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Bus Gran turismo in Costiera: con lo stop la Sita pronta a nuove corse

Ultimo aggiornamento venerdì, 31 Maggio, 2019   23:52

La Costiera amalfitana potrebbe diventare l’esempio guida della mobilità turistica sostenibile? Potrebbe invertire un trend negativo – fatto di caos, ingorghi di ore, pericoli lungo la strada – che da troppi anni sta distruggendo la vivibilità di chi ci abita e anche dei turisti che rimangono tramortiti? 

Intanto la Sita sarebbe in grado di aumentare le corse per assicurare un migliore collegamento pubblico. Peccato che non se ne può fare nulla perché, come ha spiegato il coordinatore di esercizio del gruppo di autisti di Amalfi, Abate Vincenzodurante l’incontro pubblico organizzato ad Amalfi dall’associazione Mani Pulite – sarebbe inutile perché con autobus supplementari si aggraverebbero solo gli ingorghi, i ritardi delle corse di linea, il disagio degli utenti che perdono la coincidenza con treni e aerei. Quindi a cosa servirebbe mettere in piedi bus di linea supplementari se poi rimarrebbero tutti quanti bloccati in fila? 

Un pullman della Sita lungo la Statale amalfitana
Un pullman della Sita lungo la Statale amalfitana

Inutile con questa situazione pensare quindi ad una Costiera “sostenibile”, all’avanguardia rispetto ad altri territori. Anzi è esattamente il contrario, perché rimane ferma indietro, immobile con i suoi problemi.

E di questo passo, che turismo si potrà mai avere? Ci si accontenterà del mordi e fuggi? Del turismo “low cost” dove il tour operator imbarca sullo stesso mega pullman centinaia di turisti tutti insieme? Di gite fuori porta di una giornata e via, in grado però di rallegrare le casse solo di qualche commerciante? Ma a che prezzo per la collettività e per il futuro dello stesso turismo? 

In una sala piena di persone, ma vuota di istituzioni..

Si è parlato di tutto ciò ad Amalfi, ma anche del dramma che sta vivendo il giovane di Ravello “stritolato” da un autobus nella curva dell’hotel Luna ad Amalfi. Toccante la testimonianza della mamma di Vincenzo Serretiello:

Da quel maledetto 11 luglio – racconta Antonella Paolillo – la vita di mio figlio non è più la stessa, così come la nostra. Questi autobus li chiamo mostri perché uno di questi, mio figlio se l’è sentito addosso che gli strappava le carni e gli stritolava le ossa. Perché Vincenzo era cosciente durante l’incidente e ricorda ogni tragico secondo ed oggi solo la parola pullman lo fa andare in panico”. 

Un ragazzo che nel fiore dei suoi anni, si è visto improvvisamente stravolgere la vita risucchiandolo in una lotta quotidiana.

Dovete chiedere scusa a Vincenzo – esorta Antonella, che emoziona i presenti anche per la sua forza – perché per pochi euro in più potete organizzare i trasporti con i mini bus e risolvere un vero scempio”. 

Mega bus che mettono a repentaglio la vita dei cittadini, e poi le tante, troppe autorizzazioni Tpl come fa evidenziare da tempo Diego Corace della Cisl Trasporti, che finiscono per intasare: “Così come le tante soste selvagge. Perché non fare rispettare i divieti di sosta? – rimarca Corace – perché i comuni non mettono nei punti critici i vigili urbani a presidiare? Siamo arrivati ad aprile e sarà di nuovo un inferno perché nulla è ancora cambiato”.

Ma con la petizione in corso, che ha raggiunto in pochi giorni più di 8600 firmatari, non ci si arrende a questo stato di fatto. “Chiederemo anche insieme al coordinamento delle associazioni promotrici della petizione – assicura Andrea Cretella presidente di Mani Pulite – di nuovo un incontro con il Prefetto. Dovranno ascoltare la voce di questo territorio, perché noi non ci arrenderemo”.

PER FIRMARE LA PETIZIONE: STOP AI PULLMAN GRAN TURISMO LUNGO LA STATALE AMALFITANA

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