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Capriolo italico, a Cerreta Cognole il centro di riproduzione regionale della Campania

Il progetto contro l’estinzione del Capriolo Italico ha previsto le prime liberazioni presso la foresta di Cerrata Cognole agli inizi del 2015, raggiungendo un nucleo di 11 animali che vengono continuamente controllati dagli zoologi dell’Istituto di Gestione della Fauna, che cura l’assistenza tecnica del nuovo centro di riproduzione regionale del capriolo realizzato dalla Regione Campania.

Il Capriolo italico è un ceppo genetico di questa specie, tipico dell’Appennino Italiano, le cui popolazioni sono estinte in buona parte del suo areale originario, ad eccezione di piccoli nuclei sopravvissuti sul Gargano, sui Monti di Orsomarso in Calabria e nella tenuta Presidenziale di Castelporziano. Un nucleo più consistente è invece presente nelle province di Grosseto e Siena, da dove provengono gli individui reintrodotti circa 10 anni fa nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che hanno ricostituito popolazioni stabili nell’area protetta costituendo attualmente l’unico nucleo selvatico presente in Campania.

Per estendere l’areale del Capriolo italico in Campania nei territori in cui era presente fino agli anni ’50, l’Assessorato all’Agricoltura e le Foreste della Regione Campania, tramite il Servizio Provinciale Territoriale di Salerno, ha realizzato un progetto di riproduzione allo stato semilibero utilizzando proprio gli spazi della Foresta Demaniale Cerreta Cognole, utilizzata in passato per la produzione di cinghiali, cervi e daini.

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