Augusta, la “puzza fantasma”: Arpa rivela zero controlli del Comune ERROR404.ONLINE di Massimo Ciccarello Scritto lunedì, 16 Febbraio, 2026 14:11 AUGUSTA – “Morire” dalla puzza e non poter sapere mai cosa si è respirato. Anche perché nessuno degli enti preposti, né l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, né la Protezione civile comunale, è stato in grado di mettere in campo le necessarie apparecchiature per il rilevamento. Dopo le diossine immesse nell’aria in enormi quantità dall’incendio Ecomac di questa estate, la cui ricaduta nel centro abitato é rimasta tuttora senza alcuna investigazione scientifica, ad Augusta c’è un nuovo caso di monitoraggio fantasma. Che sulla carta dovrebbe tenere sotto controllo in tempo reale le immissioni industriali nell’atmosfera, ma che si scopre tuttora pieno di falle sconcertanti nelle situazioni di crisi. Come è nuovamente accaduto il 21 gennaio scorso, quando una tempesta di segnalazioni si è abbattuta sul server del Nose, il servizio di allerta per la qualità dell’aria nelle città del Polo petrolchimico. Un allarme che a distanza di settimane Stop veleni scopre essere stato buono solo per le statistiche, ma inutile a salvaguardare la salute. Perché il primo report 2026 diffuso da Arpa ammette candidamente come “a seguito delle molestie olfattive, che hanno dato origine all’Alert, non è scattato alcun campionamento con l’odorprep poiché nessun campionatore si trova nell’area entro il raggio di 500 metri dal luogo delle segnalazioni”. Secondo questo documento non si sono quindi attivati nemmeno i rilevatori portatili in dotazione al Comune, nonostante le 66 registrazioni pervenute al portale di controllo del Consiglio nazionale delle ricerche. Eppure, rivela un comunicato del comitato ambientalista diffuso il 16 febbraio, la polizia municipale era stata avvertita dell’entità del fenomeno mentre era in corso, da una telefonata preoccupata di una loro attivista. Ma per qualche motivo la pattuglia non deve essere uscita a coprire il buco delle centraline, oppure non ha poi comunicato i dati, se la relazione dell’Agenzia regionale non li riporta esplicitamente. PER APPROFONDIRE: Ecomac, diossine 178 volte il limite ma Arpa toglie Augusta dal report Stop veleni denuncia la mancata attivazione dei rilevatori mobili in dotazione ai vigili. Sopra e sotto, estratti dal report 1/2026 di Arpa.copertina: manifestazione contro l’altra mortalità per cancro. “Ci chiediamo allora come mai, sebbene allertati telefonicamente, nemmeno i vigili urbani abbiano attivato la procedura di raccolta campionamenti a mezzo canister mobile? Ci chiediamo soprattutto cosa sia utile fare per scongiurare la denegata ipotesi di un mal funzionamento dei campionatori automatici OdorPrep, o di un campionatore posizionato distante dai percepiti e segnalati miasmi. E lo chiediamo alle istituzioni preposte a tutelare la salute dei cittadini”, scrive Stop veleni. Che indirizza la domanda “in particolare al sindaco”, Giuseppe Di Mare, “ma anche all’assessore competente” Domenico Zanti, oltre che al comando della polizia locale, “alla Protezione civile e ad Arpa Sicilia”. Contattati sull’argomento, da Palazzo di città non era ancora arrivata alcuna replica puntuale quando questo articolo è andato in pubblicazione. Col pezzo già online, nel silenzio perdurante dell’assessore nonostante l’assicurazione di pronte verifiche, è tuttavia pervenuta la posizione del primo cittadino:”Sono stato io ad attivare Arpa, ricordo benissimo perché era l’ultimo giorno del ciclone Harry e a seguito della mia personale constatazione ho chiamato personalmente Arpa”. Senza il supporto oggettivo delle centraline, resta il naso dei residenti investiti dai miasmi per capire la sostanza finita nei polmoni. “Della detta puzza di idrocarburi segnalata dunque non sapremo mai nulla”, sottolinea il comitato. Tirando l’amara conclusione che “i cittadini di Augusta possono solo immaginare cosa hanno respirato in quelle infelici ore, ma nessun dettaglio emergerà mai circa i composti chimici sversati e inalati”. Come un delitto perfetto, senza cercare la pistola fumante manca il presupposto anche per trovare qualsiasi indizio sul possibile colpevole. Gli ambientalisti invece puntualizzano che “sia nostro diritto sapere cosa abbiamo respirato in quelle ore, come possiamo tutelarci e a chi dobbiamo rivolgerci per ottenere sostegno a tutela della nostra salute”. Il loro documento conclude avvertendo che “in attesa di adeguate risposte, aspettiamo il prossimo certo e ineludibile miasma olfattivo che non ci stancheremo di segnalare, e questa volta anche a mezzo mail agli organi preposti alla sicurezza sanitaria del nostro territorio”. PER APPROFONDIRE: Augusta, ancora puzze ma per Arpa Sicilia e Cipa l’aria è migliorata Stazione di rilevamento al Marcellino “campione” in 3 picchi su 4 di aria cattiva. Augusta non saprà mai cosa è accaduto fra le 8 e 20 e le 9 e 50 del 21 gennaio. L’unica certezza arrivata dalle centraline Arpa è che, quel mercoledì mattina, “nessun picco rilevante è stato registrato” nella fascia oraria dell’Alert. Le due segnalazioni al Nose arrivate da Siracusa e il diagramma dei venti pubblicato dal rapporto 1/2026, fanno pensare a fonte di emissione più vicina al capoluogo, anche se in quei giorni era stata comunicata una fermata alla raffineria Sontarach. “Le retrotraiettorie evidenziano lo spostamento delle masse d’aria dai quadranti sud occidentali, con l’interessamento dell’area industriale e dell’area portuale di Augusta, dove però non sono stati registrati movimenti portuali nell’intervallo temporale dell’Alert o nelle ore precedenti. I dati del vento, registrati nella stazione di monitoraggio Monte Tauro, sono caratterizzati da una condizione di quasi calma alle 8, per poi orientarsi da sud-sudovest e sudovest nelle due ore successive in accordo con le retrotraiettorie”. La città tuttavia ha un problema ormai “strutturale” con le puzze industriali. Scrive sempre l’Agenzia ambiente che ”durante il mese di gennaio 2026 sono pervenute al Nose 207 segnalazioni, di cui 165 provenienti dal comune di Augusta, 11 dal comune di Melilli e 24 dal comune di Siracusa. I segnalatori hanno evidenziato come principale tipologia di odore quella inerente agli idrocarburi (82 per cento). La giornata con il maggior numero di segnalazioni è stata il giorno 21 (68 segnalazioni)”. Quella posizionata in zona Marcellino figura in tre delle quattro stazioni di rilevamento, che hanno registrato il picco mensile dei superamenti nelle soglie per la qualità dell’aria. Il 9 e il 15 gennaio nella concentrazione di benzene. Il 6 e il 17 gennaio per gli idrocarburi non metanici. Il 5 gennaio per l’idrogeno solforato. Alla luce dei mancati rilevamenti mobili denunciati da Stop veleni, suona perciò beffardo quando il primo rapporto del 2026 conclude con “Arpa Sicilia ringrazia tutti i cittadini che collaborano con Nose”. PER APPROFONDIRE: Augusta: reti e diossine. 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