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Al Vinitaly 4600 espositori: il giro del mondo nel bicchiere

L’Unione europea esporta oltre 20 miliari di euro di vino e oltre 6 miliardi vengono dall’Italia. Un dato emerso al Vinitaly (dal 7 al 10 aprile) e tirato fuori dal commissario europeo all’agricoltura, Phil Hogan che ha riconosciuto il valore del Salone internazionale dei vini e distillati, appuntamento ormai imperdibile per molti imprenditori del settore.

Anche quest’anno il Vinitaly (arrivata alla 53a annata) si apre all’enologia con una rassegna che vede oltre 100 mila metri quadrati netti, 4600 espositori, buyer esteri provenienti da 143 paesi.

Il brand Vinitaly è ormai molto conosciuto e riesce a comunicare il valore di 523 diverse identità enologiche tra Dop e Igp.

E’ sì business ma anche occasione di degustare vini che hanno fatto la storia dell’enologia mondiale. Il confronto tra vini, territori, annate consente agli operatori della filiera, dai produttori ai buyer che devono guidare le tendenze di consumo, di migliorare le proprie competenze degustative, innalzando la percezione della qualità. 

E’ il giro del mondo nel bicchiere. Tutte le regioni italiane sono presenti con propri stands. Non mancano poi i premi. 

E intitolato ad Angelo Betti, ideatore di Vinitaly, il Premio “Benemeriti della Vitivinicoltura Italiana” viene assegnato fin dal 1973 ai grandi interpreti del mondo enologico italiano, su segnalazione degli Assessorati regionali all’agricoltura regionali. A loro spetta infatti il compito di indicare coloro che, con la propria attività professionale o imprenditoriale, hanno contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese. 

Il padiglione della Sicilia al Vinitaly 2019

Quest’anno vengono attribuite a: Francesca Margiotta (Abruzzo); Paride Leone (Basilicata); Ciro Giordano (Campania); Roberto Ceraudo (Calabria); Pierluigi Sciolette (Emilia-Romagna); Manlio Collavini (Friuli Venezia Giulia); Giovanni Terenzi (Lazio); Viticoltori Ingauni Societa’ Agricola Cooperativa (Liguria); Luca Formentini (Lombardia); Adriano Lorenzi (Marche); Azienda Vitivinicola Terresacre (Molise); Vincenzo Gerbi (Piemonte); Franz Pratzner (Provincia Autonoma Di Bolzano); Enrico Zanoni (Provincia Autonoma Di Trento); Giuseppe Baldassarre (Puglia); Giovanna Chessa (Sardegna); Nino Caravaglio (Sicilia); Ferdinando Guicciardini (Toscana); Roberto Di Filippo (Umbria); Agostino Buillas (Valle D’aosta); Armando De Zan (Veneto). 

La curiosità:

Cresce del 173% il numero di bottiglie di vino della “Doc Sicilia” prodotte nel 2018: sono oltre ottanta milioni di “pezzi”, con una previsione per quest’anno di superare i cento milioni. In crescita anche la “Doc Etna” e le certificazioni per i vini di qualità aumentate di quattro volte.

Sono 201 le aziende campane che partecipano all’edizione 2019 sotto l’unica denominazione di Regione Campania  in collaborazione con Unioncamere Campania. Sei cantine arrivano anche dalla Costiera amalfitana.

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