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	<title>Goletta Verde - èCostiera</title>
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	<description>Il giornale di approfondimenti della Costiera amalfitana e oltre - Viaggi, storie e culture</description>
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	<title>Goletta Verde - èCostiera</title>
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		<title>Ecomac, diossine 178 volte il limite ma Arpa toglie Augusta dal report</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Ciccarello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jul 2025 14:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ERROR404.ONLINE]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomac]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AUGUSTA &#8211; L&#8217;abitato di Augusta sparisce dal report dell&#8217;Arpa, datato 17 luglio, sulla dispersione di diossine seguite all&#8217;incendio Ecomac. Proprio quando compaiono valori 178 volte superiori al limite dell&#8217;Oms per i centri abitati, nei terreni circostanti l&#8217;impianto di riciclo delle plastiche. Nonostante i ritardi sconcertanti nelle analisi dei campioni prelevati nell&#8217;Area a elevato rischio di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>AUGUSTA &#8211;</strong> L&#8217;abitato di Augusta sparisce dal report dell&#8217;<strong>Arpa</strong>, <a href="https://augusta.trasparenza-valutazione-merito.it/web/trasparenza/papca-g?p_p_id=jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet&amp;p_p_lifecycle=2&amp;p_p_state=pop_up&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_resource_id=downloadAllegato&amp;p_p_cacheability=cacheLevelPage&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_downloadSigned=true&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_id=7463839&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_action=mostraDettaglio&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_fromAction=recuperaDettaglio">datato 17 luglio</a>, sulla dispersione di diossine seguite all&#8217;<strong>incendio Ecomac</strong>. Proprio quando compaiono valori 178 volte superiori al limite dell&#8217;<strong>Oms</strong> per i centri abitati, nei terreni circostanti l&#8217;<strong>impianto di riciclo</strong> delle plastiche. Nonostante i ritardi sconcertanti nelle analisi dei campioni prelevati nell&#8217;<strong>Area a elevato rischio di crisi ambientale</strong>, il disastro di <strong>contrada San Cusmano</strong> inizia a prendere forma anche sulle carte dei laboratori. Con il peso maggiore dell&#8217;inquinamento sopportato dalla popolazione più sottovento, Melilli e <strong>Villasmundo</strong>, mentre per quella augustana resta ancora da capire con cosa dovrà convivere. Perché la <strong>nube tossica</strong> che il 7 luglio ha fatto bruciare la gola e irritare gli occhi a molti, è stata si regolarmente investigata dal campionatore inviato dall&#8217;Agenzia regionale. Ma dal rilevatore di <em>&#8220;aria ambiente&#8221;</em> posizionato nel <strong>porto commerciale</strong>, <em>&#8220;i risultati analitici non evidenziano significativi livelli dei parametri riconducibili all’evento&#8221;. </em>Cosa sia rimasto di tetradiossina e <strong>furani</strong> nel suolo urbano della <strong>Borgata</strong>, ed extraurbano del Monte, ancora una volta nessuno sembra intenzionato a cercarlo. A differenza di quanto annunciato dall&#8217;amministrazione melillese, che si è rivolta a un laboratorio di fiducia per investigare su suolo e acqua al fine di <em>&#8220;confrontare i dati&#8221;</em> con quelli ufficiali. Almeno secondo quanto dichiara sui social il sindaco<strong> Peppe Carta</strong>, durante l&#8217;annuncio dell&#8217;ordinanza sul divieto di consumare ortaggi coltivati in zona. Eppure, da presidente della commissione Territorio all&#8217;<strong>Assemblea siciliana</strong>, dovrebbe essere il primo a confidare nelle strutture della Regione.</p>



<h5 class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-7" id="h-per-approfondire-petrolchimico-brucia-di-nuovo-plastica-ecomac-tarda-allarme-nube">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/petrolchimico-brucia-di-nuovo-plastica-ecomac-tarda-allarme-nube/">Petrolchimico, brucia di nuovo plastica Ecomac: tarda allarme nube</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-goletta-verde-in-citta-per-chiedere-ecogiustizia-subito-l-agenzia-regionale-ammette-i-ritardi">Goletta verde in città per chiedere &#8220;ecogiustizia subito&#8221;, l&#8217;Agenzia regionale ammette i ritardi.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority='high' width="1024" height="574" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/stefano-ciafani-legambiente-1024x574.jpeg" alt="" class="wp-image-23756" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/stefano-ciafani-legambiente-1024x574.jpeg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/stefano-ciafani-legambiente-300x168.jpeg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/stefano-ciafani-legambiente-768x430.jpeg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/stefano-ciafani-legambiente.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, a Palazzo San Biagio per la campagna di Goletta verde.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>deputato regionale</strong> però fa bene a volerci vedere chiaro autonomamente, visto che la stessa <strong>Agenzia regionale protezione ambiente</strong> non riesce a nascondere i buchi neri. <em>&#8220;Purtroppo i risultati sono arrivati con estremo ritardo. Per potere fare le misurazioni abbiamo dovuto aspettare che ci arrivasse lo strumento da <strong>Catania</strong> e da <strong>Ragusa</strong>, perché qua non ce l&#8217;avevamo&#8221;. </em>Lo ammette <strong>Marcello Farina</strong>, dirigente Arpa per l&#8217;<strong>Aerca di Siracusa</strong> intervenuto al forum di <strong>Goletta verde</strong> su <em>&#8220;Giustizia ambientale e giustizia sociale&#8221;. </em>Evidenziando fra l&#8217;altro che <em>&#8220;questo è il <strong>Sito d&#8217;interesse nazionale più grande d&#8217;Italia</strong>&#8220;</em>, ed è quindi davvero singolare che ogni volta si trovi sfornito. La due giorni di <strong>Legambiente</strong> per presentare il <em>&#8220;<strong>Patto di comunità</strong>&#8220;</em> recapitato alle istituzioni e alla prefettura, che il 17 e 18 luglio ha concluso proprio ad Augusta la campagna nazionale <em>&#8220;<strong>ecogiustizia subito</strong>&#8220;</em>,era già programmata quando il 5 luglio l&#8217;Ecomac è andata a fuoco. L&#8217;iniziativa diventa così la prima occasione per un confronto pubblico sui tanti interrogativi rimasti in sospeso, visto l&#8217;orientamento della <strong>Protezione civile</strong> a evitare le <strong>conferenze stampa</strong> durante le emergenze. Anche perchè le comunicazioni a mezzo social hanno il vantaggio di essere unidirezionali, senza necessità di rispondere a domande scomode, che possano inchiodare alle sue responsabilità la sedicente &#8220;politica del fare&#8221;. Infatti è bastato che potesse farne una il giornalista moderatore, Carmelo Maiorca, e la realtà descritta dal funzionario della Regione ha cancellato la propaganda dei Palazzi. <em>&#8220;Fatte le misurazioni abbiamo dovuto portare i campioni a <strong>Palermo</strong>, già questo dà un&#8217;idea dei ritardi. Purtroppo i report sono usciti dopo 5 giorni quando invece in altre aree, come quello che è successo a <strong>Roma</strong>, dopo 24 ore si avevano i risultati&#8221;.