Gioacchino Di Martino, la voce critica della Costiera che sapeva guardare lontano COPERTINA PRIMO PIANO TERRITORI di Maria Rosaria Sannino Scritto giovedì, 11 Giugno, 2026 17:23 Se oggi la Costiera amalfitana può ancora guardare il proprio mare senza l’ombra delle perforazioni petrolifere; se la sua bellezza non si esaurisce nei luoghi più esposti, fotografati e consumati; se sentieri, valloni, strade alberate, architetture rurali e paesaggi meno attraversati sono entrati nel racconto pubblico come parte essenziale della sua identità, lo si deve anche a persone come Gioacchino Di Martino. Persone che hanno avuto la pazienza di studiare e la forza di opporsi; che hanno saputo denunciare quando era necessario, ma anche accompagnare, raccontare; che hanno insegnato che difendere un territorio significa prima di tutto conoscerlo, attraversarlo con rispetto e quando occorre, restituirgli voce. Con la sua scomparsa, spentosi all’età di 82 anni, la Costiera amalfitana perde una voce capace di tenere insieme ambiente, storia, cultura, paesaggio e cittadinanza attiva, senza mai separare la difesa della natura dalla tutela dell’identità dei luoghi e dalla dignità delle comunità che li abitano. Gioacchino Di Martino il 5 giugno 2026, all’ultima edizione del Premio Francesca Mansi per l’Ambiente mentre premia la scuola di Positano L’ultima sua uscita pubblica è stata ad Atrani, nella Collegiata di Santa Maria Maddalena, durante la X edizione del Premio Francesca Mansi per l’Ambiente. Era affaticato ma ha voluto esserci. È rimasto per tutta la cerimonia, ha ascoltato i ragazzi, ha seguito le premiazioni, ha consegnato un riconoscimento agli studenti. Oggi quella presenza assume un significato ancora più profondo. Non era soltanto la partecipazione a un evento che riteneva meritorio. Era, quasi senza bisogno di parole, un passaggio di testimone. Come se dicesse ai più giovani: continuate voi, siate voi i custodi dell’ambiente, della memoria, della Costiera più fragile e autentica. Continuate voi le battaglie che hanno attraversato una vita intera.Capo cancelleria presso il Tribunale di Salerno, socio fondatore del Club per l’UNESCO di Amalfi, vicepresidente del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, già presidente del WWF Costa d’Amalfi, Gioacchino Di Martino ha attraversato decenni di vita pubblica con una coerenza rara: quella di chi non ha mai considerato il territorio come uno sfondo da ammirare, ma come un bene comune da conoscere, difendere e tramandare. Le battaglie per il territorio Tra le sue battaglie più note resta l’instancabile opposizione alla piattaforma petrolifera Elf, condotta insieme ad altre figure storiche dell’ambientalismo locale, tra cui il professor Carmine Conforti, in un lungo sodalizio civile e culturale che ha segnato una stagione decisiva per la difesa del mare della Costa d’Amalfi. Una battaglia che ancora oggi racconta bene il senso del suo impegno: impedire che la Costiera venisse piegata a interessi estranei alla sua fragilità e alla sua vocazione naturale.Ma Gioacchino non si è mai limitato alle grandi mobilitazioni. Ha fatto sentire la propria voce anche su questioni puntuali, spesso considerate minori, ma in realtà decisive per la qualità e l’identità del paesaggio: la salvaguardia delle alberate stradali, ritenute elementi insostituibili del disegno storico e ambientale della Costiera; la difesa dei sentieri; la tutela del mare; l’attenzione verso gli equilibri più delicati degli ecosistemi locali; l’incessante battaglia contro gli incendi estivi; l’impegno contro le gabbie dei tonni a Cetara; le denunce contro interventi ritenuti lesivi del patrimonio naturalistico e culturale; la petizione contro l’invasione dei pullman Gran Turismo sulla Statale Amalfitana. In un ultimo suo videomessaggio in occasione del progetto su i “The Greeners” (un gruppo di attivisti locali) ha lasciato una frase che oggi risuona come una sintesi della sua visione: “Non possiamo stravolgere la Costiera. È il traffico che deve adeguarsi alla Costiera”. In quelle parole c’è tutto il suo modo di intendere la tutela: non adattare la Costiera alle logiche