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Augusta, la cassa Comune schizza a 24 milioni ma le tasse restano al top

Ultimo aggiornamento Friday, 19 June, 2020   13:23

AUGUSTA “Ciò che abbiamo realizzato, lo abbiamo fatto sempre con sacrifici ed economie”. Molte economie. Esattamente 23 milioni e 884 mila euro, più gli spicci. A tanto ammonta infatti il fondo cassa che l’amministrazione Cettina Di Pietro può vantare alla voce “disponibilità”, secondo il prospetto del settore finanziario datato 12 giugno. Un gruzzolo che il Comune formichina di Augusta ha incrementato persino durante il tutto chiuso, visto che al 2 gennaio il saldo a disposizione era di “appena” 8 milioni e 900 mila. Un vero e proprio boom di liquidità nel giro di pochi e difficilissimi mesi, che sarebbe in buona parte dovuto al rientro dei trasferimenti bloccati dallo Stato. Riallineati i bilanci comunali proprio sul filo di lana, i cordoni della borsa governativa si sono allentati. E così, in un post celebrativo del suo quinquennio a Palazzo, interpretato come una conferma di ricandidatura, la sindaca grillina ha potuto affermare che “consegniamo una programmazione fatta con i conti a posto: grazie ad essa, nei prossimi anni tanto verrà a luce e arricchirà la nostra splendida città”. Solo che non tutti vogliono attendere il 2021, e seguenti. Anche perché nessuno sa come si ci arriverà col proprio bilancio familiare, impoverito dalla post-epidemia e dissanguato da tasse ancora al massimo nonostante la fine del dissesto

A verbale:”Imu non si tocca, squilibrerebbe il bilancio”.

Con le amministrative d’autunno alle porte, la riduzione della pressione fiscale usando quel tesoro multi-milionario non poteva restare fuori dal dibattito politico. Infiammandolo, come sempre accade dal 2015. E come accade quasi sempre dal 2017 a questa parte, a gettare la benzina sul fuoco è l’ex assessore 5S al Bilancio, Giuseppe Schermi. La miccia questa volta è un verbale di commissione, che ha pubblicato sulla pagina social Diem25. In quel documento sulla riunione dell’11 giugno, l’odierno consigliere d’opposizione “chiede spiegazioni perché la proposta di delibera riporta la conferma delle aliquote di tassazione al massimo“. Gli risponde Angelo Carpanzano, dirigente del settore finanziario, “facendo presente che con le criticità di quest’anno dovute al coronavirus, che non hanno permesso di incassare vari tributi comunali, considerato che l’Imu è l’imposta principale si rende necessario salvaguardare gli equilibri di bilancio. In realtà, sui mancati introiti sembra abbia inciso abbastanza anche l’impervia mole di lavoro piombata su uffici impreparati, dopo il definitivo sganciamento dall’ex concessionaria di riscossione Pubbliservizi. Secondo la giunta municipale, supportata dal funzionario che si è fatta prestare dal Comune di Modica, sul versante Imu sconti non se ne possono fare.

Consiglio senza revisori, visti di legittimità via pec.

Ma persino i 5 Stelle del “sissignore” alla sindaca sempre e comunque, arrivano a comprendere che sulla questione tasse si giocano un bel pezzo di elezioni. Specialmente che per fare qualcosa adesso i soldi ci sono. Il fatto è che non sanno come trarsi d’impaccio. Qualcosa si è intravisto nella seduta consiliare del 15 giugno, anche se le porte chiuse a tutti hanno “oscurato” la maggior parte dei passaggi imbarazzanti del dibattito. L’audio selettivo dello streaming ha fatto perdere il contraddittorio fuori onda, che poi è spesso quello più rivelatore. Il silenziamento dei microfoni durante le pause ha fatto il resto. Nonostante questi accorgimenti “salva-faccia” occultati dietro il paravento del distanziamento, quanto messo online è bastato a far storcere il naso. Con quel collegio dei revisori assente dall’aula, però invitato a seguire i lavori in smart-working. E coi consiglieri costretti a inviare gli emendamenti via pec, per ricevere i pareri di legittimità contabile nello stesso modo. “Se avessi voluto chiedere chiarimenti, come potevo interloquire?”, domanda Schermi. Spiegando la sua astensione dalle deliberazioni sullo slittamento della rata Imu al 30 settembre“con l’impossibilità di capire bene cosa si stava andando a votare”. (La foto di repertorio che in copertina lo ritrae discutere col precedente organo di revisione, illustra perfettamente il concetto) .

Corsa a smarcarsi, consiglieri 5S soli:”Fanno tenerezza”.

La minoranza narra di uno scaricabarile fra i dirigenti del Comune e l’amministrazione, frutto inequivocabile del pasticcio arrivato in aula nonostante la supervisione di Giuseppe Canto. “Capito evidentemente subito che la loro proposta di delibera faceva acqua da tutte le parti, la sindaca e l’assessore siracusano competente per la materia, in perfetto stile anglosassone, hanno pensato bene di abbandonare la maggioranza al suo destino, lasciando il solo capogruppo 5 Stelle a difendere l’indifendibile operato della giunta. Sino a ieri, mai avrei pensato di provare tenerezza mista ad ammirazione per lo stoico Mauro Caruso che alla fine, per salvare il salvabile, si è dovuto arrendere alla minoranza trovando una sintesi con il consigliere Peppe Di Mare.”. La nota social dell’ex sindaco Massimo Carrubba sintetizza sia quello che si è visto al pc, sia quanto raccontano i reduci da quelle 5 ore di dibattito a singhiozzo.

