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Covid in Costiera, le scorciatoie dei sindaci per nascondere inefficienze

Sabato sera Andrea Reale, sindaco di Minori e delegato alla Sanità della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi ha inviato un comunicato in cui ha provato a spiegare cosa si sta facendo per “arginare il fenomeno del contagio Covid 19”. Ha concluso dicendo: “… Tutti noi continueremo a profondere il massimo impegno, sperando di ottenere i risultati auspicati, ma sappiate che il risultato è solo ed esclusivamente in mano a voi. Non rispettare le regole porterà ad un unico risultato: il fallimento”. 

Dito puntato sul comportamento dei cittadini

Domenica sera (8 novembre) invece, c’è stato un lungo videomessaggio del sindaco di Maiori, Antonio Capone, in cui, tra l’altro, scagliandosi contro gli atteggiamenti, a suo dire, irresponsabili dei propri concittadini ha soggiunto che “se dovessero persistere sarebbe la fine della nostra città”.  Insomma, il tema fondamentale del dilagare del contagio, ormai, compresi i guariti, siamo a 500 casi, è, a loro dire, il cattivo comportamento dei cittadini. 

I positivi al Covid-19 in Costiera amalfitana (dati del 10 novembre 2020)

Tutto questo dopo ben due mesi di lockdown (tra metà marzo e metà maggio) in cui in Costiera amalfitana i casi positivi sono stati molto vicini allo zero.  Ma anche una semplice osservazione dei numeri a disposizione ci porta sopratutto a ben altre considerazioni. Il Comune della Costiera amalfitana con la più alta percentuale di contagiati, rispetto alla popolazione, è Cetara, siamo abbondantemente sopra il 4%. E la fortuna è che sono stati individuati. Domanda fondamentale. Perché ce ne sono così tanti rispetto a tutti gli altri Comuni dove la percentuale, nel peggiore dei casi, non arriva neanche al 2% e la media complessiva è appena sopra l’1% ? 

L’esempio di Cetara

La risposta è molto semplice: a Cetara sono stati fatti tantissimi tamponi (con ogni probabilità si è superato il 50% dell’intera popolazione). Domanda successiva. Perché solo a Cetara? Questo non dipende sicuramente dai cittadini.  C’è pure, però, un altro fatto su cui riflettere ed è difficilmente smentibile. Se l’obiettivo della prevenzione è quello di evitare il diffondersi del contagio, proprio il dato dell’alta percentuale di positivi a Cetara ci fa capire una cosa, sia pure già nota: più tamponi si fanno e più positivi asintomatici si individuano e vengono isolati. In altri termini, esiste il sommerso dei positivi asintomatici che, a parte Cetara, dove, appunto, ripetiamo, è stato prezioso fare tantissimi tamponi, è da presumere molto alto in tutti gli altri Comuni. Inutile dire che i positivi asintomatici, che non sanno di esserlo, sono il principale veicolo di contagio. Ecco perché, quando fallisce la strada dei tamponi per individuare ed isolare tempestivamente tutti i positivi asintomatici, si è costretti a decidere misure di lockdown. Ma, stranamente, solo a Cetara il Sindaco, nonostante l’alto numero di positivi individuati, ha adottato anche misure di chiusura delle attività commerciali. A Maiori, si è deciso di chiudere semplicemente le Chiese ed il cimitero (davvero non se ne riesce a capire il motivo) e, nei restanti 11 Comuni, sostanzialmente niente. Sempre a Cetara, il sindaco, già da una quindicina di giorni, ha fatto anche un’altra cosa utilissima per ridurre il propagarsi dei contagi: ha messo a disposizione dei positivi che avevano difficoltà ad isolarsi, delle abitazioni vuote a titolo gratuito. A Maiori, il sindaco, ne ha semplicemente parlato. 

Dipende solo dai cittadini se il virus cinese rischia ormai di dilagare in mezzo a noi?

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