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Augusta 5 Stelle: obbligo trasparenza, ma solo per la spazzatura di casa

AUGUSTA“Ecologia cittadina affidata ai post di Facebook: la politica da bar di questa amministrazione continua a sorprenderci”. Inizia in modo graffiante il comunicato diffuso da Giuseppe Di Mare, consigliere di #perAugusta, sul nuovo divieto di usare sacchi opachi per l’indifferenziata, emanato via social dall’assessore M5s all’Ambiente, Danilo Pulvirenti. Una decisione dettata dalla necessità di elevare la quota di differenziata, ancora molto al di sotto degli obiettivi. Che tuttavia fa discutere accesamente per le implicazioni sulla privacy che comporta l’obbligo di usare materiale trasparente per gettare la spazzatura di casa. A seguire una breve nota di commento.

LA NOTA Nella Repubblica Indipendente della Banane, instaurata dai 5 Stelle all’ombra della Porta Spagnola di Augusta, accade che un Assessore chiamato da Catania decida, dalla sera alla mattina, di occuparsi della trasparenza. Ma non quella con l’hashtag, opportunamente ridimensionata appena occupata la Poltrona. Bensì di quella dei sacchetti per la monnezza. Il Grande Fratello comunale vuole sapere per filo e per segno, in nome dell’Ecologia e delle quote regionali per la differenziata, cosa ognuno sta buttando via.

Vietatissimi gli involucri neri che possono nascondere spazzatura non autorizzata dai nuovi spartiati che fanno i regolamenti. L’editto di Danilo Pulvirenti è stato scolpito il 26 marzo su Facebook, agorà virtuale che ha sostituito albo pretorio e manifesti di avvisi al pubblico. L’Ordine alla popolazione tutta parla chiaro: tutto si deve vedere. Quanto si getta via deve stare sotto gli occhi di tutti. Poco importa se il Garante della Privacy ha detto che i Comuni non lo possono fare, se non in casi molto limitati e con procedure particolari. Quelle indicazioni per tutelare la sfera privata risalgono al 2005, cioè ai famigerati “governi precedenti”. E quindi sono quanto meno obsoleti, se non dettati dagli interessi oscuri dei poteri forti che si nascondono dietro la vecchia politica “che si è mangiata un Paese”.

Il Nuovo che basta e avanza farà scomparire l’arte delle portinaie, protagoniste di tante commedie dialettali, che fino ad oggi erano depositarie uniche dei segreti contenuti nei bidoni dei condòmini. Dai quali trarre indizi per dedurre con logica sopraffina, che stupirebbe persino il dottor Watson, le fortune economiche e persino sentimentali delle famiglie amministrate. Ora chiunque passi davanti casa si può cimentare al piccolo Sherlock Holmes. Gioco particolarmente divertente specialmente per coloro che girano armati di smartphone perennemente collegato ai social, dove postare subito le prove fotografiche delle proprie scoperte.

l’ispettore Clouseau e la Pantera Rosa

Un Divieto che si rispetti però richiede anche una punizione esemplare. Solo che non disponendo (ancora) di un occhio elettronico per ogni mastello, il Palazzo grillino ricorre a quelli biologici dei propri vigili urbani. Che con prussiana efficienza, già da qualche giorno, stanno nottetempo scoperchiando i bidoni dei negozi per fare le pulci alla monnezza contenuta. E sono guai per i bottegai, se gli ispettori Clouseau comandati dall’amministrazione pentastellata trovano una carta, un vetro, una plastica o un’arancia in mezzo all’indifferenziato. I 100 euri di multa a termini di legge si materializzano più velocemente della pattuglia chiamata per sanzionare le auto in doppia fila.

Quante unità della polizia locale siano state distolte dal controllo del traffico, o dell’abusivismo edilizio nelle contrade di Agnone, o del commercio ambulante senza certificazioni sanitarie, non è dato sapere. Per la politica del Cambiamento è più importante dare prova che non si fanno favoritismi. Nel caso i commercianti possano pensare di godere di un occhio di riguardo solo perché, gira e rigira, il Comune chiede loro di organizzare gli eventi al posto dell’Assessorato alla Cultura.

il consigliere comunale Peppe Di Mare

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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