Aerca Siracusa soffoca nelle puzze, Stop veleni: ora basta silenzi ERROR404.ONLINE di Massimo Ciccarello Scritto domenica, 25 Ottobre, 2026 17:51 AUGUSTA – Sta assumendo i contorni di uno scandalo, la vicenda delle puzze industriali nei comuni del Petrolchimico. Dove iniziano a serpeggiare, sempre più prepotenti, i sospetti di connivenze locali e complicità istituzionali negli stessi ministeri romani. Cioè proprio negli stessi apparati che lo Stato prepone alla difesa della salute collettiva, tranne in quest’area del Mezzogiorno evidentemente sacrificata alla fame di carburante della nazione. A puntare il dito accusatore è Stop veleni, dopo l’ultimo record registrato dal Nose. Nel solo pomeriggio del 24 ottobre, il sistema di rilevamento ha registrato 270 segnalazioni solo a Priolo. Altre 21 sono arrivate in serata dagli abitanti di Siracusa, dopo che i venti hanno cambiato direzione. Ma è uno stillicidio quasi quotidiano, che a giro investe tutte le città dell’Area a elevato rischio di crisi ambientale. Adesso “l’ennesimo episodio solleva interrogativi sull’efficacia delle misure di prevenzione e sulla capacità di risposta degli enti preposti”, scrive diplomaticamente il comitato ambientalista. Ma nel comunicato diffuso alla stampa il 25 ottobre, la sostanza mette sul banco degli imputati tutta la filiera del potere statale. PER APPROFONDIRE: Augusta: puzze, diossina e Arpa senza fondi per riparare rete aria “Stop Veleni auspica che la Procura della Repubblica di Siracusa completi tempestivamente le indagini“ il report del Nose del 24 ottobre. “È necessario conoscere gli esiti del tavolo tecnico istituito presso la prefettura lo scorso giugno, e le iniziative concretamente intraprese per prevenire nuovi episodi”, chiede il documento di Stop veleni. Mentre ”sul piano giudiziario, Stop Veleni auspica che la Procura della Repubblica di Siracusa completi tempestivamente le indagini sugli episodi segnalati, anche precedenti, verificando l’eventuale sussistenza di reati”. E “qualora emergano elementi sufficienti, si proceda secondo quanto previsto dalla legge affinché le eventuali responsabilità siano accertate in giudizio”. Senza fermarsi alla rituale apertura di fascicoli, che danno una prima risposta alle richieste di “eco-giustizia subito” dei residenti intorno la zona industriale, ma poi finiscono nelle sabbie mobili che li seppelliscono. “Non è accettabile che tali episodi vengano considerati una conseguenza normale e inevitabile delle attività industriali, né che il loro ripetersi resti senza risposte concrete e verificabili”, accusano gli ambientalisti. Avvertendo che “la popolazione è stanca di subire passivamente molestie olfattive che compromettono la qualità della vita quotidiana”. PER APPROFONDIRE: Augusta, ancora record inquinanti: a Siracusa la tragedia è la puzza Settembre con Nmhc fissi nell’aria, picchi oltre 4 volte il limite a Augusta-Marcellino Manifestazione di protesta del comitato intercomunale Stop veleni. Non ci vuole certo l’allarme lanciato dal comitato intercomunale di Augusta-Priolo-Melilli-Siracusa, per intuire il profondo malessere sociale che cova sotto l’apparente rassegnazione. Le proteste sul caro-vita, che hanno infiammato le strade anche di fronte le raffinerie dell’Aerca, potrebbero infatti facilmente saldarsi con l’esasperazione a vivere perennemente fra puzze nauseanti. E pericolose per la salute di tutti, visto che si accompagnano a dati sull’inquinamento atmosferico ormai fuori controllo. Nel report conclusivo di settembre elaborato dall’Agenzia regionale protezione ambientale, gli idrocarburi non metanici hanno sforato il valore soglia quasi ogni giorno e in quasi tutte le centraline dell’Aerca, con picchi nella stazione Marcellino che hanno superato di quattro volte e mezzo un limite che fino al 2010 era fuorilegge oltrepassare. Poi quello “scomodo” Dpcm del 1983 è stato abrogato, e il vecchio valore-soglia di 200 microgrammi per metro cubo è finito nel calderone dei “parametri non normati”. Viene però ugualmente misurato, perché il Nmhc è uno di quei composti organici volatili precursori dell’ozono troposferico, gas che in prossimità del suolo funge da spia per l’inquinamento industriale di più complessa misurazione. PER