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21/6: Di Mare è di “coccio” per fare il sindaco, il Pd per trovare segretario

AUGUSTA – “Ladies and gentleman, Peppe Di Mare“. Il metaforico speaker chiama già sul ring del 4 ottobre il primo candidato sindaco. Con un laconico comunicato diffuso il 18 giugno, il capogruppo consiliare della federazione #perAugusta ha annunciato per domenica mattina la conferenza stampa di presentazione ufficiale della sua candidatura. Incontrerà i giornalisti alle 10 meno un quarto davanti il sedile “o coccio”, nei giardini pubblici di levante, per formalizzare quanto già si sapeva da un paio di anni. E’ stato infatti il primo a rivelare pubblicamente le sue ambizioni, già nel maggio 2017. E ora è il primo a staccarsi dai blocchi di partenza della campagna elettorale, presentando il suo programma mentre i concorrenti stanno ancora ragionando sulle alleanze per le liste. Con il suggestivo golfo Xifonio a fare da quinta e contraltare allo sfacelo del palco della musica – scelta scenografica forse studiata per le riprese da rilanciare sui social – l’aspirante primo cittadino terrà “un breve discorso alla città”. Poi, dice sempre nella mail d’invito, “sarò lieto di fermarmi con la stampa e rispondere alle eventuali domande”. 

Curiosità sulle liste della federazione #perAugusta: 3 o 4?

Peppe di Mare, sullo sfondo Marco Stella
copertina, coi giovani di Destinazione futuro
durante la presentazione-show di 100xAugusta

Una formula di cortesia, questa usata da Di Mare, perché è il primo a sapere che gli interrogativi dei cronisti saranno inevitabili. A cominciare dal numero di simboli che affiancheranno il suo nome sulla scheda, che dovrebbero essere almeno 3, al netto di aggiunte pro forma e salvo imprevisti. Ci sarebbero i giovani di Destinazione futuro, che forse hanno mantenuto l’entusiasmo iniziale, ma ai quali qualche conto sembra non tornare quando si parla di previsioni per il seggio in consiglio. Poi c’è 100xAugusta. Era partita in grande spolvero e grande anticipo, lo scorso anno, con un vero e proprio show a San Biagio. Ma via via ha cominciato a registrare qualche passo indietro, appena gli effetti speciali sul mattatore della serata si sono smorzati. Di veramente sostanzioso resta Cambiaugusta, roccaforte di provenienza saldamente presidiata dall’esperto Marco Stella, astuto ispiratore di una candidatura che ha paralizzato il centrodestra. In lista d’attesa c’è la famosa lista numero 4, spesso ventilata ma mai mostrata. Però è una quarta sponda tutta da esplorare, prima di capire se sia davvero una colonia conquistata nel continente Centro.

Sindacatura Paci, rientrata ma l’intesa ancora non c’è.

Nessun replay del 2015 per il centrodestra (foto Fb)

Perché è in quel vasto e variegato mondo di mezzo della politica cittadina, che si gioca la vera partita per arrivare al ballottaggio del 19 ottobre. Il centrodestra, di fatto, ormai non esiste più. La Destra sembrava volesse andare prima per conto suo per poi attirare gli altri, ma è finita che Lega e Fratelli d’italia stanno andando ognuno per fatti propri, facendo scappare tutto il resto. I notabili dei moderati si sono già sganciati dal meloniano Pietro Forestiere, iniziando a tessere con Pippo Gulino, anche se Forza italia e Udc non vengono allo scoperto. Nel patchwork dell’ex sindaco anni Novanta, infatti, si trova quasi mezzo Pd. E di fare il grande inciucio portandosi dietro i loghi nazionali, in quei partiti ancora non sono pronti. Poi c’è pure il fatto che nel cerchio magico del candidato riesumato dal secolo scorso, la golden share è detenuta dal delfino Marco Niciforo. E sull’intuibile vicesindacatura a questo capogruppo di Augusta2020, non a tutti va giù che sia scontata a prescindere dalla performance nelle urne. Così ci ha pensato Nicky Paci a resettare un programma elaborato per girare in un’unica direzione. Il nome dello sconfitto al ballottaggio 2015 è circolato per una settimana come accorda-tutti. Poi l’ipotesi è rientrata nell’ultimo week-end, ma ancora nessuno sembra autorizzato a indicarlo fra gli ingredienti della macedonia guliniana. Dove si spera di aggregare i recalcitranti autonomisti di Salvo Madonia e i berlusconiani in cerca di sostanza, insieme ai mezzi democratici che stanno già in casa.

Art1 si scopre: Triberio e Zappulla stanno con Carrubba.

Giancarlo Triberio con Pippo Zappulla, garante dell’intesa di Art1 con Massimo Carrubba.

