Fatuzzo-e-Giuseppe-Di-Mare-768x506.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Fabio-Fatuzzo-e-Giuseppe-Di-Mare-177x118.jpeg 177w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Fabio-Fatuzzo-e-Giuseppe-Di-Mare.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fabio Fatuzzo e Giuseppe Di Mare, in copertina al podio Luca Cannata</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una resa dei conti fra teorici alleati emersa in tutta la sua crudezza, quando l’onorevole meloniano <strong>Luca Cannata</strong> e il deputato regionale autonomista <strong>Peppe Carta</strong> non se le sono mandate a dire appena Fatuzzo ha prospettato una sua denuncia alla <strong>Procura di Siracusa</strong>, per il ribasso simbolico che ha portato Aretusacque a gestire il s<strong>ervizio idrico integrato</strong> della provincia. Fra cui ci sarà pure il nuovo <strong>depuratore a Punta Cugno</strong>, coi suoi salati <strong>costi di gestione</strong> da ripartire integralmente nelle bollette di chi lo userà. Cioè gli utenti di Augusta e <strong>Brucoli</strong>, dato che <strong>Agnone</strong> per il momento resta scollegato, in attesa che Roma destini allo scopo i fondi risparmiati col <strong>ribasso d’asta</strong>. Alla spesa totale comprensiva di <strong>manutenzione</strong> occorrerà poi aggiungere il <strong>profitto</strong> per la società, che la normativa in materia pudicamente accorda sotto forma di remunerazione del capitale impegnato. Ed è proprio su questi soldi che il parlamentare dei <strong>Fratelli d’italia</strong> accende un faro. <em>“Ho chiesto atti e verbali, sto monitorando”</em>, avverte <strong>Cannata</strong> nel suo intervento. Dicendo che vuole <em>“capire come e quando arriveranno quel miliardo 300 milioni da spendere”</em> in trent’anni di gestione privatizzata, sui quali la “<strong>Autorità di regolazione per energia reti e ambiente</strong>” consentirà la maggiorazione tariffaria. <em>“Oggi la gestione di <strong>Aretusacque</strong> non è trasparente, e il governo trova il braccio armato del commissario”,</em> sottolinea il vicepresidente della commissione Bilancio alla <strong>Camera</strong>.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-addio-acqua-pubblica-torna-il-profitto-privato-sulle-bollette" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-6">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-addio-acqua-pubblica-torna-il-profitto-privato-sulle-bollette/" data-type="post" data-id="18648">Augusta: addio acqua pubblica, torna il profitto privato sulle bollette</a></h4>



<h3 id="h-commissario-governativo-annuncia-esposto-sul-mini-ribasso-aretusacque-carta-avverte-non-lo-farei" class="wp-block-heading">Commissario governativo annuncia esposto sul mini ribasso Aretusacque, Carta avverte: non lo farei.</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority='high' width="1024" height="1024" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/peppe-carta-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-26698" style="width:437px;height:auto" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/peppe-carta-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/peppe-carta-300x300.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/peppe-carta-150x150.jpeg 150w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/peppe-carta-768x768.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/peppe-carta.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Peppe Carta</figcaption></figure>
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<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La puntualizzazione sull’appoggio di <strong>Palazzo Chigi</strong> alle scelte del suo <strong>commissario per la depurazione</strong>, arriva dopo la netta replica di <strong>Carta</strong> a Fatuzzo. <em>“Una denuncia semmai va presentata a <strong>Palermo</strong>, ma eviterei questa azione”,</em> dice il presidente della commissione Ambiente all’<strong>Assemblea siciliana</strong>. Un “consiglio” che suona come una messa in guardia dall’aprire il <strong>vaso di Pandora</strong>, questo del dominus di <strong>Grande sicilia</strong> nel siracusano. In effetti l’uomo di fiducia del <strong>governo Meloni</strong> è andato oltre il minimo sindacale a difesa del suo ufficio, contro i reiterati ricorsi di Aretusacque sulla pretesa competenza nell’assegnazione del mega appalto. <em>“Felici se la <strong>società di gestione</strong> collabora con noi, ma la <strong>magistratura</strong> deve iniziare a sanzionare chi fa perdere tempo”,</em> dice l’ex deputato di <strong>Alleanza nazionale</strong>, riferendosi ai ricorsi per contestare la sua titolarità nella gara d&#8217;appalto. Prudentemente, il neodemocristiano <strong>Carlo Auteri</strong> si tiene alla larga dallo scontro limitandosi a lodare Di Mare. <em>“Un ulteriore fatto che si concretizza, grazie alla sua perseveranza”</em>, elogia il <strong>deputato regionale</strong> di Sortino. Il sindaco augustano ha riempito il salone nobile di <strong>amministratori comunali</strong> del fastoso presente, del passato recente e del futuro prospettato. Ma sembra sulle spine, quando si ritrova vaso di coccio fra le giare di ferro che cozzano. Prende le redini solo col capufficio dei Lavori pubblici, <strong>Carmelo Bramato</strong>, quando lo vede in difficoltà a spiegare l’incompatibilità dello scarico depurato con il nuovo <strong>piano regolatore portuale</strong>, recentemente approvato dal <strong>consiglio comunale</strong>. <em>“Questo non rappresenta un problema, con l’<strong>Adsp</strong> concorderemo le modifiche necessarie”</em>, dice il primo cittadino. Che per scansare gli inevitabili ridimensionamenti sul trionfale annuncio dei cantieri in città, a fine conferenza stampa diffonde un articolato comunicato.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-il-depuratore-fa-passi-avanti-ma-e-giallo-sui-costi-in-bolletta" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-7">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-il-depuratore-fa-passi-avanti-ma-e-giallo-sui-costi-in-bolletta/" data-type="post" data-id="18177">Augusta, il depuratore fa passi avanti ma è giallo sui costi in bolletta</a></h4>



<h3 id="h-di-mare-esulta-per-avvio-cantieri-in-citta-ma-il-rup-conferma-che-non-c-e-ancora-un-cronoprogramma" class="wp-block-heading">Di Mare esulta per avvio cantieri in città ma il rup conferma che non c&#8217;è ancora un cronoprogramma.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority='high' width="1024" height="546" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/di-mare-bramato-fatuzzo-depuratore-1024x546.jpeg" alt="" class="wp-image-26695" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/di-mare-bramato-fatuzzo-depuratore-1024x546.jpeg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/di-mare-bramato-fatuzzo-depuratore-300x160.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/di-mare-bramato-fatuzzo-depuratore-768x410.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/di-mare-bramato-fatuzzo-depuratore.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">al centro, il rup Carmelo Bramato</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><em>“Sappiamo bene che non sarà un percorso semplice”</em>, ammette <strong>Di Mare</strong> nel suo documento<em>.</em> Avvertendo che <em>“i lavori dureranno 470 giorni e avranno inevitabilmente ripercussioni sulla <strong>viabilità</strong> lungo tutta la <strong>zona costiera</strong>. Chiedo sin da ora ai cittadini comprensione e collaborazione, perché i disagi temporanei saranno necessari per dotare finalmente <strong>Augusta</strong> di un servizio essenziale, con benefici importanti per l’ambiente, il mare e la <strong>qualità della vita</strong>. Adesso seguiremo ogni fase del cantiere con la massima attenzione”.</em> L’ottimismo della volontà tuttavia si scontra con il pessimismo su alcuni punti critici, ammessi con onestà dall’ingegnere Bramato quando i cronisti chiedono spiegazioni. Nonostante i 470 giorni lavorativi previsti, un po’ meno di un anno e mezzo salvo imprevisti, il <strong>responsabile unico del procedimento</strong> conferma che ancora <em>“non c’è un <strong>cronoprogramma</strong>”.</em> E né potrebbe esserci, visto che il <strong>rup</strong> conferma l’iter ancora in corso per molti degli espropri necessari, circa un centinaio. <strong>Fatuzzo</strong> inoltre è pure <strong>commissario per il riuso delle acque</strong> depurate, che <strong>Unione europea</strong> e Regione non vogliono più far sprecare in mare. Tuttavia si limita solo a sperare che vengano usate <em>“per il raffreddamento degli <strong>impianti industriali</strong>”,</em> perché il progetto appaltato continua a prevedere la pinna a mare, proprio attraverso quel <strong>pontile consortile</strong> destinato dalla Port authority allo smantellamento. Per quanto riguarda lo scarico d’emergenza dei liquami fognari nella <strong>Zona speciale di conservazione</strong> della salina alla Borgata, minimizza dicendo che <em>“appunto è solo in caso di emergenza”.</em> Ipotesi remota ma non impossibile, come insegnano le <strong>puzze</strong> per i tanti fuori servizio nelle ben più sofisticate raffinerie.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-depuratore-in-emergenza-scarichera-tutto-nella-zsc-saline" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-8">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-depuratore-in-emergenza-scarichera-tutto-nella-zsc-saline/" data-type="post" data-id="18285">Augusta, depuratore in emergenza scaricherà tutto nella Zsc saline</a></h4>


<ul class="wp-block-latest-posts__list has-dates wp-block-latest-posts is-layout-flow wp-block-latest-posts-is-layout-flow"><li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26691" fifulocal-featured="1" fetchpriority='high' width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/cannata-Fatuzzo-Di-Mare-Bramato-depurazione-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo" title="Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo" title="Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo" style="" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/depuratore-augusta-cannata-fatuzzo-braccio-armato-del-governo/">Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo</a><time datetime="2026-10-10T17:29:29+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">sabato, 10 Ottobre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">AUGUSTA &#8211; Nessun cronoprogramma dei lavori per far partire l’impianto di trattamento dei reflui urbani. Un centinaio di espropri per la rete fognaria ancora da portare a conclusione. Tutte le acque&#8230;</div></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26677" fifulocal-featured="1" fetchpriority='high' width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Francesco-Maria-Pansa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana " title="Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana " title="Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana " style="" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/miti-e-nobilta-il-culto-della-romanita-in-costiera-amalfitana/">Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana </a><time datetime="2026-10-10T10:50:29+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">sabato, 10 Ottobre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">Dalla fanciulla Amalfi alle origini romane dei Rufolo, d&#8217;Afflitto e Sasso: lo storico Giuseppe Gargano svela l&#8217;eredità latina del Ducato</div></li>
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		<title>Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gargano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 08:50:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMALFITANIA]]></category>
		<category><![CDATA[COPERTINA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie nobili]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Gargano]]></category>
		<category><![CDATA[storia Costiera amalfitana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla fanciulla Amalfi alle origini romane dei Rufolo, d'Afflitto e Sasso: lo storico Giuseppe Gargano svela l'eredità latina del Ducato</p>
<p>The post <a href="https://www.ecostiera.it/miti-e-nobilta-il-culto-della-romanita-in-costiera-amalfitana/">Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana </a> appeared first on <a href="https://www.ecostiera.it">èCostiera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4 id="h-dalla-fanciulla-romana-amalfi-alle-origini-mitiche-dei-casati-nobiliari-di-ravello-e-scala-lo-storico-giuseppe-gargano-esplora-l-eredita-latina-del-ducato" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><em><strong>Dalla fanciulla romana Amalfi alle origini mitiche dei casati nobiliari di Ravello e Scala: lo storico Giuseppe Gargano esplora l&#8217;eredità latina del Ducato.</strong></em></h4>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Dai primi insediamenti preistorici e protostorici (<strong>I e II puntata</strong>), attraverso l&#8217;età imperiale (<strong>III e IV puntata</strong>), il reimpiego dei marmi antichi (<strong>V puntata</strong>), l&#8217;origine dei toponimi (<strong>VI puntata</strong>), il cataclisma del Vesuvio (<strong>VII puntata</strong>) e la saga dei profughi romani (<strong>VIII puntata</strong>), il nostro viaggio storico affronta le radici ideologiche della Costiera. Nella IX puntata del Feuilleton, <strong>Giuseppe Gargano</strong> racconta come Amalfi, Ravello e Scala abbiano nutrito e rivendicato il mito della propria Romanità: dalle leggende sulla fondazione della città fino agli alberi genealogici delle grandi famiglie del territorio.</em></p>
</blockquote>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-18 wp-block-paragraph">Le varianti del mito: la fondatrice Amalfi, il generale e l&#8217;imperatore</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img width="410" height="668" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Allegoria-di-Amalfi-tratta-da-Pansa.png" alt="" class="wp-image-26680" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Allegoria-di-Amalfi-tratta-da-Pansa.png 410w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Allegoria-di-Amalfi-tratta-da-Pansa-184x300.png 184w" sizes="auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px" /><figcaption class="wp-element-caption">Allegoria di Amalfi tratta dallo storico Francesco Maria Pansa</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Lo storiografo erudito <strong><a href="https://agerola.wordpress.com/2015/04/17/ecco-lantico-stemma-araldico-di-agerola/">Francesco Maria Pansa</a></strong> riferisce una variante della saga d&#8217;origine: <strong>la fondazione di Amalfi sarebbe avvenuta nell&#8217;anno 520</strong> ad opera di patrizi romani giunti da un&#8217;altra <em>Melfi</em>, quella interna della Basilicata.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Col passare del tempo la comunità amalfitana, sull&#8217;esempio del mito di Romolo fondatore eponimo di Roma, ideò nuove leggende, nelle quali non era più un gruppo ma un personaggio ben individuato a fondare la città. Così la fondatrice sarebbe stata <em>Amalfi</em>, fanciulla romana figlia di Marcello Rufo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Un&#8217;altra versione sostiene che la giovane <em>Amalfi</em> sarebbe partita con un gruppo di compagni per Costantinopoli, seguendo un itinerario opposto rispetto a quello iniziato dalle <em>gentes Romanae</em> e poi interrotto dalla tempesta. Ad un certo punto la fondatrice fu mutata in un fondatore: questi sarebbe stato <em>Amalfo</em>, capitano dell&#8217;imperatore Costantino il Grande.  Una variazione su tale tema indicava proprio lo stesso imperatore quale fondatore della città. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marino_Freccia">L&#8217;erudito ravellese <strong>Marino Freccia</strong></a> (1579) ritiene che dopo la morte di Costantino patrizi romani provenienti dalla costa lucana presso la foce del Sele edificarono le città di Scala, Amalfi e Ravello, per cui <strong>l&#8217;intera Costa fu colonia romana;</strong> in particolare, Ravello, fondata proprio sotto Costantino da uomini nobilissimi, è celebre per la salubrità dell&#8217;aria. La colonia romana di Amalfi, fondata dalle milizie di Costantino, era il capoluogo delle città picentine che si affacciavano sul mare. </p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-19 wp-block-paragraph">Archeologia e toponimi: da Costantino ai vici di Silla</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="717" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Stemma-Sedile-dei-Nobili-717x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26681" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Stemma-Sedile-dei-Nobili-717x1024.jpg 717w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Stemma-Sedile-dei-Nobili-210x300.jpg 210w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Stemma-Sedile-dei-Nobili-768x1097.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Stemma-Sedile-dei-Nobili-1075x1536.jpg 1075w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Stemma-Sedile-dei-Nobili.jpg 1378w" sizes="auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lo stemma Sedile dei Nobili </figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">E proprio al IV secolo, al <strong>tempo di Costantino</strong> e dei suoi immediati successori, come confermano i dati archeologici, cominciarono a costituirsi piccoli insediamenti nei posti dove in precedenza erano sorte le ville imperiali marittime e rustiche: <strong>sepolture in vasi ad Amalfi e a Scala, tombe alla cappuccina a Minori, vestigia a Tramonti. </strong> Ancor più antichi sarebbero, secondo Freccia, gli insediamenti del territorio stabiano, nel Medioevo sottoposto alla giurisdizione di Amalfi. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img width="930" height="693" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Lettere-da-Descrizione-del-Regno-di-Napoli-di-G_B-Pacichelli.png" alt="" class="wp-image-26683" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Lettere-da-Descrizione-del-Regno-di-Napoli-di-G_B-Pacichelli.png 930w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Lettere-da-Descrizione-del-Regno-di-Napoli-di-G_B-Pacichelli-300x224.png 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Lettere-da-Descrizione-del-Regno-di-Napoli-di-G_B-Pacichelli-768x572.png 768w" sizes="auto, (max-width: 930px) 100vw, 930px" /><figcaption class="wp-element-caption">Veduta d&#8217;epoca di Lettere (Pacichelli, 1702) con lo stemma e le tre &#8220;L&#8221; della leggenda romana.</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Dopo la distruzione di <em>Stabiae</em> durante la guerra civile combattuta da Mario e Silla, i sostenitori di quest&#8217;ultimo si dispersero, secondo<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_il_Vecchio"> <strong>Plinio il Vecchio</strong></a>, tra i villaggi (<em>vici</em>) diffusi alle falde dei Monti Lattari, tra i quali ve n&#8217;è uno, <strong>Lettere,</strong> il cui toponimo sarebbe derivato dall&#8217;espressione <em>Litterae Latae Lucio</em> (“lettere inviate a Lucio”, cioè Silla); pertanto, nel suo stemma vi sono le tre <em>L</em>. Un altro villaggio, <em>Gauranum</em>, poi Gragnano, ricco di acque, giardini e frutti, sarebbe stato edificato da <em>Granio</em>, un tempo capo dell&#8217;esercito di Silla.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-20 wp-block-paragraph">Aquile, Pandette e stemmi: i simboli del diritto romano</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="641" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Frontespizio-dei-Commentarii-feudales-_1575_-di-Marino-Freccia-641x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26682" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Frontespizio-dei-Commentarii-feudales-_1575_-di-Marino-Freccia-641x1024.jpg 641w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Frontespizio-dei-Commentarii-feudales-_1575_-di-Marino-Freccia-188x300.jpg 188w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Frontespizio-dei-Commentarii-feudales-_1575_-di-Marino-Freccia-768x1226.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Frontespizio-dei-Commentarii-feudales-_1575_-di-Marino-Freccia.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption class="wp-element-caption">Frontespizio dei &#8220;Commentarii Feudales&#8221; (1575) di Marino Freccia, il giurista ravellese che nel XVI secolo sostenne la tesi della Costiera come antica colonia romana</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La Romanità di Amalfi si completa con altre suggestive e interessanti testimonianze. Il simbolo del <strong>Sedile dei Nobili del Ducato</strong> era costituito da un&#8217;aquila romana d&#8217;argento in campo rosso che reggeva con gli artigli un cartiglio, sul quale era scritto: &lt;&lt; <em>Descendit ex Patribus Romanorum </em>>>, antico retaggio dei padri romani. <strong>Il diritto medievale amalfitano era fondato su quello romano</strong>: in vari atti vi sono riferimenti a leggi e a consuetudini romane. <strong>Gli Atranesi di Salerno affermavano di vivere secondo il diritto romano</strong>. Ad Amalfi era conservata una copia d&#8217;epoca (VI secolo) delle <em>Pandectae</em> o <em>Digestum</em> del <em>Corpus Iuris Civilis</em> di Giustiniano, trafugata poi nel 1135 dai Pisani. Le sue norme venivano puntualmente citate negli atti. Persino gli antichi stemmi di Amalfi e di Atrani di influsso bizantino del X secolo presentavano un simbolismo connesso alla Romanità: la banda rossa in campo d&#8217;argento per la prima città e la fascia rossa nello stesso campo per la seconda città, dove il colore rosso rappresentava lo scorrere perpetuo del sangue romano.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-21 wp-block-paragraph">Le genealogie nobiliari: dai Fabii ai d&#8217;Afflitto, dai Sasso ai Rufolo</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Qualche stirpe comitale amalfitana, cioè generata da un <em>comes</em> (conte) della repubblica, inventava una lontana origine romana dal centurione Longino, il quale, essendo cieco, ferì casualmente Cristo nel fianco con la lancia e per miracolo riacquistò la vista grazie al sangue divino che gli calò sugli occhi. La famiglia <strong>Dentice</strong> diceva di discendere da <em>Dentato</em>, un personaggio dell&#8217;antica Roma. La <strong>Fabario</strong>, appartenente alla nobiltà dei <em>domini</em>, si rifaceva alla <em>gens</em> dei <em>Fabii</em>.  <strong>Il novello patriziato di Scala e di Ravello</strong>, allo scopo di celare le sue modeste origini contadine principalmente dal territorio stabiano e da <strong>Tramonti</strong> e di elevarsi al di sopra dei <em>nobiliores</em> amalfitani e atranesi, che vantavano capistipite certi di alto lignaggio, cercò con la fantasia personaggi ben più antichi quali loro progenitori.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img width="746" height="979" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/sant_Eustachio_Pietro-da-Befulco.jpg" alt="" class="wp-image-26685" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/sant_Eustachio_Pietro-da-Befulco.jpg 746w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/sant_Eustachio_Pietro-da-Befulco-229x300.jpg 229w" sizes="auto, (max-width: 746px) 100vw, 746px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sant&#8217;Eustachio (il generale romano Placido) dipinto da Pietro da Befulco: il leggendario progenitore rivendicato dai d&#8217;Afflitto di Scala.</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>I d&#8217;Afflitto</strong> già nel XII secolo ostentavano la loro <strong>discendenza da sant&#8217;Eustachio</strong>, nobile generale romano di nome Placido, che si convertì al Cristianesimo a seguito dell&#8217;apparizione in un bosco dell&#8217;immagine di Gesù sulle corna di una cerva. Egli fu martirizzato verso il 103 sotto l&#8217;imperatore Traiano, “fritto” in un bue di bronzo infuocato ma in realtà decapitato, in quanto cittadino romano. Così il cognome <em>de Afflicto</em> sarebbe derivato da <em>fricto</em>, attributo a sua volta collegato al martirio del capostipite. Le campanelle azzurre e dorate del vaiato evidenti nello stemma simboleggerebbero le lacrime dell&#8217;afflizione per il crudele martirio. </p>



