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Augusta, #cambiamento a 5 Stelle: Visa “blu” alla giunta e gettoni cash

AUGUSTA – “Presidente mi scusi, ho il dito che parte da solo”. Quando Giuseppe Canto si rivolge a Silvana Danieli – temporaneamente assisa su quella remunerata poltrona presidenziale cui aspira da tempo – non immagina che sta offrendo la migliore metafora per descrivere i lavori consiliari del 30 maggio. Il commercialista siracusano, che funge da assessore al Bilancio nella giunta grillina di Augusta, si è sempre definito un “tecnico”. Ma sa molto di “politico” l’arrabbiatura che esibisce, quando Giuseppe Schermi pizzica gli amministratori 5 Stelle su un vecchio cavallo di battaglia: la diversità con “le amministrazioni precedenti”. Che per quanto infarcite di “pidioti”, finora non si erano sognate di farsi una carta di credito su misura per sindaco e assessori. Dove caricare direttamente sulle casse del Comune, le spese sostenute a scopo istituzionale.

“Schermi, mi riservo di andare in Procura”. A dire cosa?

Il consigliere d’opposizione s’è preso il solito mi riservo di andare in Procura“, con cui i “portavoce” del moVimento omaggiano quanti li beccano in contraddizione. Quando Schermi bazzicava Palazzo di città come vicesindaco e titolare della rubrica Finanze, aveva applicato la famosa auto-decurtazione del 30 per cento sulla indennità, prendendo alla lettera il massimalismo del Blog. I “soldi dei cittadini restituiti ai cittadini” finivano, coerentemente, nello stesso cassetto da cui uscivano: il bilancio comunale.

Il 30 per cento in un conto corrente a nome della sindaca.

Poi, licenziato il vecchio compagno di gazebo per assumere l’allora capo dei revisori al Comune Pd di Siracusa, il taglio dello stipendio ha preso una strada diversa. Quella di “un conto corrente a nome del sindaco” Cettina Di Pietro, ammette in aula Canto. Soluzione che sarà anche meno “trasparente” su chi versa, su quanto si taglia, e su quando lo fa. Ma ha il vantaggio di “non finire impastoiata” nei capitoli di un bilancio ancora “non allineato”. Nonostante siano passati 4 anni e, per velocizzarlo, la giunta abbia cooptato un “tecnico” forestiero ad hoc.

Carta di credito per sindaca e giunta, prima assoluta.

Il Comune non ha un’auto blu dai tempi di Massimo Carrubba, e non ha mai avuto una American express nemmeno da quelli prima. Il commercialista d’importazione ha subito ovviato ai problemi economici per la locomozione, con l’introduzione dei rimborsi carburante per le trasferte di servizio. Allargandoli anche al tragitto casa-municipio dei numerosi assessori fuori sede, lui compreso. Ma dopo la novità della “benzina blu”adesso introduce pure la “Visa blu”. Con cui pagare “spese di viaggio, vitto e alloggio degli amministratori in missione”. Senza aspettare i tempi lunghi dei rimborsi da parte degli uffici. Cioè di quegli stessi settori della burocrazia, di cui il suo assessorato dovrebbe garantire l’efficienza.

Giuseppe Schermi, ex assessore M5s al Bilancio oggi consigliere Diem25
(in copertina, Giuseppe Canto e la presidente Marturana)

Canto giustifica: la Visa ce l’hanno tutti.

“Tutti gli enti d’Italia hanno la carta di credito del sindaco e degli amministratori”,osserva Canto visibilmente stizzito. “Benvenuti nella realtà”, gli ironizza Giancarlo Triberio. Il capogruppo del Centrosinistra raccoglie l’assist per sottolineare la “normalizzazione” della politica spaccona sui social, alle prese con le umane debolezze dei suoi interpreti nei Palazzi. “Non vi critico per questo. Ha detto bene l’assessore: si fa come in tutti i Comuni. Come in quelli dove c’è il Pd, dove c’è Forza italia. Come tutti gli altri vi prendete il vostro stipendio, o il vostro gettone, e ne fate ciò che volete”.

Corsia preferenziale per pagare indennità e gettoni.

A dirla tutta, forse il #cambiamento augustano si è spinto anche più in là. Perché nel pacchetto approvato dalla maggioranza M5S c’è pure il “cash” immediato per sindaco, assessori e consiglieri. Burocraticamente porta la voce “regolarizzazione dei tempi di pagamento delle indennità e dei gettoni di presenza spettanti agli amministratori comunali”. Concretamente significa “corsia preferenziale” per incassare, rispetto gli altri creditori. Fra l’altro, fa notare l’ex grillino Schermi a margine dei lavori, “i tempi di pagamento dilatati per i fornitori del Comune sono già oggetto di censura del Collegio dei revisori dei conti: quelli però possono attendere”.

Privilegi che neanche le “amministrazioni precedenti”.

Nessun’altra “amministrazione precedente” si era spinta così lontano nei privilegi da casta. “Per quanto proveniente dal Pd”, come ha ricordato Triberio, pure Canto deve essersi reso conto del contraccolpo politico per chi predicava altro nei gazebo. Così l’assessoreinsieme alla minaccia di querela, accusa il coordinatore regionale Diem25 di“strumentalizzare per fare polemica sterile, o uscire con un trafiletto nel giornale che leggono 3 persone”. Forse, però, l’ultima chiosa è più un auspicio che una replica piccata. E comunque, almeno sul trafiletto non ci ha azzeccato.

Canto vs Schermi, “il dito parte solo” (cortesia Webmarte tv)

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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