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Quando una foto finanzia un libro per educare alla civiltà

Ultimo aggiornamento Wednesday, 27 March, 2019   17:49

AUGUSTA – La potenza emotiva di una foto e la forza ragionata di un libro per insegnare il valore della civiltà, di quanto sia costata raggiungerla e di quanto si debba lottare per difenderla. C’è tutto questo nell’iniziativa del 27 marzo, organizzata dal Collettivo Antigone a palazzo San Biagio di Augusta. Dove una mostra di fotografie che sono un pugno nello stomaco, servirà a finanziare la pubblicazione di opuscoli che sono uno schiaffo per le coscienze. Li distribuirà nelle scuole l’Associazione Genitori e Figli, e conterranno le ultime lezioni tenute da Giuseppe Fava prima di essere assassinato dalla mafia. Saranno stampati con la vendita delle immagini sul dramma della migrazione, donate da tre fotoreporter pluripremiati.

La galleria fotografica che sarà allestita nel salone “Liggeri” potrebbe essere uno degli eventi culturali dell’anno in città, se non fosse che l’esposizione si prefigge scopi ben più ampi dell’applauso degli intellettuali. Nella rassegna ci saranno scatti che “restituiscono un volto inedito della città”, realizzati durante gli sbarchi della disperazione. “Sullo sfondo delle foto sono spesso rintracciabili le raffinerie che hanno ingannato e devastato questo territorio, ma in primo piano quasi sempre c’è la rinascita, la speranza, la vita incarnata da chi tocca terra dopo aver creduto di non farcela”, scrive la portavoce del collettivo, Maria Grazia Patania.

Maria Grazia Patania, portavoce del collettivo Antigone, durante il reading di poesie "Restiamo umani" sul sagrato della Matrice
Maria Grazia Patania, portavoce del collettivo Antigone, durante il reading di poesie “Restiamo umani” sul sagrato della Matrice

L’ambiente sfregiato dalle ciminiere che per quanti vi sono nati somiglia a un inferno, ma diventa miraggio di terra promessa per chi arriva scappando da altri inferni. Così, quel porto commerciale sintesi di illusioni vecchie e nuove, nei reportage di Antonio Parrinello e Alessio Mamo si trasforma in un simbolo forte. La banchina come metafora di un nuovo inizio, di una salvezza in cui forse non si sperava più. La città come luogo di arrivo contrapposto all’esodo continuo di persone, costrette a lasciare la nostra terra in cerca di alternative migliori. Se da un lato Augusta si spopola, dall’altro ha il potenziale per rinascere e diventare un luogo inclusivo per chiunque voglia rimanerci o ritornarci”.

Mamo collabora col Guardian ed è vincitore del World press photo 2018, con un’istantanea sul dopoguerra in Iraq. Parrinello collabora col team della Reuters che ha vinto il Pulitzer 2016 documentando la crisi migratoria. Hanno donato il loro lavoro insieme a Francesco Malavolta, incaricato di documentare l’operazione Frontex a Samo, la Lampedusa dei rifugiati siriani:“I miei scatti recano testimonianza delle migrazioni e del loro evolversi con particolare attenzione per i loro protagonisti. Ogni scatto, un racconto. Ogni racconto, una storia. Ogni storia, un tentativo di salvare la peculiarità della Vita ritratta sfuggendo alla logica spersonalizzante che presenta le migrazioni come “fenomeni idraulici” e anonimi. Il mio obiettivo è rendere omaggio a una umanità caparbia che un passo alla volta guadagna centimetri di libertà”. Una delle tante storie fissate dalla sua Nikon le ha raccontate due anni fa a Siracusa, a un corso di formazione per giornalisti. Ai quali far comprendere che la realtà sul campo non coincide con quella dei comunicata stampa.

“Come Collettivo Antigone abbiamo sempre parlato nelle scuole per testimoniare una narrazione alternativa alla propaganda del nemico straniero, che ascoltiamo giornalmente da gran parte delle istituzioni e della stampa. Abbiamo raccontato le storie dei ragazzi incontrati, per uscire dalla logica spersonalizzante dei numeri e restituire unicità a ciascuno”, scrive PataniaAggiungendo che “proprio perché crediamo nel futuro e nella cultura come unico strumento per salvarci dal razzismo dilagante, abbiamo aderito all’iniziativa dell’Associazione Genitori e Figli che, con la collaborazione della Fondazione Giuseppe Fava, organizzerà due giornate di formazione sui temi dell’educazione alla legalità e dell’antimafia”. Perché c’è un filo rosso che lega tutti questi temi dell’iniziativa del 27 marzo, apparentemente diversi e scollegati, e si chiama Civiltà.

foto di Francesco Malavolta imbarcato insieme ai migranti
foto di Francesco Malavolta tratta da “Collettivo Antigone: migrazione, legalità, antimafia” scattata quando si è imbarcato in incognito nella traversata insieme ai migranti. “Si stava pigiati come sardine, senza potersi muovere: è stato il solo scatto che ho potuto realizzare con l’unica mano rimasta libera”, ha raccontato il reporter di Frontex a un corso di formazione per giornalisti svoltosi a Siracusa

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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