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Covid-19 ferma Augusta, Triberio e Timmoneri: subito il Coc o si collassa

Ultimo aggiornamento Saturday, 14 March, 2020   09:13

AUGUSTA – Una pesante cappa è calata su Augusta il 10 marzo, quando si è svegliata con le draconiane misure da “zona rossa” imposte al resto d’Italia. A subire il maggiore sbandamento sono state le attività produttive nel terziario, che ormai contende all’indotto industriale il primato di forza lavoro impiegata. I mille dubbi e le difficoltà a interpretare praticamente le nuovo norme in vigore, hanno fatto esplodere la questione del Centro operativo comunale. Che ancora non c’è, anche se servirebbe “per la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione”, come spiega il sito della Protezione civile. Per mettere una prima pezza all’ennesima circostanza critica che trova impreparata e spiazzata l’amministrazione 5 Stelle, l’opposizione consiliare di Centrosinistra ha proposto una cabina di regia emergenza Coronavirus“. La richiesta urgente di un fronte comune per “coordinare e condividere le azioni a tutela della salute dei concittadini, ma anche per alleviare i danni economici” è partita dal capogruppo Giancarlo Triberio. Insieme a un elenco di “proposte da vagliare e attuare nell’immediato”.

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AmoAugusta: non può gestire tutto la prefettura.

Gli effetti del decreto “resta a casa” lanciato su tutte le piattaforme di comunicazione, insieme agli avvertimenti sulle sanzioni penali cui si va incontro in caso di menefreghismo, ha messo a terra soprattutto gli esercenti del centro storico. Che già stavano in ginocchio per i 4 mesi d’ininterrotta crisi idrica, e ora si trovano i clienti spariti dal giorno alla notte. E’ Andrea Timmoneri a farsi portavoce di un’emergenza “portare il pane a casa”, diventata la scontata complicazione dell’emergenza “evitiamo i contagi”. Come presidente di AmoAugusta aveva già avviato la campagna elettorale, ma in questo momento non gliene può fregare di meno dello slittamento al 14 giugno delle amministrative. “Parlo esclusivamente come commerciante di generi alimentari, e dico che il Comune deve gestire in prima persona questa situazione critica. Non si può demandare ogni cosa alla Prefettura, perché ogni città ha le sue esigenze specifiche e solo chi la conosce meglio può trovare la soluzione per tutto”.

Andrea Timmoneri.
Copertina, avviso chiusura sine die per un centro scommesse.

Il Centrosinistra: subito cabina di regia con minoranza.

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Se Timmoneri non rinuncia a una frecciata contro il Palazzo grillino – “se intendono gestire la crisi sanitaria come quella idrica, è meglio che venga esautorata e ci mandino un commissario – Triberio è invece più conciliante. Della sindaca Cettina Di Pietro è un tenace oppositore, ma in questo momento mette da parte lo scontro pre-elettorale per chiedere una cabina di regia dell’amministrazione con i consiglieri comunali, con i responsabili di settore da affiancare a Coc e protezione civile, e con l’ausilio delle parti sociali”. Ha già un pacchetto di richieste, da vagliare senza steccati fra maggioranza e opposizione, sulla falsariga di quanto discutono a Priolo e dintorni. Nell’elenco c’è la richiesta di “sostegno per un continuo controllo del territorio da parte dei vigili urbani, l’acquisto di mascherine, la possibilità alle attività commerciali già autorizzate per il servizio a domicilio, di poter continuare la stessa attività di asporto anche dopo le 18“. A questi provvedimenti “minimi” aggiunge proposte più sostanziali, dove il fronte comune con la minoranza è indispensabile per evitare polemiche, decisamente fuori luogo considerato il momento.

Da opposizione pronto pacchetto di proposte condivise.

Il capogruppo del Centrosinistra propone “un fondo di sostegno destinato ai commercianti cosiddetti di quartiere, attraverso la sospensione dei tributi locali o altre misure di sostegno”. Insieme alla possibilità di “valutare la creazione di un fondo economico per anziani e disabili, per mitigare le difficoltà legate alla situazione”. Il consigliere Triberio chiede anche la sanificazione delle vie, come misura di prevenzione da attuare nelle ore notturne”. Ma proprio su questo punto, tocca una nota che per l’amministrazione si è dimostrata molto dolente. Perché il sito del Comune ha finalmente messo in rete la registrazione della seduta consiliare svolta il 6 marzo. Era stata vantata dalla presidenza come garanzia di “informazione corretta, precisa e puntuale. E’ risultato un fermo immagine poco definito, con consiglieri fuori campo, audio precario o inesistente sui battibecchi, diventato disponibile 3 giorni dopo. Ed è saltato fuori che la sicurezza sanitaria della sala Giacinto Franco era in condizioni peggiori delle indiscrezioni diffuse dall’oppositore Giuseppe Schermi, che aveva postato un video-choc girato dietro i banchi della minoranza.

