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Dal recupero all’accoglienza: la nuova vita per il Faro di Capo d’Orso

Recupero, valorizzazione, tutela. E anche ricettività. Il Faro di Capo d’Orso nel comune di Maiori, Costiera amalfitana, vivrà una seconda vita dopo che il WWF Oasi si è aggiudicata la gara dell’Agenzia del Demanio, nell’ambito di “Valore Paese – Fari”.

La struttura per i prossimi 25 anni sarà quindi nelle mani di un’importante associazione ambientalista nazionale che ha tra i suoi obiettivi la preservazione del territorio. A Maiori la presentazione ufficiale (nel giorno di primavera) ha visto presso la sala del Palazzo di Mezzacapo la presenza del sindaco Antonio Capone, di Edoardo Maggini direttore regionale dell’Agenzia del Demani, e Antonio Canu presidente del WWF Oasi.

Questa occasione è servita per spiegare cosa accadrà in questo luogo – che si trova in un’area paesaggistica ricca di biodiversità – che è sempre stato inaccessibile. Ora le porte si apriranno a quanti vorranno partecipare alle attività ma anche a chi vi vorrà soggiornare. E questo aspetto ha lasciato molti “ambientalisti” un po’ sorpresi.

Su questo punto bisognerà infatti attendere gli sviluppi per capire in cosa consisterà la “formula” che prevede anche l’ospitalità. 

Il Faro di Capo d’Orso visto dal mare

Il progetto vuole contribuire a mantenere gli ecosistemi naturali e, ove necessario, recuperare e ripristinare l’ambiente originario – spiega il presidente Wwf Oasi valorizzando attraverso il faro il territorio con una fruizione responsabile e sostenibile. La proposta si sviluppa quindi su un’area più ampia rispetto all’immobile del faro stesso, il quale diventa presidio ma anche luogo di richiamo, svolgendo più ruoli, da quello informativo a quello formativo”.

E la ricettività? “Sarà improntata alla valorizzazione del territorio – ha spiegato Canu – alla conservazione della natura e ospitalità, e quindi si aggiunge la ricerca scientifica, la fruizione pubblica, l’educazione, la formazione e la valorizzazione delle risorse e del contesto ambientale, tutte funzionali alla riuscita della riqualificazione e tutela”.

Bisognerà aspettare un po’ di tempo però per capire davvero cosa ridiventerà il Faro di Capo d’Orso.

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