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-8" id="h-per-approfondire-incendio-ecomac-diossine-4-volte-il-limite-ma-l-arpa-ignora-augusta">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/incendio-ecomac-diossine-4-volte-il-limite-ma-larpa-ignora-augusta/">Incendio Ecomac, diossine 4 volte il limite ma l’Arpa ignora Augusta</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-sequestro-solo-su-capannone-incendiato-ipotesi-errore-umano-l-azienda-riprende-a-riciclare">Sequestro solo su capannone incendiato: ipotesi errore umano, l&#8217;azienda riprende a riciclare.</h4>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority='high' width="1690" height="916" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/video-incendio-ecomac.jpg" alt="" class="wp-image-23656" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/video-incendio-ecomac.jpg 1690w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/video-incendio-ecomac-300x163.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/video-incendio-ecomac-1024x555.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/video-incendio-ecomac-768x416.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/video-incendio-ecomac-1536x833.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1690px) 100vw, 1690px" /><figcaption class="wp-element-caption">le prime fasi dell&#8217;incendio riprese dagli operai Ecomac <em>(foto Facebook</em>).</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Che nel <strong>Sin</strong> più esteso della nazione manchino proprio le apparecchiature essenziali per il monitoraggio delle diossine, in una <strong>Regione Siciliana</strong> dove si largheggia in <em>&#8220;promozione turistica&#8221;</em> a mezzo concerti e sagre mentre si risparmia tagliando i posti letto oncologici dove più servono, oggi sorprende perché è già drammaticamente emerso 3 anni fa. Quando lo stesso impianto di riciclo per carta e <strong>plastica</strong> è andato a fuoco durante un temporale, depositando diossine nell&#8217;hinterland. Anche allora i campionatori hanno messo tempo ad arrivare, limitandosi a Melilli e <strong>Priolo</strong>, certificando il pericolo per la salute solo diversi giorni dopo. In quell&#8217;occasione la colpa delle fiamme venne data alla caduta di un fulmine, adesso sembra che le indagini si orientino sull&#8217;errore umano nella gestione dell&#8217;<strong>impianto fotovoltaico</strong>. Riguardo invece i sistemi di <strong>sicurezza antincendio</strong> nuovamente dimostratisi inadeguati, oggi come ieri, le responsabilità sono avvolte nella nebbia stesa sulle inchieste giudiziarie dalla <strong>riforma Cartabia</strong>. La quale, in questa fase, non consente di rivelare nemmeno il nome del <strong>pm</strong> che le conduce. Anche se formalmente il fascicolo alla <strong>procura di Siracusa</strong> è <em>&#8220;contro ignoti&#8221;</em>. Una discrezione che la legge &#8211; ancora &#8211; non può estendere al <strong>comunicato stampa</strong> di Natura sicula. <em>&#8220;Ci auguriamo che faccia chiarezza sul rispetto delle prescrizioni, ma anche sui controlli e sui responsabili di questo evento che ha avvelenato l’aria, l’acqua e il suolo di 9 centri abitati&#8221;. </em>Il documento firmato da <strong>Fabio Morreale</strong> è un promemoria per le tante teste che si sono voltate dall&#8217;altra parte, quando hanno erogato quasi 3 milioni di fondi pubblici per la ricostruzione dell&#8217;impianto, in una <strong>zona Asi</strong> che si era già dimostrata altamente pericolosa per le popolazioni in caso di <strong>nube tossica</strong>.</p>



<h5 class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-9" id="h-per-approfondire-augusta-puzze-diossina-e-arpa-senza-fondi-per-riparare-rete-aria">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-puzze-diossina-e-arpa-senza-fondi-per-riparare-rete-aria/">Augusta: puzze, diossina e Arpa senza fondi per riparare rete aria</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-natura-sicula-come-tre-anni-fa-chiediamo-di-nuovo-se-erano-rispettate-le-prescrizioni-antincendio">Natura sicula: come tre anni fa chiediamo di nuovo se erano rispettate le prescrizioni antincendio.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority='high' width="1024" height="527" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/08/incendio-ecomac-porto-augusta-zona-industriale--1024x527.jpg" alt="" class="wp-image-17052" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/08/incendio-ecomac-porto-augusta-zona-industriale--1024x527.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/08/incendio-ecomac-porto-augusta-zona-industriale--300x154.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/08/incendio-ecomac-porto-augusta-zona-industriale--768x395.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2022/08/incendio-ecomac-porto-augusta-zona-industriale-.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">l&#8217;incendio Ecomac nel 2022.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Ci chiediamo &#8211; </em>scrive <strong>Natura sicula </strong>&#8211; <em>se siano state rispettate le 45 prescrizioni che il <strong>Dipartimento regionale</strong> aveva imposto alla Ecomac. Lo chiedemmo 3 anni fa, lo ribadiamo adesso. Sul rispetto delle norme avrebbe dovuto vigilare il <strong>Libero consorzio di Siracusa</strong>. Tra i rifiuti che stoccava figurano anche rifiuti pericolosi come toner, elettroliti di batterie e accumulatori apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi, tubi fluorescenti e altri componenti&nbsp; contenenti <strong>mercurio</strong>. Tutti materiali altamente infiammabili, che imponevano l’attuazione di una serie di accorgimenti volti a scongiurare il pericolo incendio. Un dettagliato elenco <strong>misure di sicurezza</strong> era imposto per ridurre al minimo il rischio: divisione in settori&nbsp; e rigide distanze di sicurezza. Pertanto era stato imposto di dotare di copertura con tettoia e di setti divisori le aree esterne destinate allo <strong>stoccaggio dei rifiuti</strong>, limitando a 3 metri l’altezza dei cumuli&#8221;. </em>Verifiche che tuttavia non hanno richiesto il <strong>sequestro giudiziario</strong> dell&#8217;impianto, peraltro <a href="https://openpnrr.it/progetti/261317/">finanziato con 1 milione e 800 mila euro</a> da quel <strong>Pnrr</strong> dai rigidi precetti ambientali, ma solo del capannone coinvolto. Lasciando così all&#8217;azienda la possibilità di tornare a fatturare, visto che non sembra fosse coperta da assicurazione. Ora l&#8217;<strong>onorevole Carta</strong> dichiara necessario <em>&#8220;ripensare su nuovi <strong>insediamenti a rischio ambientale</strong>&#8220;, </em>senza farsi abbagliare dai posti di lavoro che tanto &#8220;consenso&#8221; assicurano ai politici. Impieghi che peraltro non sempre si rivelano essere l&#8217;oro fatto luccicare nelle <strong>campagne elettorali</strong>. Nel 2020 l&#8217;Ecomac è finita nell&#8217;inchiesta &#8220;<strong>Black trash</strong>&#8220;, con due imprenditori arrestati e accusati di gravi irregolarità nelle buste paga. Secondo la <strong>guardia di finanza</strong>, l&#8217;importo riportato era notevolmente maggiore di quanto realmente percepito dai dipendenti. Un <a href="https://tg24.sky.it/palermo/2020/06/25/truffa-sfruttamento-siracusa">caso di risonanza nazionale</a>, che aveva portato all&#8217;arresto anche del funzionario responsabile dei <strong>controlli ambientali </strong>per il Libero consorzio. Vicenda che però non le ha impedito poi alla <strong>Srl</strong> di ricevere 1 milione e 100 mila euro di <em>&#8220;altro <strong>finanziamento pubblico</strong>&#8220;, </em>per ripartire dopo il primo incendio<em>.