<p class="has-text-align-left has-medium-font-size wp-block-paragraph">I <strong>Sasso</strong> si rifacevano al patrizio romano Unghero Sasso e dicevano di esser giunti a Scala da Roma nel 330 d.C. Un&#8217;altra tradizione li faceva discendere da san Romualdo, membro della famiglia ducale longobarda di Beneve</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="586" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/statua-di-san-Michele-con-stemma-dei-Sasso_oggi-presso-la-chiesa-di-Campidoglio-di-Scala-586x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26687" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/statua-di-san-Michele-con-stemma-dei-Sasso_oggi-presso-la-chiesa-di-Campidoglio-di-Scala-586x1024.jpg 586w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/statua-di-san-Michele-con-stemma-dei-Sasso_oggi-presso-la-chiesa-di-Campidoglio-di-Scala-172x300.jpg 172w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/statua-di-san-Michele-con-stemma-dei-Sasso_oggi-presso-la-chiesa-di-Campidoglio-di-Scala-768x1341.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/statua-di-san-Michele-con-stemma-dei-Sasso_oggi-presso-la-chiesa-di-Campidoglio-di-Scala-879x1536.jpg 879w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/statua-di-san-Michele-con-stemma-dei-Sasso_oggi-presso-la-chiesa-di-Campidoglio-di-Scala.jpg 916w" sizes="auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px" /><figcaption class="wp-element-caption">Statua di San Michele Arcangelo (1358) con lo stemma dei Sasso a Campidoglio (Scala), famiglia che rivendicava un capostipite romano arrivato a Scala nel 330 d.C.</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I<strong> Bonito</strong> erano convinti di esser stati generati dal senatore romano <em>Bonetus</em>. I <strong>Frezza</strong> asserivano che anch&#8217;essi avevano un&#8217;origine romana. In età angioina i <strong>Rufolo</strong> crearono la leggenda della loro origine da Publio Rutilio Rufo, tribuno della plebe e console nel 105 a.C. A tal proposito indicavano quale testimonianza visiva la dedicazione funeraria al decurione Publio Ottavio Rufo del IV secolo d.C. incisa su di un sarcofago esposto nel Chiostro Paradiso di Amalfi. Alcuni eruditi del XVII secolo riportano una tradizione, secondo la quale i <strong>Coppola</strong> si sarebbero stabiliti a Scala al tempo dell&#8217;imperatore di Bisanzio Basilio il Macedone (812-886). Era forse questa un&#8217;attestazione dell&#8217;affluenza di Bizantini nel territorio amalfitano in atto già da alcuni secoli prima.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="779" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Lapide-Antonio-Bonito_presso-Pontone-779x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-26684" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Lapide-Antonio-Bonito_presso-Pontone-779x1024.jpeg 779w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Lapide-Antonio-Bonito_presso-Pontone-228x300.jpeg 228w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Lapide-Antonio-Bonito_presso-Pontone-768x1009.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Lapide-Antonio-Bonito_presso-Pontone.jpeg 1143w" sizes="auto, (max-width: 779px) 100vw, 779px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Pontone (Scala): lo stemma marmoreo dei Bonito, il casato che legava il proprio nome al senatore romano Bonetus.</em><br></figcaption></figure>
</div>


