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Augusta, giunta Di Mare bis ridimensiona Grande sicilia e stanga Fi

AUGUSTA – Nasce la giunta con la scadenza del latte fresco. I corridoi di Palazzo, almeno su questo, sono concordi: i nuovi assessori di Augusta, presentati il 6 luglio negli uffici comunali in ristrutturazione, hanno già un bollino semestrale di fine utilizzo. Almeno una buona parte di loro, perché difficilmente sarà fra questi l’inossidabile Pino Carrabino. Piazzato alla Cultura già dalla campagna elettorale 2020, e confermato per questo nuovo ciclo 2026 con l’aggiunta della promozione a vice del sindaco Giuseppe Di Mare. Inamovibile all’Ambiente sembra anche Concetto Cannavà, assessore a corrente alternata sin dalla fine del secolo passato, sempre in questa rubrica oggi in quota Lega. Per il resto, la foto ricordo della nuova compagine assessoriale sembra destinata a ingiallire velocemente. Soprattutto nel terzetto della quota rosa, che si vocifera essere stata definita al volo fra domenica e lunedì. Una notte dei lunghi coltelli per la maggioranza di centrodestra, rimasta padrona assoluta del consiglio dopo che l’opposizione non ha preso nemmeno un seggio. Sono rotolate molte teste fieramente esposte sul palco dei comizi, ma liquidate appena s’è fatto sul serio. 

Tribulato supervotato lascia poltrona e rubriche a Mangano per puntare a presidenza consiglio.

Manuela Mangano giura con la nuova segretaria comunale Stefania Finocchiaro.

In apparenza quella più eccellente appartiene a Biagio Tribulato, vicesindaco uscente e detentore del record assoluto di 1.200 preferenze. In realtà, dietro il passo indietro del campione di Grande Sicilia ci sarebbe l’imminente elezione alla presidenza del consiglio comunale, già convocato il 13 luglio mattina per l’insediamento dei 24 consiglieri. Una poltrona presidenziale appetita sia perché ben remunerata, sia perché altamente strategica. L’occupante è infatti praticamente inamovibile per tutto il mandato, a meno di una sua rinuncia. Può così condizionare pesantemente i lavori consiliari, dove il rieletto Di Mare già in partenza può contare su 14 seggi. Salvo ulteriori acquisti in corso d’opera, che già all’esordio potrebbero far salire il computo a 15 o forse 16. Occupare la seconda carica istituzionale della città, inoltre, offre grande visibilità politica. Da quest’anno resa ancora più manifesta per il “volgo”, grazie alla possibilità di sfilare nelle processioni religiose o in altre parate istituzionali, indossando una fascia personalizzata coi colori giallorossi della Regione. Una trovata spagnoleggiante dell’Assemblea siciliana, che torna utile per la corsa alla sostituzione di un sindaco più rieleggibile. Sempre che da Palermo non estendano il terzo mandato a tutti i Comuni, oppure prendano alla lettera una sentenza della Corte costituzionale, e introducano la rielezione a vita.

Urbanistica: assessorato a candidata del sindaco supportata da ex riferimento di Controcorrente.

Rosanna Firrincieli, Alberta Romano, Sebastiano Amenta.

Le Politiche sociali occupate da Tribulato, evidentemente con grande profitto di consensi, ora passano all’ex capogruppo autonomista Manuel Mangano. Rimasto unico assessore con targa Gs nella nuova giunta, a fronte dei 3 espressi in quella precedente. Un ridimensionamento vistoso, per il partito più votato e guidato in provincia dal deputato regionale Peppe Carta, che potrebbe essere subito bilanciato con la poltrona riservata al Comune nel comitato portuale. E in un secondo momento con la promozione ad assessora della nuova consigliera Michela Italia, addetta stampa di Carta fino a poco prima delle comunali. Secondo (presunti) accordi della vigilia, a farle spazio dovrebbe essere una della coppia di assessore già candidate nelle liste Di Mare. Si tratta di Rosanna Firrincieli, piazzata nelle rubriche light Manutenzione, mobilità e arredo urbano. E di Alberta Romano, titolare della più pesante e strategica attività Urbanistica, la quale tuttavia ha un suo peso politico tutto particolare. Il compagno Roberto Bramanti, imprenditore noto per il vistoso investimento alberghiero a Capo Santa Croce e dirigente di settore in Confindustria Siracusa, fino a prima delle amministrative era il riferimento ufficiale di Controcorrente per Augusta. Un Faro che poi Ismaele La Vardera sul momento aveva spento per le polemiche interne, dopo l’appoggio a Salvo Pancari candidato dal Campo largo. Ce n’è abbastanza per chiedere al sindaco di quale natura siano i rapporti della sua amministrazione col movimento del deputato regionale, che al centrosinistra ha posto un aut aut per la presidenza dalla Regione. “I legami personali restano fuori dalle scelte politiche, e comunque non ho rapporti con Controcorrente”, risponde Di Mare.