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-10" id="h-per-approfondire-incendio-ecomac-augusta-finisce-in-procura-il-disastro-annunciato">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/incendio-ecomac-augusta-finisce-in-procura-il-disastro-annunciato/">Incendio Ecomac Augusta: finisce in Procura il disastro annunciato</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-schermi-imprenditore-agrumicolo-e-ex-vicesindaco-agricoltori-di-ortaggi-non-raccolgono-piu">Schermi, imprenditore agrumicolo e ex vicesindaco: agricoltori di ortaggi non raccolgono più.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority='high' width="1024" height="753" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/Arpa-report-incendio-Ecomac-idrocarburi-non-metanici-1024x753.jpg" alt="" class="wp-image-23761" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/Arpa-report-incendio-Ecomac-idrocarburi-non-metanici-1024x753.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/Arpa-report-incendio-Ecomac-idrocarburi-non-metanici-300x220.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/Arpa-report-incendio-Ecomac-idrocarburi-non-metanici-768x564.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/Arpa-report-incendio-Ecomac-idrocarburi-non-metanici-1536x1129.jpg 1536w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/Arpa-report-incendio-Ecomac-idrocarburi-non-metanici-2048x1505.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">sopra e sotto il report Arpa sui rilevamenti nell&#8217;atmosfera.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Quegli <strong>stipendi</strong> creati con <strong>denaro pubblico</strong> oggi &#8220;gravano&#8221; direttamente sulle <strong>aziende agricole</strong> e zootecniche della zona, ma anche sui piccoli commercianti di ortofrutta. <strong>Giuseppe Schermi</strong>, ex vicesindaco augustano e imprenditore agrumicolo nella contrada melillese di <strong>Santa Catrini</strong>, può fare un calcolo sui costi diossina più rapidamente dell&#8217;<strong>Istat</strong>: <em>&#8220;L&#8217;agricoltore che nel terreno confinante al mio ha il suo campo piantato a ortaggi, già nei primi giorni della nube ha accusato un calo del 66 per cento di vendita. Ora ha rinunciato persino a raccogliere, nonostante i costi affrontati durante l&#8217;anno per la coltivazione&#8221;. </em>Porta la data del 4 marzo la pec dell&#8217;avvocato ambientalista <strong>Paolo Tuttoilmondo</strong>, inviata a Regione e Comuni <em>&#8220;in nome del popolo inquinato&#8221;,</em> e sottoscritta da <strong>Acli</strong>, <strong>Libera</strong>, Legambiente, <strong>Agesci</strong>, <strong>Azione Cattolica</strong>, Arci, <strong>Stop veleni</strong> e <strong>Piano terra</strong>. Chiedeva <em>&#8220;una speciale seduta aperta della <strong>commissione Ambiente dell&#8217;Ars</strong>, presso una sede pubblica nell’area del <strong>Sin Priolo</strong>&#8220;, </em>proprio per parlare delle <strong>bonifiche</strong> che non partono. Alle quali ora si è aggiunta quella urgente dei terreni impregnati di diossina, prima che entri nella catena alimentare. Le circostanze hanno indotto Carta a dare seguito, convocando il 24 luglio ad Augusta una <em>&#8220;<strong>commissione d&#8217;inchiesta</strong>, per verificare tutti gli atti autorizzativi all&#8217;Ecomac&#8221;</em>, dove è prevista l&#8217;audizione degli ambientalisti. E&#8217; infatti in questo Comune che ricade San Cusmano, e da questo Comune è partito il primo esposto di un&#8217;amministrazione come <strong>parte civile</strong>, anticipando la <em><strong>class action</strong> </em>promossa da un&#8217;aggregazione spontanea di cittadinanza attiva. </p>



<h5 class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-11" id="h-per-approfondire-augusta-l-arpa-nube-di-pasquetta-non-e-industriale-diossine-non-cercate">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-larpa-nube-di-pasquetta-non-e-industriale-diossine-non-cercate/">Augusta, l’Arpa: nube di Pasquetta non è industriale, diossine non cercate</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-nube-incendio-investe-isola-e-monte-picco-di-polveri-sottili-ma-non-si-cercano-diossine-collegate">Nube incendio investe Isola e  Monte: picco di polveri sottili ma non si cercano diossine collegate.</h4>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority='high' width="1024" height="607" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/report-Arpa-su-pm-25-incendio-Ecomac-1024x607.jpg" alt="" class="wp-image-23763" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/report-Arpa-su-pm-25-incendio-Ecomac-1024x607.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/report-Arpa-su-pm-25-incendio-Ecomac-300x178.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/report-Arpa-su-pm-25-incendio-Ecomac-768x456.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/report-Arpa-su-pm-25-incendio-Ecomac-1536x911.jpg 1536w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2025/07/report-Arpa-su-pm-25-incendio-Ecomac-2048x1215.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Augusta</strong> è però lo stesso Comune che non sta cercando <strong>inquinanti</strong> nei suoli ignorati dall&#8217;Arpa, nonostante  il sindaco <strong>Pippo Gianni</strong> a Priolo lo faccia <em>&#8220;fare ogni mese e da tempo&#8221;</em>. Eppure il report dell&#8217;Agenzia sottolinea che il 7 luglio <em>&#8220;si è verificata una combinazione di fattori atmosferici&#8221;, </em>che <em>&#8220;hanno favorito l’accumulo del plume nei pressi del suolo&#8221;</em>, proprio quando i venti spiravano verso l&#8217;abitato augustano e gli abitanti venivano allertati per restare al chiuso. Infatti la centralina nel <strong>centro storico</strong>, oltre a registrare sforamenti degli<strong> idrocarburi non metanici</strong> anche tre volte la soglia limite, ha <a href="https://augusta.trasparenza-valutazione-merito.it/web/trasparenza/papca-g?p_p_id=jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet&amp;p_p_lifecycle=2&amp;p_p_state=pop_up&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_resource_id=downloadAllegato&amp;p_p_cacheability=cacheLevelPage&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_downloadSigned=true&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_id=7448126&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_action=mostraDettaglio&amp;_jcitygovalbopubblicazioni_WAR_jcitygovalbiportlet_fromAction=recuperaDettaglio">evidenziato marcati superamenti </a>delle <strong>pm 2,5</strong> pure al <strong>Monte</strong>. Dove ci sono state ricadute di <strong>polveri sottili </strong>legate all&#8217;incendio, potenzialmente potrebbero esserci le relative diossine. Nel futuro sarà difficile correlarle all&#8217;emersione di <strong>patologie cancerogene</strong>, anche quando con picchi di mortalità abnormi persino per una città dove il cancro è endemico. Come accaduto nell&#8217;autunno di due anni fa, con uno o due morti al giorno negli <strong>annunci funebri</strong>, facendo scendere in strada comitati ambientalisti e amministratori comunali. Una protesta verso una <strong>causa inquinante</strong> rimasta ignota. Ma ciò che non si cerca non diventa un problema da gestire, specie se contraddice la narrazione dei redazionali comprati su riviste patinate. Una scelta che è suonata beffarda quando l&#8217;amministrazione <strong>Giuseppe Di Mare</strong> l&#8217;ha propagandata sui social.&nbsp; Compreso in quel <strong>canale Telegram</strong> dove arrivano in tempo reale gli <strong>allarmi della protezione civile</strong>. Quando tutti aspettavano col fiato sospeso gli ultimi aggiornamenti sugli inquinanti, il 17 luglio si sono visti notificare che <em>&#8220;la <strong>Città di Augusta</strong> è presente sul nuovo numero del magazine, ora in distribuzione nei migliori <strong>hotel di lusso</strong> e <strong>ristoranti stellati</strong> della Sicilia orientale&#8221;.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-12" id="h-per-approfondire-augusta-mozione-per-meno-fondi-a-lustrini-e-piu-a-screening-tumori">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-mozione-per-meno-fondi-a-lustrini-e-piu-a-screening-tumori/">Augusta, mozione per meno fondi a lustrini e più a screening tumori</a></h5>