APPROFONDIRE: Augusta, la “puzza fantasma”: Arpa rivela zero controlli del Comune Cipa:“attività petrolchimico trascinano ineluttabilmente una serie di perdite definibili come fuggitive o diffuse“. I soci del consorzio di monitoraggio ambientale Cipa. “Tra le sorgenti industriali che possono produrre questi composti rientrano le attività del polo petrolchimico e le attività di raffinazione del petrolio”, ammette il sito delle centraline Cipa. Appartengono al consorzio fra Confindustria Siracusa, Sonatrach, Eni Versalis, Goi Energy, Sasol, Buzzi Unicem e Brown 2 green. Questa associazione fra “sette sorelle” della zona industriale, però, puntualizza testualmente:”In questo caso il contributo è legato alle operazioni di produzione, movimentazione e stoccaggio di idrocarburi da almeno 10 anni il polo industriale applica le BAT (migliori tecnologie disponibili, ndr) allo scopo di prevenire e ridurre questa tipologia di fenomeni”. Correttamente aggiunge che “queste operazioni si trascinano ineluttabilmente una serie di perdite definibili come fuggitive o diffuse che, seppur minime, avendo un’emissione localizzata in uno spazio limitato, possono avere una ricaduta locale nelle vicinanze dell’emissione”. PER APPROFONDIRE: Augusta, ancora puzze ma per Arpa Sicilia e Cipa l’aria è migliorata Zona industriale in controtendenza, Ispra: in Italia precursori ozono ridotti dal 57 al 75 per cento Il grafico dell’Ispra sui precurosi dell’ozono in Italiacopertina, il report mensile di Arpa sugli Nmhc a settembre. Secondo l’Ispra, però, dal 1990 al 2024 le “emissioni nazionali di precursori dell’ozono” hanno avuto una riduzione dal 57 al 75 percento in meno. Quindi nell’Aerca Siracusa i dati attuali sono in controtendenza, rispetto quanto rilevato in Italia dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. E se due più due fa ancora quattro, allora qui c’è un problema strutturale. Giustamente Stop veleni sottolinea che “non basta rendere disponibili i dati: occorre informare la popolazione sulle criticità riscontrate, e sulle misure adottate per contrastarle e prevenirle”. Ribadendo, per l’ennesima volta, che “è necessaria una capillare, tempestiva e regolare diffusione dei risultati da parte delle amministrazioni comunali, anche attraverso i rispettivi canali ufficiali”. Il comunicato del comitato ambientalista appella anche “i sindaci, quali autorità sanitarie locali, chiamati a esercitare pienamente le proprie funzioni a tutela della salute pubblica”. PER APPROFONDIRE: Augusta Marcellino: idrocarburi fissi in aria, benzene 4 volte il limite Priolo soffocata dai miasmi, il sindaco Gianni: attività investigative in corso, verbali inviati alla Procura foto a corredo del post pubblicato del sindaco Gianni Poche ore dopo il documento di Stop veleni, il sindaco Pippo Gianni ha diffuso una nota social dove fa sapere che “sono tuttora in corso le attività investigative in seguito ai miasmi che si sono verificati ieri, sabato 24 ottobre, a Priolo Gargallo”. Mentre le puzze ancora appestavano l’abitato, i vigili urbani priolesi hanno “effettuato un sopralluogo nell’area interessata dal fenomeno, con prelievo di campioni d’aria. Sono state poi verbalizzate le dichiarazioni rese dai responsabili dei diversi impianti coinvolti, dai quali è emerso che le relative attività risultavano interessate da interventi di bonifica”. Il primo cittadino aggiunge poi che “l’attività svolta dagli agenti di Polizia giudiziaria del Comando di Priolo, in collaborazione con il personale tecnico di Arpa Siracusa, si è protratta fino alle ore 2,30 della notte”. E conclude dicendo che “i verbali redatti sono stati inviati alla Procura che adesso valuterà sul da farsi”. Una formulazione, questa dell’esperto ex parlamentare nazionale e regionale, che suona quasi come un appunto: dopo mesi di “fenomeni odorigeni”, Palazzo di giustizia ora che farà? PER APPROFONDIRE: Inchiesta Ias, da inquinamento ambientale risparmi industrie per 24 milioni Aerca Siracusa soffoca nelle puzze, Stop veleni: ora basta silenzidomenica, 25 Ottobre, 2026AUGUSTA – Sta assumendo i contorni di uno scandalo, la vicenda delle puzze industriali nei comuni del Petrolchimico. 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