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“Muscatello solo Covid”, il caso fa emergere il primo positivo di Augusta

AUGUSTA – Il pre-triage del Muscatello registra il primo caso indubbio di Covid-19 ad Augusta, proprio mentre si accende il dibattito sulla trasformazione di Chirurgia in reparto Infettivi. Risale al 18 marzo il riscontro della positività su quello che si può definire il paziente zero, almeno sotto il profilo dell’informazione giornalistica. Ma la notizia è filtrata senza ombra di dubbi solo il giorno dopo, quando una rassicurante “precisazione stampa” dell’Azienda sanitaria provinciale ha fatto crollare il granitico muro di riserbo come un castello di sabbia. Si tratterebbe di un adulto in età vicina a quella giovanile, che sarebbe rientrato dal Nord solo un paio di giorni prima e che immediatamente si era registrato alle autorità sanitarie. Grazie al protocollo di monitoraggio, ai primi sintomi tipici del Coronavirus è stato subito istradato verso la struttura del controllo di primo intervento, allestita a distanza di sicurezza del Pronto soccorso. Il paziente è stato messo in isolamento a casa. Dopo 48 ore le sue condizioni non destano preoccupazioni, e sarebbero in netto miglioramento. Inoltre. le precauzioni che ha adottato sin dal momento in cui ha messo piede in città, avrebbero consentito di circoscrivere ad ambiti molto limitati i suoi potenziali contatti.

Notizia sfugge al riserbo su Augusta delle fonti ufficiali.

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La notizia filtrata da fonti attendibili, ma diverse da quelle ufficiali, ha riproposto la questione della comunicazione agli organi di informazione. Sin dall’inizio la Asp ha tenuto un atteggiamento sfuggente, sulla questione delle registrazioni statistiche. Non è mai stato chiarito se un paziente viene censito come un caso verificatosi nel paese di residenza. O attribuito al comune del pronto soccorso dove si presenta. Oppure indicato nella città in cui si trova l’ospedale del ricovero in isolamento. Non si tratta di semplici dettagli per riempire gli articoli di cronaca. Potrebbe addirittura non essere il primo passato dal Muscatello, questo tampone positivo a un malato con sintomatologia tipica. Ce sarebbero stati almeno un altro paio in precedenza, ritenuti “sospetti” e dei cui esiti non si è saputo nulla. Si tratta pure in questo caso di indiscrezioni circolate nell’ambiente ospedaliero, fondate ma non facilmente riscontrabili fuori dai “paletti” stretti con cui è stata ingabbiata la stampa con la scusa dell’emergenza. Confini sostanzialmente rispettati da tutti, prima che l’Azienda sanitaria si imbarcasse nelle polemiche intorno il trasloco della Chirurgia a Lentini.

Polemiche sulla riconversione di Chirurgia in Covid.

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A innescarle sono stati i timori espressi dall’Associazione italiana contro le leucemie, sulla incompatibilità del reparto Coronavirus con le esigenze dell’ambulatorio di Oncologia e Ematologia. L’Asp ha replicato con il direttore generale, Salvatore Lucio Ficarra. Nella sua nota stampa “si rassicura l’Ail che il percorso previsto per il Muscatello nell’ambito del Piano Covid aziendale, con l’individuazione del reparto Chirurgia dedicato in questa fase di emergenza a pazienti covid non gravi, con la stessa logica degli altri ospedali della provincia non avrà alcuna promiscuità con altri reparti. Considerato che, assieme ai coordinatori del programma per il Covid Center di Augusta, sono stati percorsi dedicati e separati”. Ma la scelta dell’Azienda lascia perplessa anche la battagliera associazione di volontariato “Tutela della salute“, protagonista di tante lotte per tenere in vita il nosocomio. “Ben venga che si faccia un Covid all’ospedale, ma sapevamo che si sarebbero utilizzate le corsie vuote della cancellata Pediatria, dice Maria Carmela Giannone, presidente del Tds. La quale, pur riconoscendo che all’Asp “sono nella confusione più totale in questo momento di crisi”, tira una conclusione logica:“Si poteva evitare di togliere Chirurgia, perché così si rischia che non possa più tornare“.

Maria Carmela Giannone, presidente del combattivo Tds.
nella foto, la sua commemorazione funebre dal compianto predecessore Domenico Fruciano.
Copertina, il pre-triage per i sospetti casi di Coronavirus.

Interrogazione “coordinamento unico” Centrosinistra.

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A condividere le perplessità dell’Ail si aggiunge il coordinamento unico di 5 partiti, che attraverso i suoi rappresentanti nel gruppo consiliare Centrosinistra ha presentato all’amministrazione comunale un’interrogazione a “risposta scritta urgente”. Nel comunicato diffuso alla stampa, dicono di temere per l’ospedale una progressiva riconversione a Covid hospital, così limitando severamente la funzionalità di tutti gli altri reparti”. Azione, Diem25, Democratici per Augusta, Italia viva e Articolouno, spiegano che “i protocolli sanitari di decontaminazione ci appaiono incompatibili con la coesistenza delle inderogabili funzioni del Muscatello, quale presidio di zona per i rischi ambientali da incidenti industriali del petrolchimico”. Manifestano perplessità sul fatto che non si sia pensato a riaprire l’ex clinica Villa Salus, dove i posti letto sarebbero molti di più dei 14 tolti a Chirurgia, considerato che il decreto regionale consente il ricorso a strutture private. E invitano anche i “Comuni di riferimento per il presidio ospedaliero, Melilli, Priolo e Sortino, a voler intraprendere ogni azione politica, al fine di giungere all’annullamento di effetti deleteri di questa scelta inopportuna e imprudente, anche dal punto di vista ambientale”. 

“L’amministrazione comunale quanto sa dall’Asp?”.

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Il “Coordinamento unico” si chiede, e chiede di sapere, dove scaricherebbero i reflui ospedalieri ‘infettivi’ da Covid-19, e se già adesso si scarichi a mare”. E inoltre pone una questione di fondo, che si interseca con la vicenda poco documentata dei positivi registrati ad Augusta:“L’amministrazione comunale è stata messa a conoscenza della eventuale scelta di ricoversione da parte dell’Asp? E cosa abbia risposto?”. Domande che stavolta non possono essere liquidate come il solito scontro fra opposizione e maggioranza 5 Stelle. Perché il tema di fondo sulla circolazione delle informazioni è molto serio. Lo stanno sperimentando sulla propria pelle le regioni “culla” dell’epidemia. “Dalla Lombardia numeri ormai impazziti, i contagiati sono di più“, titola Repubblica in una lunga intervista apparsa il 19 marzo. A essere interpellato è Enrico Bucci, professore di Biologia dei sistemi alla Temple university di Philadelphia. “Da quello che sappiamo, gli ospedali lombardi ormai al limite del collasso, rimandano indietro moltissime persone con sintomi senza fare loro il tampone. E quindi il numero di contagiati è ampiamente sottostimato. Ma come denunciano i sindaci del Bergamasco, c’è una stima errata anche dei decessi. Molti ormai muoiono a casa senza tampone e non nelle Terapie intensive, quindi non risultano conteggiati come decessi per Covid-19 nei resoconti ufficiali. Per ogni morto in ospedale ce ne potrebbero essere due che sfuggono al controllo“. La “reticenza” a dare notizie precise e puntali su Augusta, e la riconversione di un ospedale ancora aperto solo per miracolo, a cosa stanno preparando?

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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