<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-22 wp-block-paragraph">Conclusione: Amalfia e Amalfis</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il lungo viaggio che abbiamo compiuto nella <strong>Romanità di Amalfi</strong> ci conduce ad una chiara conclusione: considerando che tutti gli atti del IX e del X secolo riportano entrambi i toponimi <em>Amalfia</em> e <em>Amalfis</em>, possiamo ritenere che il primo si rifacesse alla <em>gens Amarfia</em> proprietaria della villa marittima, mentre il secondo rievocasse il mito della saga d&#8217;origine.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">DA LEGGERE:</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="tu7vXoHVkh"><a href="https://www.ecostiera.it/saga-origini-amalfi-profughi-romani-scala/">La saga delle origini di Amalfi: il mito dei profughi romani </a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“La saga delle origini di Amalfi: il mito dei profughi romani ” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/saga-origini-amalfi-profughi-romani-scala/embed/#?secret=xdgjdJftfk#?secret=tu7vXoHVkh" data-secret="tu7vXoHVkh" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ejx0OZJ2e6"><a href="https://www.ecostiera.it/vesuvio-79-d-c-leruzione-che-cambio-la-costiera/">Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l’eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/vesuvio-79-d-c-leruzione-che-cambio-la-costiera/embed/#?secret=efD6iyejSs#?secret=ejx0OZJ2e6" data-secret="ejx0OZJ2e6" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="gCRyacxFd8"><a href="https://www.ecostiera.it/lorigine-dei-nomi-in-costiera-amalfitana-limpronta-di-roma/">L&#8217;origine dei nomi in Costiera amalfitana: l&#8217;impronta di Roma</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“L’origine dei nomi in Costiera amalfitana: l’impronta di Roma” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/lorigine-dei-nomi-in-costiera-amalfitana-limpronta-di-roma/embed/#?secret=OfiYG5TV29#?secret=gCRyacxFd8" data-secret="gCRyacxFd8" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="MZAf1ingiM"><a href="https://www.ecostiera.it/i-marmi-antichi-della-costa-damalfi-lenigma-degli-spolia-romani/">I marmi antichi della Costa d&#8217;Amalfi: l&#8217;enigma degli spolia romani</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“I marmi antichi della Costa d’Amalfi: l’enigma degli spolia romani” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/i-marmi-antichi-della-costa-damalfi-lenigma-degli-spolia-romani/embed/#?secret=NN11ds2025#?secret=MZAf1ingiM" data-secret="MZAf1ingiM" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ccjdrZEPbR"><a href="https://www.ecostiera.it/tra-vigneti-e-antiche-strade-le-ville-rustiche-di-tramonti-e-agerola/">Tra vigneti e antiche strade: le ville rustiche di Tramonti e Agerola</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Tra vigneti e antiche strade: le ville rustiche di Tramonti e Agerola” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/tra-vigneti-e-antiche-strade-le-ville-rustiche-di-tramonti-e-agerola/embed/#?secret=gdR7eWJ4IT#?secret=ccjdrZEPbR" data-secret="ccjdrZEPbR" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="65TzHET8Xs"><a href="https://www.ecostiera.it/quando-imperatori-e-patrizi-inventarono-il-turismo-in-costiera/">Quando imperatori e patrizi inventarono il turismo in Costiera </a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Quando imperatori e patrizi inventarono il turismo in Costiera ” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/quando-imperatori-e-patrizi-inventarono-il-turismo-in-costiera/embed/#?secret=NKqOjDsVBH#?secret=65TzHET8Xs" data-secret="65TzHET8Xs" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Z2gjbF8qIw"><a href="https://www.ecostiera.it/i-primi-villaggi-della-costiera-la-protostoria-tra-colline-e-montagne/">I primi villaggi della Costiera: la protostoria tra colline e montagne</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“I primi villaggi della Costiera: la protostoria tra colline e montagne” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/i-primi-villaggi-della-costiera-la-protostoria-tra-colline-e-montagne/embed/#?secret=KL4KdvoV7S#?secret=Z2gjbF8qIw" data-secret="Z2gjbF8qIw" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="OQCn7JyLil"><a href="https://www.ecostiera.it/dalle-caverne-al-mare-il-feuilleton-di-amalfi-comincia-dal-paleolitico/">Dalle caverne al mare: il feuilleton di Amalfi comincia dal Paleolitico</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Dalle caverne al mare: il feuilleton di Amalfi comincia dal Paleolitico” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/dalle-caverne-al-mare-il-feuilleton-di-amalfi-comincia-dal-paleolitico/embed/#?secret=3S6MgWQnIh#?secret=OQCn7JyLil" data-secret="OQCn7JyLil" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>“Adotta un bene”: la cittadinanza attiva entra nel cuore del Premio Francesca Mansi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 15:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COPERTINA]]></category>
		<category><![CDATA[GLOBAL LOCAL]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Francesca Mansi]]></category>
		<category><![CDATA[scuole Costiera amalfitana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’XI edizione invita le scuole della Costiera a conoscere, raccontare e prendersi cura del territorio. Il ricordo di Gioacchino Di Martino diventa un passaggio di testimone alle nuove generazioni</p>
<p>The post <a href="https://www.ecostiera.it/adotta-un-bene-la-cittadinanza-attiva-entra-nel-cuore-del-premio-francesca-mansi/">“Adotta un bene”: la cittadinanza attiva entra nel cuore del Premio Francesca Mansi</a> appeared first on <a href="https://www.ecostiera.it">èCostiera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><br><em>L’XI edizione invita le scuole della Costiera amalfitana a conoscere, raccontare e prendersi cura del territorio. Il ricordo di Gioacchino Di Martino diventa un passaggio di testimone alle nuove generazioni</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">C’è una <strong>Costiera amalfitana </strong>che si guarda e un&#8217;altra che si vive. La prima è quella delle immagini perfette, dei panorami conosciuti in tutto il mondo, delle strade affollate e dei luoghi che ogni anno attirano visitatori. La seconda è più difficile da raccontare: è fatta di sentieri percorsi da generazioni, torrenti che attraversano i valloni, terrazzamenti, piccole chiese, botteghe, parole dialettali, tradizioni familiari, mestieri che rischiano di scomparire. È proprio da questa seconda Costiera che parte l’<strong>XI edizione del Premio Francesca Mansi per l’Ambiente</strong>, rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio. Il titolo scelto per il 2027 è già una dichiarazione d’intenti: <strong>“Adotta un bene: sui sentieri della cittadinanza”</strong>. Non si tratta soltanto di studiare un luogo. Agli studenti viene chiesto qualcosa di più: individuarlo, conoscerlo, ricostruirne la storia, capire quale rapporto abbia con la comunità e domandarsi che cosa possa essere fatto per custodirlo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Dalla denuncia alla responsabilità</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2023/02/Francesca-Mansi-immersa-nella-natura--768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18101" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2023/02/Francesca-Mansi-immersa-nella-natura--768x1024.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2023/02/Francesca-Mansi-immersa-nella-natura--225x300.jpg 225w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2023/02/Francesca-Mansi-immersa-nella-natura--1152x1536.jpg 1152w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2023/02/Francesca-Mansi-immersa-nella-natura--1536x2048.jpg 1536w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2023/02/Francesca-Mansi-immersa-nella-natura--scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Francesca Mansi </figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo bando rappresenta anche la naturale prosecuzione del percorso iniziato lo scorso anno. La X edizione, <strong><a href="https://www.ecostiera.it/costiera-quale-futuro-x-premio-francesca-mansi-per-lambiente/">“Territori in vetrina. Comunità in cerca di futuro”</a></strong>, aveva messo gli studenti davanti ad alcune delle contraddizioni più evidenti della Costiera contemporanea: turismo eccessivo, difficoltà abitative, trasporti, servizi, spopolamento, perdita di residenti e prospettive per le nuove generazioni. I ragazzi avevano intervistato cittadini, costruito questionari, realizzato video e podcast, avanzato proposte. Questa volta la domanda cambia. Non più soltanto: <strong>che cosa non funziona nel territorio in cui viviamo?</strong> Ma: <strong>che cosa siamo disposti a conoscere meglio e a prenderci cura di ciò che ci appartiene?</strong> È un passaggio importante. Dall’osservazione alla partecipazione. Dalla critica alla responsabilità. <strong>Un bene può essere anche una parola</strong> L’aspetto forse più interessante del nuovo bando è proprio l’idea ampia di “bene”. Non necessariamente un monumento famoso o un edificio di particolare valore artistico. Una classe potrà scegliere un sentiero o un torrente, una spiaggia, un vallone, un terrazzamento. Oppure una piazza, una fontana, una bottega storica. Ma potrà anche occuparsi di qualcosa che apparentemente non si può toccare: una tradizione, un rito, un mestiere antico, un racconto tramandato oralmente, un sapere contadino o artigianale, perfino una parola del dialetto che rischia di non essere più pronunciata. Ed è forse proprio qui che il progetto acquista una dimensione più profonda. <strong>Perché un patrimonio non scompare soltanto quando crolla un edificio. Può scomparire quando muore l’ultima persona che conosce una tecnica, quando nessuno ricorda più il nome con cui veniva chiamato un luogo, quando una storia smette di essere raccontata.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso è stato pensato in modo da potersi integrare naturalmente anche nell’<strong>Educazione civica</strong>. Ma la cittadinanza, in questo caso, non viene affrontata soltanto attraverso principi astratti. Può significare andare a parlare con un anziano del paese. Cercare una fotografia in un cassetto di famiglia. Chiedere perché un sentiero non viene più percorso. Capire dove nasce un torrente e dove finisce. Intervistare l’ultimo artigiano che esercita un determinato mestiere. La ricerca può così diventare un modo per mettere in relazione generazioni diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è già accaduto nelle precedenti edizioni del Premio: i lavori scolastici hanno spesso superato i confini delle classi, coinvolgendo genitori, nonni, abitanti, associazioni e istituzioni. È probabilmente uno degli aspetti più interessanti di un’esperienza che, giunta all’undicesima edizione, ha costruito nel tempo una sorta di archivio collettivo dello sguardo dei ragazzi sulla Costiera amalfitana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto nasce dalla memoria di <strong>Francesca Mansi</strong> che perse la vita nell’alluvione del 9 settembre 2010 ad Atrani. Da allora il Premio che porta il suo nome ha provato a trasformare quella memoria in un percorso educativo. Ambiente, fragilità idrogeologica, biodiversità, terrazzamenti, piccoli borghi, produzioni locali, memoria e identità sono diventati negli anni temi attraverso i quali migliaia di studenti hanno imparato a leggere il luogo in cui vivono. Non per celebrarlo, ma per comprenderlo. E talvolta anche per metterne in discussione le trasformazioni.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Il passaggio di testimone di Gioacchino Di Martino</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’XI edizione avrà anche un significato particolare: è dedicata alla memoria di <strong>Gioacchino Di Martino</strong>, socio fondatore del Club per l’UNESCO di Amalfi, vicepresidente del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, ambientalista e uomo impegnato in numerose realtà associative del territorio, come il Fai di Salerno cui è stato delegato per l&#8217;Ambiente. Gioacchino aveva fatto della conoscenza della Costiera meno conosciuta una delle ragioni del proprio impegno: sentieri, valloni, biodiversità, paesaggio, memoria dei luoghi. Pochi giorni prima della sua scomparsa aveva voluto partecipare alla premiazione della X edizione ad Atrani. Pur provato dalle condizioni di salute, era rimasto fino alla fine, accanto ai ragazzi. Quell’ultima presenza oggi assume quasi naturalmente il significato di un passaggio di testimone. Non a caso uno dei riconoscimenti dell’XI edizione sarà il <strong>Premio Speciale “Gioacchino Di Martino – Sui sentieri della cittadinanza”</strong>, destinato al progetto che saprà trasformare meglio la conoscenza di un bene in un gesto di responsabilità e partecipazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prima di proteggere un luogo bisogna riconoscerne il valore</strong>. È forse questa la scommessa più interessante del nuovo bando. Non si può chiedere ai giovani di difendere un territorio che conoscono soltanto superficialmente. Prima occorre attraversarlo. Ascoltarne le storie. Impararne i nomi. Capire perché una scala, un torrente, una vecchia bottega o una parola pronunciata dai nonni possano avere un valore collettivo. Solo dopo può nascere la domanda decisiva: <strong>che cosa possiamo fare perché tutto questo continui a esistere?</strong> <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSewD5E6ivQiNwsMBIB5cXFvuf38FzTU3YbvVckiLRVkdYmiUA/viewform?usp=header">Le scuole potranno aderire all’XI edizione del Premio entro il <strong>1° dicembre 2026</strong></a>. Gli elaborati dovranno essere presentati entro <strong>venerdì 30 aprile 2027</strong>. Tra queste due date ci saranno diversi mesi di lavoro. Ma forse il risultato più importante non sarà quello che arriverà alla Commissione sotto forma di video, ricerca, fotografia, podcast o progetto. Sarà lo sguardo con cui, dopo aver “adottato” un bene, un ragazzo tornerà a passargli accanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>bando completo </strong>si può trovare qui: <a href="https://clubunescoamalfi.it/adotta-un-bene-sui-sentieri-della-cittadinanza-il-bando-dellxi-edizione-del-premio-francesca-mansi-per-lambiente/">https://clubunescoamalfi.it/adotta-un-bene-sui-sentieri-della-cittadinanza-il-bando-dellxi-edizione-del-premio-francesca-mansi-per-lambiente/</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-costiera wp-block-embed-costiera"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="VDI6W50CcW"><a href="https://www.ecostiera.it/la-costiera-non-diventi-solo-cartolina-la-lezione-dei-ragazzi/">La Costiera non diventi solo cartolina: la lezione dei ragazzi</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“La Costiera non diventi solo cartolina: la lezione dei ragazzi” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/la-costiera-non-diventi-solo-cartolina-la-lezione-dei-ragazzi/embed/#?secret=75twUJRn48#?secret=VDI6W50CcW" data-secret="VDI6W50CcW" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<media:content url="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Gioacchino-Di-Martino-durante-un-edizione-Premio-Francesca-Mansi-con-la-sorella-e-il-papa-di-Francesca-.jpg" medium="image"></media:content>
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		<title>&#8220;Discarica Augusta: qui il ventre molle di tutti gli impatti ambientali&#8221;</title>
		<link>https://www.ecostiera.it/discarica-augusta-qui-il-ventre-molle-di-tutti-gli-impatti-ambientali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Ciccarello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ERROR404.ONLINE]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Log service]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fumi delle raffinerie e smaltimenti di rifiuti industriali: Legambiente accusa le amministrazioni locali di connivenza, petizone popolare e mobilitazione di Avs e 5s sul nuovo impianto Log service</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>AUGUSTA &#8211;</strong> <em>“Discariche nuove e mega ampliamenti per vecchi<strong> impianti di smaltimento</strong>: questa città e questa provincia sono il ventre molle di tutti gli impatti ambientali nella regione. Qui vengono pure tagliati i fondi per l’e<strong>olico off-shore</strong>, che qui significa tagliare la speranza per un futuro industriale sostenibile con le <strong>energie alternative</strong>. E quando il <strong>ministro dell’Industria</strong> dichiara di voler</em> <em>invece incrementare la <strong>raffinazione</strong>, questo significa incrementare qui pure le <strong>puzze</strong> e i fumi inquinanti”.</em> E’ <strong>Enzo Parisi </strong>a tratteggiare l&#8217;attuale corso nelle amministrazioni locali del <strong>Petrolchimico</strong>, rimaste indenni dalle inchieste sui disastri ecologici e “benedette” dai plebisciti elettorali. L’intervento fuori scaletta del dirigente regionale di <strong>Legambiente</strong>, portavoce storico dei movimenti ecologisti di Augusta e punto di riferimento per i reportage delle tivù nazionali sull’<strong>Aerca di Siracusa</strong>, arriva nella <strong>conferenza stampa</strong> del 30 settembre a Palazzo San Biagio. A convocarla sono stati <strong>Alleanza verdi sinistra</strong> e <strong>5 Stelle</strong>, per lanciare la mobilitazione popolare contro la realizzazione di un invaso in <strong>contrada Marcellino</strong>, dove smaltire le ceneri provenienti dall’<strong>inceneritore Gespi</strong>. Un’iniziativa che segue la raccolta di firme per chiedere al Comune di bloccare il progetto <strong>Log service</strong>, dopo il nulla osta ottenuto in sede regionale. Un via libera che i pentastellati hanno fatto oggetto di una <strong>interrogazione parlamentare</strong>, e di una richiesta di audizione col governatore <strong>Renato Schifani</strong>, rimaste ancora senza esito.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-gespi-augusta-non-solo-fumi-e-concerti-l-inceneritore-fa-la-discarica" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-23" style="font-size:16px">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/gespi-augusta-non-solo-fumi-e-concerti-linceneritore-fa-la-discarica/" data-type="post" data-id="17112">Gespi Augusta non solo fumi e concerti: l’inceneritore fa la discarica</a></h4>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-discarica-gespi-nell-area-per-espansione-grande-industria" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-24">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-discarica-gespi-nellarea-per-espansione-grande-industria/" data-type="post" data-id="21616">Augusta, discarica Gespi nell’area per espansione grande industria</a></h4>



<h3 id="h-elezioni-cancellano-opposizione-dal-consiglio-pancari-decisioni-vitali-su-futuro-ora-prese-in-dieci-minuti" class="wp-block-heading">Elezioni cancellano opposizione dal consiglio, Pancari: decisioni vitali su futuro ora prese in dieci minuti.</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/enzo-parisi-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-26631" style="width:434px;height:auto" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/enzo-parisi-768x1024.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/enzo-parisi-225x300.jpeg 225w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/enzo-parisi.jpeg 960w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Enzo Parisi</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Come senza esito è rimasta la petizione sottoscritta da un migliaio di augustani, per bloccare la nuova discarica proprio a ridosso degli impianti <strong>Sasol</strong>. Richiesta caduta nel limbo di quella “ubriacatura” post-comunali, che sta caratterizzando la sindacatura <strong>Giuseppe Di Mare</strong> bis. Visto che la sua amministrazione uscente, in appena 5 anni entrata nella <em>top ten</em> del Sole 24 Ore<strong> </strong>per <strong>consumo di suolo</strong> in Italia, lo scorso maggio è stata riconfermata da  quasi 9 elettori su 10. Anche questo un record italiano per un grande comune, insieme al 100 per cento dei <strong>seggi consiliari </strong>conquistati. Un risultato che la maggioranza targata <strong>centrodestra</strong> ha interpretato come un viatico popolare a proseguire su quella strada, con una cambiale in bianco accordata pure sulle grandi e irrisolte questioni ambientali. <em>“Decisioni importantissime per il futuro della città vengono prese nel giro di 10 minuti massimo un quarto d’ora, senza dibattito né contraddittorio”,</em> accusa <strong>Salvo Pancari</strong>. Come candidato sindaco del <strong>centrosinistra</strong> non è arrivato alla soglia minima del 20 per cento, affondando insieme ai partiti del <strong>Campo largo</strong>, rimasti tutti sotto la soglia di sbarramento. <em>“Ci dicono: su questi temi avete perso le elezioni, ora dovete stare zitti. Ma noi non taceremo mai, qui c’è ancora chi si oppone”,</em> avverte aprendo l’incontro con la stampa, in una <strong>sala Liggeri</strong> con larghi vuoti.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-niente-albo-pretorio-il-comune-scorda-ancora-la-discarica" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-25">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-niente-albo-pretorio-il-comune-scorda-ancora-la-discarica/" data-type="post" data-id="21390">Augusta, niente albo pretorio: il Comune scorda ancora la discarica</a></h4>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-discariche-e-silenzi-albo-pretorio-ignora-pure-quella-di-igm" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-26">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-discariche-e-silenzi-albo-pretorio-ignora-pure-quella-di-igm/" data-type="post" data-id="21729">Augusta, discariche e silenzi: albo pretorio ignora pure quella di Igm</a></h4>



<h3 id="h-silenzio-rende-complici-petizione-di-avs-e-5-stelle-per-chiedere-al-comune-dietrofront-su-log-service" class="wp-block-heading">&#8220;Silenzio rende complici&#8221;: petizione di Avs e 5 Stelle per chiedere al Comune dietrofront su Log service.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="716" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/progetto-discarica-inceneritore-gespi--1024x716.png" alt="" class="wp-image-17137" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/progetto-discarica-inceneritore-gespi--1024x716.png 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/progetto-discarica-inceneritore-gespi--300x210.png 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/progetto-discarica-inceneritore-gespi--768x537.png 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/progetto-discarica-inceneritore-gespi-.png 1112w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><em>“Il silenzio rende complici di quello che accadrà nel nostro territorio”,</em> fa notare <strong>Roberta Suppo</strong>, già vicesindaca grillina. Nel 2022, insieme all’allora consigliere 5s <strong>Uccio Blanco</strong>, aveva firmato una mozione sul progetto Log service condivisa col <strong>gruppo Pd</strong>. L’iniziativa sosteneva le argomentate tesi del coordinamento ambientalista <strong>Salvare Augusta</strong>. In aula la maggioranza aveva però stoppato ogni proposta di far cambiare il parere positivo dell’amministrazione, e dopo le comunali la Regione ha ignorato persino le obiezioni della Sasol, circa la pericolosa vicinanza della discarica coi suoi serbatoi di stoccaggio <strong>kerosene</strong>. <em>“Eppure sulla <strong>Valutazione di impatto ambientale</strong> quei dubbi degli ambientalisti non sono stati chiariti”</em>, accusa la ex capogruppo consiliare d’opposizione. <em>“Ad esempio il parere comunale prescrive una distanza minima di 3 chilometri dal centro abitato, ma le prime case sono a meno di 2 chilometri e mezzo”</em>, aggiunge a sua volta Blanco. Concludendo che <em>“il sindaco dovrebbe avere a cuore la <strong>salute</strong> e l’ambiente di tutti noi augustani”.</em> Contestazione che Di Mare, però, in aula e nei <strong>comizi</strong> ha sempre rigettato sdegnosamente. E con lui, gli alleati in blocco. Oggi confortati dalle urne plebiscitarie, che evidentemente riconducono l’alta incidenza tumorale nella zona a fattori estranei alle scelte amministrative. In pratica, la tesi premiata dall&#8217;elettorato è che chi lancia allarmi sui rapporti causa-effetto di certi insediamenti problematici, farebbe solo “politica” di parte.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-un-polo-di-rifiuti-industriali-in-consiglio-le-nuove-discariche" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-27">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-un-polo-di-rifiuti-industriali-in-consiglio-le-nuove-discariche/" data-type="post" data-id="17512">Augusta, un polo di rifiuti industriali: in consiglio le nuove discariche</a></h4>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-rifiuti-dal-mondo-no-di-legambiente-alla-discarica-gespi" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-28">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-rifiuti-dal-mondo-no-di-legambiente-alla-discarica-gespi/" data-type="post" data-id="17154">Augusta, rifiuti dal mondo? No di Legambiente alla discarica Gespi</a></h4>



