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100 per Augusta apre le comunali 2020 col “Peppe Di Mare show”

AUGUSTA – Luci strobo, jungle trionfali, maxichermo coi versetti salienti e claque entusiasta. Il debutto di “100 per Augusta” è stato a dir poco “spettacolare”. In senso letterale. Perché la presentazione della terza lista a supporto della sindacatura Peppe Di Mare, il 31 maggio a palazzo San Biagio, ha forse segnato una linea di demarcazione nella politica cittadina: niente contenuti ideologici, qualche accenno programmatico qua e là, e molta coreografia. Forse troppa. Mancava solo il coro gospel e il seguace che getta le stampelle, e poi c’era tutto il format dei telepredicatori americani.

Di Mare fa il suo teatrale ingresso in scena
(in copertina, foto di gruppo di “100 per Augusta”)

Da serio consigliere a teatrante consumato.

Specie quando il candidato della federazione #perAugusta ha allontanato l’asta col “gelato” dove avevano parlato tutti, per aggirarsi sullo spazio scenico col radiomicrofono incollato sulla mascella. Esibendosi in un discorso teatralmente gesticolato, dove il tono tribunizio compensava l’assenza di novità nei contenuti. Non è dato sapere chi abbia suggerito a questo serio consigliere di recitare un ruolo innaturale per la sua preparazione politica, e la sua storia personale iniziata con Azione giovani e maturata nei banchi consiliari del centrodestra.

La necessità di un centrismo “baricentrico”.

Cosa invece abbia convinto il capogruppo del Misto a esibirsi in una kermesse da primarie americane, con tanto di presentatrice omaggiata del classico mazzo di fiori, è invece facile da immaginare. La nascita di un polo sovranistra con risultati elettorali di tutto rispetto, almeno alle europee di domenica scorsa, lo sta costringendo a spostarsi verso il centro. O meglio, verso il “baricentro”. Perché solo la speranza di imbarcare i moderati di un centrosinistra rinato, ma che ancora non sa cosa farà da grande e se ci arriverà alla maggiore età, può snaturare in questo modo un politico che ha sempre incarnato la figura del migliore moderatismo conservatore.

I 5 stelle unici avversari nelle urne.

Il centrismo “baricentrico” è emerso anche dai contenuti del suo discorso, tutto diretto contro un unico obiettivo: i 5 Stelle all’amministrazione. Un attacco frontale con qualche semplificazione di troppo per un politico da tutti ritenuto molto preparato. Tuttavia solo gli addetti ai lavori potevano coglierla, comprendendo anche che veniva utile allo spettacolo. Lo slogan “dal dissesto economico al dissesto sociale”, sintetizza efficacemente il monologo finale anti-grillino. “Memoria e storia” sembrano invece il filo conduttore del manifesto programmatico.

Nei “centisti” anche Ciccio La Ferla.

Sugli stessi temi di fondo si sono espressi gli oratori di “100 per Augusta” che l’hanno preceduto. Tutte figure conosciute nella società civile augustana, ma sostanzialmente sconosciute nel grande gioco della politica. Tranne Ciccio La Ferla, ingegnere civile e consigliere di lungo corso al Comune e alla Provincia, stranamente presentato come “un mago del fai da te”. Un’abilità da bricoleur che, “fin dal 1994”, deve essergli venuta utile anche nella navigazione politica. Considerato che a fine spettacolo, alla domanda “in quali partiti hai militato”, l’onesta ed esaustiva risposta è stata:”In tutti”.

Ciccio La Ferla, la politica con l’anima rocker.

Pasqua e Aviello in prima fila con Spanò.

La serata era stata annunciata molto prima delle elezioni con un corposo battage pubblicitario. E l’affluenza di pubblico non ha deluso gli organizzatori di CambiAugusta. Il salone Liggeri era gremitissimo, affollato persino sul pianerottolo e sulle scale del primo piano. Impossibile tenere conto dei “vip” presenti. Un elenco fortemente incompleto registra nella prima fila i consiglieri Angelo Pasqua e Salvo Aviello, insieme all’ex presidente del porto Pippo Spanò e all’ex consigliere missino Pino Vena.

Per Marco Stella ruolo di padre nobile.

Tanti altri, anche col marchio Pd, hanno fatto una “affacciata”. Magari per cortesia, o per curiosità, o per tutte e due le cose. Chi è rimasto a casa ha seguito lo streaming, con tanto di regia televisiva e direttore delle luci. L’accurata scenografia ha schierato a bordo scena i giovani di Destinazione futuro, la seconda lista a supporto della sindacatura Di Mare. Stavolta Marco Stella ha abdicato al suo ruolo naturale di leader, per ritagliarsi quello di padre nobile che tiene a battesimo il suo enfant prodige.

Marco e Vittoria Stella, passaggio generazionale per il “padre nobile”.

Non bastano i like, occorrono anche i chili.

Quanto si dimostrerà realmente tale, però, è tutto da vedere nei prossimi mesi. Quando le campagne di comunicazione curate da social media professionali, e le kermesse all’americana sceneggiate per YouTube, lasceranno il posto all’hardware delle trattative coi leader locali e provinciali. Tutta gente poco interessata ai like, e molto attenta invece a contare i carati del candidato e il peso dei suoi supporter.

Il centro di “Vincere e vinceremo”.

Ma tutto questo è ancora da venire. Adesso per i “centisti” è il momento di godersi il successo di pubblico. Per quello della critica dovranno però ancora aspettare un secondo appuntamento. Quando, si spera, lo spettacolo virerà verso contenuti programmatici di italica tradizione. E non verso le americanate, magari arricchite da pagliette colorate e palloncini col nome del candidato. La presentazione della terza lista pro Di Mare si conclude con la rituale foto collettiva, che immortali la nascita ufficiale del centrismo “baricentrico” acchiappatutti. Peccato che nella foga dell’entusiasmo, proprio al momento dello storico clic, a qualcuno del gruppo scappi l’intramontabile “Vincere e vinceremo”.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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