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Costiera, quale futuro: X Premio Francesca Mansi per l’Ambiente

Cosa accade quando un territorio come la Costiera amalfitana diventa più vetrina e meno case vissute tutto l’anno? Cosa resta della vita quotidiana, delle famiglie, dei giovani che dovrebbero abitarlo?

È attorno a queste domande che si muove la decima edizione del Premio Francesca Mansi per l’Ambiente, promosso dalle associazioni Acarbio, Club per l’Unesco di Amalfi e Italia Nostra Salerno, con il patrocinio morale del Centro di Cultura e Storia Amalfitana. Un traguardo importante, che non coincide con una celebrazione, ma con una nuova assunzione di responsabilità.

Il Premio nasce nel ricordo di Francesca Mansi, giovane vittima dell’alluvione che colpì Atrani nel 2010. Da allora l’iniziativa ha coinvolto centinaia di studenti in un percorso di educazione ambientale e civica. La decima edizione, per l’anno scolastico 2025/2026, affronta un tema che attraversa le case, le scuole, le conversazioni familiari: “Territori in vetrina. Comunità in cerca di futuro. La Costiera amalfitana fra turismo, spopolamento e prospettive per i giovani”. Non è solo un titolo. È una fotografia che racconta ciò che sta avvenendo progressivamente negli anni.

Negli ultimi anni le presenze turistiche sono cresciute in modo esponenziale. Località come Amalfi, Positano o Ravello sono diventate simboli di un turismo internazionale ad alta intensità. Eppure, mentre aumentano gli arrivi, diminuiscono i residenti. Le case si trasformano in alloggi temporanei, gli affitti a lungo termine diventano rari, i servizi cambiano funzione, parcheggi sempre più cari anche per chi risiede nei tredici comuni della Costiera amalfitana che vengono trattati continuamente come “turisti”. E quelle botteghe storiche che erano l’anima dei territori? Ora cedono il passo a esercizi legati alla stagionalità, come bar, ristoranti, negozi di souvenir, rent a car. Il risultato è un equilibrio fragile: territori sempre più attrattivi, ma sempre più difficili da abitare. Lo spopolamento non è soltanto un dato statistico. È la perdita di relazioni, di presidi sociali, di memoria viva, di vitalità che manca. È la difficoltà per una giovane coppia di trovare casa. È l’incertezza di chi vorrebbe costruire un futuro senza dover partire.

Il Premio chiede alle scuole di osservare e raccontare questa trasformazione. Chi resta?
Chi va via? Cosa perde una comunità quando si svuota?
È possibile immaginare un modello che concili economia turistica e diritto alla residenza? Gli studenti potranno partecipare con racconti, inchieste, video, podcast, reportage fotografici e proposte progettuali. Non solo elaborati scolastici, ma strumenti di analisi e di proposta. I lavori più significativi saranno presentati durante la premiazione di giugno e in un convegno pubblico, entrando così nel dibattito civile.

L’obiettivo non è contrapporre turismo e comunitàcome spiega il bandoma interrogarsi su quale sviluppo sia davvero sostenibile. Un territorio patrimonio mondiale non può diventare solo scenografia. La tutela del paesaggio, la qualità della vita, l’accesso ai servizi, le opportunità professionali per i giovani sono parte integrante della sua conservazione.

Una passata edizione del Premio Francesca Mansi per l’Ambiente

Come sottolineato dalla presidente di Italia Nostra Salerno, Rosa Carafa, i giovani “non si devono allontanare, ma rimanere e costruire le basi per ribaltare un presente fatto di poche risorse, poche idee e tante velleità”. Il Premio diventa così uno spazio di parola e di visione. Non chiede ai ragazzi di limitarsi a descrivere un problema, ma di immaginare soluzioni: nuove vocazioni economiche, utilizzo creativo degli spazi abitativi, valorizzazione dell’arte e del paesaggio, innovazione compatibile con l’identità del territorio. In un contesto in cui la narrazione dominante è spesso quella della “cartolina”, il Premio invita a raccontare invece la vita reale.

Dieci edizioni rappresentano un traguardo significativo. Significano continuità e coinvolgimento costante delle scuole della Costa d’Amalfi. Le adesioni dovranno pervenire entro il 28 febbraio, mentre gli elaborati saranno consegnati entro l’11 maggio. Ma le scadenze formali contano meno del processo che si attiva: discussioni in classe, interviste ai genitori, nonni, vicini di casa, confronti con amministratori, osservazione dei cambiamenti nei propri piccoli comuni. In un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico e sociale, educare alla consapevolezza è già un atto di cura. La Costiera amalfitana continuerà a essere ammirata dal mondo. La vera sfida, oggi, è fare in modo che continui anche a essere vissuta. E forse proprio dalle idee degli studenti può nascere quella nuova narrazione capace di tenere insieme bellezza e futuro.

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Autore

Redazione
Articoli redatti dalla redazione di e'Costiera
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