<ul class="wp-block-latest-posts__list is-grid has-dates wp-block-latest-posts is-layout-flow wp-block-latest-posts-is-layout-flow"><li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26519" fifulocal-featured="1" fetchpriority='high' width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/01/Failla-Forestiere-Meloni-Inzolia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Ars, Fdi azzera dirigenza nata Di Mare: partito Augusta a Forestiere" title="Ars, Fdi azzera dirigenza nata Di Mare: partito Augusta a Forestiere" title="Ars, Fdi azzera dirigenza nata Di Mare: partito Augusta a Forestiere" style="" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/ars-fdi-azzera-dirigenza-nata-di-mare-partito-augusta-a-forestiere/">Ars, Fdi azzera dirigenza nata Di Mare: partito Augusta a Forestiere</a><time datetime="2026-09-20T21:16:59+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">domenica, 20 Settembre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">AUGUSTA &#8211; “Di candidarmi alle regionali nel 2022 me lo chiese il partito, che oggi mi chiede di occuparmi dell’unico circolo Fratelli d’italia ad Augusta: per una mia prossima ricandidatura all’Assemblea siciliana, vedremo&#8230;</div></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26501" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Vesuvio_quadro-Bonavia_Veduta-del-Vesuvio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa" title="Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa" title="Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/vesuvio-79-d-c-leruzione-che-cambio-la-costiera/">Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa</a><time datetime="2026-09-19T09:41:59+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">sabato, 19 Settembre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">Dalla morte di Plinio il Vecchio alla nascita dell&#8217;unica grande spiaggia da Conca a Maiori: Giuseppe Gargano racconta lo sconvolgimento geologico che ridisegnò la Costa d&#8217;Amalfi</div></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26486" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/StradaAmalfitana_cartolina-antica--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="L&#8217;origine dei nomi in Costiera amalfitana: l&#8217;impronta di Roma" title="L&#8217;origine dei nomi in Costiera amalfitana: l&#8217;impronta di Roma" title="L&#8217;origine dei nomi in Costiera amalfitana: l&#8217;impronta di Roma" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/lorigine-dei-nomi-in-costiera-amalfitana-limpronta-di-roma/">L&#8217;origine dei nomi in Costiera amalfitana: l&#8217;impronta di Roma</a><time datetime="2026-09-11T08:11:33+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">venerdì, 11 Settembre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">Tra patrizi, liberti e antiche vie imperiali, lo storico Giuseppe Gargano svela la mappa toponomastica delle origini della Costa d&#8217;Amalfi. Dalle prime caverne della preistoria (I puntata) ai villaggi collinari della protostoria (II&#8230;</div></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26476" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Ravello_Atrani_sulleormedellAcqua_9sett2026-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="I lavori da soli non bastano, serve il monitoraggio: ad Atrani l&#8217;appello per una nuova cultura del territorio" title="I lavori da soli non bastano, serve il monitoraggio: ad Atrani l&#8217;appello per una nuova cultura del territorio" title="I lavori da soli non bastano, serve il monitoraggio: ad Atrani l&#8217;appello per una nuova cultura del territorio" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/atrani-lappello-sul-dissesto-serve-il-monitoraggio/">I lavori da soli non bastano, serve il monitoraggio: ad Atrani l&#8217;appello per una nuova cultura del territorio</a><time datetime="2026-09-10T20:12:33+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">giovedì, 10 Settembre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">Lanciato un richiamo forte a istituzioni e cittadini per un monitoraggio continuo e una nuova cultura del territorio. Nel corso della giornata &#8220;Sulle orme dell&#8217;acqua&#8221;, il Comune annuncia 3,6 milioni per i costoni&#8230;</div></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26457" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/08/Scala-Minuta-Chiesa-dellAnnunziata-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="I marmi antichi della Costa d&#8217;Amalfi: l&#8217;enigma degli spolia romani" title="I marmi antichi della Costa d&#8217;Amalfi: l&#8217;enigma degli spolia romani" title="I marmi antichi della Costa d&#8217;Amalfi: l&#8217;enigma degli spolia romani" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/i-marmi-antichi-della-costa-damalfi-lenigma-degli-spolia-romani/">I marmi antichi della Costa d&#8217;Amalfi: l&#8217;enigma degli spolia romani</a><time datetime="2026-08-26T09:47:55+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">mercoledì, 26 Agosto, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">ingresso della chiesa di Maria Santissima Annunziata di Minuta di Scala</div></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26441" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/08/Via_Stabbiana_Pompeii-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Tra vigneti e antiche strade: le ville rustiche di Tramonti e Agerola" title="Tra vigneti e antiche strade: le ville rustiche di Tramonti e Agerola" title="Tra vigneti e antiche strade: le ville rustiche di Tramonti e Agerola" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/tra-vigneti-e-antiche-strade-le-ville-rustiche-di-tramonti-e-agerola/">Tra vigneti e antiche strade: le ville rustiche di Tramonti e Agerola</a><time datetime="2026-08-12T13:31:57+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">mercoledì, 12 Agosto, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">L&#8217;antica via romana
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		<title>Goletta verde: Granatello promosso ma Augusta ha il mare negato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Ciccarello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 20:36:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ERROR404.ONLINE]]></category>
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		<category><![CDATA[Goletta Verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AUGUSTA &#8211; Il bicchiere mezzo pieno è che il bagno al Granatello si può fare, stando alla qualità legale delle acque. Il bicchiere mezzo vuoto è che comunque la balneazione nella popolare spiaggetta resta formalmente vietata, perché sull&#8217;intero golfo Xifonio sboccano le fogne non depurate del popoloso abitato. Sono luci e ombre quelle emerse dall&#8217;incursione...</p>
