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La Cesta della Biodiversità in esposizione al Museo della Dieta Mediterranea

Ultimo aggiornamento Monday, 8 July, 2019   12:24

Sono tre donne cilentane ad aver portato anche fisicamente “La Cesta della biodiversità” presso il Museo della Dieta Mediterranea che si trova a Pioppi, comune di Pollica.

Le tre donne cilentane: (da sinistra) Vienna Cammarota, Rosa Pepe e Stefanina Marotta

Con i suoi prodotti tipici di qualità dell’area del Cilento e della Costiera amalfitana, la Cesta è stata posta sul capo (così come si faceva una volta) di Stefanina Marotta, 91 anni, simbolo di “longevità ed antichi sapori”; di Rosa Pepe agronoma del Crea Of Pontecagnano, anima e anche volto di questa iniziativa che dà fiducia nei piccoli produttori che hanno difficoltà a far conoscere i propri prodotti di nicchia e di qualità, e Vienna Cammarota, eclettica guida escursionista Agae che con i suoi “cammini di cooperazione” avvicina i luoghi e con esso anche i sapori. 

E così da un Protocollo d’intesa siglato dal Comitato dei Distretti Integrati Rurali ed in Rete e Legambiente, si è passati, tra tante altre iniziative realizzate, anche all’espositore in bella mostra nel luogo dove il cibo e lo stile di vita mediterraneo, sono il manifesto per vivere sani. 

La Cesta della Biodiversità in esposizione al Museo della Dieta Mediterranea a Pioppi. Nella foto: Valerio Calabrese direttore del museo, e Rosa Pepe, agronoma del Crea Of Pontecagnano

La consegna ufficiale é avvenuta così anche simbolicamente: “Nei miei cammini, al di fuori dello sforzo fisico, do’ molta importanza al cibo – ha dichiarato Vienna Cammarota –  oltre ad essere senza pesticidi, deve fornirmi energia a livello muscolare per un maggiore rendimento. Ed ho aderito volentieri alla “cesta della biodiversità” per dare importanza a tutti quei piccoli e qualificati produttori che credono in un cibo sano”.

Il protocollo operativo rappresenta solo uno delle diverse intese già sottoscritte all’ interno del futuro Distretto  del Cibo delle Aree Interne e protette in Campania. 

Si ‘cammina’ così spediti verso la filiera integrata e trasversale, che oltre a mettere in rete i prodotti della biodiversità locale, ne mette insieme le competenze ed  i campi d’ azione legati al turismo “rigenerativo“, base anche della dieta Mediterranea.

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