<h3 id="h-fondi-aerca-per-abbellimenti-e-spettacoli-mancetta-dalla-regione-dopo-il-bidone-da-roma-sull-eolico" class="wp-block-heading">Fondi Aerca per abbellimenti e spettacoli: mancetta dalla Regione dopo il bidone da Roma sull&#8217;eolico.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="529" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/confereza-stampa-avs-5s-1024x529.jpeg" alt="" class="wp-image-26632" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/confereza-stampa-avs-5s-1024x529.jpeg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/confereza-stampa-avs-5s-300x155.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/confereza-stampa-avs-5s-768x397.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/confereza-stampa-avs-5s.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">la conferenza stampa aperta di Avs e % Stelle sulla discarica Log service.<br>copertina, da sinistra: Uccio Blanco, Diego Sinnonio, Roberta Suppo, Salvo Pancari, Giovanni Ranno, Seby Zappulla, Sonia Patania.</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tanto che, racconta <strong>Giovanni Ranno</strong>, il primo cittadino li ha lasciati parcheggiati in anticamera, quando gli hanno portato la <strong>petizione</strong> sulla nuova discarica per avere un confronto sul tema. Adesso annuncia che si faranno sentire con una <em>“grande manifestazione per fine ottobre”.</em> Il segretario cittadino di Avs ironizza pure sui milioni della Regione per i Comuni dell’<strong>Area a elevato rischio di crisi ambientale</strong>, decantati dal sindaco melillese <strong>Peppe Carta,</strong> presidente della <strong>commissione Ambiente</strong> all’Assemblea siciliana e sponsor della giunta Di Mare:<em>“A cosa dovrebbero servire questi fondi, se da un lato si ostentano nuove risorse per le bonifiche di Augusta e dall’altro si autorizzano nuove discariche?”.</em> In realtà, i 900 mila euro dello stanziamento <strong>Aerca</strong> bastano per qualche abbellimento qualificato come <em>“rigenerazione urbana”,</em> e a rimpolpare il budget dei cartelloni spettacoli presentati come <em>“promozione del territorio”.</em> Una somma accordata come fumo negli occhi dell’opinione pubblica, con un occhio alle <strong>regionali 2027</strong>, dopo il colpo gobbo del governo sul dimezzamento dei finanziamenti per la costruzione delle pale eoliche a Punta Cugno.  <strong>Seby Zappulla</strong>, segretario provinciale Avs, osserva infatti che <em>“ora ci resta solo l’assemblaggio dei componenti, anziché la filiera della costruzione: le migliaia di nuovi <strong>posti di lavoro</strong> promessi si riducono così a qualche centinaio”.</em></p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-sasol-discarica-gespi-pericolosa-per-serbatoi-di-kerosene" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-29">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-sasol-discarica-gespi-pericolosa-per-serbatoi-di-kerosene/" data-type="post" data-id="22029">Augusta, Sasol: discarica Gespi pericolosa per serbatoi di kerosene</a></h4>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-assedio-discariche-ok-a-gespi-e-piano-emergenza-al-buio" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-30">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-assedio-discariche-ok-a-gespi-e-piano-emergenza-al-buio/" data-type="post" data-id="21917">Augusta, assedio discariche: ok a Gespi e Piano emergenza al buio</a></h4>


<ul class="wp-block-latest-posts__list is-grid columns-3 has-dates wp-block-latest-posts is-layout-grid wp-container-core-latest-posts-is-layout-0fed8f92 wp-block-latest-posts-is-layout-grid"><li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26691" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/cannata-Fatuzzo-Di-Mare-Bramato-depurazione-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo" title="Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo" title="Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/depuratore-augusta-cannata-fatuzzo-braccio-armato-del-governo/">Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo</a><time datetime="2026-10-10T17:29:29+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">sabato, 10 Ottobre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">AUGUSTA &#8211; Nessun cronoprogramma dei lavori per far partire l’impianto di trattamento dei reflui urbani. Un centinaio di espropri per la rete fognaria ancora da portare a conclusione. Tutte le acque nere della&#8230;</div></li>
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		<title>La saga delle origini di Amalfi: il mito dei profughi romani </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gargano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 05:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMALFITANIA]]></category>
		<category><![CDATA[COPERTINA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Gargano]]></category>
		<category><![CDATA[romani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle tempeste sul Bosforo alle montagne di Scala: lo storico Giuseppe Gargano svela l'epopea della fondazione della Repubblica amalfitana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalle tempeste sul Bosforo alle montagne di Scala: Giuseppe Gargano svela l&#8217;epopea della fondazione della Repubblica</strong> <strong>amalfitana.</strong></p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://www.ecostiera.it/dalle-caverne-al-mare-il-feuilleton-di-amalfi-comincia-dal-paleolitico/">Dalle remote caverne della preistoria (I puntata)</a> ai primi insediamenti collinari della protostoria <a href="https://www.ecostiera.it/i-primi-villaggi-della-costiera-la-protostoria-tra-colline-e-montagne/">(II puntata)</a>, attraverso lo sfarzo del <a href="https://www.ecostiera.it/quando-imperatori-e-patrizi-inventarono-il-turismo-in-costiera/">&#8220;turismo imperiale&#8221; (III puntata)</a>, il lavoro agricolo nelle ville dei Lattari <a href="https://www.ecostiera.it/tra-vigneti-e-antiche-strade-le-ville-rustiche-di-tramonti-e-agerola/">(IV puntata)</a>, <a href="https://www.ecostiera.it/i-marmi-antichi-della-costa-damalfi-lenigma-degli-spolia-romani/">l&#8217;enigma dei marmi romani (V puntata)</a>, la <a href="https://www.ecostiera.it/lorigine-dei-nomi-in-costiera-amalfitana-limpronta-di-roma/">toponomastica delle origini (VI puntata)</a> e il <a href="https://www.ecostiera.it/vesuvio-79-d-c-leruzione-che-cambio-la-costiera/">cataclisma del Vesuvio nel 79 d.C. (VII puntata)</a>, il viaggio di E&#8217;costiera giunge al momento in cui la storia incontra il mito. Nella VIII puntata del <em>feuilleton</em>, lo storico <strong>Giuseppe Gargano</strong> analizza<strong> la saga delle origini di Amalfi</strong>: <em>il leggendario viaggio dei profughi romani che, in fuga da naufragi, ingiustizie e scorrerie tra Costantinopoli, Ragusa e la Lucania, trovarono tra i monti di Scala e la valle di Amalfi la terra promessa della propria libertà</em>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26607" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese-768x1024.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese-225x300.jpg 225w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Particolare della mappa pseudo-aragonese (aggiornata al XVI secolo) raffigurante il Cilento meridionale: in basso si distinguono chiaramente il &#8220;Promontorio di Palinuro&#8221; e il &#8220;Porto della Melpa&#8221; (l&#8217;antica Melfis), approdo lucano dei profughi romani secondo la saga d&#8217;origine amalfitana.</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-40 wp-block-paragraph"><strong>La saga d’origine di Amalfi e degli Amalfitani&nbsp;</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Gli Amalfitani, come tutti i popoli che hanno lasciato un forte segno di civiltà nella storia, si inventarono una propria saga d&#8217;origine, alla quale si associarono poi brevi ma significative leggende. Questa<strong> epopea</strong> permeata dall&#8217;immaginario collettivo assume un&#8217;unica matrice: <strong>le origini romane di Amalfi e degli Amalfitani, fortemente segnate dalla stabile presenza sul territorio dei Romani almeno sin dal I secolo dell&#8217;impero.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>La saga</strong>, ovvero il racconto delle origini, è riportata sia nel <em><strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chronicon_Salernitanum">Chronicon Salernitanum</a></strong></em>, scritto da un monaco del <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Benedetto_(Salerno)">monastero di S. Benedetto di Salerno</a></strong> nei primissimi anni &#8217;80 del X secolo, sia nel <em>Chronicon Amalfitanum</em>, un&#8217;elaborazione tardo-duecentesca di un testo più antico. Le due versioni combaciano quasi perfettamente, salvo che per qualche particolare significativo. Il racconto comincia con la <strong>fondazione di Costantinopoli</strong> sulle vestigia dell&#8217;antica <strong>Bisanzio</strong> da parte dell&#8217;imperatore Costantino Magno. Dopo la sua morte, avvenuta a Nicomedia nel 337, molte <em>gentes Romanae</em> diedero ascolto al suo invito, per cui decisero di trasferirsi con i loro beni e le loro famiglie nella Nuova Roma sul Bosforo. Evidentemente <strong>queste famiglie patrizie salparono da Ravenna</strong>, destinata a diventare la nuova capitale dell&#8217;impero d&#8217;Occidente dopo Milano, poichè furono soprese da una violenta tempesta e solo due navi naufragarono sulle <strong>rive di Ragusa</strong> (oggi <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ragusa_(Croazia)">Dubrovnik</a></strong>) nella Schiavonia. Una data <em>post quam</em> inerente all&#8217;elaborazione della saga: la Dalmazia fu chiamata Schiavonia a partire dal VII secolo, quando avvenne anche la fondazione di Ragusa da parte degli abitanti di Epidauro, in fuga dagli Slavi. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese1-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26608" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese1-768x1024.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese1-225x300.jpg 225w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Carta-Aragonese1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Dettaglio della medesima carta storica nella zona del Monte Bulgheria: in basso a sinistra figurano i toponimi del &#8220;Casale di Amalfi&#8221; e delle località collegate ai casati nobiliari di Scala e Ravello (&#8220;Aflitti&#8221; e &#8220;Ruffolo&#8221;), a testimonianza dei secolari insediamenti mercantili amalfitani.</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-41 wp-block-paragraph">Da Ragusa a Melfis: la rotta verso la Lucania&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="1024" height="747" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ellegorica-di-Amalfi-1-1024x747.jpg" alt="" class="wp-image-26613" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ellegorica-di-Amalfi-1-1024x747.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ellegorica-di-Amalfi-1-300x219.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ellegorica-di-Amalfi-1-768x560.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Immagine-ellegorica-di-Amalfi-1.jpg 1206w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;allegoria della Repubblica Amalfitana nel celebre disegno di <strong>Marino Guerritor</strong>e (1908): in alto a sinistra, l&#8217;aquila romana reca il motto «Descendit ex patribus Romanorum» (“<em>Discende dai padri romani</em>”), sintesi visiva dell&#8217;epopea d&#8217;origine illustrata nel testo; in alto a destra, la bussola e la croce ottagona evocano la tradizione marinara del Ducato.</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nei pressi di tale città vi era una località chiamata <strong><em>Malfi</em>,</strong> riportata dalle cronache ragusane insieme al suo porto; questo <strong>doveva essere uno scalo commerciale degli Amalfitani esistente già tra VIII e IX secolo</strong>, come provano gli <em>Annales Ragusini Anonymi</em>, quando menzionano una <em>Vale de Malfo</em> per l&#8217;anno 817. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Ritorniamo al racconto. <strong>I profughi romani vissero per qualche tempo insieme ai Ragusei</strong>; ma poi, costretti dalle angherie e dalle malversazioni degli autoctoni, invidiosi della loro operosità, ripresero il mare. Questa volta scelsero una rotta occidentale e approdarono in un <strong>luogo della Lucania che il cronista amalfitano chiama <em>Melfium</em></strong> ma con maggiore precisione il monaco salernitano definisce <em><strong>Melfis</strong></em>. Quest&#8217;affermazione è convalidata dalla descrizione di <strong>Plinio il Vecchio</strong>, il quale riferisce che presso il promontorio di Palinuro vi erano il fiume <em>Melfes</em> da un lato e dall&#8217;altro la città di <em>Buxentum</em> (la greca <em>Pyxus</em>, oggi Pisciotta). Tale fiume, indicato anche con alcune varianti, quali <em>Molfa</em>, <em>Malfa, Molpa</em>, <em>Malpa</em>, <em>Melpa</em>, è riportato in una mappa pseudo-aragonese aggiornata allo scorrere del XVI secolo insieme al <em>Porto della Melpa</em> e alle <em>ruine di Malfi</em>. Queste sarebbero le vestigia del villaggio fondato dai profughi romani, i quali assunsero la denominazione di <em>Melfitani</em>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La stessa mappa riporta, più ad oriente di quel sito, le rovine del <em><strong>Casale di Amalfi</strong></em>, collocato al di sotto della località <em>Bulgaria</em> e posto sotto la giurisdizione del monastero di S. Giovanni a Piro. In un atto notarile del 1513 viene ricordato il vallone <strong><em>Amalfi la vecchia</em> </strong>collegato al suddetto casale, dal quale si scendeva sul litorale contrassegnato dalle marine delle Massete, del Molano, di Garigliano, dell&#8217;Ogliastro, dello Scario e degli scogli di Petralua. Ancora la mappa segnala in quell&#8217;area il <strong><em>Casale de li Aflitti</em> e <em>Ruffolo</em></strong>, le cui denominazioni richiamano rispettivamente un casato nobiliare scalese e uno ravellese. É molto probabile che in quella zona vi sia stata una postazione mercantile amalfitana, rinforzata poi da possedimenti terrieri di singole famiglie del ducato.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il vescovo di Paestum nel 977 vendeva alla comunità atranese di Salerno, composta in gran parte da mercanti-navigatori, una vasta area del litorale lucano denominata <em>Duo Flumina</em>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tutti questi riferimenti lasciano pensare che, come aveva fatto con Ragusa, l&#8217;immaginario collettivo ideatore della saga abbia voluto inserire ancora una volta postazioni marittimo-mercantili per sottolineare la vocazione marinara che gli Amalfitani avrebbero avuto sin dai primordi.&nbsp;</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-42 wp-block-paragraph"><strong>L’esplorazione dei monti e la scoperta di Scala</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img width="1024" height="650" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Scala-Otto-Boudewijn-de-Kat-1935-1024x650.jpeg" alt="" class="wp-image-26610" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Scala-Otto-Boudewijn-de-Kat-1935-1024x650.jpeg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Scala-Otto-Boudewijn-de-Kat-1935-300x191.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Scala-Otto-Boudewijn-de-Kat-1935-768x488.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Scala-Otto-Boudewijn-de-Kat-1935.jpeg 1483w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Uno scorcio di Scala in uno schizzo del pittore olandese Otto Boudewijn de Kat (1935): la storica &#8220;<em>montagna camense</em>&#8221; che, secondo la narrazione medievale, offrì rifugio e accoglienza ai profughi romani prima della nascita di Amalfi</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">I <em>Melfitani</em>, sottoposti a frequenti incursioni provenienti dal mare, sicuramente dei Vandali di Genserico (455), <strong>abbandonarono <em>Melfis</em> per cercar rifugio ad Eboli</strong>. Ma anche lì la permanenza era difficile, poiché erano sottoposti a scorrerie, rapine, razzie, disordini continui forse collegabili all&#8217;instabilità conseguenziale all&#8217;invasione degli Ostrogoti di Teodorico (489-493). <strong>Al fine di trovare un luogo più sicuro, inviarono esploratori nelle zone montuose della regione. </strong>Un giorno alcuni di loro s&#8217;imbatterono in una località montuosa che il cronista salernitano chiama <em><strong>Scala</strong></em>, quello amalfitano presenta mediante l&#8217;espressione <em>ubi nunc Scala dicitur</em> (“<em>dove ora si dice Scala</em>”)e l&#8217;erudito tramontano <strong>Colandrea Mola</strong> (inizi XIV secolo) precisa: <em>&lt;&lt; pervenerunt usque ad montaneam Camensem ubi nunc Scala dicitur >></em> (“<em>giunsero fino alla montagna camense, dove ora si dice Scala</em>”), sostenendo che <em>Scala</em> un tempo si chiamava <em>Cama</em>. A proposito del termine, il <strong>preumanista Francesco Petrarca</strong> riporta che <em>Cama</em> deriva da <em>Camus</em>, vocabolo ebraico che significava “<em>recondito, chiuso, nascosto</em>”. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Gli esploratori melfitani incontrarono tra i monti di Scala una popolazione autoctona</strong>, che si manifestò desiderosa di accoglierli, avendo notato il loro aspetto signorile e l&#8217;eloquenza nel parlare. Gli ospiti discesero ad una valle sottoposta sul versante occidentale di Scala, esplorandola fino al mare. Notarono, inoltre, <strong>due fiumi ricchi di acqua che circondavano Scala</strong>, che poi furono denominati <strong>Canneto</strong> o <strong>Chiarito</strong> per <strong>Amalfi</strong> e <strong>Dragone</strong> per Atrani. Quindi tornarono felici ad Eboli per annunciare la scoperta ai loro compagni. Una nuova spedizione di uomini più prudenti fu inviata per accertare la veridicità della comunicazione. Di ritorno questi con grande fierezza proclamarono, rivestendosi della solennità romana: &lt;&lt; <em>O Romani, abbiamo trovato luoghi ben fortificati contro ogni avversario con fiumi abbondanti di acqua </em>>>. Così l&#8217;intera comunità si trasferì a Scala. </p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-43 wp-block-paragraph"><strong>La fondazione di Amalfi e l’ideale di libertà&nbsp;</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img width="640" height="406" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani-prima-della-costruzione-del-viadotto.png" alt="" class="wp-image-26609" style="aspect-ratio:1.5764153484970942;width:796px;height:auto" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani-prima-della-costruzione-del-viadotto.png 640w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani-prima-della-costruzione-del-viadotto-300x190.png 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Antico disegno di <strong>Atrani</strong> vista dal mare prima dell&#8217;edificazione del viadotto stradale moderno: si nota la profonda insenatura protetta dalle pareti rocciose, che richiama l&#8217;etimologia citata nella saga <em>dal latino &#8220;ater</em>&#8221; (luogo oscuro e racchiuso dai monti)</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Dopo molto tempo scesero nella valle occidentale, dove cominciarono a costruire una città, chiamandola <em><strong>Amalfia</strong></em>. Il cronista salernitano, che aveva appreso quella storia dagli Amalfitani del suo tempo, alla fine del racconto aggiunge che <em><strong>Atranum</strong></em> (Atrani) deriva da <em><strong>ater,a,um</strong></em> che significa “<em>oscuro</em>”, poiché l&#8217;abitato è racchiuso da sopra, da un lato e dall&#8217;altro da una grande massa di pietre. Questa aggiunta fu probabilmente a lui suggerita dagli Atranesi residenti a Salerno, che ci tenevano a sottolineare la loro etnìa distinta da quella amalfitana. </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Il richiamo a Costantinopoli è da collegare all&#8217;arrivo di milizie bizantine, rappresentate dai profughi romani, nella seconda parte del VI secolo per fondare il <em>castrum</em>, unendosi alla popolazione romanica autoctona (la gente ospitale).</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per dirla con lo storico rumeno <strong>Michele Berza</strong>, il <strong>vero protagonista del racconto è la libertà</strong>, cercata in tutte le fasi dell&#8217;avvicinamento al luogo destinato da parte dei profughi romani. Questo elemento delinea la possibilità che la saga sia nata proprio in conseguenza dell&#8217;acquisizione dell&#8217;indipendenza politica e della <strong>nascita della repubblica il I settembre 839</strong>, anticipata dalla fiera risposta ai compatrioti che avevano accettato le lusinghe del principe Sicardo e si erano trasferiti a Salerno: <em>&lt;&lt; Tenetevi i doni e le ricchezze del vostro principe; a noi è sufficiente questa terra montuosa </em>>>. </p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><em>(L&#8217;immagine di copertina è un dipinto di: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/John_Ruskin">John Ruskin</a>, View of Amalfi, 1844)</em></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">LEGGI ANCHE LE ALTRE PUNTATE:</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<title>Augusta: fabbricati Zfd su 1 milione di metri quadri in zona agricola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Ciccarello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 18:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ERROR404.ONLINE]]></category>
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		<category><![CDATA[Zona franca doganale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AUGUSTA &#8211; Un milione di metri quadrati di aree in maggior parte agricole, trasformate tutte in zona per insediamento industriale. Rivoluzionando la destinazione urbanistica di San Cusumano, per introdurre la Zona franca doganale. Che secondo logica economica, nonché prassi nelle altre regioni italiane, dovrebbe stare a ridosso della dogana di frontiera. Augusta invece la piazza...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>AUGUSTA &#8211;</strong> Un milione di metri quadrati di aree in maggior parte agricole, trasformate tutte in zona per <strong>insediamento industriale</strong>. Rivoluzionando la destinazione urbanistica di <strong>San Cusumano</strong>, per introdurre la <strong>Zona franca doganale</strong>. Che secondo logica economica, nonché prassi nelle altre regioni italiane, dovrebbe stare a ridosso della dogana di <strong>frontiera</strong>. Augusta invece la piazza lontano dalle banchine portuali di <strong>Punta Cugno</strong>, compresa quella piccola porzione che è direttamente affacciata sulla <strong>rada megarese</strong>. La maggior parte infatti la colloca in una fascia di <strong>agrumeti</strong> e campagne, vicino la discarica di <strong>Costa Gigia</strong>, a ridosso della cava della <strong>cementeria</strong> e dell’<strong>autoporto</strong>. Una losanga incuneata fra l’autostrada, la vecchia <strong>statale 114 </strong>e circondata sui due lati dal territorio di <strong>Melilli</strong>. Cementificando così i pochi terreni che si sono salvati dalle industrie e dalle discariche, certificando la rinuncia a riutilizzare lo spazio occupato dai tanti impianti dismessi. Lo ha deciso il <strong>consiglio comunale</strong>, il 23 settembre, approvando il relativo atto di indirizzo  praticamente all’unanimità.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-salvare-augusta-dalla-festa-del-cemento-consumo-di-suolo-ora-vola" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-49">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/salvare-augusta-dalla-festa-del-cemento-consumo-di-suolo-ora-vola/" data-type="post" data-id="24449">Salvare Augusta dalla festa del cemento: consumo di suolo ora vola</a></h4>



