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Megara Iblea: ritrovamenti a Sonatrach e nel parco buttano i water

AUGUSTA – Una discarica abusiva di materiali edili, comprensiva di vecchi water smaltiti come capita proprio nel sito della colonia greca. Reperti millenari che emergono dai lavori per gli impianti petrolchimici, di cui la direzione del Parco archeologico ha solo notizie sommarie. Ritrovamenti casuali di notevole importanza storica regolarmente rilevati e catalogati, ma che stranamente restano avvolti da una spessa coltre di riservatezza. Non è solo dalle nebbie del passato, che l’Archeoclub di Augusta cerca di far emergere Megara Iblea. La tre giorni di studi ed eventi organizzati nell’antiquarium dell’antica città, dal 12 al 14 giugno, vuole proprio accendere i riflettori su questa città morta dalle caratteristiche straordinarie. Adesso inserita ufficialmente nel calendario dell’Ue riservato alle Giornate europee dell’archeologia. Un giacimento culturale ancora tutto da scoprire, dopo ottant’anni di scavi quasi pionieristici della Scuola francese, ma soprattutto da valorizzare. Perché nonostante sia famoso in tutte le università del pianeta, come primo esempio di insediamento secondo i canoni della moderna urbanistica, resta sistematicamente fuori da tutte le promozioni turistiche. Un fiore all’occhiello trattato quasi fosse un fastidioso corpo estraneo, in quella porzione di territorio comunale destinato alla raffinazione petrolifera e allo smaltimento dei rifiuti industriali.

Parco archeologico Leontinoi-Megara: il direttore all’oscuro della villa romana dentro Sasol.

sopra lo stabilimento Sasol di Augusta, in copertina il sito archeologico di Megara Iblea.
Agostino Messana e Mariada Pansera.

Il programma delle manifestazioni nell’area archeologica è stato presentato il 6 giugno, con una conferenza stampa al circolo Umberto Primo. Ed è dal nuovo direttore del Parco archeologico di Leontinoi-Megara, che arriva la notizia dei nuovi reperti venuti alla luce fra gli impianti della Sonatrach. “Mi hanno dato comunicazione ma devo ancora approfondire”, si schernisce Agostino Messana, in risposta alle domande dei cronisti. Il funzionario regionale è un agronomo anziano del dipartimento Risorse agricole, da un anno mandato a gestire quei figli di un dio minore che sono gli scavi nel comune lentinese e in quello augustano. In effetti ce la mette tutta per onorare il difficile compito, prima che vadano in pensione due dei quattro custodi ancora in servizio. Ma nessuno deve averlo adeguatamente messo al corrente, su tutto ciò che deve tenere sotto controllo. Perché ammette di non sapere nulla della villa romana dentro la Sasol, da tempo portata alla luce ma praticamente sconosciuta da chi non lavora nello stabilimento. Un ritrovamento di circa mille metri quadrati, nella zona est degli impianti petrolchimici. Al momento un unicum per il territorio comunale, anche se potrebbero non essere le uniche vestigia romane intorno l’abitato di Augusta

Sito megarese scollato dalla città per i silenzi su ritrovamenti greci e romani sotto il castello.

sopra e sotto, la relazione dell’archeologa Alessandra Castorina sui saggi di scavo nel castello svevo.

I saggi effettuati nel cortile del castello svevo durante i restauri del 2022, infatti, hanno trovato mura che a una prima valutazione sono apparse di epoca imperiale. Confermando sostanzialmente le fonti storiche che indicavano l’esistenza di una torre bizantina nel sito scelto da Federico Secondo per essere fortificato. Ma è negli strati sottostanti sono emersi chiari resti di età greca, fra cui quelli che sono stati interpretati appartenere a una fabbrica di ceramica dalle discrete capacità produttive. Ritrovamenti sorprendenti, tuttavia compatibili con i frammenti di vasellame trovati a suo tempo vicino le mura della fortezza federiciana, attualmente esposti al museo della Piazzaforte ospitato nel pianoterra del palazzo municipale. Eppure la soprintendenza di Siracusa non ha reso pubblici quei pezzi di storia della città attuale, evidentemente molto più collegata sia alla colonia greca che al successivo insediamento agricolo di Roma, di quanto finora si sia sospettato. Il direttore del parco archeologico comunque ha promesso di integrare questi studi nelle attività di valorizzazione del sito madre.

Messana scopre discarica abusiva di rifiuti edili nell’area archeologica: non c’è recinzione.

i reperti di età greca esposti al museo della Piazzaforte.

Questi nuovi ritrovamenti nella piazza d’armi del castello, presenti anche nei saggi effettuati nei saloni interni, sono stati ricoperti mentre la relativa relazione archeologica è stata seppellita negli archivi delle Belle arti. Nel frattempo il sito madre di Megara Iblea paga lo scollamento, fisico e istituzionale, con la comunità augustana. Al punto che una ditta edile locale, come racconta Messana, aveva pensato di scaricare i detriti in pieno parco archeologico. Alla fine è stata individuata e invitata a bonificare subito. “Pensavano fosse una campagna abbandonata – aggiunge il direttore – perché non c’è una recinzione”. Come non c’è adeguata segnaletica per trovare la strada senza perdersi fra i capannoni dell’Asi, né una viabilità adatta alle auto con le normali sospensioni, figurarsi un bookshop per documentarsi sul sito. “Nell’ultima settimana abbiamo avuto un incasso biglietteria di 24 euro”, dice ancora il dirigente regionale. Un cane che si morde la coda: pochi visitatori significa zero autosufficienza e risorse esterne indirizzate dove c’è maggiore afflusso, ma se non si investe per la fruibilità gli unici turisti possibili sono i solitari che si avventurano alla Indiana Jones

Giornate europee dell’archeologia 12-15 giugno, Archeoclub: scavi di Augusta fra le sedi Ue.

Iniziativa di Archeoclub Augusta per valorizzare il sito archeologico di Megara Iblea.
ceramiche rinvenute dagli scavi della Scuola francese.

La Regione Siciliana, dove il suo fiume di denaro per la cultura finisce quasi tutto in spettacoli di una notte o in sagre di un paio di serate, qui destina solo qualche briciola per la manutenzione ordinaria e per preservare la pavimentazione ellenistica musiva. Per tutto il resto si spera nel partenariatocol privato. “Tuttavia il supporto del volontariato da solo non può bastare”, commenta Mariada Pansera, presidente della sede Archeoclub augustana. La onlus si spende affinché il sito resti vitale con i visitatori, non solo con gli archeologi francesi che ancora scavano con risultati sorprendenti. Inserirlo fra le sedi delle Giornate europee dell’archeologia ha trasformato l’iniziativa nel festival dell’antica città, e della koinè greca che ne impregna tanto le pietre quanto le menti delle genti oggi chiamate a custodirle. Nel programma ci sono conferenze di esperti, dibattiti fra studiosi, presentazioni di libri, proiezioni di pellicole a tema, mostre di rare incisioni. C’è pure il  Kamishibai, teatro di carta ispirato alla storia della nascita di Megara Iblea e antichi miti greci, che ha coinvolto i ragazzi disabili dell’associazione “La dimora della virtù”. Si inizia venerdì alle 17,30, si prosegue sabato e domenica con le visite guidate di mattina, mentre gli appuntamenti culturali sono nel tardo pomeriggio. La conclusione col buio, sotto il cielo stellato. Sperando nella buona stella di un vento d’Oriente che porti i sentori millenari di Grecia, tenendo lontani quelli contemporanei rilasciati dalle raffinerie durante il week end.

Autore

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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