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L’Oro campano si ferma anche ad Eboli

L'oro si è fermato ad Eboli

Ma quanto “oro” c’è in Campania? I dati parlano chiaro: sono circa 2300 imprese impegnate nella produzione e nel commercio, divise tra le aree di Napoli, Marcianise (Caserta) e Torre Del Greco (Napoli). Con un’occupazione tra le più elevate del territorio e un indice di esportazione in crescita nell’ultimo anno: sono questi i numeri principali del Distretto orafo campano, specializzato nella lavorazione non solo dell’oro e dell’argento, ma anche del corallo e del cammeo.

Ed ora questo comparto, con la mostra Orafa che si terrà a novembre, approda anche ad Eboli grazie al maestro orafo Rosmundo Giarletta, portavoce regionale degli Orafi della CNA Campania. Non a caso il progetto si chiama “L’Oro si è fermato ad Eboli” ed è stato presentato nelle sale del Museo Archeologico.

Un progetto che vede insieme partner importanti: il Comune di Eboli con il Sindaco Massimo Cariello, la Soprintendenza Beni Culturali- Polo Museale Campano-Museo Archeologico di Eboli, con la Direttrice Giovanna Scarano, la Camera di Commercio di Salerno con il Presidente Andrea Prete e la Confederazione Nazionale dell’Artigianato rappresentato da Andrea Santolini.

L’oro si è fermato ad Eboli: evento dedicato alla valorizzazione dell’arte orafa campania

 “Nelle mie opere parto sempre da una traccia del passato, alla ricerca della mia identità – ha dichiarato l’artefice e ideatore del progetto il maestro orafo Rosmundo Giarlettasono stato anche io ragazzo e oggi ho il dovere di essere al loro servizio perché loro sono il nostro futuro”.

Tutto ciò è collegato con il Progetto Gold Nazionale del comparto Orafo del CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato,  e coinvolge i territori dove si lavora il metallo prezioso da Vicenza a Valenza Po (Alessandria).

La presentazione de l’Oro si è fermato ad Eboli

Merito va riconosciuto all’assessore alle attività produttive del Comune di Eboli Giovanna Albano sempre pronta nel cogliere e sostenere azioni di grande spessore.

Le scuole coinvolte sono il Liceo Artistico Sabatini Menna di Salerno, il Liceo Artistico Carlo Levi di Eboli, l’Istituto Professionale per l’Industria e Artigianato Trani di Salerno.

Gli studenti sono stati ‘accompagnati’ a visionare, presso il Museo Archeologico Nazionale della Siritide – Policoro (Mt), la tomba dell’Orafo, risalente al II sec.a.C. e corredi funerari di straordinaria importanza e ad approfondire la conoscenza anche di quanto custodito nel Museo Archeologico Nazionale di Eboli e della Media Valle del Sele con sede nel Complesso di San Francesco.

L’intento è quello di accompagnarli attraverso la conoscenza e l’osservazione dei reparti archeologici e di trarre ispirazione e progettare i loro gioielli.

Lo studio della mitologia alla base della progettualità. Ne abbiamo visti tanti. Ogni studente ha presentato il proprio progetto con tavole e disegni curati nei minimi particolari.

Probabilmente non tutti i prototipi verranno  realizzati ma un importante obiettivo è già stato raggiunto: accompagnare i ragazzi in un percorso che stimoli la curiosità e la conoscenza.

La cultura come ancora di salvezza alla quale affidare la speranza di una rinascita della nostre società.

Educare  alla bellezza. 

Coinvolta nel progetto La Scuola d’Alta Formazione Orafa- Tarì Design School.

La presentazione di un lavoro per l’Oro si è fermato ad Eboli

Bellissimo questo percorso – ci raccontano alcuni ragazzi coinvolti – ci ha portato così a progettare e soprattutto a realizzare  alcuni pezzi”. E ne abbiamo visti qualcuno dal vivo.

Atena la Vergine in argento e rame; Hera la sposa, in rame; Demetra l’anziana, in ottone.

Tre opere a voler sottolineare la Cultura matriarcale dall’antica Grecia.

Così come “Il Rapimento di Persefone” negli  orecchini L’Inganno, in tessitura di perline.

Un paio di orecchini stupendi in cui è riprodotto il narciso alle cui punte sono incastonati i sei chicchi di melograno che, secondo il Mito, mangiati dalla Dea la costrinsero a rimanere per sei mesi nel regno di Ade.

Orfeo ed Euridice che vengono rappresentati su una spilla: un’opera innovativa che dotata di un meccanismo  rende bene il momento in cui Orfeo è costretto a lasciare la mano di Euridice che viene risucchiata nel regno delle tenebre, struggente.

Il Tempio di Hera: qui diventa un anello di argento con la riproduzione delle colonne del maestoso Tempio di Paestum e il richiamo al Melograno. 

La vera innovazione – conclude Rosmundo – non è la tecnologia, ma è il passato che non scompare mai e che bisogna portare nel mondo. Come artigiani e artisti dell’oro dobbiamo tornare ad essere consapevoli della nostra arte. I musei sono il nostro tesoro ma quel tesoro è stato fatto dagli artigiani”.

Il Magister un tempo era nelle università medievali e rinascimentali, chi aveva titolo per insegnare nelle facoltà universitarie o anche titolo accademico medievale per chi terminava con successo gli studi presso la facoltà delle arti.

Ed ora il “Magister”  Rosmundo Giarletta sta facendo scuola, in questo la sua grandezza. Indossare un “patrimonio Unesco” è davvero portentoso. 

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