del consumo, dell’urgenza, dell’assalto quotidiano; ma chiedere alle scelte pubbliche, alla mobilità, al turismo e allo sviluppo di rispettare la misura dei luoghi. Non forzare il territorio, ma ascoltarlo.A quelle battaglie si sono aggiunti, negli ultimi anni, altri fronti decisivi per il futuro della Costiera. Tra questi, l’impegno condotto insieme al “Comitato Tuteliamo la Costiera” per la difesa dell’habitat naturale dell’area del Demanio, interessata dal grande progetto per la realizzazione di un depuratore consortile. Anche in quel caso Gioacchino Di Martino richiamava l’attenzione sulla necessità di non sacrificare ambienti delicati e preziosi in nome di opere pensate senza un adeguato equilibrio con la natura dei luoghi.La stessa posizione critica e vigile lo ha accompagnato anche rispetto al progetto della galleria Maiori-Minori, che considerava un ulteriore rischio di stravolgimento del territorio. La sua contrarietà non nasceva da un rifiuto pregiudiziale delle soluzioni ai problemi della mobilità, ma da una convinzione profonda: la Costiera amalfitana non può essere adattata con interventi invasivi a un modello di traffico e di sviluppo che la consuma. Devono essere le scelte pubbliche, le infrastrutture e la mobilità ad adeguarsi alla fragilità, alla misura e all’identità della Costiera. La Costiera autentica dei sentieri, della biodiversità, della memoria Gioacchino è stato anche un narratore del territorio. Conosceva la Costiera nella sua dimensione più profonda: non soltanto quella delle vedute celebri, ma quella dei valloni, dei sentieri, delle architetture rurali, dei terrazzamenti, delle ginestre che colorano di giallo la costa, del falco pellegrino, delle specie rare, dei paesaggi nascosti che richiedono attenzione prima ancora che ammirazione.La sua passione per la biodiversità lo portò a raccontare e difendere luoghi preziosi come il Vallone Porto, habitat della rara salamandrina dagli occhiali, intorno alla quale condusse una battaglia di tutela che univa conoscenza scientifica, amore per la natura e senso civico.A questa stessa visione appartiene l’ideazione dei “Passeggi Segreti”, percorsi nati per far conoscere la Costiera meno nota, più autentica e meno consumata dalle immagini di superficie. Non semplici escursioni, ma cammini di conoscenza: itinerari tra storia, arte, natura, paesaggio e memoria, capaci di accompagnare residenti e visitatori lungo una Costiera diversa, spesso invisibile proprio a chi la attraversa ogni giorno.Quei percorsi, come il Sentiero dei Limoni e quello degli Eremiti, portati anche all’attenzione del grande pubblico attraverso la trasmissione Geo, hanno rappresentato una delle forme più efficaci del suo impegno culturale: insegnare a guardare. Per Gioacchino conoscere un luogo significava già cominciare a proteggerlo. Cultura, storia, cittadinanza Gioacchino Di Martino mentre mostrava i danni dell’ennesimo incendio estivo Il suo impegno non si fermava alla tutela ambientale in senso stretto. Gioacchino Di Martino aveva una visione larga della Costiera: paesaggio, lingua, tradizioni, storia locale, memoria collettiva, diritti dei residenti erano per lui parti di uno stesso patrimonio.Il contributo al portale A.L.E.C.A., l’Atlante Linguistico ed Etnografico della Costa d’Amalfi, testimonia la sua volontà di valorizzare anche gli aspetti più profondi e meno appariscenti della cultura millenaria locale. Così come la partecipazione ai programmi del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, dove intervenne su temi cruciali come il rapporto tra consumo e tutela della Costa d’Amalfi. Anche il volume “Maior-ando, itinerari di terra e di mare”, di cui fu coautore, racconta questo desiderio di consegnare al territorio strumenti di conoscenza, percorsi, chiavi di lettura. Non per nostalgia, ma per responsabilità.Tra i suoi desideri più recenti c’era anche quello di avviare una nuova battaglia di cittadinanza attiva: chiedere che i cittadini della Costiera non fossero equiparati ai turisti, che i servizi fossero giusti e consoni allo status di chi quei luoghi li abita, li vive, li attraversa ogni giorno per andare a