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Augusta, ombre sul voto. Piscitello: candidati parlino sul “Sistema Amara”

Ultimo aggiornamento Saturday, 20 June, 2020   12:37

AUGUSTA – “E’ arrivato il momento che ogni candidato a sindaco o sindaca di Augusta prenda una posizione chiara e inequivocabile contro il cosiddetto Sistema Amara, che ha inquinato anche la vita politica della città”. Mancano poche ore alla notizia che in Sicilia si voterà il 4 ottobre, quando Rino Piscitello pone la questione “morale” per le imminenti comunali. L’ex deputato del collegio oggi è stretto collaboratore del vicepresidente della Regione, Gaetano Armao (in copertina primo da destra accanto Piscitello, foto tratta dal profilo Fb). Perciò l’11 giugno avrà saputo in anteprima la data che segna la fine dei tatticismi. Così mette subito le mani avanti su una tematica che molti cercheranno di sottacere, nella confusione di una campagna difficile per la post-epidemia. Qualcuno tacerà, “secondo alcune voci” raccolte dall’onorevole dell’Ulivo oggi convertito all’autonomismo, “perché appare avere rapporti con i personaggi protagonisti del Sistema“. La maggior parte invece ha tutto l’interesse a glissare, per non dare un vantaggio al ritorno di Massimo Carrubba. Dopo la rinuncia della Procura a presentare appello contro l’assoluzione con formula piena, per infiltrazioni mafiose risultate costruite a tavolino, l’ex sindaco ora è percepito come la “vittima” augustana. Nessun atto giudiziario lega le due vicende, ma la politica talvolta precede le verità processuali. O almeno ne sfrutta i presupposti, specie se di mezzo ci sono le urne.

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L’onorevole a Di Pietro: non puoi uscirtene fischiettando.

Rino Piscitello

Il migliore “gancio” agli avversari elettorali, paradossalmente, gliel’ha offerto la grillina Cettina Di Pietro. Quando ha rilasciato alla Sicilia un’intervista sconcertante per una sindaca, e sorprendente per penalista. Infatti ha definito la completa e definitiva assoluzione del suo predecessore come un “fatto personale”, e non come una sentenza dai forti risvolti storici, politici e sociali. Dichiarazioni che sono suonate a molti come se avesse detto che a Norimberga fu solo un processo a militari e attivisti zelanti. “Possiamo derubricare questa vicenda che è caduta come una macchia orrenda sulla storia della città? No. Non possiamo. E chi lo propone è un pessimo politico e soprattutto un pessimo cittadino”, scrive Piscitello nel suo comunicato. L’ex deputato del collegio non è mai stato molto duro con “la Sindaca (o signora Sindaco se preferisce)”. In fondo scusa anche adesso il fatto che “prova a fischiettare”, attribuendolo al  “timore di dover ritrattare parte del veleno che avallò e per alcuni aspetti contribuì ad alimentare”. Durante il suo mandato parlamentare nella Margherita aveva preso residenza ad Augusta, ma ora dice che “se fossi ancora un elettore augustano avrei difficoltà a votare Carrubba, se fosse a capo di una coalizione di centrosinistra“. Questo per far capire, o almeno provarci col cronista, che non è una mossa da campagna elettorale. E comunque lo sarebbe solo in parte.

“Tutti sanno dal 2015 errori e strafalcioni dell’inchiesta”.