Imu rinviata ma non toccata, ora il nodo Cura Augusta.

“Un consiglio comunale che poteva durare 30 minuti”, commenta Di Mare, in un comunicato dell’indomani. Anche per il capogruppo del Misto, “l’assenza dei revisori è stata imbarazzante”. Comunque, prosegue, “seppur in forte ritardo l’atto è stato approvato”. Anche se resta ancora “perplesso sui tempi di arrivo in consiglio della proposta”. Il consigliere di Cambiaugusta il sindaco lo vuole fare, e perciò continua a ingegnarsi su come abbassare i balzelli municipali. “Considerato che il governo nazionale nulla ha previsto in questa materia, anzi ha preteso i pagamenti con la risoluzione 5 del Mef, vanno inseriti nel regolamento dell’Imu agevolazioni e riviste le aliquote al ribasso. Ma questa sarà la prossima scelta”. Intanto incombe il prossimo appuntamento scabroso, con gli aiuti agli operatori economici. I 5 Stelle vorrebbero farli arrivare in aula già la prossima settimana, riservandoli principalmente a commercianti, artigiani e partite Iva. Sempre senza toccare quei 24 milioni circa che si trovano pronta cassa, dei quali non si capisce ancora che uso si voglia fare. Il milione e mezzo a disposizione per questo “Cura Augusta” è stato recuperato dalle rate posticipate sui prestiti. Il nodo sono le due proposte distinte, identiche nei contenuti però inconciliabili politicamente.

Riconvocate le commissioni per regolamento condiviso.

Marco Niciforo, capogruppo Augusta2020

Il gruppo consiliare Augusta2020 ha infatti battuto sul tempo l’amministrazione, riguardo gli aiuti una tantum per chi è stato costretto a restare chiuso. Per non dare questo vantaggio all’opposizione, Palazzo di città ha messo in campo una contro-proposta redatta dagli uffici. Un escamotage per farla sembrare più “oggettiva” rispetto quella della minoranza, come se gli impiegati si mettessero a lavorare autonomamente su un argomento così delicato senza indicazioni dalla giunta. Ovviamente non si è mai sentito prima che un consigliere di minoranza rinunci a una propria prerogativa, solo perché qualche funzionario gli presenta un elaborato similare. E altrettanto ovviamente i grillini temono che in aula si ripeta il “teatrino” dello slittamento Imu. Per evitare un’altra figura di Pulcinella alla sua maggioranza, Sarah Marturana ha riconvocato le commissioni consiliari congiunte per il 18 giugno. La presidente del consiglio vuole portare a San Biagio un regolamento condiviso“Non ritengo utile e corretto che si possano discutere in aula due regolamenti che di fatto sono uguali, dovendo mettere il consiglio, per mero schieramento politico, di votare uno piuttosto che un altro, creando non solo imbarazzo ma una inutile lite politica che non rappresenta i valori del consiglio comunale“, scrive la grillina nella lettera ai consiglieri.

Di Pietro, dal bilancio dei 5 anni sparisce il Movimento.

Fra questi “valori” del consiglio comunale evocati da Marturana, però, non devono esservi compresi certi interventi tranchant della sindaca contro Giancarlo Triberio. Lasciata fare, anche quando rivolge all’indigesto capogruppo del Centrosinistra espressioni che, in altri contesti, sarebbero considerati insulti. La benevolenza presidenziale verso la illustre “ospite”, fra l’altro, è pure mal ricambiata. Perché nel lungo intervento auto-celebrativo sull’ingresso a Palazzo, festeggiato il 15 giugno, Di Pietro ripercorre i 5 anni di poltrona senza mai citare il lavoro del suo gruppo consiliare. Eppure ammette di essersi “trovata ad assumere un carico di responsabilità pesantissimo e che andava ben al di là di ciò che si poteva immaginare dal di fuori”; ma evidentemente si è caricato tutto da sola. Scrive che “orgogliosamente posso dire che oggi il Comune di Augusta è diventato un Ente sano, che paga prestazioni ed eroga servizi”. E conferma sostanzialmente la sua ricandidatura:“Il 4 ottobre spetterà agli elettori trarre le conclusioni sull’operato di questa Amministrazione“. Mette pure le mani avanti sui risultati, spiegando che “il mio programma elettorale prevedeva tantissime cose, la realizzazione delle quali erano state tutte realisticamente legate alle effettive disponibilità di bilancio. Però dimentica che quella scarsa “disponibilità” se l’è cercata da sola, proclamando frettolosamente un dissesto poi risultato un quarto del dichiarato. Così come dimentica di spartire il merito dei risultati con gli assessori, e coi consiglieri 5S che ne hanno votato ogni atto senza cambiare una virgola. Ma la vera dimenticanza che colpisce è che nelle 667 parole del suo scritto, fra 4.161 caratteri del suo post, non compaiono mai né l’acronimo né le parole “Movimento 5 Stelle“.

Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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