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Perché Barcellona non è solo Gaudì

Trae in inganno l’immagine di Barcellona solo legata all’architettura estrosa dell’artista Antonio Gaudì, padre del modernismo. La città catalana è qualcosa di più di tutto ciò: ad iniziare dal gotico che si esalta tra i dedali dei vicoli, le antiche mura romane, i quartieri popolari con i suoi mercati colorati, le imponenti cattedrali ricche di storie, le tradizioni religiose legate a Santa Eulalia, la vitalità dei suoi cittadini e gli ‘spettacoli’ che ad ogni angolo ti regala inaspettatamente.

E’ facile così incontrare lungo la tua strada, in una sera quasi primaverile, tre tenori che improvvisano un concerto in strada, in un’atmosfera da romanzo di Ildefonso Falcønes.

Il “plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro” come lo definì Le Corbusier, ha sicuramente dato un’impronta di vitalità a questa città. E solo grazie a Gaudì, se ben sette sue opere che si trovano nel capoluogo catalano, sono state inserite nel Patrimonio Unesco (Casa Vicens, Parco Güell, Palazzo Güell, Casa Milà,  Facciata Sagrada Familia, Casa Battlò, Cripta Colonia Güell). Però se si inizia da qui, Barcellona si finirà per conoscerla solo in un suo aspetto. Ed invece merita di essere vissuta, passo a passo, ad iniziare proprio dal Barri Gòtic, il suo quartiere gotico.

Un dedalo di viuzze nella #Barcelona gotica

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Il Barri pulsa di vita vera, fatta da chi ci vive e lavora. E questo suo intrico di stradine medievali, con tapas bar, negozi d’epoca, ristoranti tipici, piccole botteghe, portano il visitatore nella sua anima più vera. E se conoscerete questo suo lato, vi emozionerà pensando alla sua storia, e a molte pagine di romanzi che proprio qui sono stati ambientati…

Gaudí style (Park Güell, #Barcelona)

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