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Costa gela sul petrolchimico: non ci sono risposte rapide

AUGUSTA – “Purtroppo, come sapete, si tratta di un problema complesso a cui non si possono dare risposte rapide in tempi brevi”. Sergio Costa gela i 170 mila firmatari della petizione online, che chiedevano “Fermiamo l’inquinamento a Siracusa”. Il ministro dell’Ambiente alla fine ha risposto alla raccolta firme lanciata da Giuseppe Patti, ambientalista di Melilli e dirigente nazionale dei Verdi. Che nei mesi scorsi aveva mobilitato la rete attraverso la piattaforma Change.org con un’iniziativa sostenuta apertamente anche da don Palmiro Prisutto. Insieme all’arciprete di Augusta si era rivolto al ministero e al premier Giuseppe Conte, per “dire stop alle energie fossili” e chiedere di “attuare una transizione ecologica”.

Petizione rivolta pure a Musumeci e Asp.

La lettera si rivolgeva inoltre e al governatore Nello Musumeci, “per avere una migliore rete di monitoraggio della qualità dell’aria”. E all’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa sia per “conoscere quanti sono realmente i malati di tumore in quest’area”, sia “per ottenere un’indagine epidemiologica da svolgere su tutti i cittadini del quadrilatero industriale”.

Il ministro dell’Ambiente unico a rispondere.

Alla fine, il 7 maggio, l’unico a dare un po’ di riscontro è stato il ministro indicato dai grillini. Anche se la sua risposta appare in piena continuità con i “governi precedenti”. Considerato che si è limitato a scrivere che “si può provare a fare qualcosa, a partire dalla sburocratizzazione e semplificazione dei procedimenti legati alle bonifiche”. Intento nobile sotto il profilo della concretezza, che accoglie quanto chiedono da tempo gli stessi imprenditori. Ma che non ci azzecca affatto con le richieste dei firmatari la petizione.

In 170 mila chiedono “cosa respiriamo”.

Che cosa respiriamo nel quadrilatero industriale Siracusa, Melilli, Priolo e Augusta?”, avevano chiesto il Verde e il sacerdote insieme a 170 mila e 544 cittadini. Spiegando alle autorità in indirizzo quanto dovrebbero conoscere – e conoscono benissimo – da circa un trentennio. E cioè che c’è un serio problema di “monitoraggio della qualità dell’aria”, affidato a centraline “spesso spente e malfunzionanti”. Che per giunta “sono in grado di registrare solo alcuni inquinanti”.

Costa: il catasto inquinanti è aggiornato.

Problematiche alle quali il ministro in quota 5 Stelle ha dato solo risposte di prammatica: rassicuranti nei toni, infarcite di “direzioni competenti“ che ovviamente “stanno seguendo con attenzione” (non si è mai visto un governante pre #cambiamento affermare il contrario). Ma nella sostanza Costa non ha detto nulla di concreto. Pure in merito all’aggiornamento del catasto inquinanti, chiesto esplicitamente da ambientalisti che conoscono bene tutte le magagne del Polo petrolchimico, il ministro ha glissato affermando che “è aggiornato ogni anno dall’Ispra ai sensi della norma comunitaria”.

La “beffa” delle Bat: Milazzo si, Priolo no.

Anzi, su una siffatta questione strettamente legata alle emissioni è stato quasi “beffardo”, quando ha scritto di aver “firmato un decreto per la raffineria di Milazzo affinché questo impianto, come altri simili nel territorio nazionale, adotti le Bat: ovvero le migliori tecnologie esistenti”. Di Priolo e dintorni invece non fa alcun cenno. Eppure, il ministro dell’Ambiente sottolinea che “in questo modo le emissioni saranno sensibilmente ridotte, si stima del 50 per cento”.

Sulla decarbonizzazione obiettivo 2050.

Le Bat non sarebbero state proprio il toccasana per il Petrolchimico siracusano, ma era comunque un risultato. Costa ha “brillantemente” sorvolato sulla domanda che sorge spontanea: perché a Milazzo si e ad Augusta no? La sua replica alla petizione poi contiene la solita sfilza di buone intenzioni sulla decarbonizzazione, i cui effetti si dovrebbero vedere fra il 2030 e il 2050. Cioè quando del governante pentastellato ci si ricorderà a stento, a meno che non diventi uno di quei campioni della poltrona da Prima repubblica.

“Serve l’impegno delle istituzioni locali”.

Ma è la chiosa del documento ministeriale che incuriosisce alquanto. Costa dice che “per raggiungere un risultato che sta a cuore a tutti, occorre un impegno concreto da parte di tutti i soggetti coinvolti”. Sottolineando “a partire dalle istituzioni locali”. Eppure, la più importante di queste è proprio un’amministrazione comunale 5 Stelle.

Costa evita ancora la zona industriale.

Quando uno di quei senatori che lo reggono al governo, il grillino augustano Pino Pisani, lo scorso anno gli ha chiesto di visitare questa zona industriale, la sua segreteria gli aveva risposto che l’agenda 2018 era già piena. E sembra continuare a restarla pure per il 2019, per un ministro all’Ambiente in grado di affermare che “il nostro obiettivo è difendere l’ambiente, creare posti di lavoro, tutelare la salute umana”. Salvo ammettere che “sarebbe disonesto dire il contrario”, quando gli chiedono di mantenere le facili promesse di risposte immediate.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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