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Augusta, rompe quarantena per tenere il numero legale: “sanificate l’aula”

AUGUSTA – Dopo quello in “seduta segreta” per salvare la faccia all’amministrazione 5 Stelle, adesso arriva il consiglio comunale a porte chiuse” per salvare Augusta dall’epidemia di Coronavirus. Il 5 marzo, la presidente Sarah Marturana ha stabilito che “in misura precauzionale, a far data da oggi e fino allo scadere del suddetto decreto” governativo, le sessioni saranno senza pubblico in sala. Ma la pentastellata si è scordata che Uccio Blanco si è tranquillamente presentato alla seduta del 3 marzo (nella foto in copertina, tratta dallo streaming del Comune), pur essendo rientrato dalla “zona gialla” di Milano solo da qualche giorno. Il consigliere grillino ha interrotto anzitempo la quarantena volontaria per assicurare il numero legale alla maggioranza, quando si discuteva in seconda convocazione sul regolamento per il mercato del contadino. A ricordare che l’assise potrebbe trovarsi a rischio contaminazione anche senza gli sparuti spettatori presenti usualmente ai lavori, è stato il collega d’opposizione Giuseppe Schermi. Che subito dopo la disposizione restrittiva al libero accesso a San Biagio, ha chiesto “conferma dell’avvenuta sanificazione dell’aula“. Anche perché, come mostrano le immagini sul sito del Comune, alle 10,14 si era “presentato senza mascherina trascorsi appena 6 giorni dalla comunicazione allegata”.

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Dopo Milano, Blanco si era auto-isolato per 14 giorni.

Il riferimento è alla comunicazione che lo stesso consigliere, in auto-isolamento sociale, aveva diligentemente inviato il 26 febbraio proprio alla stessa presidenza. Dove informava che non poteva partecipare ai consigli che potrebbe convocare da qui ai prossimi 14 giorni“, considerato che nel milanese si era fermato una decina di giorni. In quel documento, il coscienzioso Blanco faceva sapere di aver puntualmente informato il suo medico di famiglia e il dipartimento prevenzione dell’Asp. Tutte le buone intenzioni di rispettare il vademecum della Regione e le comunicazioni della sindaca Cettina Di Pietro, sono però andate a farsi benedire sull’aritmetica consiliare. Quando la conclusione fruttuosa dei lavori è rimasta nelle mani di Angelo Pasqua, l’unico della minoranza in aula e il solo a tenere il numero legale di 12 presenti.

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Schermi: ripristinare condizioni sicurezza sanitaria.

Il grillino si è precipitato a salvare la sua maggioranza, ma si è dimenticato di prendere precauzioni. Perciò, prima di rimettere piede a palazzo San Biagio, Schermi “sollecita urgente riscontro onde consentire lo svolgimento del consiglio, convocato domani 6 marzo e del successivo 9 marzo, in condizioni di sicurezza sanitaria“. Fino alla tarda serata, tuttavia, non ha avuto notizia di operazioni avviate per la disinfezione dell’aula Giacinto Franco. Eppure l’amministrazione avrebbe dovuto pensarci autonomamente, anche senza l’imprudenza di Blanco e il preoccupato richiamo del consigliere Diem25. Come ad esempio ha fatto quella di Siracusa. Che il 5 marzo, ha adottato misure negli uffici comunali contro la diffusione della malattia”. Il comunicato diramato dall’ufficio stampa del Comune capoluogo, spiega che “il provvedimento prevede di incrementare la pulizia e la sanificazione dei locali e degli automezzi”. Nonché “di incrementare la pulizia nei locali di ritrovo comunali come impianti sportivi o auditorium”. Si occupa di disinfettare gli ambienti, compresi quelli consiliari, non di sbarrare le porte al pubblico.

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Nessuna disinfezione, ma nuovi consigli a porte chiuse.

Invece, ad Augusta, la presidente Marturana è stata sollecita a chiudere subito l’aula ai non addetti ai lavori. Senza assicurare i suoi stessi consiglieri, sulla sanificazione dei banchi dove andranno a sedersi. La pubblicità che deve necessariamente essere assicurata alle sedute consiliari, è stata demandata allo streaming fornito dal Comune nel suo sito istituzionale, e a quello offerto dalla “testata giornalistica registrata”. Se verrà ammessa anche la stampa dotata solo di taccuino, i cronisti lo scopriranno al momento. A San Biagio non c’è alcun microfono ambientale, e molti “dettagli” sfuggono a chi guarda da casa. Come ad esempio l’aperto dissenso del consigliere grillino Vittorio Meli verso il suo gruppo, per come il 2 marzo cavillava sul regolamento per le bancarelle settimanali degli agricoltori diretti. Di fuori onda da registrare, le prossime sedute a porte chiuse, ne promettono parecchi. Il 6 marzo c’è da nominare il nuovo collegio dei revisori, cruciale per avere il primo bilancio in regola temporale di questi ultimi 5 anni. E c’è da discutere su ‘appalto pulizieri Marina Militare“, di cui non si afferra la competenza del Comune a intervenire validamente sull’argomento.

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Seduta doppia per revisori e su cittadinanza al Duce.

Tuttavia la seduta più interessante per orecchie non controllabili dalla regia microfoni della presidenza consiliare, è quella del 9 marzo. Quando l’amministrazione 5 Stelle non solo dovrà affrontare le richieste dell’opposizione sulla “ridefinizione delle aree Zes in territorio comunale”, e “sull’utilizzo locali dell’ex caserma Carabinieri di piazza Carmine per allocazione ufficio Inps e Guardia medica“. Ma dovrà anche spiegare cosa intende per intitolazione Palco della musica al maestro Marcello Giordani“, considerato che il monumento liberty alla Villa è in condizioni di fatiscenza tali, che dedicarlo al grande tenore augustano in quelle condizioni diventerebbe un insulto alla memoria. E, soprattutto, la maggioranza grillina si troverà nella condizione di decidere cosa vuole fare con la mozione che chiede di revocare la cittadinanza onoraria al Duce, per concederla alla senatrice ebrea Liliana Segre scampata ad Auschwitz. Col Covid-19 le precauzioni non sono mai troppe ma, in questa spinosa discussione proprio a ridosso delle elezioni comunali, le “porte chiuse” potrebbero venire utili anche a tappare gli occhi.

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Il palco della musica in condizioni di fatiscenza.
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Massimo Ciccarello
Giornalista professionista

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