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Duomo di Siracusa: un viaggio nel tempo con i suoi 2500 anni

E’ un viaggio nel tempo quello che regala il Duomo di Siracusa. 2500 anni di storia ricordati in diversi eventi, come  il videomapping apparso per diversi giorni sul laterale e la facciata del monumento che ha “sottolineato” ancora più marcatamente come lì c’è ancora traccia del tempio greco con le sue maestose colonne. 

Qui prima si pregavano gli dei dell’Olimpo, poi il Dio cristiano, poi il culto musulmano (nel IX secolo diventando una moschea araba) e poi di nuovo quello cristiano.

Il duomo di Siracusa è un luogo della memoria dove queste tracce sono ancora leggibili sia fuori che dentro l’Athenaion costruito nel 480 a.C. L’anima greca è ancora qui, con le sue colonne, il suo perimetro mantenuto nella sua forma originaria, la sua pietra bianca e calda. E tutto ciò è davvero unico al mondo con la sua memoria di tempio, moschea e chiesa. Un patrimonio Unesco che una ricostruzione virtuale del Cnr ha così fatto rivivere l’intera originaria architettura. 

L’interno del Duomo di Siracusa

Ha contribuito a far ricordare la sua storia, Giuseppe Voza, per anni soprintendente alle Antichità della Sicilia orientale, continuatore ideale degli archeologi Paolo Orsi e Luigi Bernabò Brea.

Con il suo volume “Nel segno dell’antico – Archeologia del territorio di Siracusa” ha evidenziato non solo l’importanza della Sicilia nella storia del Mediterraneo (“La storia si spiega con la geografia” – ha dichiarato lo stesso Voza durante la serata-evento dedicato al Duomo di Siracusa), ma anche l’esempio unico al mondo di come il Duomo rappresenti uno stretto rapporto tra costruzione nel tempo e valorizzazione con l’uso.

Epicentro sia fisico che spirituale della città.

E pensare che la stessa città di Siracusa, (l’isola di Ortigia), ha mantenuto il suo originale impianto greco. La struttura urbanistica di Manhattan ad esempio è la stessa di Ortigia. Dopo migliaia di anni, anche questo è un segno di come l’antichità non è sinonimo di vecchio. 


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