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Aumenta la Tari, il M5S la carica a industrie e Marina (ma poi la pagano?)

AUGUSTA – Caserme militari, stabilimenti industriali e distributori di carburante si accolleranno i 400 mila euro di costi in più per lo smaltimento dei rifiuti urbani di Augusta. E’ quanto deciso dalla giunta municipale lo scorso 8 marzo, nella delibera che sarà sottoposta all’approvazione del consiglio comunale nella seduta del 29 prossimo. Una sessione che si preannuncia incandescente, come tutte quelle che l’hanno finora preceduta sull’argomento. Perché l’amministrazione 5 Stelle dovrà innanzitutto convincere l’opposizione sulla voce che vede le spese del “servizio raccolta e trasporto” , arrivare a quasi 7 milioni. Lievitando di 300 mila euro in un anno, nonostante il conferimento in discarica sia diminuito di pari importo.

Ma sul tappeto pesa anche la proposta di Legambiente di ridurre le tasse per le “utenze virtuose”, avanzata il 19 marzo e perciò destinata a cadere nel vuoto per il regolamento draconiano adottato dalla maggioranza pentastellata. Che per evitare sorprese in aula da parte della più esperta minoranza, aveva fissato il tempo limite per presentare emendamenti in 10 giorni antecedenti la seduta . Considerato che la convocazione è partita il 15, nemmeno chi avesse voluto portare in aula l’istanza degli ecologisti avrebbe fatto in tempo a redigere una richiesta di modifica adeguatamente motivata sotto il profilo contabile. Così la “furbata” dei grillini per evitarsi sorprese durante la discussione consiliare, è andata a ritorcersi contro il loro stesso programma elettorale.

Legambiente, infatti, aveva suggerito uno sconto Tari “a quei cittadini che avessero adottato un randagio prelevandolo dal canile”. Osservando che “può contribuire a risolvere il problema randagismo, oltreché essere utile per risparmiare risorse, dato l’ingente costo del ricovero, circa mezzo milione l’anno per il mantenimento di alcune centinaia di cani”. Ne sarebbe venuto fuori “un sostanzioso vantaggio per le casse comunali, un beneficio per l’utente e, non ultimo, per il benessere degli animali“. Insomma un piccolo passo per l’amministrazione, ma un grande passo per gli amici a 4 zampe. Nonché per la campagna del Movimento in vista delle europee. Non se ne farà niente. Nemmeno per il suggerimento di sconti tariffari per quelle utenze commerciali di prossimità che adottino concrete iniziative di riduzione della produzione dei rifiuti. Come, per esempio, la vendita di prodotti solidi sfusi anziché imballati, liquidi alla spina, bevande con vuoto a rendere”. Avrebbe dato alle botteghe una boccata d’ossigeno, e al M5s l’opportunità di proporsi alternativa credibile alle promesse leghiste di flat-tax.

I pentastellati hanno perso pure l’opportunità di ricucire col mondo del volontariato. Che durante la crisi Sea Watch è stato traumatizzato dal silenzio dell’amministrazione augustana, l’unica della zona a tacere sulla sorte di quei 43 disgraziati tenuti in mezzo al mare dal governo gialloverde. Legambiente, infatti, nel pacchetto riduzione Tari aveva inserito anche“quegli esercizi che si impegnino in maniera regolare e continuativa, a cedere gratuitamente le eccedenze alimentari verso organizzazioni che ne curano la distribuzione ai più bisognosi“. Chi dona il pane quotidiano a quanti non se lo possono permettere, sostituendosi a servizi sociali finanziariamente impotenti, dovrà accontentarsi solo del “grazie” delle onlus. Anche se dare a loro quanto sarebbe destinato allo smaltimento, di fatto, pesa meno sul servizio di raccolta e sui relativi costi.

Ad un anno dalle comunali, la politica del blocca-opposizione si ritorce contro. Come la conferenza stampa con pubblico selezionato e streaming di rito, sulla vittoria delle Stelle a Palazzo contro le stellette in Marina. Torna in mente oggi, visto che la delibera di giunta per la nuova Tari 2019 è stata approvata da tutti gli assessori tranne uno: Giuseppe Canto. Cioè, proprio il titolare dell’assessorato Bilancio. Non è la prima volta che manca la presenza del“super-tecnico” – come lo definisce il gruppo d’opposizione Centrosinistra – durante una deliberazione importante per la sua rubrica. A maggior ragione l’assenza spicca in questo caso, considerato che per la prima volta le caserme vengono inserite nelle “classi di contribuenza”  .

Proprio questo revisore siracusano, all’epoca “condiviso” con l’amministrazione Pd di Giancarlo Garozzo, aveva vantato il risultato di aver costretto la Marina a pagare la tassa sulla spazzatura. Dopo anni di esenzione di fatto, grazie alla sua determinazione il Comune otteneva un recupero milionario. Almeno così era stato annunciato orgogliosamente. Non si è poi saputo se quella somma è davvero materialmente rientrata nelle casse comunali, e in che misura. Nè cosa l’amministrazione ha poi fatto contro la prevedibile opposizione dei militari a sborsare una cifra così consistente. Una vicenda politica che potrebbe forse riservare qualche sorpresa in consiglio: regolamento-bavaglio permettendo.

La sindaca Cettina Di Pietro e Giuseppe Canto, assessore al Bilancio, assente anche nella delibera per l’aumento aumento Tari 2019

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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