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Statale amalfitana, parte la petizione per la mobilitazione internazionale

Ultimo aggiornamento Saturday, 16 March, 2019   20:46

La petizione è anche in inglese e si rivolge a tutti: cittadini ed estimatori della Costiera amalfitana. Sulla piattaforma change.org è da oggi possibile firmare per dire Stop all’invasione dei pullman Gran Turismo lungo la Statale 163 Amalfitana”.

Promossa dal Coordinamento associazioni della Costiera amalfitana è indirizzata al Prefetto, all’Anas, al Presidente della Regione Campania, ai sindaci, al Presidente della Provincia di Salerno, ai Ministri delle Infrastrutture, dell’Ambiente, e della Salute, e per conoscenza alla Commissione Unesco. 

Dopo che diverse riunioni sull’argomento sono rimaste senza esito, le associazioni Acarbio, Agenda Praiano, Club per l’Unesco di Amalfi, FIAB, Italia Nostra Salerno, Io Salerno, Macchia Mediterranea, Posidonia, quali portatrici di interesse collettivo, e in rappresentanza dei cittadini e degli estimatori della Costiera Amalfitana, hanno elaborato una richiesta ufficiale, tradotta anche in inglese per un coinvolgimento internazionale, dove si chiede di “porre fine senza indugio alle criticità che integrano peraltro gli estremi per configurare la sussistenza di violazioni delle normative vigenti in materia di Sicurezza e di Protezione Civile”. 

La petizione evidenzia che: “L’unica via di fuga rimane la Statale 163. Impossibile creare le circostanze giuste a garantire il Pronto Soccorso, o semplicemente assicurare l’accesso alle scuole o al lavoro nei tempi e negli orari stabiliti. Occorre ricordare le numerose cronache di vite spezzate da autobus in transito o da condizioni di pericolo create dagli stessi. Una situazione che va peggiorando e che ha già compromesso la qualità della vita in Costiera amalfitana. La storica Strada Statale 163 è caratterizzata, oltre che dai suggestivi scorci sullo splendido panorama costiero, da una estrema fragilità dovuta alla sua particolare conformazione ed in base a questa sua peculiarità va tutelata. I centri cittadini della Costiera amalfitana sono incapaci di accogliere un tale impatto demografico, già al limite della sostenibilità. Ad oggi la viabilità sulla Statale 163 è mal regolamentata dall’ordinanza 29/2013 dell’ANAS, Ente gestore della strada. Si vieta il transito, in entrambi i sensi di marcia, agli autobus turistici superiori a metri 10,36 di lunghezza e agli 8 metri nei giorni di Pasqua e ponti festivi ‘’eccetto bus già presenti e in sola uscita dalla Costiera amalfitana in direzione Positano – Vietri in possesso di deroga concessa dal Comune che ha rilasciato licenza di trasporto, trattasi di bus persone fisiche o giuridiche residenti nei Comuni della Costiera amalfitana‘’.

Ingorgo di autobus al bivio di Castiglione, Costiera amalfitana

Queste deroghe negli anni sono aumentate a dismisura e sono ormai fuori controllo.

I promotori della petizione chiedono così di “imporre una “misura costiera” per i mezzi di trasporto disponendo la lunghezza di metri 8 per gli autobus e di metri 8 per gli autocarri (max 100 q.li) nonché di contingentarne gli arrivi attraverso autorizzazioni a numero chiuso entro l’inizio della stagione turistica 2020; “di non autorizzare all’esercizio di TPL (Trasporto Pubblico Locale) non convenzionato rilasciato dalla Regione e dalla Provincia, a quelle società che non rispettano i requisiti ANAS; di adottare una ZTL territoriale lungo la Costiera amalfitana da Vietri sul mare a Positano, dotandosi di video sorveglianza adeguata al controllo di tutto il territorio e di un portale unico con sistema tecnologicamente avanzato per il controllo dei varchi (Positano, Agerola, Valico di Chiunzi e Vietri sul mare) con informazioni in tempo reale su disponibilità parcheggi e condizioni del traffico, individuando anche le aree di interscambio dove consentire il trasbordo dai mezzi di lunghezza eccedentaria a quelli di lunghezza consentita”. Il coordinamento delle associazioni ha idee chiare su come risolvere un problema che si protrae da un ventennio senza soluzioni e crea invivibilità e un turismo che è davvero poco sostenibile.

FIRMA LA PETIZIONE

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