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Le gesta di Alessandro Magno in mostra al Mann 

Alessandro Magno e l’Oriente“: al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) prende vita una mostra che traccia le gesta e le influenze del celebre condottiero attraverso le terre da lui conquistate. Curata da Filippo Coarelli ed Eugenio Lo Sardo, l’esposizione svela le tracce lasciate da Alessandro Magno in Europa e Asia, toccando culture diverse e popoli incontrati durante le sue epiche spedizioni militari.
L’eroe del passato rivive attraverso un affascinante mix di costumi e identità: da faraone a Zeus, da Eracle a Dioniso, da Shah di Persia a raja di Taxila e dell’India. Immediatamente all’ingresso del museo, tre ritratti in marmo introducono il visitatore nell’ambientazione unica della villa di Fannius Synistor a Boscoreale. Qui, per la prima volta, affreschi e pitture venduti a diversi musei ricreano la corte del sovrano macedone.

La locandina della mostra su Alessandro Magno al Mann di Napoli


La mostra continua con una serie di reperti che spaziano da gemme, corazze, sandali a sculture, tra cui il celebre busto conservato al Louvre, copia romana di un’opera di Lisippo. Un elemento di grande fascino è lo scudo magico, testimone dell’eterno conflitto tra Europa e Asia narrato da Omero e successivamente da Erodoto. Il vaso dei Persiani, risalente alla seconda metà del IV secolo a.C., testimonia questa storica lotta.


Una delle attrazioni principali è il gruppo di statue equestri in marmo provenienti dal santuario di Giunone, conservate al British Museum e a Lanuvio. Viene ricordata anche l’ammirazione che i sacerdoti egiziani nutrivano per Alessandro, attraverso la stele del tempio di Iside a Pompei, scritta in geroglifico.

Usi, costumi e religioni si fondono nel viaggio di Alessandro verso Oriente (334-323 a.C.), durante il quale fondò numerose città, da Alessandria in Egitto ad Alessandria Eschate e Alessandria Bucefala in Pakistan.
Tra i reperti di eccezionale valore esposti, si può ammirare una splendida statuina di divinità indiana in avorio ritrovata a Pompei, testimonianza degli influssi reciproci tra culture.

La mostra sarà visitabile fino al 28 agosto 2023.

Redazione
Articoli redatti dalla redazione di e'Costiera
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