<p>The post <a href="https://www.ecostiera.it/goletta-verde-granatello-promosso-ma-augusta-ha-il-mare-negato/">Goletta verde: Granatello promosso ma Augusta ha il mare negato</a> appeared first on <a href="https://www.ecostiera.it">èCostiera</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>AUGUSTA &#8211;</strong> Il bicchiere mezzo pieno è che il bagno al <strong>Granatello</strong> si può fare, stando alla qualità legale delle acque. Il bicchiere mezzo vuoto è che comunque la <strong>balneazione</strong> nella popolare spiaggetta resta formalmente vietata, perché sull&#8217;intero <strong>golfo Xifonio</strong> sboccano le <strong>fogne</strong> non depurate del popoloso abitato. Sono luci e ombre quelle emerse dall&#8217;incursione di <strong>Goletta verde</strong> nel litorale di Augusta, quando il 2 luglio scorso è approdata a ridosso del <strong>Circolo nautico</strong>. I risultati sui campioni raccolti vicino al comprensorio militare di <strong>Punta Izzo</strong>, sono stati divulgati da Legambiente il 18 luglio. Con un comunicato dove fa sapere che tutto rientra <em>&#8220;rientra nei valori limite previsti dalla <strong>normativa vigente</strong> in Italia&#8221;, </em>la quale però prende in considerazione solo i <strong>parametri microbiologici</strong> relativi a enterococchi intestinali e escherichia coli. Restano fuori dalle tabelle di legge sulla balneabilità, invece, i <strong>metalli pesanti</strong> e gli altri inquinanti di origine industriale trovati in passato sedimentati nei <strong>fondali</strong> della zona. Sostanze che già da sole sconsiglierebbero la frequentazione dei bassi fondali, se non fosse che espliciti cartelli la vietano proprio per l&#8217;assenza del <strong>depuratore</strong>. Perché<em> &#8220;a 48 anni dalla <strong>legge Merli</strong> che per prima affrontò la questione delle <strong>acque reflue</strong> in Italia, a 30 anni dalla <strong>legge Galli</strong> che regolamentò la gestione delle risorse idriche e della <strong>depurazione</strong>, a 9 anni dall’inizio del <strong>commissariamento</strong> e a ormai 16 mesi dal decreto di esclusione <strong>Via</strong>, siamo ancora in attesa della validazione del <strong>progetto esecutivo</strong>&#8220;. </em> Eppure, proprio lo stato avanzato della progettazione sugli <em>&#8220;Interventi funzionali al superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo del <strong>comune di Augusta</strong>&#8220;, </em>recentemente ha spinto l&#8217;<strong>amministrazione Giuseppe Di Mare</strong> a scartare la proposta di conferire all&#8217;<strong>Ias di Priolo</strong>. Nonostante quella <strong>Spa</strong> a maggioranza pubblica si presentasse come una soluzione chiavi in mano. </p>



<h5 class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-24" id="h-per-approfondire-pd-augusta-ias-di-mare-sabota-la-depurazione-per-gli-interessi-fdi">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/pd-augusta-ias-di-mare-sabota-la-depurazione-per-gli-interessi-fdi/">Pd Augusta: Ias, Di Mare sabota la depurazione per gli interessi Fdi</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-legambiente-depuratore-delle-mie-brame-a-che-punto-siamo">Legambiente: depuratore delle mie brame, a che punto siamo?</h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img width="769" height="1024" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/divieto-balenazione-spiaggetta-granatello-769x1024.jpg" alt="" class="wp-image-21881" style="width:427px;height:auto" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/divieto-balenazione-spiaggetta-granatello-769x1024.jpg 769w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/divieto-balenazione-spiaggetta-granatello-225x300.jpg 225w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/divieto-balenazione-spiaggetta-granatello-768x1023.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/divieto-balenazione-spiaggetta-granatello-1153x1536.jpg 1153w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/divieto-balenazione-spiaggetta-granatello-1538x2048.jpg 1538w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/divieto-balenazione-spiaggetta-granatello-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px" /><figcaption class="wp-element-caption">sopra, sotto e  copertina: la spiaggetta del Granatello.</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impianto consortile, sequestrato dopo essere stato bocciato sulla <strong>depurazione industriale</strong>, ha infatti superato tutte le minuziose perizie della <strong>Procura</strong> sul trattamento dei <strong>reflui urbani</strong>. Tanto che per tenerlo in esercizio, una volta scollegate le raffinerie, anche <strong>Solarino</strong> e <strong>Floridia</strong> hanno preso in considerazione la possibilità di allacciarsi. Andandosi ad aggiungere all&#8217;abitato priolese, a quello di <strong>Melilli</strong> e ai quartieri nord di <strong>Siracusa</strong>. Un progetto fortemente sostenuto dalla <strong>Regione</strong>, che nella <em>&#8220;manovrina finanziaria&#8221; </em>di fine giugno ha stanziato 9 milioni per la <strong>manutenzione straordinaria</strong> delle vasche di trattamento.  Nonostante le forti polemiche arrivate dal <strong>Pd</strong>, oltre che dalle associazioni ambientaliste, il <strong>sindaco Fdi</strong> però ha insistito su un nuovo impianto solo cittadino. La cui realizzazione peraltro è affidata a un commissario catanese, vicino agli ambienti politici targati <strong>Fratelli d&#8217;italia</strong>. Sfilandosi sia dagli altri colleghi della zona, che dallo stesso governo regionale di <strong>centrodestra</strong>, il risultato finora ottenuto da <strong>Di Mare</strong> è sintetizzato dalla caustica domanda di <strong>Legambiente</strong>:<em>&#8220;Depuratore delle mie brame, a che punto siamo?&#8221;.</em> A un punto morto, sembra l&#8217;implicita risposta fornita dal loro <strong>comunicato stampa</strong>. Perché quel decreto che voleva accelerare i tempi burocratici escludendo la <strong>Valutazione di impatto ambientale</strong>, imponeva tuttavia <em>&#8220;numerose prescrizioni da adempiere ante e post opera&#8221;. </em>A distanza di un anno e mezzo, però, il progetto esecutivo deve ancora essere <em>&#8220;validato&#8221;. </em>Poi dovrà passare alle complesse procedure<em> &#8220;dell’<strong>appalto</strong> e dell’inizio dei lavori che, tutto andando bene, si stima dureranno 1340 giorni&#8221;. </em>Cioè, oltre tre anni e mezzo. <em>&#8220;E&#8217; preoccupante che né dalla struttura commissariale, né dall&#8217;<strong>amministrazione comunale</strong>, giungano notizie certe e verificabili sullo stato delle cose e sui tempi attendibili di inizio delle opere&#8221;. </em>L&#8217;a<strong>ssociazione ambientalista</strong> definisce <em>&#8220;insopportabile e irrispettosa tanta indifferenza, nei confronti del diritto di conoscere di tutti i <strong>cittadini</strong>&#8220;. </em>Ai quali non può bastare la consolazione di un Granatello trovato balneabile alle 10 di un mattino di prima estate, quando Goletta verde è andata a raccogliere un paio di provette.</p>



<h5 class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-25" id="h-per-approfondire-augusta-no-a-ias-si-dimette-il-consulente-munafo-e-insorge-la-cisl">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/augusta-no-a-ias-si-dimette-il-consulente-munafo-e-insorge-la-cisl/">Augusta, no a Ias: si dimette il consulente Munafò e insorge la Cisl</a></h5>



