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Di Pietro antifascista? Art1 e Diem25: cittadinanza a Segre e non al Duce

AUGUSTACettina Di Pietro a fine mandato si “scopre” antifascista, e vola a Milano per marciare a sostegno della senatrice Liliana Segre. Ma non fa neppure in tempo a rientrare ad Augusta, che si trova sul tavolo la mozione per togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e darla all’ebrea scampata ad Auschwitz. Dove era stata deportata da ragazzina a causa delle leggi razziali, promulgate proprio dal primo forestiero diventato augustano (ad honorem) che si è fatto chiamare esplicitamente Duce. Articolouno e Diem25 hanno subito chiamato la sindaca alla prova dei fatti, dopo averla vista immortalata nel corteo che cantava Bella ciao

La sindaca sfila con la senatrice ma non pubblica nulla.

Sopra e copertina e sotto, Di Pietro nel corteo.
(foto tratte da Il Giorno)

Di questa trasferta milanese della prima cittadina, con tanto di fascia tricolore, però non c’è traccia nella pagina Facebook usata per le comunicazioni istituzionali. Strano, per una grillina sempre così presente sui social. E che non ha avuto problemi a intrufolarsi fra gli altri 600 sindaci, per farsi fotografare dai media nazionali a due passi dalla parlamentare che gira sotto scorta per le minacce antisemite. E’ su questo silenzio pubblico su un viaggio probabilmente pagato con la carta di credito comunale, che l’11 dicembre è piombato il testo della mozione sottoscritta da Giancarlo Triberio, Franco Lisitano e Giuseppe Schermi. Un documento forte, nelle intenzioni e nei contenuti, che adesso deve essere sottoposto all’approvazione del consiglio comunale dove spadroneggia la maggioranza 5 Stelle. Ovviamente, sempre se ci arriva prima delle amministrative 2020.

Triberio: testimonianza positiva, ora sia conseguente.

“Alla marcia di Milano a sostegno della senatrice ebrea sopravvissuta ai campi di concentramento e bersagliata da rigurgiti antisemiti, come sindaco, avrei mandato un assessore ugualmente degno di rappresentare il Comune e sarei rimasto in città a risolvere la grave emergenza idrica nel centro storico e in borgata“, scrive Triberio, a margine della mozione. “Comunque la scelta della sindaca di testimoniare personalmente l’antifascismo di questo Comune, non può che essere accolta positivamente”, aggiunge l’esponente di Articolouno. Concludendo come “ora occorre che sia conseguente, e si attivi per dare continuità e concretezza alla sua testimonianza nella marcia dei sindaci contro l’odio razziale e l’antisemitismo.

“Togliere a Mussolini e dare a chi spedì ad Auschwitz”.

Da Fb, la mozione sulla cittadinanza a Segre

La mozione osserva che se “il Comune ha sentito il dovere civile e morale di presenziare con la propria sindaca alle manifestazione contro l’antisemitismo e in solidarietà della senatrice sopravvissuta ad Auschwitz, diventa logica la necessità di impegnare l’amministrazione “a revocare la cittadinanza onoraria al Duce, simbolo e protagonista di una fase vergognosa della nostra storia, il cui perdurante ricordo ufficiale contribuisce ad alimentare pericolosi rigurgiti revisionisti e nostalgici“. Triberio e Lisitano, insieme a Schermi di Diem25, chiedono di conferire invece quel riconoscimento fortemente simbolico “all’ebrea italiana scampata ai campi di concentramento, quale testimonianza vivente degli orrori che può perpetrare la disumanità quando diventa ideologia politica“. La mozione non attribuisce alla cittadinanza onoraria per l’ebrea Segre solo il carattere di un doveroso “risarcimento” morale, da parte di una città che ancora “onora” il mandante dei suoi aguzzini dell’adolescenza. Ma le assegna pure un valore attuale, perché la definisce ambasciatrice di tutte le donne protagoniste di una cultura di libertà e tolleranza“. 

Svolta ideologica della grillina nella città di Casaleggio.

