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Tramonti, il Convento trasformato in casa di accoglienza. Dopo 547 anni vanno via i francescani

Niente più frati francescani nell’antico convento quattrocentesco di Tramonti. L’antica struttura sarà trasformata in una casa di accoglienza per turisti, gestita da un laico che svolgerà le funzioni di direttore. Il comune della Costiera amalfitana perde così dopo 537 anni il suo punto di riferimento spirituale legato anche alle tradizioni locali. Fra’ Mario Luciano che da sei anni faceva il custode è stato trasferito a Maiori. E anche quattro suore rischiano di dover andare  altrove, visto che dovranno iniziare dei lavori per adeguare la nuova struttura alle nuove esigenze. Ma la tradizione religiosa di San Francesco rimarrà viva anche senza consacrati? Questa sembra essere l’ intenzione.“Tramite i laici ci sarà la presenza dei francescani” ha assicurato Padre Emanuele Bochicchio, ministro provinciale dei frati della Provincia di Salerno e di Basilicata.

Fra’ Mario

Ma sembra difficile che anche senza francescani si ritroverà in questo luogo lo “spirito” di una volta. I libri di storia ricordano come l’intero complesso venne costruito nel lontano 1474 grazie alla donazione di un nobile, Matteo D’Angelo, il quale nelle sue ultime volontà testamentarie offrì il proprio patrimonio per la costruzione del convento. Ma di questo “testamento” sembra non interessare più a nessuno.

Eppure Tramonti ha sempre avuto negli anni un rapporto speciale con questo ordine religioso.

E’ festa patronale quando il quattro ottobre si celebra San Francesco d’Assisi. In ogni famiglia c’è un’immagine sacra del poverello che viene devotamente venerata. Per anni, ad ogni raccolto – dall’uva alle castagne ai limoni – i contadini hanno sempre rivolto il primo pensiero alle dispense del Convento di San Francesco: le primizie, il vino novello, le verdure di stagione, erano tutte fatte recapitare in dono presso i francescani che negli anni sessanta ospitavano anche quaranta frati perché lì c’era anche la casa dei noviziati. Ancora oggi molti ricordano la figura minuta di fra Serafino che con la sua bisaccia attraversava a piedi le tredici frazioni, dispensando preghiere e immaginette ad ogni famiglia. Questo frate laico è rimasto tra i ricordi più toccanti. Infatti ogni anno il calendario realizzato dal Comune pubblica puntualmente una sua foto come icona del territorio.
E ben quattro sono stati i francescani nati e vissuti a Tramonti. Padre Salvatore Fierro è stato anche uno storico locale che ha raccolto gran parte dei documenti che hanno permesso di conoscere gran parte della storia locale. Amareggiato e deluso dalla scarsa “sensibilità” verso questa nobile storia del territorio, che sembra calare il sipario in un silenzio assordante, è Antonio Gallo, professore in pensione e storico: “E’ un evento infausto ed infelice sia per la comunità francescana che per quella civile e religiosa scrive Gallo – significa tradire in nome della modernità la devozione a San Francesco, cancellando un pezzo di storia di questa nobile terra non solo generosa ma anche operosa”.

 

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