<h3 id="h-atto-di-indirizzo-del-consiglio-per-destinare-a-uso-industriale-100-ettari-di-campagne-a-san-cusmano" class="wp-block-heading">Atto di indirizzo del consiglio per destinare a uso industriale 100 ettari di campagne a San Cusmano.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="794" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/zfd-augusta-1-1-1024x794.jpeg" alt="" class="wp-image-26548" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/zfd-augusta-1-1-1024x794.jpeg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/zfd-augusta-1-1-300x233.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/zfd-augusta-1-1-768x596.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/zfd-augusta-1-1.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">sopra e copertina, l&#8217;elaborato della Zona franca doganale di Augusta:<br> in rosso la perimetrazione, in azzurro il territorio di Melilli, in verde quello di Priolo, in bianco la rada portuale</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Un voto veloce sbrigato come una pratica pro forma, ignorando l’unica voce dissidente che si alza dalla stessa <strong>maggioranza</strong>, padrona assoluta di <strong>Palazzo San Biagio</strong> con 24 seggi su 24. Dalle cui fila l’architetto <strong>Marco Niciforo</strong> aveva inutilmente chiesto un rinvio dell’argomento, per sanare in tempo le criticità segnalate. Avvertimento che <strong>Marco Stella</strong>, tutor d’aula dell’amministrazione <strong>Giuseppe Di Mare</strong>, ridimensiona a semplice malessere politico. Senza tuttavia entrare nel merito della singolare pianificazione territoriale, con le sue distanze dal punto di arrivo e partenza delle merci estere, che può scoraggiare gli investimenti nella <strong>Zfd</strong> piuttosto che incentivarli. Ma nonostante la competenza esclusiva del consiglio sulla delicata questione di <strong>pianificazione urbanistica</strong>, devono essere state ferree le indicazioni arrivate da Palazzo di città sul <em>“Piano particolareggiato attuativo della <strong>Zona economica speciale</strong>”</em>. Perché Niciforo, nel suo intervento, rivela che si era presentato alla riunione della competente <strong>commissione consiliare</strong>. Ma era stato completamente ignorato il suo avvertimento suoi problemi tecnici dell’atto, con cui si avvia l’iter di questa variante al <strong>Piano regolatore</strong>. </p>



<h4 id="h-per-approfondire-aree-zes-di-augusta-a-macchia-di-leopardo-vinciullo-con-quale-logica" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-50">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/aree-zes-di-augusta-a-macchia-di-leopardo-vinciullo-con-quale-logica/" data-type="post" data-id="5552">Aree Zes di Augusta a macchia di leopardo, Vinciullo: con quale logica?</a></h4>



<h3 id="h-grande-sicilia-plaude-alla-zfd-disegnata-prima-delle-comunali-proposta-di-allargarla-ai-comuni-vicini" class="wp-block-heading">Grande sicilia plaude alla Zfd disegnata prima delle comunali, proposta di allargarla ai comuni vicini.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="374" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/consiglio-Augusta-2026-1024x374.jpeg" alt="" class="wp-image-26550" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/consiglio-Augusta-2026-1024x374.jpeg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/consiglio-Augusta-2026-300x109.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/consiglio-Augusta-2026-768x280.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/consiglio-Augusta-2026.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Niciforo in piedi per l&#8217;unico contrario nella votazione finale sull&#8217;atto di indirizzo.</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Quelle osservazioni tecniche, ignorate dal verbale della commissione, finiscono così nello <strong>streaming</strong> della seduta plenaria. Nella quale non si sono fatti vedere né la consigliera dei Fratelli d’italia, <strong>Tania Patania</strong>, né la leghista <strong>Benedetta Salmeri</strong>, né <strong>Roberto Conti </strong>del gruppo <strong>Grande sicilia</strong>. Al momento della votazione risulta assente pure un altro di Gs, <strong>Manuel Mangano</strong>. L’assessore spiegherà poi di essersi solo assentato temporaneamente, calcolando male i tempi del dibattito. Chi i calcoli politici sembra averli fatti meglio, invece, è la sua capogruppo <strong>Michela Italia</strong>. L’ex addetta stampa dell’onorevole melillese <strong>Peppe Carta</strong>, si fa carico di replicare all’obiettore di coscienza della maggioranza, rinfacciandogli la sua richiesta respinta di ampliare il perimetro della Zfd. E ricordandogli che l’iter è iniziato nel 2024, cioè prima delle <strong>amministrative</strong>, col sottinteso che nel programma della coalizione Di Mare 2026 c’era quella perimetrazione. Resta però da capire se nei patti elettorali figurasse anche il suo suggerimento all’amministrazione di un tavolo tecnico, per verificare la possibilità che <em>“più comuni propongono delle Zone franche doganali, soluzione che magari potrebbe darci più forza”. </em></p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-primo-bye-bye-di-mare-patania-sceglie-fdi-e-va-nel-misto" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-51">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-primo-bye-bye-di-mare-patania-sceglie-fdi-e-va-nel-misto/" data-type="post" data-id="26338">Augusta, primo bye bye Di Mare: Patania sceglie Fdi e va nel misto</a></h4>



<h3 id="h-niciforo-si-ribella-cementificazione-invece-di-usare-aree-dismesse-a-taranto-piu-lotti-e-vicino-le-banchine" class="wp-block-heading">Niciforo si ribella: cementificazione invece di usare aree dismesse,  a Taranto più lotti e vicino le banchine</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="756" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Niciforo-Zfd-1024x756.jpeg" alt="" class="wp-image-26551" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Niciforo-Zfd-1024x756.jpeg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Niciforo-Zfd-300x221.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Niciforo-Zfd-768x567.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Marco-Niciforo-Zfd.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;assessore provinciale mostra la Zfd di Taranto.</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">In apertura del punto, dal dirigente dell’ufficio tecnico <strong>Massimo Sulano</strong> era arrivata la spiegazione sulla scelta unica a San Cusumano:<em>“Non deriva da una semplice disponibilità fondiaria, l’ambito presenta condizioni particolarmente favorevoli sotto il profilo orografico e <strong>infrastrutturale</strong>. Si tratta inoltre di <strong>aree agricole </strong>compromesse”.</em> Ascoltata la voce dell’<strong>Urbanistica</strong>, prima di andare con la ruspa sull’atto in discussione, Niciforo propone una sospensione dei lavori per chiarirsi a microfoni spenti, senza far emergere pubblicamente la prima spaccatura seria nella monolitica maggioranza. Messa ai voti, però, la sua richiesta è bocciata in blocco. A questo punto, il leader di <strong>Augusta2020</strong> non si tira più indietro. Mostrando in favore di telecamera la mappa della Zfd a <strong>Taranto</strong>, <em>“realtà portuale che si avvicina di più alla nostra, peraltro meno grande, si è evitato di creare una zona unica. Si è suddivisa in 11 lotti nell’area del <strong>porto</strong> e nel <strong>retroporto</strong>, considerate in relazione alla vicinanza delle banchine e alla possibilità che all’interno si svolgessero altre funzioni”.</em></p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-consiglio-mono-di-mare-esordio-con-sgarbo-a-cannata" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-52">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-consiglio-mono-di-mare-esordio-con-sgarbo-a-cannata/" data-type="post" data-id="26290">Augusta, consiglio mono Di Mare: esordio con sgarbo a Cannata</a></h4>



<h3 id="h-dubbi-per-i-vincoli-vicino-l-area-archeologica-di-megara-iblea-e-i-10-anni-di-inedificabilita-causa-incendi" class="wp-block-heading">Dubbi per i vincoli vicino l&#8217;area archeologica di Megara Iblea e i 10 anni di inedificabilità causa incendi. </h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img width="725" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/mappa-vincoli-Augusta-725x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-26592" style="aspect-ratio:0.7080100986917603;width:437px;height:auto" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/mappa-vincoli-Augusta-725x1024.jpeg 725w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/mappa-vincoli-Augusta-212x300.jpeg 212w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/mappa-vincoli-Augusta-768x1085.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/mappa-vincoli-Augusta.jpeg 906w" sizes="auto, (max-width: 725px) 100vw, 725px" /></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Niciforo conclude che <em>”oggi si sta facendo un <strong>errore macroscopico</strong> non sottoponendo l’atto a una revisione semplice e veloce”.</em> Senza questa fretta di approvare, molti degli consiglieri neofiti avrebbero potuto verificare anche altri aspetti potenzialmente problematici. Ad esempio una parte della concentrazione Zfd a San Cusumano riguarda le campagne percorse dal fuoco, con l’ultimo grande <strong>incendio</strong> registrato nel 2024. Terreni che ai sensi di legge diventano <strong>inedificabili</strong> per 10 anni. L’unica porzione a mare della Zona franca doganale, invece, ricade nella zona dove le mappe indicano il vincolo archeologico di <strong>Megara Iblea</strong>. E nelle carte della <strong>Soprintendenza</strong> compare pure nella zona 3 di massima tutela del <strong>Piano paesaggistico</strong>. Inoltre, il nuovo <strong>Piano regolatore portuale </strong>ha previsto attività cantieristiche in quel comparto, con un potenziale conflitto fra investimenti di natura diversa. Alla fine l’unico voto contrario arriva dal professionista, nei mesi scorsi nominato <strong>assessore provinciale</strong> in virtù dell’accordo fra i sindaci Carta e Di Mare. Il quale, nonostante i suoi lo celebrano come un momento storico, qualcuno facendosi pure spuntare le lacrime, ha disertato San Biagio.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-niciforo-assessore-libero-consorzio-sfuma-lavori-pubblici" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-53">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-niciforo-assessore-libero-consorzio-sfuma-lavori-pubblici/" data-type="post" data-id="24705">Augusta, Niciforo assessore Libero consorzio: sfuma Lavori pubblici</a></h4>