L’altro mezzo abbondante del Pd sta invece con Massimo Carrubba. L’ex sindaco vittima del “romanzo criminale” sui condizionamenti mafiosi trovati fantasiosi dal tribunale, non avrà sigle di partito. Un modo per incamerare qualche importante pezzo moderato senza creare imbarazzi, anche se quasi tutte le espressioni del centrosinistra sono già con lui. Articolouno è la prima a metterlo nero su bianco. “Con la sentenza definitiva di assoluzione finalmente si fa chiarezza su una vicenda giudiziaria, politica e personale torbida e per troppi tratti anche inquietante, che tanto danno ha fatto all’uomo, ai suoi affetti e al suo profilo di amministratore”, scrivono Giancarlo Triberio e Pippo Zappulla. Il comunicato congiunto del capogruppo Centrosinistra e del segretario regionale Art1, indicatore di un’intesa garantita politicamente a livello siciliano, prosegue dicendo che “le amministrative rappresentano un’occasione importante e storica per riaffermare il diritto di Augusta a un futuro di sviluppo, di lavoro, di legalità e di trasparenza”. Il documento a quattro mani evidenzia inoltre come quelle “vicende giudiziarie hanno trascinato l’intera comunità su un terreno paludoso di attacchi, di giudizi, di strumentalizzazioni“.

Strana campagna grillina contro vittima d’un “sistema”.

Cettina Di Pietro nel post della sua ricandidatura “con riserva” (foto Fb)

In effetti qualcosa non torna in questa strana campagna elettorale, inusualmente estiva e col distanziamento sociale. Settori dell’attivismo grillino continuano ad accanirsi sulla vittima di un sistema accusatorio inceppato (o forse del Sistema tout court, come sospetta l’ex deputato Rino Piscitello), “trascurando” tutte le altre candidature. Eppure di argomentazioni più solide rispetto quelle attualmente imputabili a Carrubba, ne troverebbero senza sforzi. Sono prigionieri di un cliché culturale dentro il quale girano in loop mentale, o sono espressione di accordi sotterranei con qualche avversario per finta? D’altronde non sarebbe la prima volta, se Stella dice il vero quando racconta che Cettina Di Pietro lo andò a cercare per un’intesa sottobanco prima del ballottaggio. Comunque si scoprirà presto se i nostalgici del vaffa sono soltanto orfani smarriti dell’unico argomento politico di cui erano capaci, e ci si aggrappano ostinatamente in mancanza di risultati da mostrare, oppure sono termometro di una più ampia strategia trasversale. La sindaca delle 5 Stelle ha già lanciato il sasso di un post suggerente ricandidatura e poi, tastata la reazione affatto incoraggiante, ha ritirato la mano con dichiarazioni a mezzo stampa circa riserve ancora da sciogliere”. Tutto sarà più intellegibile appena la presentazione delle liste chiarirà chi sono i compagni di chi, e nei comizi potranno dirselo cosa c’è dietro le mascherine.

Augusta2020 punta su Vita per scalare la segreteria dem.

Primo da sinistra Alessandro Tripoli e Milena Contento prima da destra.
Contrapposti alle votazioni Pd ieri come oggi.

Carrubba, nel frattempo, è spettatore interessato delle elezioni per la segreteria democratica cittadina, previste la stessa domenica dell’ufficializzazione Di Mare. Le nuove regole del tesseramento online hanno drasticamente ridotto i vecchi pacchetti pre-confezionati, tradizione della casa. Così il partito al governo della nazione si è ridimensionato a un centinaio e passa di veri tesserati, che subito sono stati incasellati in correnti come da prassi consolidata. Le più grosse e monolitiche hanno il 40 per cento ognuna, e una propria proposta per la carica di segretario. In un primo momento c’era l’indiscrezione di Milena Contento, già assessore con l’ultimo sindaco dem, cui ora vuole negare la rivincita insieme a Niciforo. Poi ha capito che quella segreteria Pd diventava una gabbia, se vuole correre al consiglio comunale in una coalizione pot-pourri coi berlusconiani di Paolo Amato e gli ex leghisti di Saro Salmeri. Così dai frequentatori di Augusta2020 con tessera dem sarebbe stato tirato fuori Luca Vita, apprezzato avvocato delle nuove leve democratiche. Dovrà fare i conti con qualche nome di esperienza tenuto coperto, messo in campo dal blocco che vuole mantenere il partito ancorato con la Sinistra. Sarà determinante il restante 20 per cento di liberi tiratori. Dovrebbero mirare tutti contro il compagno giovane, esclusivamente per il progetto politico da cui viene sponsorizzato, ma non è detto che qualcuno di loro non impallini il vecchio amico. Anzi, sarebbe già una “notizia” se questo non accadesse. E i programmi? Come ripeteva Gulino durante le campagne ruggenti per le sue due sindacature fine Novecento, “quelli si comprano alla Buffetti“.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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