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Giornata della Memoria, lungo i sentieri che salvarono la vita a tanti ebrei

Ultimo aggiornamento lunedì, 28 Gennaio, 2019   22:53

Il viaggio dei profughi ebrei iniziava a Milano, quando gli organizzatori riuscivano a dar loro documenti falsi per passare il confine svizzero nella zona della Valceresio. La partenza è da Viggiù, in provincia di Varese. Il cammino si snoda all’interno delle Trincee della linea Cadorna

Ci sono tanti modi per ricordare ciò che è stato di un periodo buio come la Seconda Guerra Mondiale e della furia nazista contro tutti gli ebrei. C’è chi ricorda in occasione della Giornata della Memoria (il 27 gennaio) non solo facendo convegni, incontri con le scuole, ma anche organizzando escursioni e percorrendo antichi sentieri. Recandosi proprio lì dove molte famiglie ebree trovarono una sorta di rifugio e riuscirono a salvarsi.

Una delle mete “preferite” perché ritenute più sicure fu la Svizzera. E proprio lungo il confine con l’Italia c’è una vera “strada della memoria”, come ricorda l’Aigae, l’associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, che abbraccia le Alpi italiane e le Alpi svizzere.

Questa strada la ripercorreremo noi domenica – come annunciano in un comunicato stampa – in occasione della Giornata della Memoria e lungo tale cammino ascolteremo passi narrati e vedremo quanto è rimasto in ricordo di ciò che accadde. Dal 1943 al 1945 molti ebrei riuscirono a scappare in Svizzera percorrendo alcuni sentieri”.

Viggiù

Il viaggio dei profughi iniziava a Milano, quando gli organizzatori riuscivano a dar loro documenti falsi per passare il confine svizzero nella zona della Valceresio. Sarà Antea Franceschin, guida Aigae a coordinare l’escursione. La partenza è fissata per le ore 9 e 30 da Viggiù, in provincia di Varese.  

“Partiremo esattamente dal paesino dove le famiglie ebree venivano condotte – ha continuato Franceschin –  per poi iniziare il cammino verso la salvezza, verso la Svizzera”. Quella che si percorrerà è una vera  “strada della memoria”. Si entrerà in un labirinto di cunicoli e bunker, trincee della Prima Guerra Mondiale costruite a difesa della frontiera italo-svizzera che poi  vennero ampiamente utilizzate anche dai profughi italiani. Sul confine tra Italia e Svizzera si camminerà poi in un ambiente ricco di vegetazione e storia.

Dove iniziava il cammino dei profughi ebrei?

Il viaggio della speranza iniziava a Milano, quando gli organizzatori procuravano documenti falsi per passare il confine svizzero nella zona della Valceresio. 

Una missione denominata in acronimo O.s.c.a.r e messa in campo in segreto dal Cardinale di Milano, Shuster e dagli Scout, e salvò tante vite umane.

Lungo il cammino che si snoderà all’interno delle Trincee della linea Cadorna si racconterà delle figure protagoniste di questo periodo tra cui scout e il cardinale Schuster e altri personaggi di Milano come Andrea Ghetti, importante figura della resistenza Italiana.

Così come delle Aquile Randagie, di Giussani, della Resistenza operata su queste montagne dal 1943 al 1945.

I profughi venivano portati nei paesi di Besano, Clivio e Viggiù, dove i partigiani e gli Scout li aiutavano a percorrere i boschi della zona per passare infine in Svizzera. Tutti luoghi che ancora oggi vanno percorsi a piedi per non dimenticare ciò che hanno rappresentato: dei rifugi dove si sono sentiti protetti e a casa. 

Sentiero della Memoria, confine tra Italia e Svizzera
E'costiera
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