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II Guerra Mondiale, i ricordi della Costiera amalfitana nel libro di Rita Di Lieto

La memoria, il ricordo, i racconti e le fotografie. Ecco la Seconda Guerra Mondiale nella memoria di chi in Costiera amalfitana l’ha vissuta in prima persona o attraverso familiari e amici, e raccontata tramite interviste, da Rita Di Lieto, professoressa di lingua francese in pensione e per anni collaboratrice di E’Costiera. Già sul cartaceo del giornale e sul foglio parrocchiale Comunicando, i primi racconti presero forma anni fa. Poi man mano il lavoro si è accresciuto, le storie da raccontare sono aumentate. Ed ecco che il libro ha preso corpo con la casa editrice Officine Zephiro. “Voglia di raccontare” (La Seconda Guerra Mondiale nei ricordi degli abitanti della Costa d’Amalfi. Testimonianze da fonti orali), in vendita presso le edicole della Costiera amalfitana, sarà presentato martedì 23 dicembre, ore 18, presso gli Arsenali di Amalfi.

Presente l’autrice che, insieme al moderatore Giovanni Camelia (hanno conosciuto entrambi i protagonisti del volume) arricchiranno l’incontro con aneddoti che sopravvivono da settantanni, grazie proprio ai racconti orali dei più anziani.

La memoria è lo strato antico di un passato – scrive nella prefazione Vincenzo Esposito, docente di Antropologia Culturale all’Università di Salerno – che non c’è più ma che ha prodotto per noi le sue “scorze” sotto forma di ricordo. Un ricordo che, in questo caso, è narrazione orale”.

Ed è quindi attraverso questa “scorza” che arriva il racconto di Rita Di Lieto, arricchito da documenti e foto d’epoca. “L’enfasi data alle celebrazioni del 70° anniversario dello sbarco a Salerno e Maiori del 9 settembre 1943 – scrive nell’introduzione Rita Di Lieto ha indotto don Andrea Apicella, parroco dell’Unità Pastorale Lone-Pastena-Pogerola, ad esortare me e Gerardo Paolillo a raccogliere in un volume le interviste agli anziani sulla guerra”. E così queste memorie man mano prendono corpo nei ricordi di alcuni ultra-ottantenni che sono stati anche prigionieri in Germania, come Salvatore Cuomo di Lone (mitragliere e cannoniere sulle navi della V Divisione Navale), o di chi aspettava il ritorno dei propri cari, come Maria Paolillo.

Ci auguriamo che le voci dei protagonisti delle vicende narrate – scrive Di Lietomolti dei quali non ci sono più, continuino a riecheggiare, affinché il ricordo non svanisca e permetta ai giovani di conoscere un pezzo della storia dei loro nonni e di riflettere sulle loro esperienze”.

Saranno forse anche memorie “imprecise”, sbiadite dal tempo, ma pur sempre testimonianze di una storia che ha interessato, anche se marginalmente, un territorio come la Costiera amalfitana e che merita di essere ricordata. Come l’episodio delle bombe alleate sganciate ad Amalfi tra il 17 e il 18 luglio 1943 che costò la vita a undici persone. O come le battaglie sul Valico di Chiunzi, quelle nel tunnel di Agerola, a Molina di Vietri sul Mare, a Dragonea. E poi la spiaggia di Maiori che divenne punto strategico per gli Alleati, le strutture alberghiere requisite dai tedeschi e poi in seguito dagli anglo-americani trasformati in dei “rest camp”, o l’ospedale di fortuna allestito dagli americani nella Chiesa di San Domenico di Maiori, o la casa ai piedi della torre di Chiunzi, trasformata dall’ufficiale medico Emil Schuster, in pronto soccorso. E poi il racconto degli episodi cruenti come quello del mitragliamento del treno per Vietri sul Mare ad opera di un aereo a bassa quota, o i lanci di volantini firmati da Roosevelt e Churchill o da Eisenhower che invitavano la popolazione della Costiera amalfitana al sabotaggio e alla rivolta. “Quanti intrecci tra le umili vite della gente delle nostre contrade e la Grande Guerra – sottolinea l’autrice – noi siamo grati a quanti hanno avuto la voglia di raccontare le loro storie. Ci hanno consentito di capire almeno in una infinitesima parte quale dramma fu il secondo conflitto mondiale”.

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