<ul class="wp-block-latest-posts__list is-grid columns-3 has-dates wp-block-latest-posts is-layout-grid wp-container-core-latest-posts-is-layout-0fed8f92 wp-block-latest-posts-is-layout-grid"><li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26691" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/cannata-Fatuzzo-Di-Mare-Bramato-depurazione-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo" title="Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo" title="Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/depuratore-augusta-cannata-fatuzzo-braccio-armato-del-governo/">Depuratore Augusta, Cannata: Fatuzzo braccio armato del governo</a><time datetime="2026-10-10T17:29:29+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">sabato, 10 Ottobre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">AUGUSTA &#8211; Nessun cronoprogramma dei lavori per far partire l’impianto di trattamento dei reflui urbani. Un centinaio di espropri per la rete fognaria ancora da portare a conclusione. Tutte le acque nere della città&#8230;</div></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26677" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/10/Francesco-Maria-Pansa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana " title="Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana " title="Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana " style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/miti-e-nobilta-il-culto-della-romanita-in-costiera-amalfitana/">Miti e nobiltà: il culto della Romanità in Costiera amalfitana </a><time datetime="2026-10-10T10:50:29+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">sabato, 10 Ottobre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">Dalla fanciulla Amalfi alle origini romane dei Rufolo, d&#8217;Afflitto e Sasso: lo storico Giuseppe Gargano svela l&#8217;eredità latina del Ducato</div></li>
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		<title>Ars, Fdi azzera dirigenza nata Di Mare: partito Augusta a Forestiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Ciccarello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 19:16:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ERROR404.ONLINE]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d&#039;italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AUGUSTA &#8211; “Di candidarmi alle regionali nel 2022 me lo chiese il partito, che oggi mi chiede di occuparmi dell’unico circolo Fratelli d’italia ad Augusta: per una mia prossima ricandidatura all’Assemblea siciliana, vedremo in futuro”. Con il dirigente nazionale Pietro Forestiere come commissario della storica sezione Venturini, i meloniani sono i primi a smuovere le...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>AUGUSTA &#8211;</strong> <em>“Di candidarmi alle<strong> regionali </strong>nel 2022 me lo chiese il partito, che oggi mi chiede di occuparmi dell’unico circolo <strong>Fratelli d’italia</strong> ad Augusta: per una mia prossima ricandidatura all’<strong>Assemblea siciliana</strong>, vedremo in futuro”.</em> Con il dirigente nazionale <strong>Pietro Forestiere</strong> come commissario della storica <strong>sezione Venturini</strong>, i meloniani sono i primi a smuovere le acque stagnanti della politica cittadina. Dopo la travolgente galoppata record del sindaco <strong>Giuseppe Di Mare</strong> alle comunali di primavera, coi partiti del <strong>Campo largo</strong> sotto la soglia sbarramento e i 24 seggi consiliari conquistati tutti dalla sua coalizione, era prevedibile la nascita nel <strong>centrodestra</strong> di un’opposizione all’amministrazione della stessa area. Ed è puntualmente arrivata coi primi venti autunnali, che odorano di elezioni 2027 nei due Parlamenti di Roma e <strong>Palermo</strong>. Dietro il politichese di rito, non lascia dubbi il comunicato Fdi anticipato sabato dal <strong>quotidiano La Sicilia</strong> e diffuso alla stampa online il 20 settembre. La dirigenza rimasta all’ombra del deputato avolese <strong>Luca Cannata</strong> fa tabula rasa delle centinaia di tessere lasciate in eredità dal sortinese <strong>Carlo Auteri</strong>, catapultato all’Ars dai voti dell’augustano Di Mare e poi riparato nella <strong>Dc nuova</strong> di Totò Cuffaro, quando a <strong>Montecitorio</strong> si è eclissata la stella del capocorrente catanese <strong>Manlio Messina</strong>. Mentre nell’aula più modesta ma parimente movimentata di <strong>Palazzo San Biagio</strong>, affida all’ex vicesindaca <strong>Tania Patania</strong> il compito di <em>“valutare ogni provvedimento per i suoi contenuti con coerenza e autonomia”</em>, ritagliandole una solitaria (per il momento) posizione di appoggio esterno alla <strong>maggioranza</strong>.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-primo-bye-bye-di-mare-patania-sceglie-fdi-e-va-nel-misto" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-66">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-primo-bye-bye-di-mare-patania-sceglie-fdi-e-va-nel-misto/" data-type="post" data-id="26338">Augusta, primo bye bye Di Mare: Patania sceglie Fdi e va nel misto</a></h4>



<h3 id="h-pietro-forestiere-commissario-del-circolo-su-indicazione-di-roma-dopo-il-no-del-simbolo-a-di-mare" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Pietro Forestiere commissario del circolo su indicazione di Roma dopo il no del simbolo a Di Mare.</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img width="1024" height="681" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/Pietro-Forestiere-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-17099" style="aspect-ratio:1.5036925094807676;width:487px;height:auto" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/Pietro-Forestiere-1024x681.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/Pietro-Forestiere-300x199.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/Pietro-Forestiere-768x511.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/Pietro-Forestiere-177x118.jpg 177w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/09/Pietro-Forestiere.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">sopra Pietro Forestiere, in copertina con Giorgia Meloni alla darsena di Augusta</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><em>“Ringrazio inoltre il commissario regionale <strong>Luca Sbardella </strong>per il confronto e la collaborazione instaurati fin dal suo insediamento. È un incarico che assumo con la consapevolezza che ad <strong>Augusta</strong> c’è molto lavoro da fare: ricostruire un’organizzazione stabile, e soprattutto tornare a mettere al centro idee e proposte per la città”.</em> Nelle parole di Forestiere si legge la filigrana di un mandato direttamente conferito da <strong>Roma</strong>, per riparare ai danni elettorali fatti dalla capitale dopo aver sconfessato la precedente dirigenza, quando al <strong>tesserato</strong> Di Mare ha negato il <strong>simbolo</strong> all’improvviso e senza vere spiegazioni. Un voltafaccia che ha provocato le risentite dimissioni dell’ultimo segretario cittadino, l’ex assessore <strong>Rosario Sicari</strong>, e dell’attuale vicesindaco <strong>Pino Carrabino</strong>. Al quarantaduenne proconsole meloniano sembra pure affidato il compito di marcare la distanza del partito con la rieletta amministrazione di centrodestra, sostenuta da <strong>Grande sicilia</strong> insieme a <strong>Forza italia</strong>. “<em>Con Tania, la candidata più votata alle <strong>amministrative</strong> con quasi 500 voti, mi lega innanzitutto un rapporto di amicizia e una forte intesa politica”.</em> Il seggio lo ha conquistato in una delle 4 liste civiche direttamente legate al sindaco, ma adesso “<em>la sua presenza in consiglio rappresenta un punto di riferimento importante per il partito, e lavoreremo in piena sintonia”</em>.</p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-consiglio-mono-di-mare-esordio-con-sgarbo-a-cannata" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-67">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-consiglio-mono-di-mare-esordio-con-sgarbo-a-cannata/" data-type="post" data-id="26290">Augusta, consiglio mono Di Mare: esordio con sgarbo a Cannata</a></h4>



<h3 id="h-azzerata-la-dirigenza-eletta-dal-super-tesseramento-del-sindaco-escluso-un-nuovo-congresso" class="wp-block-heading has-medium-font-size">Azzerata la dirigenza eletta dal super tesseramento del sindaco, escluso un nuovo congresso.</h3>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Per la prima volta nella sua storia presente a San Biagio, <strong>Fdi</strong> si ricostruisce azzerando la dirigenza cittadina colonizzata dal sindaco, perché secondo statuto il <strong>commissario</strong> si prende in mano il circolo e ricomincia da zero. Mentre di una nuova conta a suon di <strong>tessere</strong> non si parla, <em>“perché decidere i congressi spetta a Roma”,</em> e con la legislatura in scadenza nessuno apre guerre interne. A Di Mare intanto sfila il risultato del nuovo <strong>depuratore cittadino</strong>, un appalto da oltre 50 milioni di euro, potenzialmente generatore di <strong>subappalti</strong> e forniture a pioggia. In <strong>campagna elettorale</strong> il sindaco si è presentato come un punto di riferimento per l’obiettivo raggiunto, tanto che Cannata è dovuto andare a sbarrargli la strada arrivando a sorpresa nella <strong>conferenza stampa</strong> convocata a <strong>Palazzo di città</strong>. <em>“Con Luca c’è un rapporto consolidato e riconosco il ruolo importante che svolge come cinghia di trasmissione tra il territorio e Roma. Il lavoro del partito sul territorio e quello della <strong>rappresentanza parlamentare</strong> devono procedere sempre più in raccordo”,</em> scrive Forestiere. Il quale parla di <em>“iter che ho seguito con particolare attenzione negli ultimi tre anni”,</em> puntualizzando che <em>“nell’agosto 2023 il <strong>governo Meloni </strong>ha nominato <strong>Fabio Fatuzzo </strong>commissario straordinario unico per la <strong>depurazione</strong>”.</em> Il sottinteso è che il risultato va intestato alla filiera governativa, se <em>“oggi l’intervento di Augusta è finalmente entrato nella fase operativa: nell’agosto scorso è stato sottoscritto il <strong>contratto</strong> e l’avvio del cantiere è ormai imminente”.</em> La chiosa <em>“continueremo a seguirne ogni passaggio”</em> indica che sul tema non c’è passaggio di testimone. Neanche quando si apriranno i <strong>cantieri</strong> per la multimilionaria <strong>rete fognaria</strong><em>.</em></p>



<h4 id="h-per-approfondire-augusta-appalto-depuratore-fra-progetti-vecchi-e-vecchie-inchieste" class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-68">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-appalto-depuratore-fra-progetti-vecchi-e-vecchie-inchieste/" data-type="post" data-id="25079">Augusta: appalto depuratore fra progetti vecchi e vecchie inchieste</a></h4>


