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Emergenza Covid, la Costiera amalfitana ad un bivio

Ultimo aggiornamento domenica, 8 Novembre, 2020   17:30

I 13 Comuni della Costiera amalfitana hanno una popolazione complessiva di meno di 40.000 abitanti. Con il turismo azzerato le persone che circolano tra i vari Comuni sono sempre le stesse. La situazione, perciò, per tanti aspetti è paragonabile alla nave da crociera Diamond Princess dove a febbraio ci furono i primi contagi da polmonite cinese. 

Da noi le notizie certe sono che da circa un mese sono partiti i primi contagi e di giorno in giorno stanno crescendo esponenzialmente (circa 123 gli attuali positivi, ndr).

Il virus si propaga e noi proviamo semplicemente a corrergli dietro per eliminarlo. Le armi che stiamo utilizzando però sono assolutamente insufficienti

Praticamente proviamo a fare un po’ di tamponi, vediamo chi sono i positivi e li isoliamo alla meno peggio.  Intanto mentre noi procediamo con questa spaventosa lentezza, il virus, approfittando dei positivi asintomatici non individuati ed isolati, continua a propagarsi. 

E, come ben sappiamo, quando arriva da quelli tra di noi più fragili le cose si complicano maledettamente.  Quando in una guerra – e questa è esattamente una drammatica guerra – fallisce un primo Piano di difesa, c’è la necessità di passare ad un secondo Piano magari più doloroso ma almeno si prova a non arrendersi senza combattere. 

Il sindaco di Maiori, Antonio Capone

L’assenza di comunicazione da parte dell’Asl

Che il fallimento sia davvero totale è dimostrato anche dal fatto che, per motivi davvero inspiegabili, il dato aggregato dei tamponi fatti a Maiori nei giorni scorsi (fondamentale per capire il livello di propagazione), nonostante sia a conoscenza dell’Asl, come evidenziato ieri sera dal sindaco Antonio Capone, non gli è stato comunicato. 

E purtroppo gli asintomatici sommersi non individuati e non isolati stanno come sappiamo continuando a contagiare.  Questo è il motivo per cui, con ogni probabilità ci sarà la necessità di adottare provvedimenti molto simili al lockdown di marzo. 

Con la differenza che quello fu per noi all’epoca una misura di prevenzione ed adesso è un estremo tentativo di evitare l’irreparabile. 

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