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La favola della volpe curata e poi liberata. Ora vive nel Vallone Porto di Positano

Ultimo aggiornamento mercoledì, 22 Marzo, 2017   13:27

Era un cucciolo ammalato alcuni mesi fa, ora è una giovane volpe sana e libera che scorazzerà tra i monti della Costiera amalfitana, lungo il canyon del Vallone Porto di Positano. E’ il Wwf Penisola sorrentina a darne notizia con foto che ritraggono Polly (così chiamata dai volontari) nel momento del suo “libero” cammino.

Il cucciolo di volpe quando fu rinvenuto aveva circa due mesi di vita ed appariva cieco. Successivamente, da una visita di un veterinario oculista specializzato, fu diagnosticata una infiammazione al nervo ottico non riscontrando, fortunatamente, danni alla retina e alla cornea.

La volpe, inizialmente ricoverata al Centro di Recupero Fauna Selvatica dell’ASL NA1 il Frullone, è stata successivamente affidata alle cure dei volontari del WWF Penisola Sorrentina seguiti da un esperto zoologo, per un lungo periodo di acclimatazione propedeutico alla rimessa in libertà. Dopo diverse cure la volpe Polly ha riacquistato la vista. Ed ora scorazza lungo il Vallone Porto, oasi che ha rischiato la cementificazione se non fosse stata fatta una vera e propria battaglia con a capo il Wwf Penisola Sorrentina e alcune associazioni locali.

Per ospitare il cucciolo – racconta Claudio d’Esposito, presidente dell’associazione ambientalista che ha sede in Penisola sorrentina – abbiamo inizialmente utilizzato un vecchio pollaio e letteralmente sfrattato le galline…poi abbiamo allestito un’ulteriore vasta area esterna per permettere il suo acclimatamento in una sorta di “set naturale”, tra tronchi di alberi, corbezzoli, edere, felci e rovi. Nel recinto esterno la volpe ha iniziato a nutrirsi di bacche e frutta e a dare la caccia ad insetti, cavallette, topolini e lucertole“.

La fase più delicata è stata, una volta che l’animale ha riacquistato la vista, disabituarla al contatto con gli umani e sostituirsi alla madre per insegnargli a procacciarsi il cibo. “A tale scopo  – spiega d’Esposito – abbiamo gradualmente sostituito la porzione di riso e carne con tutta una serie di altri alimenti…arrivando a nasconderli nei posti più disparati per verificare le sue capacità olfattive…”.

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