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		<title>Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa</title>
		<link>https://www.ecostiera.it/vesuvio-79-d-c-leruzione-che-cambio-la-costiera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gargano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 07:41:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMALFITANIA]]></category>
		<category><![CDATA[COPERTINA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA["eruzione vesuvio"]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Gargano]]></category>
		<category><![CDATA[storia Costiera amalfitana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla morte di Plinio il Vecchio alla nascita dell'unica grande spiaggia da Conca a Maiori: Giuseppe Gargano racconta lo sconvolgimento geologico che ridisegnò la Costa d'Amalfi</p>
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<h4 id="h-dalla-morte-di-plinio-il-vecchio-alla-nascita-dell-unica-grande-spiaggia-da-conca-dei-marini-a-maiori-giuseppe-gargano-racconta-lo-sconvolgimento-geologico-che-ridisegno-la-costa-d-amalfi" class="wp-block-heading has-medium-font-size"><em>Dalla morte di Plinio il Vecchio alla nascita dell&#8217;unica grande spiaggia da Conca dei Marini a Maiori: Giuseppe Gargano racconta lo sconvolgimento geologico che ridisegnò la Costa d&#8217;Amalfi.</em></h4>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"> <em>Dai primi insediamenti della preistoria <a href="https://www.ecostiera.it/dalle-caverne-al-mare-il-feuilleton-di-amalfi-comincia-dal-paleolitico/">(<strong>I puntata</strong>)</a> e della protostoria (<a href="https://www.ecostiera.it/i-primi-villaggi-della-costiera-la-protostoria-tra-colline-e-montagne/"><strong>II puntata</strong>)</a>, attraverso le splendide ville imperiali (<a href="https://www.ecostiera.it/quando-imperatori-e-patrizi-inventarono-il-turismo-in-costiera/"><strong>III puntata</strong>)</a>, le comunità agricole dei Lattari (<strong><a href="https://www.ecostiera.it/tra-vigneti-e-antiche-strade-le-ville-rustiche-di-tramonti-e-agerola/">IV puntata</a></strong>), l&#8217;enigma dei marmi antichi (<a href="https://www.ecostiera.it/i-marmi-antichi-della-costa-damalfi-lenigma-degli-spolia-romani/"><strong>V puntata</strong>)</a> e l&#8217;origine romana dei nomi dei nostri borghi (<a href="https://www.ecostiera.it/lorigine-dei-nomi-in-costiera-amalfitana-limpronta-di-roma/"><strong>VI puntata</strong>)</a>, il Feuilleton di E&#8217;costiera giunge a uno degli eventi più catastrofici e determinanti della storia antica. Nella VII puntata, lo storico <strong>Giuseppe Gargano</strong> ricostruisce come la gigantesca eruzione del Vesuvio del 79 d.C. cambiò per sempre la geografia della Costiera amalfitana, creando nuove spiagge, valloni di &#8220;torece&#8221; e ponendo le basi per i futuri approdi medievali.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</blockquote>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-78 wp-block-paragraph">La tragedia del 79 d.C. e il sacrificio di Plinio il Vecchio</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img width="480" height="612" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/morte-di-Plinio-il-vecchio_1880.jpg" alt="" class="wp-image-26506" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/morte-di-Plinio-il-vecchio_1880.jpg 480w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/morte-di-Plinio-il-vecchio_1880-235x300.jpg 235w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /><figcaption class="wp-element-caption">The death of Pliny the Elder on August 25, 79 AD, while attempting the rescue by ship of a friend and his family from the eruption of Mount Vesuvius that had just destroyed the cities of Pompeii and Herculaneum Engraving 1880 &#8211; Private collection (Photo by Leemage/Corbis via Getty Images)</figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Una delle più grandi eruzioni vulcaniche ricordate dalla storia è di certo quella del <strong>Vesuvio</strong>, avvenuta tra il<strong> 24 e il 26 agosto del 79 d.C</strong>. ma più propriamente, come sembrano confermare alcune recenti scoperte archeologiche, nelle stesse date bensì del successivo <strong>mese di ottobre</strong>. Essa viene ricordata come “<strong>eruzione pliniana</strong>” negli ambienti scientifici, in quanto fu descritta da <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_il_Giovane">Plinio il Giovane</a></strong> in due epistole indirizzate al suo amico Tacito e inoltre perchè vi trovò la morte l&#8217;ammiraglio (<em>prefectus navalis</em>) <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plinio_il_Vecchio">Plinio il Vecchio</a></strong>, zio dello scrittore. Plinio il Vecchio calò in mare una quadrireme per soccorrere il suo amico Pomponiano, che stava a <em>Stabiae</em>; ma lì trovò la morte nel porto, soffocato da gas venefici. I suoi resti furono ritrovati nell&#8217;anno 1900 insieme allo scettro e ad un pugnale dal manico in avorio e oro. Recenti analisi effettuate ai suoi denti ne hanno confermato l&#8217;identità: infatti hanno riscontrato che aveva bevuto acque delle sorgenti alpine fino all&#8217;età di sette anni; essendo egli nato a Como e avendo vissuto là i primi anni della sua puerizia, allora è chiara la sua identificazione.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Nella prima fase dell&#8217;eruzione, iniziata verso le ore 13</strong>, il Vesuvio sparava in aria nubi di ceneri e di lapilli, che gradualmente raggiunsero un&#8217;altezza tra i 32 e i 37 km. nell&#8217;atmosfera. In quel momento il vento soffiava da sud-ovest e gonfiava le onde del mare di Libeccio. In una fase successiva l&#8217;attività esplosiva immetteva nell&#8217;aria <strong>materiale piroclastico</strong>, il quale, spinto dal vento che aveva cambiato direzione, spirando da nord, cadeva dappertutto (<em>pyroclastic fall</em>); in grande quantità ammantò la parte centrale dei <strong>Monti Lattari</strong>, formando una coltre di pomici e lapilli spessa tra 1,5 e 2 m., alla quale si sovrappose uno strato di cenere di diversi centimetri.&nbsp;</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-79 wp-block-paragraph">Alluvioni e fiumi di fango: il cataclisma sui Monti Lattari</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Gli effetti prodotti in Costa d&#8217;Amalfi dalle conseguenze dell&#8217;eruzione sono stati magistralmente studiati dai <strong>geologi Aldo Cinque</strong>, <strong>Vittorio Di Benedetto</strong>, <strong>Crescenzo Violante</strong> e i suoi colleghi del <strong><a href="https://www.ismar.cnr.it/">CNR-Geomar di Napoli.&nbsp;</a></strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L&#8217;atmosfera era talmente densa di polveri e ceneri da oscurare il sole e da produrre uno straordinario effetto anti-serra, con il conseguente repentino abbassamento della temperatura. Scrive in proposito <strong>Plinio il Giovane</strong>: &#8220;<em>Già nelle altre parti era giorno, là notte più nera e più folta di qualsiasi notte, benchè tante fiamme e tanti bagliori la rischiarassero</em>&#8220;. Ciò provocò un&#8217;intensa pioggia torrenziale, generata dalla condensazione delle notevoli quantità di vapore acqueo eruttate dal vulcano ed evaporate dal vicino mare.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img width="782" height="374" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Linea-di-Costa-nel-Medioevo.jpg" alt="" class="wp-image-26508" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Linea-di-Costa-nel-Medioevo.jpg 782w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Linea-di-Costa-nel-Medioevo-300x143.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Linea-di-Costa-nel-Medioevo-768x367.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px" /><figcaption class="wp-element-caption">La linea di costa della Costiera amalfitana nel medioevo </figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Immensi fiumi d&#8217;acqua scendevano dai monti verso il mare attraverso le <em>lame</em> (valloni erosi da rivi occasionali) e i permanenti corsi a carattere torrentizio della Costa d&#8217;Amalfi: era un&#8217;alluvione alimentata da quattordici adduzioni, per lo meno quattro volte superiore in intensità e durata rispetto ai nubifragi costieri del 1910 e del 1954, i quali produssero a Vietri un allungamento della spiaggia di circa 120 m., determinando una sorta di delta-conoide di detriti ben visibile in alcune foto di raffronto del prima e del dopo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Le acque copiose portarono a valle il tufo piroclastico appena eruttato dal Vesuvio insieme a terreno e a ciottoli preesistenti in zona. I depositi piroclastici si idratarono fortemente nel tempo, a causa dell&#8217;infiltrazione dell&#8217;acqua meteorica. Il duro conglomerato, volgarmente detto <em>torece</em> (termine dialettale risultato dal rotacismo del latino medievale <em>durities</em> declinato all&#8217;ablativo), ha formato depositi alquanto cementati, di solito con la consistenza di un tufo, spessi persino qualche decina di metri. Nel <em>torece</em> le pomici e le ceneri vulcaniche dell&#8217;eruzione del 79 d.C., depositatesi in origine sui rilievi come strati distinti, si manifestano intimamente mischiate.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img width="640" height="480" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Pietra-vulcanica.jpg" alt="" class="wp-image-26511" style="width:422px;height:auto" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Pietra-vulcanica.jpg 640w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Pietra-vulcanica-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una pietra vulcanica </figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Lo studio dei caratteri sedimentologici del <em>torece</em> e la sua distribuzione spaziale rispetto agli elementi del paesaggio geografico-fisico (4,5 milioni di metri cubi tra i Lattari e la Costiera) ha rivelato che esso è una conseguenza dell&#8217;arresto di <strong>colate detritiche</strong> molto fluidi (miscele di pomici, ceneri e acqua), derivate dai franamenti della coltre piroclastica nelle parti più ripide dei bacini imbriferi nel corso di piogge intense e prolungate. Le colate si incanalavano nelle gole dei torrenti, avanzavano ad alta velocità e si arrestavano laddove l&#8217;alveo pendeva di meno e tendeva ad allargarsi. <strong>I corsi d&#8217;acqua </strong>reincisero in breve tempo l&#8217;intera successione data dai depositi di colata e da quelli alluvionali di piroclastite che si stratificarono, tra il I e il V secolo, lungo le sponde fluviali.&nbsp;In particolare, <strong>ad Amalfi si formò una quindicina di strati sovrapposti</strong> dello spessore medio di circa 1 m. Il dilavamento idrico e il rapido convogliamento di materiali alluvionali, trasportati nel fondovalle da frane, produssero una sensibile progradazione della costa ad opera di una sorta di <em>delta-conoide</em> o <em>lahar piroclastico</em> particolarmente <strong>evidente ad Amalfi e ad Atrani.</strong></p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-80 wp-block-paragraph">La spiaggia gigante da Conca dei Marini a Maiori</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Prima dell&#8217;eruzione del 79 d.C. la linea di costa si addentrava maggiormente</strong> rispetto a quella odierna, <strong>penetrando nell&#8217;attuale Piazza Duomo di Amalfi</strong> e approssimandosi alla villa scoperta nel 2000.&nbsp;</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Tra il V e l&#8217;VIII secolo, in conseguenza di intense precipitazioni atmosferiche favorite dalla diminuzione della temperatura, la progradazione proseguì&nbsp; gradualmente, fino ad <strong>allungare la linea di costa di oltre 100 m. lungo l&#8217;intera Costiera.</strong> I risultati delle ricerche condotte dall&#8217;<strong><a href="https://nauticalarch.org/">Institute of Nautical Archeology del Texas</a></strong>, dal <strong>CNR Geomar</strong> e dal <strong><a href="https://www.centrodiculturaestoriaamalfitana.it/">Centro di Cultura e Storia Amalfitana</a></strong> nel 2005 hanno confermato un&#8217;antica tradizione riportata dagli storiografi eruditi amalfitani:<strong> tra il V e l&#8217;VIII secolo si formò un&#8217;unica spiaggia da Conca dei Marini a Maiori</strong>, protetta da accentuate sporgenze costiere, una spiaggia alquanto refrattaria con pozzanghere e acquitrini in alcuni luoghi e più consistente in altri. Nella fase di espansione i materiali piroclastici si sedimentarono poco più a largo per le interazioni elettrochimiche con l&#8217;acqua salata, costituendo banchi più o meno consolidati, che poggiavano su strati più sciolti e instabili.&nbsp;<strong>Davanti ad Amalfi e ad Atrani l&#8217;uomo medievale realizzò strutture portuali e cantieristiche.&nbsp;</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img width="497" height="640" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Spiaggia-Vietri-sul-Mare.png" alt="" class="wp-image-26509" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Spiaggia-Vietri-sul-Mare.png 497w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Spiaggia-Vietri-sul-Mare-233x300.png 233w" sizes="auto, (max-width: 497px) 100vw, 497px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il confronto del prima e dopo l&#8217;eruzione della spiaggia di Vietri sul Mare </figcaption></figure>
</div>


<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-81 wp-block-paragraph">L&#8217;erosione, le &#8220;Lope &#8216;e mare&#8221; e la memoria della Costiera</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;arenile alluvionale</strong> non riuscì a consolidarsi dappertutto, per cui era inevitabile il suo graduale assottigliamento a causa dell&#8217;erosione marina.<strong> Il primo tratto a scomparire fu quello che collegava Atrani con Minori, seguito da Amalfi-S.Croce e da Amalfi-Atrani nel corso del XII secolo</strong>. Altri collegamenti o tratti litoranei sprofondarono nel mare, insieme alle strutture antropiche, in occasione di violente tempeste di mare volgarmente definite <em><strong>Lope &#8216;e mare</strong></em> o più scientificamente “<em>tsunami metereologici</em>”, praticamente devastanti cicloni mediterranei, dei quali tratteremo più approfonditamente in una prossima puntata del <em>Feuilleton</em>:&nbsp;aree portuali e cantieristiche di Amalfi e di Atrani nel novembre del 1270 e il 25 novembre 1343; litorale di Minori l&#8217;11 aprile del 1597; estremo litorale di Maiori nel 1631; tratto S. Croce-Conca ancora esistente nel XIV secolo, assottigliatosi in Età Moderna.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><em>La memoria collettiva relativa alla trasmissione del ricordo di questo paesaggio marino diverso da quello odierno costituisce una prova del fatto che, almeno dall&#8217;età romana imperiale, c&#8217;è stata gente nella Costa d&#8217;Amalfi senza soluzione di continuità.&nbsp;</em></p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="NCMUG5FX2W"><a href="https://www.ecostiera.it/dalle-caverne-al-mare-il-feuilleton-di-amalfi-comincia-dal-paleolitico/">Dalle caverne al mare: il feuilleton di Amalfi comincia dal Paleolitico</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Dalle caverne al mare: il feuilleton di Amalfi comincia dal Paleolitico” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/dalle-caverne-al-mare-il-feuilleton-di-amalfi-comincia-dal-paleolitico/embed/#?secret=FZf4qwVRnL#?secret=NCMUG5FX2W" data-secret="NCMUG5FX2W" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>L&#8217;origine dei nomi in Costiera amalfitana: l&#8217;impronta di Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gargano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 06:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AMALFITANIA]]></category>
		<category><![CDATA[COPERTINA]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA["storia amalfitana"]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Gargano]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra patrizi, liberti e antiche vie imperiali, lo storico Giuseppe Gargano svela la mappa toponomastica delle origini della Costa d&#8217;Amalfi. Dalle prime caverne della preistoria (I puntata) ai villaggi collinari della protostoria (II puntata), fino allo splendore del &#8220;turismo imperiale&#8221; (III puntata), alle vigne e vie romane dei Lattari (IV puntata) e al grande giallo...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Tra patrizi, liberti e antiche vie imperiali, lo storico Giuseppe Gargano svela la mappa toponomastica delle origini della Costa d&#8217;Amalfi.</em><br></p>
</blockquote>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Dalle prime <a href="https://www.ecostiera.it/dalle-caverne-al-mare-il-feuilleton-di-amalfi-comincia-dal-paleolitico/"><strong>caverne della preistoria</strong> (I puntata)</a> ai <a href="https://www.ecostiera.it/i-primi-villaggi-della-costiera-la-protostoria-tra-colline-e-montagne/"><em>villaggi collinari della protostoria</em> (II puntata)</a>, fino allo <a href="https://www.ecostiera.it/quando-imperatori-e-patrizi-inventarono-il-turismo-in-costiera/"><em>splendore del &#8220;turismo imperiale&#8221;</em> (III puntata)</a>, alle <a href="https://www.ecostiera.it/tra-vigneti-e-antiche-strade-le-ville-rustiche-di-tramonti-e-agerola/"><strong>vigne e vie romane dei Lattari</strong> (IV puntata)</a> e al grande <a href="https://www.ecostiera.it/i-marmi-antichi-della-costa-damalfi-lenigma-degli-spolia-romani/"><strong>giallo dei marmi e degli &#8220;spolia&#8221;</strong> (V puntata)</a>, il racconto di <em>E&#8217;costiera</em> affronta ora l&#8217;impronta più duratura lasciata da Roma: la lingua. Nella VI puntata del nostro feuilleton, <strong>lo storico Giuseppe Gargano analizza la toponomastica delle origini</strong>, svelando come i nomi dei nostri borghi — da <strong>Positano </strong>a <strong>Cetara</strong>, da <strong>Amalfi </strong>a <strong>Maiori</strong>, <strong>Minori,</strong> <strong>Tramonti </strong>— derivino direttamente da famiglie patrizia romane, mercanti, divinità e attività dell&#8217;antichità.</p>



<p class="has-text-align-left has-vivid-red-color has-white-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-87 wp-block-paragraph">Da Posides alla gens Amarfia: Positano, Amalfi, Ravello e Atrani</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img width="1024" height="717" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani-fiume.jpg" alt="" class="wp-image-26492" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani-fiume.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani-fiume-300x210.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani-fiume-768x538.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Atrani in un&#8217;antica mappa con il suo fiume Dragone </figcaption></figure>



<p class="has-text-align-left has-black-color has-white-background-color has-text-color has-background has-link-color has-medium-font-size wp-elements-88 wp-block-paragraph">Lo studio attento e puntuale della toponomastica amalfitana permette di stabilire un collegamento interessante con i territori di Gaeta e di Sorrento: ne vien fuori, almeno per i tempi più antichi, una facies latina fondata su onomastici romani dell&#8217;età imperiale e su qualche termine della quotidianità, espressi mediante vocaboli declinati al neutro della II e della IV declinazione, trasformati da nomi relativi a gentes o a singoli personaggi della Roma imperiale.<br>Secondo <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Della_Corte">Matteo Della Corte</a></strong> (1937), <strong>il toponimo Positano </strong>sarebbe derivato da <strong>Posides</strong>, liberto arricchitosi all&#8217;ombra dell&#8217;imperatore Claudio, che aveva costruito alcune ville lungo i litorali campani. Intorno alla villa positanese si sarebbe sviluppato un pagus (villaggio) denominato Posidetanum (= possedimento di Posides), che per sincope si sarebbe trasformato in Positanum. La forma più antica riportata dalle fonti (XI secolo), tuttora viva nell&#8217;idioma locale, è Pasetanum, che, secondo la tradizione, deriverebbe da Paistanum, cioè Paestum (termine latinizzato dal lucano Paiston). Gli abitanti della città classica ormai impaludata, a causa delle incursioni saraceniche, verso il 916 si sarebbero rifugiati sulla costa amalfitana e lì avrebbero fondato un villaggio in memoria della loro patria. <strong>A Positano</strong>, sin dalla fine del X secolo, era diffuso <strong>il culto di S. Vito,</strong> martirizzato alla <strong>foce del Sele</strong>, proprio presso Paestum. In quel tempo fu edificato il monastero benedettino dei <strong>Ss. Maria e Vito</strong> proprio nel luogo dov&#8217;era sepolta la villa romana.<br>Di certo vi è una correlazione tra la <strong>gens Amarfia</strong>, individuata su lapidi sepolcrali del I secolo d.C. a Benevento, e la <strong>civitas Amalfia</strong> così indicata nei più antichi atti dell&#8217;Alto Medioevo. É possibile che questa famiglia patrizia romana avesse fondato la villa collocata nel sito dove fu costruito il cinema Iris nei primissimi anni &#8217;50 del secolo scorso. Tale cognome sarebbe poi stato esteso all&#8217;intera valle fluviale.<br>In aggiunta, il toponimo <strong>Rabellum</strong> (<strong>Ravello</strong>) può esser messo in relazione al nome Ravelius, associato ad un personaggio romano del I secolo attestato in Egitto. Nel rione Toro di quella città della Costiera sarebbe stato scoperto un pavimento in mosaico che fu immediatamente distrutto o ricoperto; anche nella <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Rufolo">Villa Rufolo</a></strong> furono trovate tracce murarie del IV secolo.<br>Gli Atranesi che si trasferirono definitivamente a Salerno al tempo del principe Sicardo (838) sono indicati nelle fonti documentarie come Atrianenses. Da ciò è lecito supporre che la loro patria di origine si doveva chiamare Atrianum, nome trasformatosi poi in Atranum per sincope. Esso doveva essere in qualche modo legato alla gens romana Atria, che, come la Amarfia per Amalfi, doveva possedere una villa nella parte bassa di Atrani.</p>



