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Moa, quando il museo diventa centro della vita culturale di Eboli

#VivereilMoafabenealcuore. E’ questo l’ #hashtag che viene utilizzato ogni volta che si partecipa ad un’iniziativa del Moa. 

Che cos’è il MOA? 

L’acronimo sta per Museum Operazione Avalanche ed è un museo che si trova a Eboli, in provincia di Salerno.

Istituito nel 2012 dall’Associazione Sophis presieduta da Marco Botta, all’interno del complesso monumentale di Sant’Antonio, è dedicato allo Sbarco Alleato a Salerno durante la Seconda guerra mondiale.

Il percorso espositivo si snoda lungo il portico del chiostro e in vari ambienti attigui. Oltre alla mostra di reperti bellici e fotografie storiche c’è la Sala emozionale, un ambiente interattivo in cui vengono ricreate tre fasi dello sbarco alleato.

Mò Art é il centro culturale che nasce nello stesso luogo. Il direttore artistico é Luigi Nobile che, affiancato da un “manipolo” di validi collaboratori, riempie questo contenitore culturale di numerosi eventi che durante tutto l’anno rendono meno noiosa la vita culturale di Eboli: presentazione libri, reading, concerti, teatro, mostre personali e collettive, organizzazione eventi. 

Transformer, il corso di recitazione

Transformer

Lo scorso autunno si è tenuto un corso di recitazione a cura di Gilda Deianira Ciao: attrice, performer e regista teatrale, diplomata alla Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Il corso, dal titolo Transformer, si è snodato in 10 lezioni. 

Il percorso, attraverso il quale Gilda ci ha guidato, ci ha portato prima di tutto all’esplorazione del nostro corpo, a come è posizionato nello spazio e nel tempo, a prendere contatto con esso.  Poi, con una tecnica innovativa e stimolante, ci ha guidati a uscire fuori dal nostro corpo e a calarci in quello dei personaggi, a “trasformarci” in loro. Un grande classico della letteratura russa: le tre sorelle di Anton Checov é stato il testo sul quale abbiamo lavorato.  Un’esperienza molto interessante da consigliare davvero a tutti.  Il valore del teatro è proprio in questo: uscire da noi, entrare in altri e in questo esercizio conoscere noi stessi e capire gli altri. 

Facciamo nostro l’appello di Pierfrancesco Favino: “Che si insegnasse il cinema e il teatro nelle scuole italiane. Che ai nostri ragazzi si insegnasse a tenere in mano una cinepresa, che in questo momento in cui c’è bisogno di stare insieme si insegnassero le tecniche teatrali, perché dal cinema e dal teatro si impara tanta vita.”

Appena terminato il corso siamo poi state” scritturate” per una performance artistica con la regia di Luigi Nobile. A colpi di Silenzio. Verso la luce. Coro per 18 donne. Il secondo degli eventi programmato per Woman 2021 Dal cielo alle tenebre  A cura dell’associazione Mò art, associazione Sophis e Associazione Eboli Cultura del territorio. 

La collettiva d’arte

Giunta alla sesta edizione, che ogni anno viene dedicata ad una figura femminile del mondo dell’arte. Quest’anno dedicata a Sylvia Plath, poetessa americana.  L’installazione artistica è stata molto suggestiva. Nel buio del chiostro una lucina si accendeva ad illuminare un volto, 18 volti, quelli di 18 donne vittime di femminicidio, una piccola voce rispetto alle tante, troppe vittime che quotidianamente cadono sotto i colpi di una violenza non più trattenuta. 

Il “coro” finale, vibrante, al cospetto della luna, è stato declamato alla presenza dell’autrice, Angela Panaro

Le voci, quasi urlate, hanno dato voce a tutte quelle donne imbavagliate da una cultura ancora troppo maschilista e violenta.”E fu scrittura indelebile! Inchiostro Rosso”. 

Lasciare il proprio corpo ed entrare in quello di una donna, uccisa, sgozzata, violentata, strangolata, sparata. Un’ esperienza che ti segna e ti fa capire quanto sia ingiusto e quanto si dovrà fare affinché questo massacro abbia fine. La serata finale del Gran Galà ha visto l’inaugurazione della mostra, ancora visitabile fino al 9 gennaio, oltre 40 le  opere, provenienti da tutta Italia ispirate e dedicate alla poetessa Sylvia Plath. 

Vivere il MOA fa davvero bene al cuore. 

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