scuola, al lavoro, a curarsi, a incontrarsi. Un tema oggi più che mai centrale, in una Costiera dove il diritto alla residenza, alla mobilità, alla casa e ai servizi essenziali rischia di essere schiacciato dalla pressione turistica e da una visione dei luoghi ridotta troppo spesso a destinazione.Anche in questo Gioacchino guardava avanti. La sua non era una difesa immobile del passato, ma una richiesta di futuro: una Costiera capace di restare comunità, e non soltanto scenario. L’ultima presenza al Premio Francesca Mansi Gioacchino Di Martino sempre presente al Premio Francesca Mansi per l’Ambiente Per questo la sua ultima apparizione pubblica al Premio Francesca Mansi per l’Ambiente assume oggi un valore particolare.Quel Premio, nato dalla memoria di Francesca Mansi e rivolto alle scuole della Costiera, ha sempre trovato in Gioacchino un sostenitore convinto. Perché parla ai giovani. Perché chiede agli studenti di osservare, studiare e raccontare il territorio. Perché trasforma la memoria in educazione ambientale, e l’educazione in cittadinanza attiva.Alla X edizione, dedicata proprio al tema della Costiera tra turismo, spopolamento, servizi, casa e futuro delle nuove generazioni, Gioacchino ha voluto esserci. Ha ascoltato le riflessioni dei ragazzi. Ha seguito le loro domande. Ha premiato chi, con occhi giovani, aveva provato a raccontare una Costiera che non vuole diventare soltanto cartolina, ma restare luogo vivo.Quella mattina, nella Collegiata di Atrani, la sua presenza aveva già il peso della testimonianza. Oggi appare come un ultimo messaggio pubblico: la tutela del territorio non finisce con chi l’ha praticata per una vita. Deve passare di mano, deve diventare coscienza collettiva, deve entrare nelle scuole, nelle istituzioni, nelle associazioni, nelle comunità. Il ricordo di chi ha condiviso il cammino Gioacchino Di Martino era “guida” esperta dei sentieri meno conosciuti della Costiera amalfitana. Qui durante un’escursione alla Valle delle Ferriere A ricordarne la forza civile è Secondo Squizzato, già sindaco di Cetara e socio fondatore, come Gioacchino, del Club per l’UNESCO di Amalfi.“Gioacchino era un combattente che non disdegnava di impegnarsi per ogni buona causa a tutela della natura e del nostro territorio. Un vero esempio di cittadino impegnato che ha voluto essere presente fino all’ultimo momento per testimoniare la sua partecipazione alle iniziative che riteneva meritorie. La Costiera amalfitana perde una voce critica capace di guardare lontano“.Parole che restituiscono con precisione il tratto forse più riconoscibile di Gioacchino: la capacità di non voltarsi dall’altra parte. Di esserci. Di prendere posizione. Di restare fedele a un’idea alta di cittadinanza.Profondo anche il cordoglio del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, di cui Gioacchino Di Martino era vicepresidente. Il Consiglio di Amministrazione e i soci tutti, affranti per l’improvvisa dipartita dell’amico e sostenitore, si sono inchinati “di fronte alla sua nobile figura e al suo alto esempio, dopo una vita vissuta da coraggioso, appassionato e perseverante difensore dell’ambiente e dei valori della tradizione identitaria della Costa d’Amalfi”, esprimendo alla famiglia il più accorato cordoglio. A ricordarne la presenza costante nei percorsi di conoscenza del territorio è anche Vincenzo Sannino, presidente di Acarbio, che in più occasioni ha condiviso con Gioacchino Di Martino incontri, passeggiate e momenti di approfondimento rivolti anche ai giovani e ai volontari europei: “Gioacchino era una di quelle persone che non parlavano del territorio da lontano: lo attraversava, lo conosceva, lo spiegava, lo difendeva. Tante volte è stato con noi, anche insieme ai ragazzi Erasmus, per raccontare la Costiera meno nota, quella dei sentieri, dei valloni, della memoria, della biodiversità e delle comunità. Con la sua presenza dava voce e volto a un associazionismo vero, fatto di conoscenza, passione, responsabilità e impegno gratuito. Per Acarbio resta un esempio prezioso di cittadinanza attiva e di amore concreto per la Costiera amalfitana“. Raffaella Di Leo, già presidente