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“Apriti bosco”, la favola di Tramonti nel rifugio che torna a vivere

di  Linda Widmaier

Un vecchio rifugio “riaperto” e un sentiero che parte da Tramonti e arriva nel territorio di Nocera Inferiore. E’ tutto raccontato nel resoconto del progetto “Apriti Bosco” promosso dai giovani di Tramonti con il supporto dell’associazione Acarbio e dell’European Solidarity Corps che ha visto, in mesi e mesi di incessante lavoro, diverse attività legate al paesaggio e all’ambiente, in un’area poco conosciuta della Costiera amalfitana e ricca di biodiversità. Sono stati realizzati, oltre alla pulizia del vecchio sentiero e alla sistemazione di un rifugio, una segnaletica, un catalogo delle specie presenti, la mappatura dell’area – che ricade tra i comuni di Tramonti e Nocera Inferiore, zona Chiancolelle -, un erbario e finanche una tisana con bacche di mirto, biancospino e Verga d’Oro battezzata “Apriti Bosco”. 

L’area è immersa tra i Monti Lattari, nei pressi del Monte Sant’Angelo. Il sentiero inizia dal Passo Chiunzi con una camminata di circa mezz’ora dove ci si immerge in un ambiente naturale unico e particolare. Dove si può trovare un’impressionante diversità di flora e fauna che spiega la particolarità e la caratteristica speciale della zona. La maggior parte del territorio è ricoperta da castagneti, tipici dell’ambiente locale. Ma anche da faggeti, betulle e querce che fanno parte dell’unicità della vegetazione della zona. La biodiversità è amplificata dall’ampia varietà di animali e insetti. Qui va menzionata una specie particolare della zona, la salamandra pezzata. In Campania la specie è presente solo in alcune zone montuose, una delle quali è proprio questa.

IL SENTIERO INIZIA NEI PRESSI DEL PASSO CHIUNZI 

Un’escursione invernale di “Apriti bosco!”

In località Chiancolelle il sentiero è segnalato da un cartello in legno che indica la direzione da seguire. I primi minuti del sentiero scorrono lungo un tratto pianeggiante, finché non si trova sulla destra una piccola salita rocciosa dove parte il sentiero di montagna, caratterizzato da una prima parte più ripida e poi per la maggior parte pianeggiante con diverse curve. Lungo la camminata è possibile osservare il Vesuvio e l’area dell’agro nocerino. La prima fontana si raggiunge in circa 20 minuti, mentre la seconda dista altri 5 minuti. Entrambe rappresentano un habitat per molte specie della zona oltre ad essere un punto di nidificazione per la Salamandra, dimostrando l’alta importanza di preservare il luogo. A pochi minuti di distanza si trova il rifugio che dovrebbe diventare un punto informativo per i visitatori sulla biodiversità del luogo. Il percorso prosegue lungo il versante fino alla terza fontana. Da qui è possibile continuare il percorso fino alla cima dove si può ammirare la Costiera amalfitana e il Golfo di Salerno.

Il PROGETTO

Ala scoperta della biodiversità

Per avvicinare la popolazione locale a questa splendida area naturale, il gruppo del progetto di “Apriti Bosco!” in una prima fase ha visto la necessità di rendere più accessibile l’area. 

Così è stato pulito il sentiero già esistente (60-90 min. solo andata), creata una segnaletica lungo il percorso (che indica direzioni e luoghi interessanti). Sui pannelli di legno gli escursionisti potranno leggere brevi testi informativi sulla natura ma anche sulla sua protezione. La segnaletica è utile anche per raggiungere l’obiettivo di una maggiore consapevolezza di ciò che rappresenta questo luogo. 

Per consentire anche di programmare in anticipo un’escursione, è stata avviata anche la realizzazione di una mappa online dell’area del progetto, che mostra la zona e il percorso. https://www.acarbio.org/apritibosco/2021/09/15/sentiero-delle-fontnelle/

Il RIFUGIO 

Oltre alla segnaletica del percorso è stato necessario realizzare alcuni lavori di ristrutturazione del vecchio rifugio. La struttura è stata utilizzata in passato per attività di guardia forestale. Da allora è stato abbandonato e non è stato né abitato né utilizzato. La struttura dell’edificio presentava quindi numerosi punti di degrado. Il tetto era vecchio e aveva alcune crepe. Piante e muschi erano cresciuti nelle fessure dei muri, danneggiandoli. Ora il tetto è riparato e reso nuovamente impermeabile. Piante, muschi e terra sono stati rimossi dalle pareti interne ed esterne. E poi sono stati raccolti una miriade di rifiuti nei dintorni del rifugio. 

Il vecchio rifugio della Forestale

In questo modo è stato trasformato il luogo in un posto piacevole che invita le persone a fermarsi. I pannelli nell’area del rifugio contengono ulteriori informazioni: indicano suggerimenti e fatti sulla valorizzazione dell’ambiente. Gli escursionisti trascorreranno così un po’ più di tempo al rifugio, avranno il tempo di dare un’occhiata più da vicino ai pannelli che aiuteranno a guidare la loro attenzione sugli alberi, le piante e gli animali che vivono in questo meraviglioso bosco.

Le foreste di questa zona sono frequentate dalla popolazione locale da millenni – ci spiega Cornelia Kramsall del team di Acarbio – Tuttavia, tendiamo a perdere la nostra connessione, conoscenza, consapevolezza e familiarità con spazi naturali come questo. Nel progetto “Apriti bosco!” abbiamo accompagnato i giovani nel loro percorso di ritorno alla conoscenza della loro natura e siamo stati felici di vedere il loro coinvolgimento e la loro passione”. Ora che questo luogo si è “aperto alla comunità”, ci sarà bisogno ancora di più di proteggerlo e valorizzarlo. 

Il vecchio sentiero che porta al rifugio

Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini attenti e impegnati possa cambiare il mondo; anzi, è l’unica cosa che abbia mai avuto”.

Margaret Mead

Leggi anche: Open Mapter, terrazzamenti della Costiera amalfitana mappati da volontari

IL PROGETTO APRITI BOSCO

Redazione
Articoli redatti dalla redazione di e'Costiera
http://www.ecostiera.it

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