“Già da ben 5 anni tutti conoscono l’assurdità di quella operazione ben congegnata che portò allo scioglimento per mafia. Tutti lo sanno almeno da quando in conferenza stampa nel 2015, assumendomi un rischio, ho distribuito centinaia di copie della relazione riservata della Commissione d’accesso che proponeva al prefetto di Siracusa lo scioglimento”, ricorda Piscitello nel documento odierno. In effetti all’epoca c’era la corsa a scaricare l’ex sindaco, con in testa i principali beneficiari politici alla ricerca di una “verginità”. L’onorevole si prese di petto una questione dalla quale non aveva nulla da “guadagnare” politicamente. Anzi. Fece una operazione verità a suo rischio e pericolo. “Ognuno ha avuto la possibilità di vedere gli strafalcioni, gli errori, le omonimie e la sostanziale inconsistenza di quelle pagine che erano calate come un maglio sul corpo vivo della città“, sottolinea nel comunicato. In realtà sono stati tanti a non volerli vedere, per calcolo o semplice acrimonia. I grillini ci hanno costruito pure le loro fortune politiche, ma non è questo il tasto che l’ex deputato vuole toccare. Perché la vera questione, che diventa improcrastinabile in vista delle comunali d’autunno, è dare una risposta almeno elettorale all’unica domanda cui la “storica” sentenza non ha dato verdetto: a chi è giovato quel “romanzo criminale”?

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Sullo scioglimento stessi metodi di Siracusa e Scicli.

“Tutti hanno visto crollare ad una ad una le accuse. E soprattutto tutti sanno che dietro quell’operazione vi era quello che è stato definito Sistema Siracusa, che intendeva mettere le mani su Augusta e controllarla”, sostiene Piscitello nel comunicato. In effetti, a leggere le cronache sulla “corruzione in atti giudiziari” nei Palazzi di giustizia di mezza Italia, il modus operandi sembra simile. Ma nulla, oggi, può legittimamente accostare lo scioglimento del Comune a quei fascicoli scottanti. La valutazione politica di chi è ancora dentro i Palazzi di governo, come appunto questo onorevole con molte legislature alla Camera, però non aspetta i tempi giustamente più lunghi delle sentenze. Anche perché la recente relazione dell’Antimafia siciliana sulle vicende di Scicli, ha dimostrato come certi teoremi contro le amministrazioni scomode venissero messi in piedi proprio dal malaffare travestito da “legalità“. Quasi un metodo collaudato, applicato utilizzando risorse e uomini dello Stato. Molti totalmente inconsapevoli, convinti di fare il proprio dovere. Perciò, quando il comunicato parla di mettere le mani sull’amministrazione augustana e “controllarla”, fa sorgere spontanea un’altra domanda: alla fine ci sarebbero riusciti?

Carrubba: ora riabilitate la città, a me basta la sentenza.

Massimo Carrubba

Piscitello non fornisce una risposta nel suo documento, e nemmeno al taccuino del cronista. Da politico navigato “aggira” l’ostacolo, per arrivare allo stesso punto. Anziché indicare a dito propone di fare la conta per alzata di mani, e vedere chi se le tiene in tasca. “Mi permetto di avanzare una proposta a tutti i partiti politici di Augusta: prima di iniziare la campagna elettorale, e di dividersi come è normale e giusto fare, facciano in modo unitario una conferenza stampa nella quale dichiarino la loro soddisfazione per la conclusione della vicenda, e chiedano tutti insieme la riabilitazione formale della città“. Immaginare qualcosa del genere, con la situazione di scontro che si respira da sempre, è fanta-politica. Resta comunque la “provocazione” di tante conferenze singole, in cui prendere posizioni inequivocabili sul Sistema Amara“. Ma Carrubba, cosa ne pensa di questo assist? “Sarebbe un bel segnale dopo anni di veleni e di fango”, replica l’ex sindaco. Diplomaticamente aggiunge di essere “certo che i dirigenti dei partiti e dei movimenti sapranno cogliere il vero significato della proposta dell’onorevole. Essi facciano lo sforzo di non pensare a me, ma agli interessi preminenti della nostra città, ponendosi in una prospettiva storica futura”. L’ex imputato di fantomatiche collusioni mafiose conclude dicendo che “a me, posso assicurare, basta la sentenza di piena assoluzione emessa dal tribunale“. Se poi il verdetto fosse confermato pure da tante “x” sulla scheda elettorale, c’è da stare certi che non gli dispiacerebbe affatto.

PER APPROFONDIRE: Augusta, Carrubba fa lo sgambetto al Pd: incapaci pure d’un comunicato
Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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