della sezione di Italia Nostra Salerno, e Michela Manzoni, presidente del Premio Francesca Mansi per l’Ambiente, che con Gioacchino Di Martino hanno condiviso negli anni attenzione, battaglie e impegno per la tutela del territorio, restituiscono un tratto essenziale della sua figura: “L’amico Gioacchino era un uomo buono e un cittadino esemplare, che amava e conosceva la Costiera come pochi. Per questo si dedicava alla cura quotidiana del territorio, al presidio e non all’assedio, con gentilezza e comprensione nei rapporti, massimamente nei confronti dei più giovani. Solo una settimana fa non è voluto mancare all’ultimo appuntamento con il mondo della scuola per rinnovare il patto tra generazioni: portare nel futuro la straordinaria eredità del passato”. La fermezza delle battaglie non era mai separata da una profonda umanità. Gioacchino sapeva opporsi, denunciare, richiamare alla responsabilità, ma lo faceva con la consapevolezza di chi non difendeva un’idea astratta di paesaggio, bensì un territorio vivo, fatto di persone, memorie, storie, futuro. Gli scritti di ÉCostiera da ritrovare Gioacchino Di Martino durante i 50 anni del Centro di Cultura e Storia Amalfitana Gioacchino Di Martino ha scritto molto. Anche sulle pagine cartacee di e’Costiera, come collaboratore fin dal primo momento, ha lasciato articoli, riflessioni, racconti e approfondimenti che meritano oggi di essere riletti. Sono frammenti di un lavoro paziente, fatto di ricerca, osservazione, denuncia, amore per la biodiversità e per la cultura locale.Per questo, in suo onore, e’Costiera pubblicherà gradualmente alcuni dei suoi scritti, restituendo ai lettori il valore di una visione che non ha mai separato la bellezza dalla responsabilità, la conoscenza dalla tutela, la memoria dall’azione.Saranno pagine dedicate alla biodiversità, alla salamandrina, al falco pellegrino, alle ginestre, ai sentieri, alle alberate, ai paesaggi nascosti, alle battaglie civiche, alla Costiera che resiste e chiede di essere compresa prima ancora che visitata.Rileggerle significherà continuare ad ascoltare una voce che non si accontentava dell’immagine esteriore dei luoghi, ma ne cercava l’anima. Una voce che resta La Costiera amalfitana perde una memoria storica preziosa, perde un uomo capace di camminare dentro i luoghi e, allo stesso tempo, di guardarli da lontano, con la lucidità di chi comprendeva i rischi prima che diventassero irreversibili.Ma Gioacchino Di Martino lascia anche un’eredità esigente. Lascia battaglie da continuare, sentieri da percorrere, articoli da rileggere, domande da non archiviare, una visione di Costiera che non può essere ridotta a consumo, traffico, cartolina, rendita o spettacolo.Lascia soprattutto un’idea di cittadinanza attiva che oggi appare più necessaria che mai: abitare un luogo significa averne cura. Difenderlo. Conoscerlo. Pretendere servizi giusti per chi ci vive. Proteggere la natura senza dimenticare le persone. Conservare la memoria senza rinunciare al futuro.L’ultima immagine pubblica di Gioacchino Di Martino resta quella di Atrani, tra i ragazzi del Premio Francesca Mansi per l’Ambiente.Affaticato, ma presente. Fino all’ultimo accanto alla Costiera. Fino all’ultimo dalla parte di chi dovrà custodirla domani. “Spero che non venga mai dimenticato il suo impegno”, ha scritto la figlia Valeria in queste ore. È forse questo, oggi, il compito più importante. Non lasciare che l’impegno di Gioacchino Di Martino resti confinato al ricordo di chi lo ha conosciuto, ma trasformarlo in memoria viva, in coscienza pubblica, in responsabilità condivisa. Rileggere i suoi scritti, ripercorrere le sue battaglie, continuare a interrogarsi sul futuro della Costiera significa rispondere a quel desiderio con un impegno concreto. La Costiera non diventi solo cartolina: la lezione dei ragazzi Costiera amalfitana, la preside Astarita: “Premio Mansi sull’ambiente riferimento per la scuola” Erasmus, The Greeners: Costiera amalfitana è anche la sua strada Autore Maria Rosaria Sannino Giornalista professionista, cronista, reporter di viaggi, appassionata di fotografia e reportage. Visualizza tutti gli articoli