<p class="has-text-align-left has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-89 wp-block-paragraph">I possedimenti imperiali: da Cesarano a Bomerano</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img width="700" height="486" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Tramonti.jpeg" alt="" class="wp-image-26495" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Tramonti.jpeg 700w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Tramonti-300x208.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una mappa storica del comune di Tramonti </figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Altri toponimi di origine classica romana sono <strong>Corsano</strong> e <strong>Capitignano</strong> a <strong>Tramonti</strong>, nonché Siriniano, Aurano e Gragnano nel territorio stabiano (tutti terminanti in -anum): si tratterebbe di nomi di luoghi associati a possedimenti terrieri con ville rustiche e locali agricoli (praedia) e derivati dagli omonimi proprietari. Un casale di Tramonti, <strong>Cesarano</strong>, dove in più occasioni furono trovate significative <strong>tracce di attività vitivinicole romane</strong>, era di sicuro un <em>praedium</em> di proprietà imperiale. Infatti <strong>il toponimo deriva da Caesar </strong>nell&#8217;accezione di imperatore ed era presente nella stessa forma a Caiazza nel ducato di Napoli e nel territorio della Liburia (Caserta). Una tradizione assai poco credibile, riportata dal <strong>cronista tramontano Colandrea Mola</strong>, afferma che i Romani abitanti di Scala avrebbero fondato il <strong>casale di Cesarano a Tramonti</strong>, chiamandolo in tal modo dal nome Cesare, primo abitante di quel luogo.<br>Dalla presenza di una villa della potente famiglia romana dei Metelli, ubicata dove poi sorse l&#8217;abbazia della <strong>SS. Trinità di Cava de&#8217; Tirreni</strong>, derivò nell&#8217;Alto Medioevo la denominazione <em>Actus Metilianus</em>, riferita ad una vasta area che comprendeva i territori di Cava e di Vietri.<br>Situazione analoga si presenta per <strong>Bomerano</strong>, casale di <strong>Agerola</strong>, il cui toponimo è l&#8217;evoluzione linguistica della versione originale Memoranum o Memmoranum, che corrisponde a Mammoranum, registrato nell&#8217;area di Gaeta in una fonte altomedievale, la quale ricorda anche vestigia architettoniche romane.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-90 wp-block-paragraph">Cetara ed Erchie: la lavorazione del pesce, il garum e il mito di Ercole</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img width="549" height="364" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Cetara.jpg" alt="" class="wp-image-26491" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Cetara.jpg 549w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Cetara-300x199.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Cetara-177x118.jpg 177w" sizes="auto, (max-width: 549px) 100vw, 549px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cetara in un&#8217;antica stampa </figcaption></figure>
</div>


<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">La <em>facies latina</em> lungo la Costa d&#8217;Amalfi continuava con altri interessanti toponimi.<br><strong>Cetara</strong> è stato da tempi immemorabili un villaggio di pescatori e contadini per metà nella giurisdizione amalfitana e per metà in quella salernitana. Il suo nome è da porre in relazione con il <strong>termine imperiale romano cetaria</strong>, collegato ad uno stabilimento per la lavorazione e la conservazione del pescato. Ancora oggi lì si produce la colatura, una salsa di pesci marinati erede del garum, ricavata, com&#8217;era prassi nella regione dell Bitinia (parte nord-occidentale dell&#8217;Asia Minore), dalle alici conservate sotto sale dapprima in botti e barili e poi in piccoli vasi ceramici.<br>Alla punta estrema di un promontorio situato nella località Fonti, che si sviluppa poco più a levante di Cetara, almeno sino al XIV secolo era attaccata un&#8217;opera muraria marittima in seguito sprofondata nel mare. La struttura fu realizzata in parte in <em>opus reticulatum </em>e in parte in <em>opus incertum</em>; assume una forma sezionale a guisa di V allargata e capovolta, è in pendìo verso l&#8217;interno, presenta fori sulle pareti, forse utilizzati per l&#8217;innesto di una struttura in legno collegata alla terraferma. Le costruzioni complementari lignee lascerebbero supporre che fosse un apparato permanente per la pesca, segnalato da un faro a forma di torretta cilindrica. Questa scoperta di archeologia subacquea costituirebbe una prova del significato del toponimo Cetara.<br>Poco più ad occidente di Cetara si trova il <strong>villaggio marinaro di Erchie</strong>, denominato nella forma <strong>Ercle nelle fonti del X secolo</strong>. Questo nome dev&#8217;esser interpretato come la forma contratta di Ercules, rivisitata nell&#8217;espressione popolare latina <em>per Ercle</em>! La presenza accanto al monastero benedettino di <strong>S. Benedetto de Ercle</strong> della <strong>grotta marina Cauche</strong> costituisce la prova certa che si tratti della memoria di Ercole e di una delle sue dodici fatiche, quella che consistette nell&#8217;uccisione del mostro Caco, insediato in una grotta lungo il litorale laziale.</p>



<p class="has-vivid-red-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-91 wp-block-paragraph">Reginna Maior e Minor: dalle strade romane a Maiori e Minori</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img width="1024" height="684" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Minori.jpg" alt="" class="wp-image-26496" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Minori.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Minori-300x200.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Minori-768x513.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Minori-177x118.jpg 177w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un mosaico della Villa Romana di Minori </figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Come s&#8217;è già detto in precedenza, il termine romano regina indicava una via principale di comunicazione. Passando una di queste più grande e una più piccola in due vallate fluviali della Costiera, estesero la loro denominazione ai due rispettivi corsi d&#8217;acqua, determinando gli idronomi altomedievali di <strong>Reginna Maior</strong> e <strong>Reginna Minor</strong>, dai quali trassero i nomi gli omonimi centri marittimi. Come avvenne per <strong>Marcìna Veteris</strong>, che vide trasformato il suo appellativo in Veteri e poi in Vietri, così anche Reginna Maior e Reginna Minor persero il nome mentre si sostantivizzava l&#8217;attributo, per cui dal XIII secolo in poi furono chiamati Maiori e Minori.</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="vdpIbGSXlO"><a href="https://www.ecostiera.it/i-marmi-antichi-della-costa-damalfi-lenigma-degli-spolia-romani/">I marmi antichi della Costa d&#8217;Amalfi: l&#8217;enigma degli spolia romani</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“I marmi antichi della Costa d’Amalfi: l’enigma degli spolia romani” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/i-marmi-antichi-della-costa-damalfi-lenigma-degli-spolia-romani/embed/#?secret=GRRbeTVrJ0#?secret=vdpIbGSXlO" data-secret="vdpIbGSXlO" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="3aJ8CfIejH"><a href="https://www.ecostiera.it/tra-vigneti-e-antiche-strade-le-ville-rustiche-di-tramonti-e-agerola/">Tra vigneti e antiche strade: le ville rustiche di Tramonti e Agerola</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Tra vigneti e antiche strade: le ville rustiche di Tramonti e Agerola” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/tra-vigneti-e-antiche-strade-le-ville-rustiche-di-tramonti-e-agerola/embed/#?secret=2pyGt1lcAH#?secret=3aJ8CfIejH" data-secret="3aJ8CfIejH" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="PndNhgPYOy"><a href="https://www.ecostiera.it/quando-imperatori-e-patrizi-inventarono-il-turismo-in-costiera/">Quando imperatori e patrizi inventarono il turismo in Costiera </a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Quando imperatori e patrizi inventarono il turismo in Costiera ” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/quando-imperatori-e-patrizi-inventarono-il-turismo-in-costiera/embed/#?secret=OTLxHPrkOw#?secret=PndNhgPYOy" data-secret="PndNhgPYOy" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="UNJI6fpNaa"><a href="https://www.ecostiera.it/i-primi-villaggi-della-costiera-la-protostoria-tra-colline-e-montagne/">I primi villaggi della Costiera: la protostoria tra colline e montagne</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“I primi villaggi della Costiera: la protostoria tra colline e montagne” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/i-primi-villaggi-della-costiera-la-protostoria-tra-colline-e-montagne/embed/#?secret=7LOiQ1NVz3#?secret=UNJI6fpNaa" data-secret="UNJI6fpNaa" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>I lavori da soli non bastano, serve il monitoraggio: ad Atrani l&#8217;appello per una nuova cultura del territorio</title>
		<link>https://www.ecostiera.it/atrani-lappello-sul-dissesto-serve-il-monitoraggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 18:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[COPERTINA]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesca Mansi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lanciato un richiamo forte a istituzioni e cittadini per un monitoraggio continuo e una nuova cultura del territorio. Nel corso della giornata &#8220;Sulle orme dell&#8217;acqua&#8221;, il Comune annuncia 3,6 milioni per i costoni e parte l&#8217;XI Premio Ambiente. Atrani – Un appello accorato per una nuova cultura della prevenzione, fondato sulla consapevolezza che i grandi...</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Lanciato un richiamo forte a istituzioni e cittadini per un monitoraggio continuo e una nuova cultura del territorio. Nel corso della giornata &#8220;Sulle orme dell&#8217;acqua&#8221;, il Comune annuncia 3,6 milioni per i costoni e parte l&#8217;XI Premio Ambiente.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Atrani</strong> – Un appello accorato per una nuova cultura della prevenzione, fondato sulla consapevolezza che i grandi lavori da soli non bastano a mettere in sicurezza la <strong>Costiera amalfitana</strong>. È il messaggio lanciato da tecnici, istituzioni e associazioni a conclusione di <em>&#8220;Sulle orme dell&#8217;acqua: Fragilità, resilienza e note da Ravello ad Atrani in ricordo di Francesca Mansi&#8221;</em>, l&#8217;iniziativa promosso dall&#8217;associazione <strong>Accordi Culturali APS</strong>, dal <strong>Comune di Atrani</strong> e da <strong>Prima Ravello,</strong> in collaborazione con il <strong>Club per l&#8217;Unesco di Amalfi</strong>, <strong>Acarbio Costiera Amalfitana</strong>, <strong>Italia Nostra Salerno</strong> e la <strong>P.A. Millenium.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A sedici anni dalla tragedia che il<strong> 9 settembre 2010</strong> spezzò la giovane vita di <strong>Francesca Mansi</strong>, la comunità ha ripercorso la Valle del Dragone per trasformare la memoria del dramma in conoscenza attiva &#8220;su strada&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/SecondoAmalfitano_Ravello_9sett2026-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-26482" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/SecondoAmalfitano_Ravello_9sett2026-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/SecondoAmalfitano_Ravello_9sett2026-300x225.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/SecondoAmalfitano_Ravello_9sett2026-768x576.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/SecondoAmalfitano_Ravello_9sett2026-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/SecondoAmalfitano_Ravello_9sett2026-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Secondo Amalfitano durante l&#8217;incontro che ha visto darsi appuntamento a Ravello</figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;appello degli esperti: monitoraggio, manutenzione e comunità attiva</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A tracciare la sintesi più incisiva della giornata è stato <strong> Domenico Guida</strong>, idrogeomorfologo e già direttore del Cugri: &#8220;<em>I lavori strutturali risolvono al massimo il 20% dei problemi. La vera chiave di svolta risiede nel monitoraggio continuo e in un approccio culturale integrato che metta insieme dissesto idrogeologico, frane ed erosione costiera. I sistemi naturali si autoregolano: sta all&#8217;uomo ritrovare un equilibrio consapevole, senza adagiarsi sull&#8217;illusione delle sole opere in cemento&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appello scientifico è stato arricchito dai contributi emersi lungo le varie tappe del cammino: <strong>Secondo Amalfitano</strong>, già sindaco di Ravello e tra i promotori di &#8220;Prima Ravello&#8221;, ha aperto l&#8217;itinerario evidenziando come la conoscenza del territorio e delle dinamiche naturali del corso d&#8217;acqua costituiscano la base imprescindibile per superare la logica dell&#8217;emergenza e costruire una cittadinanza responsabile. Il geologo <strong>Antonio Apicella</strong> ha richiamato l&#8217;attenzione sulla gestione dell&#8217;alveo: &#8220;<em>Con un’onda di piena stimata anche in 100 metri cubi al secondo, le briglie da sole non fermano il disastro. Senza una manutenzione costante, lo svuotamento periodico e la rimozione degli ingombranti, l&#8217;opera pubblica non salva le vite. Occorre una vera coscienza critica</em>&#8220;. <strong>Rocco Guarino</strong> ha ricordato il valore dei muri a secco, patrimonio immateriale UNESCO: &#8220;<em><strong>I terrazzamenti sono il primo presidio idrogeologico</strong> perché spezzano i pendii e regolano le acque. L&#8217;abbandono dei fondi agricoli trasforma un presidio storico in un elemento di rischio ulteriore</em>&#8220;. <strong>Gerardo Lombardi</strong>, già dirigente dell&#8217;Autorità Bacino Sele, si è rivolto direttamente ai cittadini: &#8220;<em>La conoscenza delle mappe del Piano Stralcio e dei livelli di pericolosità R3 ed R4 non deve rimanere un affare per tecnici, ma diventare patrimonio di ogni abitante per sapere come agire nell&#8217;emergenza&#8221;</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="768" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Ravello_sostaLungoIlDragone_ricordoNicolaFusco-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26483" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Ravello_sostaLungoIlDragone_ricordoNicolaFusco-768x1024.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Ravello_sostaLungoIlDragone_ricordoNicolaFusco-225x300.jpg 225w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Ravello_sostaLungoIlDragone_ricordoNicolaFusco-1152x1536.jpg 1152w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Ravello_sostaLungoIlDragone_ricordoNicolaFusco-1536x2048.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">La sosta dove si ricorda con una foto, Nicola Fusco, il giovane autista che perse la vita l&#8217;8 maggio 2023, precipitando con il bus turistico </figcaption></figure>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Le risposte istituzionali: 3,6 milioni per la sicurezza dei costoni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla tappa finale ad Atrani, il sindaco <strong>Michele Siravo</strong> ha risposto alle sollecitazioni del territorio annunciando importanti novità sul piano amministrativo e infrastrutturale. &#8220;<em>Ho firmato un documento di linee di indirizzo e coordinamento che aggiorna la pianificazione comunale di Protezione Civile, con l&#8217;intento di portarlo anche sul tavolo intercomunale </em>&#8211; ha dichiarato Siravo. <em>Inoltre, la Giunta ha approvato in via definitiva il progetto esecutivo da 3.600.000 euro per la messa in sicurezza dei costoni rocciosi che sovrastano Atrani, sia lato Ravello che lato Amalfi. Il bando di gara è ormai a un passo dalla pubblicazione: due azioni concrete per rendere il borgo più sicuro e pronto a reagire</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img width="1024" height="768" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani_ricordoalluvione_9sett2026-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-26484" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani_ricordoalluvione_9sett2026-1024x768.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani_ricordoalluvione_9sett2026-300x225.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani_ricordoalluvione_9sett2026-768x576.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani_ricordoalluvione_9sett2026-1536x1152.jpg 1536w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Atrani_ricordoalluvione_9sett2026-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il dibattito in piazzetta ad Atrani</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lanciata l&#8217;XI edizione del Premio Francesca Mansi per l&#8217;Ambiente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A suggellare la giornata, i rappresentanti del <strong>Club per l&#8217;Unesco di Amalfi</strong>, dell&#8217;associazione <strong>Acarbio</strong> e di <strong>Italia Nostra Salerno</strong> hanno presentato ufficialmente l&#8217;<strong>XI edizione del Premio Francesca Mansi per l&#8217;Ambiente</strong>, rivolto agli istituti scolastici del territorio. Il concorso continuerà a coinvolgere i giovani nella ricerca e nella tutela attiva del paesaggio, riaffermando il principio cardine dell&#8217;evento: la protezione civile e la cura della Costiera non sono un compito delegato ad altri, ma un impegno che riguarda l&#8217;intera comunità, ecco che &#8220;<strong>Adotta un Bene. Sui sentieri della cittadinanza</strong>&#8220;, tema del bando 2026-27,  diventa un manifesto per una cittadinanza attiva.<br>A scandire la giornata e a legare tra loro i vari momenti di riflessione, da Ravello fino alla piazzetta di Atrani, sono state le note dei musicisti dell’<strong>Ensemble Arcadia</strong>. Le esecuzioni di brani di musica classica hanno accompagnato il cammino, offrendo un sottofondo di profonda armonia: la testimonianza che la cura e la salvaguardia di un territorio fragile passano anche attraverso la sensibilità e la capacità di porsi in ascolto del paesaggio.</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="v6Lfgsm0fr"><a href="https://www.ecostiera.it/il-geologo-di-benedetto-atrani-dopo-due-esondazioni-nulla-e-cambiato/">Il geologo Di Benedetto: Atrani, dopo due esondazioni nulla è cambiato</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“Il geologo Di Benedetto: Atrani, dopo due esondazioni nulla è cambiato” — èCostiera" src="https://www.ecostiera.it/il-geologo-di-benedetto-atrani-dopo-due-esondazioni-nulla-e-cambiato/embed/#?secret=1O4UX8vpZj#?secret=v6Lfgsm0fr" data-secret="v6Lfgsm0fr" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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