<h4 class="wp-block-heading" id="h-coste-privatizzate-a-brucoli-annunci-immobiliari-con-accesso-esclusivo-alla-spiaggia-privata">Coste privatizzate, a Brucoli annunci immobiliari con &#8220;accesso esclusivo alla spiaggia privata&#8221;.</h4>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img width="1024" height="769" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/campioni-goletta-verde-granatello-1024x769.jpg" alt="" class="wp-image-21883" style="width:475px;height:auto" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/campioni-goletta-verde-granatello-1024x769.jpg 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/campioni-goletta-verde-granatello-300x225.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/campioni-goletta-verde-granatello-768x577.jpg 768w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/campioni-goletta-verde-granatello-1536x1153.jpg 1536w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2024/07/campioni-goletta-verde-granatello-2048x1538.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Anche quest’anno non è cambiata né migliorata la condizione difficile in cui si trova il <strong>mare di Augusta</strong>&#8220;, </em>sottolinea il comunicato di Legambiente<em>. &#8220;Continuiamo a constatare che la sua <strong>libera fruizione</strong> è sempre più messa a rischio dalla continua aggressione al litorale, con la cementificazione e la <strong>privatizzazione</strong> di ampi tratti della <strong>costa balneabile</strong>&#8220;. </em>A questo si aggiunge il <em>&#8220;permanere di gravi fenomeni di <strong>erosione costiera</strong>&#8220;, </em>la presenza dei <em>&#8220;vincoli militari e industriali&#8221; </em>su ampi tratti del litorale, e le <em>&#8220;barriere architettoniche&#8221; </em>in quei pochi ancora fruibili liberamente<em>. </em>Perché negli altri, <em>&#8220;con cancelli, <strong>strade private</strong>, muri e recinzioni, si continua a negare il <strong>diritto di accesso</strong> al mare a tutti i cittadini&#8221;. </em>Una prassi così consolidata che persino un&#8217;agenzia specializzata di Siracusa pubblicizza, con tanto di esclamativi, a che a <strong>Brucoli</strong> si può comprare una <strong>casa vacanze</strong> dotata di <em>&#8220;accesso esclusivo alla <strong>spiaggia privata</strong>!!!&#8221;.</em> Il benefit, di improbabile regolarità demaniale, dovrebbe invogliare sui 140 mila euro chiesti per i modesti 50 metri quadri di una <em>&#8220;porzione di villa a schiera quadrifamiliare&#8221;. </em>Un annuncio fotografato da <strong>don Palmiro Prisutto</strong> nei pressi della <strong>Gisira</strong>, che ha poi diffuso sui social senza aggiungere altro, probabilmente perché si commenta da solo. <em>&#8220;Troppi sono quegli elementi che impediscono il diritto alla libera e sicura fruizione della risorsa mare&#8221;, </em>scrive l&#8217;associazione ambientalista. Sottolineando che,<em> &#8220;in nome dell’<strong>interesse generale</strong>, dovrebbero indurre le autorità a interventi di tutela anche ricorrendo a <strong>espropri per pubblica utilità</strong>&#8220;. </em>O <em>&#8220;quantomeno alla destinazione all’uso pubblico di qualche strada privata&#8221;. </em>Business immobiliare permettendo<em>.</em></p>



<h5 class="wp-block-heading has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-26" id="h-per-approfondire-salvare-augusta-contro-il-pudm-a-misura-di-lidi-privati-revocatelo">PER APPROFONDIRE: <a href="https://www.ecostiera.it/salvare-augusta-contro-il-pudm-a-misura-di-lidi-privati-revocatelo/">Salvare Augusta contro il Pudm a misura di lidi privati: revocatelo</a></h5>


<ul class="wp-block-latest-posts__list is-grid has-dates has-author wp-block-latest-posts is-layout-flow wp-block-latest-posts-is-layout-flow"><li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26519" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/01/Failla-Forestiere-Meloni-Inzolia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Ars, Fdi azzera dirigenza nata Di Mare: partito Augusta a Forestiere" title="Ars, Fdi azzera dirigenza nata Di Mare: partito Augusta a Forestiere" title="Ars, Fdi azzera dirigenza nata Di Mare: partito Augusta a Forestiere" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/ars-fdi-azzera-dirigenza-nata-di-mare-partito-augusta-a-forestiere/">Ars, Fdi azzera dirigenza nata Di Mare: partito Augusta a Forestiere</a><div class="wp-block-latest-posts__post-author">di Massimo Ciccarello</div><time datetime="2026-09-20T21:16:59+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">domenica, 20 Settembre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">AUGUSTA &#8211; “Di candidarmi alle regionali nel 2022 me lo chiese il partito, che oggi mi chiede di occuparmi dell’unico circolo Fratelli d’italia ad Augusta: per una mia prossima ricandidatura all’Assemblea&#8230;</div></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img post-id="26501" fifulocal-featured="1" width="150" height="150" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2026/09/Vesuvio_quadro-Bonavia_Veduta-del-Vesuvio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa" title="Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa" title="Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa" style="" loading="lazy" decoding="async" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://www.ecostiera.it/vesuvio-79-d-c-leruzione-che-cambio-la-costiera/">Quando il Vesuvio cambiò la Costiera: l&#8217;eruzione del 79 d.C. e la spiaggia scomparsa</a><div class="wp-block-latest-posts__post-author">di Giuseppe Gargano</div><time datetime="2026-09-19T09:41:59+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">sabato, 19 Settembre, 2026</time><div class="wp-block-latest-posts__post-excerpt">Dalla morte di Plinio il Vecchio alla nascita dell&#8217;unica grande spiaggia da Conca a Maiori: Giuseppe Gargano racconta lo sconvolgimento geologico che ridisegnò la Costa d&#8217;Amalfi</div></li>
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</ul>


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		<title>Goletta Verde, in Campania fiumi inquinati anche in Costiera amalfitana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Manzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2021 16:28:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GLOBAL LOCAL]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[analisi campioni acque]]></category>