Giancarlo Triberio, capogruppo del Centrosinistra.

Pubblicato in rete l’ultimo consiglio prima dello stop.

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Quella seduta era stata convocata a “porte chiuse” anche per la stampa, esclusa Webmarte che poi non è andata per solidarietà coi colleghi lasciati fuori. La presidente Sarah Marturana aveva negato altri accrediti, nonostante Assostampa avesse fatto notare l’illegittimità della decisione. E in effetti i vigili sono stati comandati a negare l’accesso all’unico giornalista che si è presentato a San Biagio, direttore di questo giornale nonché inviato dalla testata online RegioneLife, dalla tivu Canale8, e dall’Agenzia giornalistica siciliana. Quella di non avere nessun “estraneo” ad ascoltare i fuori onda – ha motivato la grillina in aula – “su mia determinazione è stato deciso in via precauzionale di adeguarci agli standard richiesti”. Si è assunta quella piena responsabilità anche in nome della “salute” del cronista, però si è dimenticata quella dei suoi consiglieri. Il rappresentante Diem25 ha fatto notare che non solo Marturana “non ha ritenuto di dover procedere ad alcuna santificazione. Ma addirittura, gli risultavano “non presenti” gli importanti detergenti con disinfettanti“.

Amministrazione impreparata persino per un’aula.

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Eppure la direttiva protocollo 3944 della Regione, emanata il giorno prima della seduta consiliare sulla “emergenza epidemiologica da Covid-2019, era chiara su questo aspetto. Diceva che “le amministrazioni pubbliche provvedono a rendere disponibili nei propri locali, anche non aperti al pubblico, dispensatori di disinfettante o antisettico per le mani”. Nonché provvedono a “un’accurata pulizia e disinfezione delle superfici e ambienti”, quantomeno nei “locali frequentati da personale esterno”, com’era quella seduta consiliare che visto la partecipazione ai lavori della delegazione sindacale dei pulizieri in servizio alla Marina. Invece Di Pietro ha sostenuto apertamente (minuto 28:36 dello streaming comunale), che “non c’è ancora nessuna indicazione di sanificazione degli ambienti; e per quanto riguarda i detergenti, il bagno credo sia munito di sapone a carta per asciugarsi le mani”.

Niente igienizzanti, microfoni passati senza cautele.

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A Messina igienizzante pure nei bar, ad Augusta nemmeno in consiglio.

Invece l’Amuchina sarebbe stata decisamente utile, almeno per pulire il microfono che i consiglieri si sono passati fra loro. Fra l’altro un problema di precauzioni igieniche sul “gelato” per gli interventi a verbale, lo hanno posto dagli stessi banchi grillini. Quando Marturana (minuto 20:50) ha letto un documento Uccio Blanco, poiché “non ha intenzione di parlare avendo due microfoni“. Intendendola come una precauzione – lodevole proprio perché non strettamente necessaria – adottata dal consigliere arrivato 10 giorni prima dall’allora “zona gialla” di Milano. Però il pentastellato non ha avuto alcuna indecisione a impugnarlo (minutaggio 2:55:22), quando è intervenuto sulla vicenda pulizieri. Ancora una volta cambiando idea in corso d’opera, come già accaduto per i 14 giorni di quarantena volontaria che aveva comunicato il 26 febbraio alla presidenza del consiglio. Poi interrotti il 3 marzo per blindare alla maggioranza il numero legale, che fino a quel momento era nelle mani dell’unico oppositore presente: una sua uscita avrebbe fatto saltare la seduta, già in seconda convocazione per uno “scherzetto” simile tirato da Schermi la sera prima.

“Quarantena volontaria cessata col parere medico”.

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Questo di Blanco è stato fatto diventare un “caso” da Marturana e Di Pietro, con risvolti alquanto sorprendenti. Soprattutto di ordine sanitario, dato che potrebbero dare una luce di speranza alle decine di augustani precipitosamente rientrati da Milano, che ora si trovano in quarantena domiciliare senza alcun sintomo. E ci devono restare, se tengono alla salute dei loro cari prima ancora che agli obblighi di legge. Anche sapendo che il documento del consigliere, letto da Marturana, spiega che “aveva cominciato con le dovute precauzioni a tenere una vita normale“, dopo essersi costantemente consultato col suo dottore. Per cui (minuto 19:05) dopo una settimana, viste le interlocuzioni con il mio medico”, il 3 marzo si era presentato in aula in perfetta coscienza e salute. Come quella mostrata dalla voce limpida e ferma, che si è ascoltata al microfono nella seduta del 6 marzo. Il 9 marzo la presidente aveva nuovamente convocato tutti a San Biagio, ma la seduta è stata annullata poche ore prima l’inizio. E non si saprà mai se l’amministrazione, cui oggi chiedono il Centro operativo e la cabina di regia per le emergenze, oltre che per pubblico e stampa avrebbe tenuto le porte ancora chiuse pure all’Amuchina.