Molti ancora ricordano quando Di Pietro minacciò lo sciopero della fame direttamente sul blog di Beppe Grillo, se continuavano a far sbarcare migranti ad Augusta. Oppure quando fu l’unico sindaco della zona a non chiedere di aprire il porto alla Sea Watch, per far scendere i 47 africani lasciati fuori della rada all’acqua e al vento dell’inverno. Il Comune amministrato dalla grillina, inoltre, non ha mai celebrato il 25 aprile con manifestazioni ufficiali. Per questo la sua presenza nella marcia antifascista del 10 dicembre è significativa: ma di cosa? Perché Milano è anche la sede della Casaleggio, cuore e cervello dell’intero Movimento 5 Stelle. E Di Pietro non sarebbe rientrata in città, la mattina dopo la manifestazione. Questo almeno è quanto hanno spiegato al Comitato commercianti, che in mattinata doveva incontrarla per “avere una risposta” sulla perdurante emergenza acqua nell’isola.

“E’ ancora a Milano”, salta l’incontro coi commercianti.

I volenterosi esercenti del centro storico ci hanno messo faccia e soldi, per organizzare le manifestazioni natalizie al posto di un Comune latitante. E si erano lanciati nell’allestimento del programma, dopo che l’amministrazione li aveva rassicurati sull’imminente soluzione del problema acqua potabile. Scoprendo poi a proprie spese che a Palazzo non gliel’avevano raccontata tutta. Anzi, non gliel’avevano raccontata per niente. Quando l’acquedotto ha iniziato a sputare fango proprio sotto Natale, i nervi sono spuntati a fior di pelle. Anche perché i residenti esasperati da quasi due mesi di acqua minerale, li hanno iniziati a bersagliare sui social per la passività nei confronti di un Palazzo ampiamente inadempiente. La presidente Elvira Cappelleri dice che il Comitato“pretende risposte, vogliamo parlare solo con la sindaca non con l’assessore”, ma comunque andrà avanti con la Notte bianca. Nel frattempo la Misericordia ha assicurato quel servizio sostitutivo, che il Comune le ha chiesto di attivare dopo un mese e mezzo di emergenza.

La Misericordia copre l’emergenza acqua al 0931991717.

La lettera della Misericordia
Sotto, il post scopiazzato

La Fraternità assicura la fornitura d’acqua alle famiglie con disabili o allettati, e alle case di riposo. Il numero della sala operative è 0931 991717. La circostanza curiosa, in una vicenda che di “curiosità” ne ha pure troppe, è che il testo del governatore Marco Arezzi viene ripreso copia-incolla dall’assessora ai Lavori pubblici, Roberta Suppo. E diffuso dall’amministrazione come fosse di propria formulazione, omettendo ovviamente firma e paternità. In sostanza, dal Palazzo non hanno fatto neanche lo sforzo di fare un comunicato proprio. O di avere l’onestà intellettuale di indicarne le fonte. La scopiazzatura pari pari dalla Misericordia spacciata per propria, forse è un riflesso residuato dalle vecchie abitudini scolastiche degli amministratori 5 Stelle. Solo che gli utenti inferociti sono meno indulgenti dei loro ex docenti. Manuel Mangano ha perciò organizzato, per le 9,30 del 13 dicembre, un sit in in piazza Duomo. E’ presidente di Bella storia, nonché fra i primi ad aderire a Italia viva, ma quella manifestazione di protesta l’ha promossa “come libero cittadino perché ci servono risposte”.

Sit in di protesta organizzato da Mangano per il 13.

La comunicazione di Mangano per il sit in.

Le domande sono quelle che si pongono tutti da settimane. “Perché il Comune non ha predisposto un servizio di fornitura attraverso autobotti. Perché dopo 45 giorni non ci sono affissioni sul divieto di potabilità dell’acqua. Perché non si ha una data di quando dovrebbero concludersi i lavori di ripristino del pozzo alla Villa”. Poiché sono interrogativi che nemmeno un consiglio comunale straordinario è riuscito a chiarire, difficilmente una protesta di piazza troverà risposte. Ma in quella manifestazione c’è anche qualcosa in più. “C’è la necessità di un rimborso forfettario per chi sta subendo disagi, senza aspettare le riduzioni su bollette che arriveranno fra anni”. Mangano la scuola di politica non l’ha fatta sul Blog, bensì nel circolo di un partito con consolidata cultura di governo come il Pd. E’ giovane, ma ha già letto chiaramente la logica che sta guidando l’amministrazione Di Pietro in questi ultimi mesi di mandato:“Tutto ricadrà sui bilanci della prossima amministrazione”.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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