		<category><![CDATA[Goletta Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Reginna Minor]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lungo le coste campane c’è ancora una cattiva depurazione e lungo i versanti dei fiumi &#8211; come il Reginna Minor in Costiera amalfitana &#8211; nel corso degli anni, nulla sembra cambiato. E come appare dai dati, in questo settore c’è sempre emergenza. A denunciarlo è Goletta Verde di Legambiente che ogni anno, da oltre 30...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">Lungo le coste campane c’è ancora una cattiva depurazione e lungo i versanti dei fiumi &#8211; come <strong>il Reginna Minor in Costiera amalfitana </strong>&#8211; nel corso degli anni, nulla sembra cambiato. E come appare dai dati, in questo settore c’è sempre emergenza. A denunciarlo è <strong><a href="https://golettaverde.legambiente.it">Goletta Verde di Legambiente</a> </strong>che ogni anno, da oltre 30 anni, compie un lungo viaggio lungo le coste italiane. E monitora quello che vede: abusivismo, cementificazione, mala depurazione, abbandono di rifiuti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quest’anno sta analizzando la qualità dell’acqua prelevati dai volontari. Il quadro raccolto finora inquadra la situazione di 16 foci di fiumi e 13 punti a mare. <strong>Di questi 17 sono risultati “fortemente inquinati o inquinati”.</strong> Le criticità riguardano soprattutto le foci dei fiumi: sono infatti 10 a risultare fortemente inquinate. Solo 12 punti campionati rientrano nei parametri di legge.&nbsp;I punti critici, soprattutto nelle foci dei fiumi, sono spesso gli stessi, e questo indica che <strong>poco è stato fatto per migliorare la depurazione</strong>. La presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) è un marker specifico di inquinamento dovuto da scarsa o assente depurazione.</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>OLTRE I LIMITI DI LEGGE</strong></p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img width="674" height="650" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2021/07/Fiumi-inquinati-salerno-costiera-amalfitana-2021.jpg" alt="" class="wp-image-13371" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2021/07/Fiumi-inquinati-salerno-costiera-amalfitana-2021.jpg 674w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2021/07/Fiumi-inquinati-salerno-costiera-amalfitana-2021-300x289.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 674px) 100vw, 674px" /><figcaption>Una parte della tabella con i risultati della qualità delle acque lungo la foce dei fiumi </figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nella tabella che alleghiamo tra i “<em>punti fortemente inquinati</em>” c’è anche <strong>la foce del Reginna Minor in Costiera amalfitana</strong>, nonostante abbia un sistema di depurazione che dovrebbe già aver garantito il rispetto dei parametri di legge. Ma così non è. Come accade a Fiumarella a Mondragone (CE), la foce Regi Lagni e la foce del Lago Patria a Castel Volturno (CE), il canale Licola a Pozzuoli (NA), la foce del Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia (NA), la foce del fiume Piacentino tra Salerno e Pontecagnano Faiano (SA), la foce del Tusciano tra Pontecagnano Faiano e Battipaglia (SA), il canale di scarico a Marina di Eboli (SA) e la foce del Solofrone tra Capaccio e Agropoli (SA).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I 2 punti a mare risultati fortemente inquinati</strong> sono la spiaggia a sinistra della foce dell&#8217;Alveo Volla a S. Giovanni a Teduccio a Napoli e il tratto di mare di fronte al Lagno Vesuviano ad Ercolano. <strong>Tra i punti risultati inquinati </strong>ci sono la foce del Savone a Mondragone (CE), il tratto di mare di fronte alla foce del Rivolo Neffola a Sorrento (NA), la foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano (SA), la foce del Rio presso via Posidonia a Capaccio (SA) e la spiaggia fronte Rio Arena tra Castellabate e Montecorice(SA).</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una situazione preoccupante, anche se non ci coglie di sorpresa</em> &#8211; ha <strong>dichiarato Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania</strong> &#8211; <em>A dimostrazione dei ritardi cronici sulla depurazione della regione Campania, <strong>va sottolineato come ben 11 dei 17 punti risultati oltre i limiti di legge sono sempre risultati inquinati o fortemente inquinati al passaggio di Goletta Verde, in alcuni casi addirittura dal 2012.</strong> Quasi un comune su 10 in Campania è privo del servizio pubblico di depurazione, stiamo parlando di oltre 450mila persone in 44 comuni secondo dati dell’ISTAT. Ricordiamo anche che il <strong>77% degli agglomerati urbani presenti in Campania ricadono in procedura di infrazione per la depurazione</strong>, si tratta di 117 agglomerati non conformi, con impianti che servono oltre 4,9 milioni di abitanti equivalenti. Questa situazione non è più accettabile, le amministrazioni devono intervenire per tutelare la salute della cittadinanza</em>”.</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph">La foce Reginna Minor fortemente inquinata</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img width="770" height="400" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/08/goletta-verde-giu-le-mani-dalla-costa.jpg" alt="" class="wp-image-10302" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/08/goletta-verde-giu-le-mani-dalla-costa.jpg 770w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/08/goletta-verde-giu-le-mani-dalla-costa-300x156.jpg 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2020/08/goletta-verde-giu-le-mani-dalla-costa-768x399.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In provincia di Salerno i <strong>punti fortemente inquinati </strong>sono <strong>la foce Reginna Minor</strong> sul l<strong>ungomare a Minori</strong>, la foce del fiume Piacentino tra Salerno e Pontecagnano Faiano, la foce del Tusciano tra Pontecagnano Faiano e Battipaglia,  il canale di scarico a Marina di Eboli e il Solofrone tra Capaccio e Agropoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, la foce del Rio presso via Posidonia a Capaccio e la spiaggia di fronte al Rio Arena tra Castellabate e Montecorice, <strong>sono risultati inquinati</strong>. <strong>Entro i limiti di legge </strong>la spiaggia di fronte al Rio Caca Fave a Villammare a Vibonati, il mare di fronte alla foce del Rio presso la spiaggia a Caprioli a Centola, la foce del fiume Testene ad Agropoli, la foce Capo di Fiume a Torre di Paestum Licinella a Capaccio, la spiaggia presso via Mantegna e la foce del fiume Irno sul lungomare Clemente Tafuri a Salerno.</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph">Assenza di informazione&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Solo in 3 dei 17 punti risultati oltre i limiti di legge</strong> Goletta verde ha trovato il <strong>cartello con un divieto di balneazione</strong> mentre <strong>solo in 3 dei 29 punti monitorati era presente il cartello informativo sulla qualità delle acque</strong>, obbligatorio per legge da diversi anni. E così continua la disattenzione e disinformazione nei confronti dei cittadini da parte delle istituzioni anche perché <strong>9 dei punti risultati oltre i limiti di legge non vengono campionati dalle autorità competenti</strong>, risultando quindi dei tratti di costa abbandonati, <strong>e 7 dei punti sempre oltre i limiti risultano addirittura balneabili</strong>, nonostante spesso ci si imbatta in corsi d&#8217;acqua inquinati che attraversano spiagge potenzialmente fruibili dai bagnanti ignari del pericolo.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://www.ecostiera.it/in-campania-poche-spiagge-libere-in-costiera-amalfitana-basta-pagare/">In Campania poche spiagge libere, in Costiera amalfitana “basta” pagare</a></p>



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		<title>Mare Monstrum: Campania mare violentato, Sicilia più cemento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Manzoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 11:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GLOBAL LOCAL]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Goletta Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Campania batte tutte le regioni italiane: mare inquinato, cemento selvaggio, depuratori che funzionano male o che non ci sono. La pandemia non ferma gli illeciti, anzi. Le coste campane tra scarichi fognari e sversamenti di liquami, subiscono oltre undici reati al giorno, nove infrazioni per ogni chilometro di costa. Il report, Mare Monstrum, che...</p>