Amenta al posto di Ambrosio, Di Mare gli sfila Sanità anche se“con Falcone insieme a cena”.

il sindaco Giuseppe Di Mare.

Risposta diversa, perché si presta a molte letture, arriva riguardo i suoi rapporti con Forza italia. “L’eurodeputato Marco Falcone è stato mio compagno di partito e siamo amici da tempo, di recente siamo stati anche a cena insieme”, rivela il sindaco. Il “come pure con tanti altri”, aggiunto dopo una pausa significativa, indica che comunque altri inviti a desinare sono ben accetti da chiunque sia interessato ai suoi 16.700 voti. Intanto i forzisti augustani, che non hanno mai stravisto per il suo metodo di mettere gli alleati di fronte al fatto compiuto, escono un po’ maltrattati nelle distribuzioni di giunta. Forse il designato Alessandro Ambrosio era solo un assessore da palco elettorale, per non avvantaggiare alcun candidato berlusconiano in lista, e l’incompatibilità con la carica non è saltata fuori solo adesso. Ma al sostituto Sebastiano Amenta, il primo cittadino riserva la scatola vuota di Economia e sviluppo. Infatti gli sfila la rubrica Sanità, che per ovvie ragioni stava a cuore al presidente nazionale dell’associazione “20 Novembre”, onlus per l’assistenza alle famiglie con disabili. Poi toglie dalle deleghe a Fi pure le competenze su Brucoli, frazione turistica su cui il partito ha politicamente investito molto, per dirottarle sul leghista Cannavà.

Augusta2020, Mignosa rifiuta i Vigili urbani: cambiata in corsa con l’assessora Rubera.

a sinistra, Angela Rubbera

L’assessorato alla Polizia locale era occupato da Gs, insieme ai Lavori pubblici. Questi ultimi se li è sostanzialmente tenuti Di Mare, insieme a Porto, Bilancio e Protezione civile. Mentre i Vigili urbani li ha rifilati ad Augusta2020, che di assessori prima non ne aveva, accontentandosi della sedia nel comitato portuale. Anche per la lista del solitario rieletto Marco Niciforo si è imposto un cambio in corsa, con Angela Rubbera a sostituire la designata Cristina Mignosa. La pediatra era stata in vetrina nei comizi, ma poi sui social ha reso noto il passo indietro per “intraprendere un percorso che ritengo maggiormente coerente con la mia storia personale e professionale”. Forse ha visto lungo, perché la civica più longeva della città sembra anche quella dalla vita più breve nella stanza dei bottoni, stando a quanto avrebbe assicurato lo stesso sindaco a qualche alleato scontento. L’assessore provinciale però “smentisce su tutta la linea”, compreso il tentativo di avvicinarsi a Riccardo Gennuso, deputato regionale e plenipotenziario forzista nel Siracusano. Troppo interessi confliggono in una coalizione premiata con oltre l’86 per cento dei voti e il 100 per cento dei seggi. Soprattutto in vista delle regionali, dove il sindaco rieletto col plebiscito dell’84 per cento vorrà essere protagonista. “Prematuro parlare oggi della Regione”, risponde Di Mare. Che si tiene a disposizione le due vicepresidenze del consiglio, di cui una dotata di indennità, per ammansire qualche scontento. Anche se al momento sono date prenotate dal suo gruppo consiliare.

primo a sinistra il vicesindaco Pino Carrabino, terzo da destra Concetto Cannavà.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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