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Augusta, maggioranza va in black out sulle commissioni a sorpresa

Augusta, maggioranza va in black out sulle commissioni a sorpresa

AUGUSTA – Il sindaco dei cetrioli coltivati in proprio, che a suo dire qualche infido alleato cerca inutilmente di fargli calare con tutta la buccia, si deve nuovamente ingoiare un franco tiratore dentro Palazzo San Biagio. La manina dispettosa si era già manifestata a sorpresa per l’elezione del presidente del consiglio comunale, e del vicepresidente vicario da quest’anno anch’egli dotato di adeguato stipendio. Il 27 luglio questo fantasma del voto nullo si è materializzato un’altra volta, anche se non sembra necessariamente con lo stesso medium, per la votazione della commissione elettorale. Col risultato che nel segreto dell’urna è mancata di nuovo l’unanimità, alla super maggioranza dei 24 seggi su 24. Nella quale inizia a manifestarsi, adesso anche pubblicamente, qualche tardivo malessere sugli arcinoti metodi “decisionisti” dell’amministrazione Giuseppe Di Mare. Dopo l’emancipazione dell’ex vicesindaca Tania Patania, eletta nelle liste del primo cittadino ma subito resasi autonoma per aderire a Fratelli d’italia, è toccato a Marco Niciforo dare voce agli associati di serie B. Il capogruppo del misto ha infatti contestato a verbale la nomina delle commissioni consiliari, decisa a tavolino con l’azionista di riferimento Grande sicilia, lasciando ai soci minoritari solo la ratifica formale del fatto compiuto. Ne è nato un dibattito d’aula sulla irregolarità statutaria dell’operazione, concluso con una votazione che ha sancito l’inevitabile: tutti favorevoli, con l’astensione del proto-dissidente espresso dalla civica-cenerentola di Augusta2020.

Niciforo contesta le designazioni all’insaputa dei consiglieri: metodo irregolare

sopra e copertina, nel consiglio “tutto maggioranza” iniziano i black out.

Il sindaco rieletto a maggio con un plebiscito dell’84 per cento, alla fine porta a casa il risultato. Proprio nel giorno che il suo ex assessore  “usa e getta”, Cosimo Cappiello, si è finalmente insediato come consigliere. Allineandosi subito al resto del gruppo Gs, nonostante l’intuibile risentimento per l’esperienza personale nella giunta Di Mare 1. Tuttavia qualche scricchiolio si avverte pure nel nuovo corso del “tutti insieme appassionatamente”, se Niciforo si è dimesso da supplente della commissione elettorale, pochi minuti dopo l’elezione a sua insaputa. In apertura dei lavori, funestati dai black out, aveva lamentato che “nessun consigliere del misto conosce la composizione delle commissioni né quella cui è destinato”. Nel suo gruppo fra l’altro, oltre la rappresentante di Fdi, ci sono i due consiglieri di Forza italia. Cioè, gli unici partiti nazionali presenti ufficialmente a San Biagio, eppure anche loro trattati come figli di un dio minore. La replica del presidente, Biagio Tribulato, è quella che potevano informarsi dai verbali preliminari depositati al Comune. Tuttavia evita di dire che l’amministrazione ha fretta di definire l’organigramma, per convocare il consiglio su un impellente aggiustamento negli strumenti finanziari, per i quali è necessario passare prima dalla competente commissione. Così Tribulato replica mettendola solo sul piano formale, per sorvolare sul vero nodo politico, che peraltro non deve essere nemmeno l’unico.

Di Mare, notifica agli alleati: non sono un citrullo, i cetrioli li coltivo e li mangio

“In campagna si impara a distinguere ciò che è vero e genuino da ciò che è solo apparenza. Vale nell’orto e vale nella vita. A chi pensa che qualcuno è un citrullo, state attenti: io i cetrioli li coltivo e li mangio”. Anche ai profani è parso chiaro che il post del sindaco in tenuta countryman, con tanto di esibizione degli ortaggi-metafora, a due giorni dalla seduta consiliare era un messaggio. Indirizzato ben oltre la cerchia dei consiglieri: ma a chi? Fuori dal cerchio magico, che sul tema tiene la bocca cucita, l’opinione prevalente è che il destinatario sia l’onorevole Luca Cannata. Che a Patania avrebbe ispirato in copia-incolla la sua dichiarazione di indipendenza dalla disciplina di maggioranza, rilasciata alla stampa:“La mia adesione a Fratelli d’Italia è una scelta politica chiara e convinta. Il mio voto sarà determinato esclusivamente dai contenuti dei provvedimenti e dall’interesse di Augusta. Valuterò ogni atto con serietà, coerenza e autonomia, nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini”. Una forzatura, per l’ex vicesindaca finora molto attenta a non forzare con Di Mare, che il parlamentare avrebbe richiesto dopo aver perso Marco Meloni almeno sulla carta. L’altro consigliere su cui puntava il deputato nella lista Fdi augustana, poi evaporata sulla scheda elettorale dopo il sorprendente rifiuto del simbolo arrivato da Roma all’ultimo momento, ha infatti dichiarato di aver lasciato il partito già nei giorni successivi alla misteriosa vicenda. Tanto da diventare ora capogruppo consiliare della lista erede “I love augusta”, direttamente collegata al sindaco. Il cui gruppo a San Biagio, messo a rischio dalla defezione della consigliera, si è però formato solo grazie al supporto della leghista in incognito Benedetta Salmeri.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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