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Vasilis, dalla Tessaglia alla Costiera amalfitana con il suo lievito madre di due secoli

E poi è arrivato Vasilis Papatriantafyllou, attraversando il mar Egeo e poi quello Ionio. E il workshop “BREADeducation” che si svolge (fino all’11 maggio) nell’antico convento di San Francesco a Tramonti, Costiera amalfitana, si è colorato di Grecia antica. 

Ha portato con se la madia di legno in cui impasta il pane. Le farine prodotte direttamente da lui: khorasan, orzo e skliropetra una varietà locale antica.

E il lievito madre che la sua famiglia custodisce da 200 anni. Vasilisis ha un profilo greco. Viene da una regione a Nord est della Grecia: la Tessaglia. La terra di Achille e di Giasone.

Le pianure della Tessaglia erano ideali per la coltivazione di cerali ed erano note nell’antichità per l’allevamento dei cavalli. Vasilis viene da un villaggio situato nei pressi del Monte Olimpo.

Lui ha studiato economia ed ha affiancato per anni il padre nell’attività di commercialista. Poi, stanco di una vita condizionata solo dal denaro, ha deciso di rientrare nel suo villaggio e riprendere la coltivazione del grano. Produrre pane solo da farine di varietà tradizionali, rigenerando il lievito madre della sua bisnonna.

Vasilis Papatriantafyllou durante il workshop a BREADeducation a Tramonti

Nei suoi gesti, nei suoi occhi ci puoi leggere la storia del suo popolo, intimamente legata alla storia del grano.

Il suo workshop è cadenzato dal tempo del pane. Lui non accelera i tempi.  Ha tanto da raccontare Vasilis tra uno step e l’altro. È un fiume in piena di parole, racconti, emozioni.

Quando lui parla tutti rimangono in religioso silenzio e, invitati a partecipare al “rito sacro” dell’impasto, ognuno si appresta ad affondare le dita in quella pasta scura che sa di antico ed ha un profumo di terra, di popoli che da anni nelle regioni più ‘interiori’ di questa nostra Vecchia Europa, preservano e custodiscono con cura il mistero del pane. 

Vasilis Papatriantafyllou e Antonella Dell’Orto mentre si impasta a BREADeducation

Quel mistero che si basa su solo due elementi: la farina e l’acqua e nel loro miscelarsi, nel loro fermentarsi producono un’infinita diversità di prodotti.

Ogni farina racconta una storia. Dietro ogni lievito madre c’è una famiglia che ne è diventata custode attraverso i secoli.

Il suo è un racconto che si alterna tra la lavorazione del pane ed il racconto della sua stessa storia.

Vasilis lo fa attraverso la proiezione di foto di opere d’arte da Rubens ai reperti archeologici dell’antica Grecia. In ogni opera è rappresentato il Ratto di Proserpina.

Vasilis ci conduce nella Terra dei Miti e con lui ripercorriamo il Mito di Proserpina che rapita da Ade che di lei si era perdutamente innamorato è costretta a vivere nell’oltretomba. Ma la disperazione di Demetra fa si che venga raggiunto un compromesso e così Proserpina vivrà sei mesi nell’oltretomba e sei mesi sulla terra. Così sono nate le stagioni e il loro eterno rinnovarsi. Così il seme del grano per mesi rimane al buio per poi germogliare a nuova vita nella stagione della Primavera.

Vasilis ha portato con se un pane di 25 giorni. Si può ancora mangiare e questo dimostra la grande differenza con il pane della moderna produzione che dopo un solo giorno risulta immangiabile.

Vasilis Papatriantafyllou e Antonio Di Martino tra i responsabili del progetto BREADeducation

Vasilis gira l’Europa per raccontare del suo pane. In ogni posto lascia un pezzetto di Lievito Madre. E così ha fatto anche qui in Costiera amalfitana.

È questa l’unica contaminazione che vogliamo avere.

Questa la speranza che il mondo migliori e l’uomo ritorni ad essere parte di un ciclo naturale, in armonia con i tempi dettati dalla Natura e dal lievito Madre si possa ritornare a rispettare la Terra Madre.

Grazie Vasilis per il tuo pane, per il tuo sorriso e per il tuo profilo greco. Ci hai fatto sognare.

Antonella Dell’Orto*

(*Biologa/contadina/panificatrice)

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