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Pullman in Costiera, si rischia caos su caos. Le ditte trasporto pronte a bloccare la 163 Amalfitana

Caos pullman Gran Turismo sulla Costiera amalfitana?

Cambiate gli orari della Sita, mettete varchi d’ingresso col ticket, aumentate gli ausiliari del traffico, e fate multe a tutto spiano alle auto in sosta sul bordo strada: e se non ci fate lavorare in santa pace, non faremo passare più nessuno.

Si può sintetizzare così la lunga lettera delle 9 ditte di trasporto con sede operativa nella Costa d’Amalfi, inviata il 28 marzo al Prefetto di Salerno. Un documento che si conclude con la “minaccia” del blocco totale sulla Statale 163, indirizzato anche alla Provincia, all’Anas, ai sindaci dei 13 comuni, alla Confesercenti, alla Federalberghi, ai commercianti della Cidec e della Confcommercio. 

Le aziende proprietarie di 61 pullman entro i limiti permessi di 10,36 metri, ma che fanno anche circolare 17 torpedoni da 12 metri grazie alle deroghe ottenute, si scagliano contro le 13 amministrazioni comunali. “Diffidando” i sindaci, e le altre autorità competenti,  “ad adottare ulteriori provvedimenti che siano pregiudizievoli dei loro diritti ed interessi”.

La “sollecitazione a trovare una soluzione che garantisca la prosecuzione dei servizi resi” è stata inviata per la pubblicazione a “Positano News”, testata che sin dall’inizio si è schierata per una soluzione radicale al problema bus sulla Statale 163. 

Nessun invio invece alle 8 associazioni culturali e ambientaliste della Costiera, costituitesi in un coordinamento e che hanno lanciato la petizione il 9 marzo sulla piattaforma change.org,  e che ha già toccato quota 8800 firme. Molte provenienti anche dall’estero (Germania, Inghilterra, Francia, Stati Uniti) indice di quanto la problematica non sia sentita solo dai residenti. Ma sia acutamente avvertita anche dai turisti. Cioè da quegli stessi visitatori che, secondo il documento delle locali ditte trasporti, verrebbero messi in fuga da una Statale resa accessibile solo ai pullman più a misura di sede stradale.

Infatti – spiega Andrea Cretella, presidente di Mani Pulite – bisogna applicare il codice che prevede che una carreggiata debba essere di almeno 7 metri e 50 per poter far circolare due autobus in entrambi i sensi di marcia. Semplicemente bisogna far rispettare la sicurezza stradale che non c’è”.

I proprietari dei bus cercano di far scendere al loro fianco pure quelle categorie produttive che – a loro dire – verrebbero danneggiate da un traffico regolato riguardante questi mezzi di grandi dimensioni. E li sollecitano a “ prendere coscienza dell’importanza del servizio reso dalle società locali e di  trovare una soluzione che garantisca la prosecuzione dei servizi  resi”. Dicendo che l’attuale trasporto “apporta benefici economici rilevanti  anche alle attività commerciali ed alle attività ricettive ;  conseguentemente si determinano incassi  anche in favore degli Enti che beneficiano, ad esempio di tasse di soggiorno”.

Una visione che tuttavia incentiva un turismo di “bassa qualità”, che sul territorio lascia i pochi euro di un panino e di un souvenir magari anche “made in China”.

 “Quello che non si riesce a far comprendere è che si tratta di un problema di sicurezza della popolazione – evidenzia Cretellaed è questo quello che ci deve stare più a cuore”. Situazione che le 9 ditte pullman della zona intendono “esasperare” proprio in alta stagione.

La lunga lettera degli imprenditori locali del trasporto è  pubblicata integralmente in coda, con i dettagli della proposta alternativa a quelle della petizione popolare. Il documento delle aziende si conclude con una avvertenza: se le loro previsioni di fatturato dovessero essere ridimensionate da nuovi provvedimenti presi, “costringerà  le esponenti  società  a bloccare ogni tipo di trasporto, nel periodo di alta stagione e festivo”.

Per firmare la petizione STOP AI PULLMAN GRAN TURISMO LUNGO LA STATALE AMALFITANA

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