Ma quale articolo ha letto Marturana?

Sarah Marturana presidente del consiglio (repertorio).

LA NOTA: Il consiglio del 6 marzo era già un “caso”, per la prima e unica decisione in Italia di tenere fuori la stampa da una sessione pubblica ma in assenza di pubblico. Ora è diventato un “giallo” dopo le dichiarazioni della presidente Marturana (minuto 13:38) secondo le quali il consigliere Blanco “è stato persino definito da un giornalista locale ‘un untore‘”. Non è stato fatto il nome, né indicata la testata, e da una ricerca in rete non si è trovato nulla sulla stampa siracusana contenente la suddetta affermazione. Mentre nell’articolo uscito su questa testata, la parola “untore” non compare da nessuna parte, neppure per sinonimi o per perifrasi. Così come nel pezzo non c’è nulla che possa far pensare un’allusione, quando Marturana evidenzia le critiche piovute a Blanco sui social “dal sentirsi accusato in questo modo da una parte degli organi di stampa”; per il semplice motivo che il reportage non contiene nessuna “accusa” di qualsiasi genere. Lo stesso dicasi per l’affermazione “dando della sprovveduta anche me, perché ho permesso al consigliere di venire in aula”; anche in questo caso, termini e concetti non compaiono su quanto pubblicato in queste colonne.

Stampa, porte chiuse e la presidente “sprovveduta”.

Semmai, se alla presidente oggi si può dare pacificamente della sprovveduta è proprio su come ha gestito tutta questa vicenda del consiglio aporte chiuse“. Si potrebbe aggiungere molto più di quanto già scritto ma, per dirla con le sue stesse parole, “questo lo valuteremo in maniera diversa”. Inoltre, quando dice “se necessario vedrò insieme al sindaco di prendere provvedimenti per quanto accaduto”, getta una luce particolare sulle dichiarazioni che Di Pietro ha fatto in aula. Infatti, polemizzando con Schermi, la sindaca allude a “soggetti oggi non presenti che hanno veramente esagerato, abusando del potere che hanno di scrivere ciò che gli pare, anche fuori luogo”. Non è una novità che il suo background ideologico, passato e presente, le faccia considerare la stampa come un mero strumento di propaganda. L’ultima ossessione per le foto che raccontano la cronaca anziché la patinatura del Palazzo, parla da sola. Le misure straordinarie di questi giorni sembra inoltre abbiano fatto venire la tentazione di usarli come uno scudo, per raggiungere obiettivi estranei all’emergenza.

Nota di servizio Agirt: verificare sempre tutto.

Secondo da destra, Pippo Cascio presidente Agirt coi giornalisti premiati del Penna maestra.

Ma l’amministrazione di Augusta ha solo la colpa di essere grossolana, nel mostrarsi tentata dal potere di dettare gli articoli, perchè molti altri sembrano indulgere a questa seduzione. Agli aspiranti censori nascosti sotto le divise da crocerossine, forse può servire conoscere la “comunicazione di servizio” diramata dall’Associazione dei giornalisti televisivi e telematici, la sera del 10 marzo. “L’eccezionale situazione ci vede tutti in prima linea per dare un’informazione ancora più tempestiva e puntuale. L’Agirt raccomanda a tutti i suoi giornalisti telematici di contemperare la velocità di pubblicazione richiesta dal web, con le imprescindibili necessità di verifica delle notizie, che per l’emergenza Coronavirus deve essere ancora più scrupolosa e approfondita. Alla valutazione della notizia non deve sottrarsi neppure quella che arriva da fonti ufficiali e comunicati stampa, poiché costituiscono un punto di riferimento privilegiato ma non esclusivo”.

“Collaborare ma non abdicare a ruolo cronisti”.

L’associazione di categoria “invita a collaborare con l’Autorità pubblica al massimo del consentito dalle regole etiche e deontologiche, ma si raccomanda altresì a non abdicare al nostro ruolo di cronisti liberi e indipendenti da qualsiasi condizionamento che non si accorda coi principi fondanti della libertà di stampa. L’Agirt è sempre stata, è tuttora, e intende esserlo in futuro, al fianco dei giornalisti che difendono il loro diritto di cronaca e di critica: tuttavia consiglia di evitare qualsiasi contrapposizione con Enti o altri colleghi, finché ciò sia possibile senza ledere pesantemente la dignità professionale e il decoro personale. L’Agirt mette a disposizione dei suoi giornalisti l’esperienza professionale del direttivo e del suo ufficio legale, per chi avesse necessità di consultarsi preventivamente su argomenti potenzialmente oggetto di contrasti e contestazioni”.

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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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