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<p class="has-drop-cap wp-block-paragraph">La <strong>Campania</strong> batte tutte le regioni italiane: mare inquinato, cemento selvaggio, depuratori che funzionano male o che non ci sono. La pandemia non ferma gli illeciti, anzi. <strong>Le coste campane</strong> tra scarichi fognari e sversamenti di liquami, subiscono oltre undici reati al giorno, nove infrazioni per ogni chilometro di costa. Il report, <strong><a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/07/MareMonstrum_2021.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mare Monstrum</a></strong>, che <strong>Legambiente </strong>pubblica ogni anno è impietoso anche questa volta. C’è un continuo assalto al mare e alle sue bellezze.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda invece il <strong>ciclo del cemento la Campania</strong> viene scalzata dalla <strong>Sicilia</strong> dal triste primato nazionale con <strong>1471 reati </strong>(15,4% del totale nazionale) con <strong>1617 </strong>persone denunciate e arrestate e <strong>166</strong> sequestri. <strong>Diminuiscono i reati per la pesca di frodo con 483 </strong>illeciti accertati( 9,3% del totale nazionale) con <strong>470 </strong>persone denunciate e arrestate e 166 sequestri effettuati con 48.557 kg di prodotti ittici sequestrati pari a 10,3,4kg per km di costa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storica campagna di Legambiente in difesa del mare, vede Goletta Verde toccare varie coste italiane anche in questa estate 2021. Come sempre verranno monitorate le depurazioni e l’inquinamento da microplastiche, ma anche l’attacco selvaggio lungo le coste con costruzioni che non dovrebbero mai vedere la luce in determinati luoghi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Questo dossier </em>&#8211; ha dichiarato&nbsp;<strong>Francesca Ferro</strong>, direttrice <strong>Legambiente Campania </strong>–&nbsp; <em>ci restituisce uno spaccato di illegalità, purtroppo, ancora troppo rilevante, indice del fatto che contro i “nemici del mare” è necessario alzare il livello, non solo della repressione dei reati, ma anche della vigilanza preventiva</em>”.</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph">La Costiera amalfitana, cornice prediletta&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Campania la Costiera amalfitana </strong>è da sempre la cornice prediletta da chi cerca di realizzare, in zone di pregio, abusi di manufatti che poi trasformeranno in case vacanze. A maggio, in pochi giorni di perlustrazione del territorio, i Carabinieri della Compagnia di Amalfi hanno denunciato 15 persone tra i comuni di <strong>Positano</strong>, <strong>Praiano </strong>e <strong>Tramonti.</strong> C&#8217;era chi aveva realizzato solarium coperti sul lastrico, aumenti di cubature, sbancamento di pareti rocciose, conversione di un deposito in alloggio.&nbsp; Fu la scorsa estate, il 26 luglio 2020, che si verificò a Positano un grande smottamento che fece cadere massi rocciosi in mare. Le indagini chiarirono poi che era stato scaturito da un cantiere edile abusivo. Lungo quel tratto, sotto ad un telo mimetico, c’era un macchinario per frantumare le rocce. Un disastro idrogeologico che mina sempre più la già fragile costa.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img width="1024" height="644" decoding="async" loading="lazy" src="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2021/07/Illegalita-cemento-coste-italiane-2021-.png" alt="" class="wp-image-13185" srcset="https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2021/07/Illegalita-cemento-coste-italiane-2021-.png 1024w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2021/07/Illegalita-cemento-coste-italiane-2021--300x189.png 300w, https://www.ecostiera.it/wp-content/uploads/2021/07/Illegalita-cemento-coste-italiane-2021--768x483.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>La classifica illegalità nel ciclo del cemento nelle regioni costiere</figcaption></figure>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Oltre undici reati al giorno, nove infrazioni per ogni km di costa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ un vero e proprioassalto alle coste campane, da primato assoluto con <strong>4.206 reati </strong>(il 18.9% del totale nazionale) distribuiti lungo i suoi circa 470 chilometri di costa, <strong>4.493 </strong>persone denunciate o arrestate e <strong>1.627</strong> sequestri pari. In<strong> aumento</strong> rispetto lo scorso anno<strong> (+6%) le infrazioni legate al&nbsp;mare inquinato,&nbsp;</strong>in particolare scarichi inquinanti e mala depurazione<strong> con 2.053 reati (29,7% del totale nazionale).</strong> In <strong>cima alla classifica del mare illegale 2020,</strong> troviamo gli <strong>illeciti legati al ciclo dei rifiuti e all’inquinamento marino</strong> con la Campania stabilmente in testa con<strong> 2.053 reati</strong> (29,7% del totale nazionale); primato confermato anche sulle persone denunciate e arrestate (<strong>1.949</strong>) e per numero di sequestri <strong>(895)</strong>.&nbsp;</p>



<p class="has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph">La <strong>maladepurazione&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rimane purtroppo uno dei mali cronici del nostro paese,</strong> come confermano i dati sulla copertura del servizio di collettamento e depurazione dell’Istat, con 40 Comuni, per 394 mila abitanti, senza il servizio pubblico di fognatura e 339 Comuni, con circa 1,6 milioni di residenti, privi di impianti di depurazione (i valori più elevati sono evidenti per il Mezzogiorno e le Isole).&nbsp;Il deficit impiantistico è all’origine di cinque procedure d’infrazione da parte dell’Unione europea in relazione al servizio idrico, delle quali quattro si riferiscono alla mancata o errata applicazione della Direttiva 91/271/CEE dei primi anni Novanta, relativa alla raccolta, al trattamento e allo scarico delle acque reflue.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inadempienza che ha avuto conseguenze oltre che sull’ambiente e sulla salute cittadini, anche sulle casse dello Stato, costretto a pagare pesanti ammende pecuniarie. Soldi che poi vengono pagati in bolletta dai cittadini e che sarebbe stato indubbiamente preferibile spendere per costruire reti e impianti, non per pagare multe.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Calabria, Sicilia e Campania sono le Regioni con le maggiori criticità,</strong> la prima con <strong>l’89% degli agglomerati </strong>in stato d’infrazione, la seconda con il<strong> 77% e la terza con il 75%</strong>. È in queste Regioni, dunque, che il grido di dolore del mare inquinato si staglia più che altrove, nonostante si tratti di aree rinomate per le bellezze delle coste prese d’assalto con la bella stagione.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://www.ecostiera.it/legambiente-campania-spiagge-libere-bene-comune-vanno-valorizzate/">Legambiente Campania: spiagge libere bene comune, vanno valorizzate</a></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><a href="https://www.ecostiera.it/in-campania-poche-spiagge-libere-in-costiera-amalfitana-basta-pagare/">In Campania poche spiagge libere, in Costiera amalfitana “basta” pagare</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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